Michalis Psilos: “un atto di verità e giustizia”

Pressenza - Monday, August 17, 2026

All’opinione pubblica greca la notizia che è cominciata la raccolta di firme alla petizione per la candidatura dei bambini di Gaza all’assegnazione del Premio Nobel per pace è stata riferita sulle pagine dello storico e prestigioso quotidiano ellenico specializzato in economia e finanza, Naftemporiki, dal direttore dell’edizione online, Michalis Psilos, nel suo articolo qui integralmente riportato.

Il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza 

Il riconoscimento del sacrificio dei bambini di Gaza da parte del Comitato per il Premio Nobel sarebbe un atto di verità e giustizia.

Si stanno raccogliendo firme per assegnare il Premio Nobel per la Pace di quest’anno ai bambini di Gaza.

L’iniziativa, che è partita dall’Italia, a molti pare “strana”. 

La cosa interessante è che a condurla sono attori e organi di stampa vicini alla Chiesa cattolica.

Secondo le volontà di Alfred Nobel, questo premio dovrebbe essere assegnato “alla persona che avrà dato il maggior contributo alla fraternizzazione tra le nazioni, all’abolizione o alla riduzione delle forze militari e alla conduzione e promozione dei processi di pace”.

Il frate francescano Ibrahim Faltas, direttore delle scuole cattoliche in Terra Santa, afferma che «riconoscere il sacrificio dei bambini di Gaza con il Premio Nobel per la Pace significa dare un valore rinnovato alla parola pace».

«Significa sancire nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non cresceranno mai e il diritto a un futuro di pace per coloro che sono sopravvissuti all’orrore e all’odio», sottolinea il frate francescano.

La sua proposta è già sostenuta da professori universitari, politici e personalità del mondo dell’arte e della cultura.

Indubbiamente, le vittime innocenti della guerra a Gaza non sono solo i bambini palestinesi. Ci sono anche i bambini israeliani uccisi nell’attentato terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Così come i bambini ucraini e russi, ma anche iraniani. Le tragedie vissute, soprattutto dai bambini nei numerosi conflitti che imperversano in molte parti del mondo, indifesi di fronte all’odio e alla violenza degli adulti, non conoscono confini.

La tragedia nei numeri

Ma oggi a Gaza c’è qualcosa di più: i numeri.

Circa 21˙000 bambini sono stati uccisi dall’inizio della guerra. E dalla firma del cosiddetto accordo di pace nell’ottobre 2025 a Gaza sono stati uccisi 300 bambini e adolescenti – un bambino al giorno – mentre le operazioni israeliane continuano.

Non dimentichiamo, ovviamente, che decine di migliaia di bambini sono rimasti feriti, mutilati, sfollati o orfani.

Riflettete un attimo su quest’immagine: alcuni di questi bambini sopravvissuti alla tragedia mentre ricevono il Premio Nobel…

Atto di giustizia

Il riconoscimento del sacrificio dei bambini di Gaza da parte del Comitato per il Nobel sarebbe un atto di verità e giustizia. «Basta. Basta a voi che uccidete. Basta a voi che mentite. Basta a voi che non fate nulla. Basta, se siete ancora umani adesso basta», afferma Eugenio Mazzarella, professore di filosofia all’Università Federico II di Napoli, uno degli ideatori dell’iniziativa “Premio Nobel per la Pace ai Bambini di Gaza”.

Intanto, però, la guerra continua.

Il primo ministro israeliano Netanyahu ha addirittura respinto il piano di pace in 15 punti del presidente Trump. “Non lasceremo Gaza. Il piano di pace è morto – ha dichiarato Netanyahu – Le Forze di Difesa Israeliane non si ritireranno finché Hamas non sarà sostanzialmente disarmato”.

Strategia di guerra

Netanyahu non ha rinunciato alla guerra, che considera la strategia di Israele per i prossimi anni. Anche il fronte della Cisgiordania occupata rimane aperto, dove, oltre all’occupazione dei campi profughi, alle operazioni di sgombero e alle demolizioni effettuate dall’esercito, sono in aumento anche le incursioni dei coloni.

Nel frattempo, i bambini continuano a morire. Coloro che sopravvivono a malnutrizione, malattie, acqua contaminata e cure inesistenti “stanno ancora aspettando la fine della violenza che il presidente Trump ha promesso loro”.

Come dice Eschilo nell’Orestea: «Che gli dèi abbiano pietà… di coloro che conquisteranno, se rispetteranno i templi e le istituzioni dei vinti».

Μιχάλης Ψύλος  Η ΝΑΥΤΕΜΠΟΡΙΚΗ 11 agosto 2026

 

Maddalena Brunasti