“Uccisi dalla pace promessa e non avuta.” Eugenio Mazzarella e il Nobel ai bambini di Gaza
Oltre dodicimila adesioni, il percorso verso la candidatura formale, il sostegno
della politica e delle istituzioni e una prima eco internazionale. Eugenio
Mazzarella racconta a Pressenza il significato della proposta del Nobel per la
Pace ai bambini di Gaza.
“Il Nobel per la pace datelo ai bambini di Gaza, morti per la pace che non hanno
mai conosciuto.”
È con queste parole che Eugenio Mazzarella, filosofo, poeta, professore emerito
di Filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli ed ex parlamentare,
conclude il suo appello pubblicato sulle pagine di Avvenire.
Una proposta che nasce anche da un sentimento di impotenza davanti a quanto
continua ad accadere a Gaza. Nel suo intervento Mazzarella racconta il disagio
di chi ha scritto, denunciato, preso posizione e tuttavia, di fronte al
ripetersi delle morti e alle immagini dei bambini, avverte il vuoto delle parole
già pronunciate.
Da qui un “basta” che attraversa il suo scritto: basta uccidere, basta mentire,
basta restare immobili.
E infine la proposta: il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza.
L’idea di candidare i bambini di Gaza al Nobel aveva già trovato in precedenza
espressione in alcune iniziative della società civile, alle quali anche
Pressenza aveva dato spazio. È però con l’appello di Eugenio Mazzarella sulle
pagine di Avvenire che la proposta assume oggi una dimensione nuova: raggiunge
in pochi giorni migliaia di persone, entra nel dibattito politico e
istituzionale, supera i confini italiani e comincia soprattutto a tradursi nel
percorso concreto verso una candidatura formale.
Nel significato assunto dall’iniziativa, Gaza diventa inoltre il punto dal quale
rivolgere lo sguardo all’infanzia vittima delle guerre, senza stabilire
gerarchie tra bambini e sofferenze.
Ad oggi, 16 agosto 2026, l’iniziativa continua a crescere rapidamente.
Nell’intervista che pubblichiamo, Mazzarella riferisce che le adesioni hanno
ormai superato quota dodicimila.
Hanno aderito cittadini, famiglie, esponenti del mondo della cultura e
dell’università, associazioni, rappresentanti religiosi e personalità politiche.
Tra i nomi che hanno espresso sostegno figurano, tra gli altri, Massimo
Cacciari, Luigi Manconi, Stefano Zamagni e padre Ibrahim Faltas. Sul versante
politico sono arrivate, tra le altre, le adesioni di Elly Schlein, Pier Luigi
Bersani, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Un passaggio ulteriore è arrivato con Giuseppe Conte, che non si è limitato ad
aderire all’appello. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha annunciato di
essere al lavoro con Eugenio Mazzarella per preparare una relazione dettagliata
e procedere alla presentazione della proposta formale attraverso i canali
ufficiali del Comitato per il Nobel.
L’iniziativa sta cominciando a coinvolgere anche le istituzioni locali.
La proposta ha intanto iniziato a varcare i confini nazionali. La notizia è
stata ripresa da testate e media in Palestina, Israele, Yemen, Stati Uniti e in
ambito europeo, portando l’iniziativa dentro un dibattito internazionale che
registra adesioni, attenzione e anche posizioni critiche.
Pressenza aveva già seguito nelle proprie pagine il percorso della candidatura e
alcune delle iniziative nate intorno ad essa. Tornarci oggi significa però
trovarsi davanti a una realtà profondamente cresciuta: un appello che raccoglie
migliaia di adesioni, raggiunge la politica e le istituzioni, ottiene una prima
attenzione internazionale e si prepara a percorrere formalmente la strada verso
Oslo.
Questa proposta non poteva lasciare indifferente una testata che ha nella pace,
nella nonviolenza, nel disarmo e nella difesa dei diritti umani alcuni dei
fondamenti del proprio lavoro.
Abbiamo quindi voluto ascoltare direttamente Eugenio Mazzarella, lasciando alle
sue parole il compito di raccontare il significato della candidatura e di
affrontare le questioni che essa inevitabilmente apre: Gaza, le responsabilità
dell’Occidente, la politica italiana, la guerra e lo spazio che resta alla pace
e alla nonviolenza.
L’intervista
Professor Mazzarella, perché affidare proprio ai bambini di Gaza un Nobel per la
Pace e fare di loro il simbolo di tutti i bambini vittime delle guerre? Che cosa
rappresenta questa scelta?
Questi bambini, nell’ultimo anno di fine presunta delle ostilità a Gaza, sono
stati uccisi dalla pace promessa e non avuta. Così come i 20mila uccisi nel
genocidio avviato da Israele per rappresaglia fuori da ogni misura immaginabile
per il feroce e inescusabile attacco di Hamas il 7 ottobre 2023. Ma anche i
bambini israeliani trucidati il 7 ottobre sono vittime della pace mancata in
Palestina da ottant’anni. Questo premio vuole essere un premio a chi ci
costringe a guardare in faccia con la sua morte innocente che cosa significa per
l’infanzia la guerra.
La sua proposta vuole intraprendere concretamente il percorso per arrivare a una
candidatura al Nobel a Oslo, oppure nasce soprattutto come una provocazione
morale e politica? O le due cose, in questo caso, coincidono?
Le due cose coincidono nel senso che sarà avanzata una candidatura formale al
Comitato, individuando un’istituzione che possa usare il premio per i bisogni
dei bambini di Gaza.
L’iniziativa ha raccolto in pochi giorni migliaia di adesioni. Si aspettava una
risposta così ampia? E che cosa vorrebbe riuscisse a mettere in moto, al di là
dell’assegnazione del Nobel?
Sì, siamo oltre le 12mila adesioni e cresceranno ancora. Sono rimasto io stesso
stupito, ma evidentemente l’appello ha toccato una corda sensibile nell’opinione
pubblica che aspettava solo di essere sollecitata. Spero porti all’ordine del
giorno dell’attenzione internazionale che bisogna finirla di nascondere la
tragedia dell’infanzia in guerra nella sconcia categoria dei “danni
collaterali”.
Lei ha parlato di una “Caporetto morale dell’Occidente”. Che cosa abbiamo perso
a Gaza? E quali responsabilità attribuisce all’Europa e, più in generale, alle
democrazie occidentali?
Di predicare valori che non pratichiamo e che anzi offendiamo consapevolmente
con le nostre stesse azioni. Questo premio sarebbe uno schiaffo in faccia a
troppe ipocrisie.
Perché nel dibattito pubblico sembra così difficile tenere insieme la condanna
del massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre e quella delle sofferenze inflitte
successivamente alla popolazione civile palestinese?
C’è un’intimidazione morale che usa la Shoah e il senso di colpa che ne viene
alle società europee (e di cui sia chiaro si deve sempre fare memoria) come
lasciapassare etico e politico ad ogni azione dello Stato di Israele. Oltre
ovviamente a un’intimidazione economica e finanziaria e a una grande capacità
lobbistica sotto purtroppo il patronato americano.
Lei è stato parlamentare e conosce la politica anche dall’interno. Come giudica
la posizione del governo italiano su Gaza? L’Italia avrebbe potuto fare di più e
che cosa dovrebbe fare oggi?
Debole, purtroppo debole, intimidita per i motivi suddetti e senza alcuna
corrispondenza nel sentire comune degli italiani.
Da Gaza all’Ucraina e agli altri conflitti in corso, sembra che il mondo stia
tornando ad abituarsi alla guerra. È così? E quale spazio possono ancora avere
oggi la pace e la nonviolenza?
La ridefinizione dei pesi specifici di potenza nel sommovimento geopolitico
della globalizzazione è di per sé un fattore di crisi e di tensioni in cerca di
un nuovo punto di equilibrio. C’è la tentazione di affidare alla guerra, al
diritto dei vincitori, un nuovo quadro di stabilità. Un’illusione che può essere
mortale per l’umanità tutta. Abbiamo necessità di affidarci alla pace che poi è
patto, attività pattizia, diplomazia che risolve non con il conflitto il nodo
degli interessi.
La proposta, dopo aver raccolto migliaia di adesioni, sta entrando anche nelle
istituzioni. Il consigliere comunale Toti Lange ha presentato un ordine del
giorno affinché il Comune di Napoli aderisca formalmente alla candidatura e
promuova, attraverso l’ANCI, il coinvolgimento degli altri Comuni italiani. Si
aspettava una risposta di queste dimensioni? E che significato ha per lei che
proprio dalla sua Napoli possa partire anche una risposta istituzionale?
Questa risposta istituzionale è già partita e si sta ampliando da diverse città,
a cominciare dalla Perugia della sindaca Vittoria Ferdinandi, delegata nazionale
ANCI alla Pace. Mi auguro che grazie alla meritoria iniziativa presa dal
consigliere Toti Lange, di cui ha dato notizia anche Avvenire, anche la mia
città, con la sua storia, sappia trovare le ragioni di un’adesione formale.
Una voce in più per la pace
Al professor Eugenio Mazzarella va il mio ringraziamento personale per la
disponibilità e per aver voluto condividere con Pressenza queste riflessioni.
A questo ringraziamento si unisce la redazione di Pressenza, insieme alla nostra
vicinanza a una proposta che riporta al centro ciò che ogni guerra finisce per
cancellare: i bambini, le loro vite e il loro diritto al futuro.
Ci uniamo all’appello perché i bambini di Gaza possano rappresentare, attraverso
questa candidatura, tutti i bambini ai quali le guerre degli adulti hanno
sottratto il diritto di crescere, vivere e immaginare il proprio domani.
La proposta comincia ora un percorso concreto verso la candidatura formale.
Continueremo a seguirne gli sviluppi e a darle voce.
Perché la pace, prima ancora di essere un premio, dovrebbe essere un diritto di
ogni bambino.
Come aderire
È possibile aderire alla proposta scrivendo all’indirizzo e-mail dedicato
attivato da Avvenire: petizione.gaza@avvenire.it
La foto di copertina fa parte del progetto Between Gaza and Naples, di cui
abbiamo parlato in questo articolo.
Fonti
Avvenire – “Ai bambini di Gaza il Premio Nobel per la pace”
Avvenire – “I bambini di Gaza, tutti i bambini e noi: il senso di una proposta”
Avvenire – Le adesioni di Conte, Schlein e le voci dei lettori
Pressenza – Il Nobel per la Pace ai bimbi di Gaza
Pressenza – Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza
ANSA – L’appello della sindaca di Perugia per il Nobel ai bambini di Gaza
Comune di Napoli – Bambini di Gaza candidati al Nobel: presentato l’ordine del
giorno in Consiglio comunale
Times of Palestine – Italian professor launches campaign for Nobel Peace Prize
for Gaza’s children
Safa News – Italian Initiative Seeks Nobel Peace Prize for Gaza’s Children
Yemen Press Agency – La proposta sulla stampa yemenita
Ynet – La proposta raccontata dalla stampa israeliana
Ground News – Words matter. So do the children of Gaza
EUPAC – Italian nomination of Nobel Peace Prize for Gaza children
Lucia Montanaro