Un muro di coscienza attraversa l’Italia: cinque aeroporti, un solo messaggio
Questa mattina il Muro di Coscienza si è formato regolarmente all’aeroporto di
Verona (7:30 -9:00), a Cagliari (9:00-12:00) e Milano Linate (10:00-12:00), con
momenti di confronto con i passeggeri. In questo momento è in piedi a Roma
Fiumicino (17:00-20:00). Questa sera, dalle 20:00 alle 23:00, si concluderà
all’aeroporto di Venezia.
“Siamo qua perché a Gaza e in Cisgiordania si sta consumando un genocidio e
perché il Governo italiano continua a garantire, attraverso rotte aeree e
accordi in essere, la normalizzazione dei rapporti con Israele che lo sta
compiendo. – dichiara Maria Elisabetta Pini, del Presidio Presidio Permanente
per la Palestina di Cagliare e organizzatrice del Giovedì bianco – Non possiamo
restare a guardare passivamente mentre a Gaza prosegue quello che anche l’ONU
definisce un genocidio e in Cisgiordania si inasprisce la pulizia etnica (come
dimostrano i fatti di Qusra).”
Oggi gruppi, associazioni e attiviste e attivisti con storie ed esperienze
diverse – coordinati attraverso Giovedì Bianco (giovedibianco.it), lo strumento
che ha permesso di far convergere obiettivi comuni tra realtà distinte – danno
vita insieme al Muro di Coscienza in cinque aeroporti italiani.
Le nostre richieste sono chiare e non negoziabili, vogliamo:
* La sospensione delle rotte aeree dirette e degli accordi commerciali che
sostengono l’economia israeliana, direttamente complice del genocidio e la
sospensione dell’accoglienza di militari israeliani in “Decompressione”
* La fine di ogni forma di collaborazione militare, economica e diplomatica del
Governo italiano con Israele
* Il riconoscimento pubblico e istituzionale che a Gaza e in Cisgiordania sta
avvenendo un Genocidio – Rapporto ONU
https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/a80492-gaza-genocide-collective-crime-report-special-rapporteur-situation
* L’apertura delle indagini sulle denunce già depositate presso la Procura di
Roma contro personale militare israeliano, e l’esecuzione dei mandati
d’arresto della CPI già emessi”
* queste le richieste degli attivisti che oggi si sono coordinati in tutto il
Paese.
Le associazioni, i gruppi e i collettivi del giovedì bianco hanno costruito muri
di coscienza. È un muro fatto di persone: un muro permeabile di almeno 30 metri,
attraversabile da chiunque, che rende visibile il nesso tra le rotte aeree, gli
accordi economici e il sostegno concreto che questi garantiscono al governo
israeliano. È un’azione di informazione e non di ostruzione: chiunque voglia
fermarsi, discutere, informarsi o unirsi troverà accoglienza.
La protesta ha un punto fermo: nessuna profilazione delle persone
“L’azione non è rivolta contro i singoli viaggiatori in quanto tali –
sottolineano gli organizzatori – Il bersaglio è politico: le scelte del governo
italiano. Chiunque voglia fermarsi discutere informarsi o unirsi troverà
accoglienza.”
Il bersaglio della protesta è politico e strutturale: le scelte del governo
italiano e il sistema di rotte, accordi e interessi economici che sostiene
l’occupazione e il genocidio in corso contro tutto il popolo palestinese.
Chiunque si fermi a dialogare, indipendentemente dalla propria provenienza, ha
trovato accoglienza, non giudizio o respingimento.
“È fondamentale nominare chi è responsabile. Troppo spesso, quando si parla
delle vittime di Gaza, si racconta la loro sofferenza senza nominare da chi sia
prodotta, come se si trattasse di una tragedia senza responsabili – una calamità
naturale invece che il risultato di scelte politiche precise da parte di
Israele: occupazione, pulizia etnica e genocidio con la complicità di governi
come il nostro che continuano a garantire relazioni economiche e diplomatiche
normali. Come scriveva Primo Levi, «i mostri esistono, ma sono troppo pochi per
essere veramente pericolosi» – a renderli tali sono le persone comuni che
scelgono di non vedere o di non opporsi (Se questo è un uomo)”. – queste le
parole degli attivisti del Giovedì Bianco.
Il gruppo ha sottolineato che il silenzio non è neutrale: vivere in uno Stato
che compie un genocidio, o che ne è complice, e non opporsi, non è una posizione
neutra: è una forma di complicità. Il silenzio normalizza, supporta e permette
il genocidio. Per questo scegliamo di non tacere.
Vivere in uno Stato che compie un genocidio, o che ne è complice, e non opporsi,
non è una posizione neutra: è una forma di complicità. Il silenzio normalizza,
supporta e permette il genocidio. Per questo scegliamo di non tacere.
Aeroporto di Verona Villafranca
Verona e Cagliari si uniscono a Milano, Roma e Venezia in un’unica giornata di
mobilitazione.
Le voci di chi era presente oggi:
“La complicità del governo italiano nel genocidio in Palestina è evidente e
chiara – le parole di Fawzi Ismail, Associazione amicizia Sardegna Palestina –
dopo la fornitura d’armi, sostegno mediatico e politico ora il vergognosa
accoglienza e sostegno ai soldati criminali per “decomprimersi”, e “riposare”
nelle località turistiche italiane, interrompiamo la complicità con il
genocidi”.
“Nessuna tensione con chi è sceso dall’aereo in arrivo da Tel Aviv. Non abbiamo
reagito alle provocazioni e agli insulti, coprendoli con cori ‘free free
Palestine’. – le parole della Rete Verona per la Palestina – Abbiamo ricevuto
insulti e dita medie ma non c’è mai stato un momento di tensione né con chi è
sceso dall’aereo, né con le autorità.”
Si chiude la giornata a Venezia con lo stesso messaggio rilanciato in tutta
Italia – Rachele Voltolina, Global Sumud Veneto conclude: “Non accettiamo la
complicità del nostro governo nel genocidio in Palestina e chiediamo la rottura
di tutti gli accordi con Israele, compreso il mantenimento delle rotte aeree.
Questi voli non sono neutrali: contribuiscono a sostenere l’economia di guerra
israeliana e la sua politica genocida.”
Realtà unite attraverso il Giovedì Bianco:
Verona – Verona per la Palestina
Cagliari – Associazione Amicizia Sardegna Palestina e Presidio permanente per la
Palestina
Milano – In piazza per Gaza – Duomo Milano
Roma – Libere Cittadine per la Palestina
Venezia – Rete veneta dei comitati per la Palestina
Per un commento o un’intervista, i portavoce sono disponibili ai seguenti
contatti:
Verona Villafranca — Anna Holme — 3407906948 — holmeanna89@gmail.com
Cagliari — Maria Elisabetta — 333 3347420 — contatto@giovedibianco.it
Milano — Santa Borrello — 347 7670941 — borrellosanta@gmail.com
Roma — Francesca Putini — 348 894 2320 — francescaputini@gmail.com
Venezia — Rachele Voltolina — 379 1613451— globalsumud_veneto@proton.me
Redazione Italia