
«Acqua sporca»
Progetto Melting Pot Europa - Friday, July 24, 2026Parte dall’improvvisa decisione di Neela di lasciare l’Italia dopo trent’anni di lavoro per tornare definitivamente in Sri Lanka, il romanzo di Nadeesha Uyangoda pubblicato da Einaudi e vincitrice del premio Campiello Opera prima 1 e finalista al Premio Strega 2026.
Come l’attrazione gravitazionale della Luna, questa scelta genera maree che si ritirano dalle coste della sua famiglia, scoprendo ansie radicate nelle menti e spiriti ancestrali imprigionati nei corpi.
Sull’isola, sua sorella Himali cresce una figlia sul modello di un ideale politico, con un marito fantasma, ex militante comunista immigrato senza documenti in Europa.
Pavitra, la sorella piú piccola, alle spalle un matrimonio insapore, si aggira come uno spettro in un appartamento non suo, soffrendo la povertà che l’ha costretta a dare in pegno l’unica ricchezza che possedeva.
Ayesha, la figlia di Neela, vive a Milano una vita sgretolata, precaria, senza mai riuscire a «trovare né la soddisfazione morale né la compensazione economica».
Una storia famigliare ambientata tra il presente e il passato, tra due spazi geografici che sradicano e frammentano, tra un Paese in cui è difficile provare a realizzare i propri sogni e uno in cui la magia e il mito pervadono ancora ogni cosa.
Leggi un estratto del libroNadeesha Uyangoda è una scrittrice italofona nata in Sri Lanka, autrice del libro L’unica persona nera nella stanza (66thand2nd 2021) – vincitore del Premio Sila nella sezione Economia e Società e del Premio Rapallo Speciale Anna Maria Ortese – e di Corpi che contano (66thand2nd 2024). Per Einaudi ha pubblicato Acqua sporca (2025). Inoltre, è ideatrice del podcast Sulla Razza (Juventus/OnePodcast), ha scritto per media nazionali e stranieri e cura la rubrica Il libro di «Internazionale».
- Motivazione:
Acqua sporca, romanzo d’esordio di Nadeesha Uyangoda, dà voce, con intensità narrativa e limpidezza stilistica, alle fratture e alle appartenenze multiple del mondo contemporaneo, trasformando una vicenda familiare e migratoria in una narrazione polifonica sull’identità, la memoria e l’eredità affettiva. Attraverso una scrittura insieme nitida e simbolica, il romanzo intreccia esperienze individuali e storia collettiva, restituendo il senso dello spaesamento, del ritorno e della ricerca di sé tra lingue, culture e generazioni diverse. Acqua sporca si impone, pertanto, come voce originale ma già ben riconoscibile nella narrativa italiana contemporanea. ↩︎