
Da Palermo a Madrid: mal “comune”, zero gaudio
Pressenza - Monday, July 27, 2026
Duecentomila, tanti sono gli evacuati per incendi in Francia e Spagna.
Una volta tanto quindi il cliché del pervertito pare non essere sostenibile e la regione francese colpita, vicino Bordeaux, ha visto bruciare 50.000 ettari di bosco.
Stessa sorte nei dintorni di Madrid e già si inizia a trasformare aerei militari in bombardieri di acqua.
A me pare che il “salto di fiamma”, che propaga il fuoco in presenza di fattori come vento e secco a terra, sia sempre esistito ma che con queste nuove coordinate meteorologiche sta diventando normale. Normalmente patologico.
Quindi niente da rimproverare ai nostri amministratori?
Beh, se lo stereotipo del piromane o del mafioso stavolta paiono non avere argomenti forti, le immagini dell’evacuazione di massa dalla penisola in fiamme di Lége Cap Ferret per noi non hanno nulla in “comune”.
Le prove?
Il piano della protezione civile proposto al Comune di Palermo risale al 2016. Non nomina mai in alcun punto il rischio incendio (e stendiamo un velo pietoso su quanto invece poco e male viene detto su quello idrogeologico, che almeno vi è nominato).
Piani di evacuazione e modalità di organizzazione della popolazione? Zero!
Un piccolo esempio: la notte dei roghi lungo via Esterna Spartiviolo, lungo la circonvallazione di Monreale fino al letto del Fiumelato, i mezzi degli eroici vigili del fuoco (a cui dobbiamo rispetto e riconoscenza) non avevano neanche dove posizionarsi, impedendo inconsapevolmente esodi e vie di fuga da vie e trazzere dove solo il corriere di Amazon arriva, ma senza la pretesa di portare soccorsi.
Che avrebbero potuto fare? E se un incendio simile si diffondesse in aree urbane cosa accadrebbe?
Ironia della Storia, il giorno dopo, mentre il braciere di una montagna costellata di fuochi tiene alta artificialmente la temperatura, ripartivano senza tregua gli scavi per i sottoservizi previsti dal PNRR per transizione ecologica e digitale.