
COOLING POVERTY: PROSEGUE “CHE CALDO CHE FA”, LA CAMPAGNA ITINERANTE DI LEGAMBIENTE CONTRO LA DISUGUAGLIANZA ENERGETICA
Radio Onda d`Urto - Wednesday, July 1, 2026Si intitola “Che caldo che fa” ed è campagna itinerante di Legambiente per “difendere la cittadinanza dalla disuguaglianza energetica“. Giunta alla sua seconda edizione, l’iniziativa parte dal presupposto che le ondate di calore non colpiscono tutte e tutti allo stesso modo. Anzi. Soprattutto nelle città esistono forti diseguaglianze termiche tra quartiere e quartiere, dovute alle specifiche caratteristiche economiche e infrastrutturali del territorio. Differenze che Legambiente intende monitorare, studiare e contrastare perché “città più fresche, città più giuste”, come recita lo slogan scelto per l’iniziativa.
“Con questa campagna di citizen science, vogliamo affrontare il problema della cooling poverty. – scrive Legambiente – Attraverso azioni di monitoraggio e analisi delle condizioni dei quartieri selezionati, formuleremo proposte concrete per stimolare le amministrazioni comunali a intervenire, adattando le città alle ondate di calore e proteggendo la salute di tutta la cittadinanza, in particolare delle fasce sociali in povertà energetica”.
E così è stato anche a Milano. Dopo la tappa napoletana, la campagna si è infatti spostata al Municipio 6 del capoluogo lombardo, il quartiere Giambellino, dove dalle rilevazioni effettuate attraverso l’uso di telecamere a infrarossi risulta che “ben il 58% di servizi e strutture monitorate – tra scuole, uffici postali, fermate del bus, farmacie, aree giochi – risultano direttamente esposte al sole nelle ore centrali della giornata, quando il calore urbano raggiunge i picchi più elevati”. In questo quadro, è nell’area antistante l’accesso della metro M4 “Segneri” che è stata rilevata una delle “temperature operative” più alte e, in prospettiva, più preoccupanti: 44,6°C, un valore che supera di oltre 10°C la temperatura ambientale registrata quel giorno, pari a 33°C. A pesare sui risultati, il connubio tra cementificazione, scarsa presenza di aree verdi, fitta presenza di impianti di condizionamento, alta densità abitativa e massiccia presenza di veicoli a combustione. Una convergenza di fattori ormai stereotipica, denominata “isola di calore urbana”, che accomuna molte aree urbane, specie in prossimità dei quartieri più popolari.
I dati raccolti nel quartiere Giambellino di Milano da Legambiente Lombardia in collaborazione con il Politecnico di Milano sono stati presentati ieri, martedì 30 giugno, nel corso del flash-mob organizzato in piazza Pietro Frattini, durante il quale è stata ribadita la necessità di creare più rifugi climatici urbani per difendere la popolazione dalle ondate di calore.
Per approfondire i contorni della campagna “Che caldo che fa”, e per guardare da vicino i risultati dei monitoraggi realizzati nel quartiere Giambellino, abbiamo intervistato Lorenzo Baio, vicepresidente di Legambiente Lombardia Ascolta o scarica
