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COOLING POVERTY: RIPENSARE LE CITTA’ DI FRONTE ALLA CRISI CLIMATICA E A TEMPERATURE SEMPRE MENO VIVIBILI
Crisi climatica. Aumentano in Italia le città da bollino rosso per le temperature: ieri, martedì, erano 15, oggi – mercoledì – si sale a 16, domani – venerdì – a 17, su un totale di 27 città monitorate dal Ministero della Salute. Aumentati del 15% gli accessi al pronto soccorso per il caldo, mentre nel fine settimana è annunciata un ulteriore incremento delle temperature, con contestuale rischio però di brevi ma potenzialmente devastanti temporali, data la massa immensa di energia termica in ballo. Non è un’impressione e non è “il solito caldo” quello che colpisce in particolare Italia ed Europa. Ci sono infatti abbiamo dati statisticamente significativi che mostrano come il riscaldamento del pianeta abbia “cambiato passo” da poco più di 10 anni. A dirlo lo studio pubblicato da Cnr – Consiglio Nazionale delle Ricerce – e Università di L’Aquila. L’aumento misurato in gradi centigradi per decennio è  doppio negli ultimi 10 anni rispetto al periodo prima del 2013-2014. Per Antonello Pasini (Cnr-Iia), coautore dell’articolo scientifico, “lo sviluppo di questi studi sarà collegare il cambio di passo della temperatura globale alle sue possibili cause, naturali o dovute all’azione umana, cercando analoghi punti di cambiamento in altre variabili causali come le emissioni antropogeniche di solfati o le proprietà di riflettività del pianeta. Dopo queste analisi statistiche potremo analizzare l’evoluzione del sistema clima con modelli dinamici e di AI”. L’intervista di Radio Onda d’Urto ad Antonello Pasini (Cnr-Iia), fisico e scienziato del cambiamento climatico. Ascolta o scarica I cambiamenti climatici colpiscono quindi il mondo, l’Europa e anche l’Italia, ma non tutte le zone nella stessa maniera. Oltre alle differenze di classe nell’accesso al raffrescamento per il fenomeno della cosiddetta “cooling poverty”, le città cementificate del Nord e la pianura padana, con l’effetto isola di calore sono in fondo alla classifica di vivibilità climatica elaborata da ilmeteo.it e il Corriere della Sera. Se ai primi posti nei dati ci sono città adriatiche come Ancona e Bari, in fondo figurano Trento, Cremona e Mantova. Male anche Brescia, che a livello di clima è al 102esimo posto su 107 totali. A trascinare in basso la città da cui trasmette Radio Onda d’Urto ci sono le continue notti tropicali e le ondate di calore, con decine di giorni oltre i 34°C. In un quarto di secolo a Brescia la temperatura media è cresciuta di oltre 2 gradi, con una violenta accelerazione (circa un grado) solo negli ultimi 10 anni.   Dal livello locale a quello continentale. L’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, definisce la situazione non “più un solo fenomeno meteorologico, ma un’emergenza sanitaria“., ricordando che, negli ultimi 4 anni, di caldo sono morte 200mila persone. A livello europeo la più colpita resta la Francia, dove in meno di una settimana 40 persone sono morte per annegamento, 1.800 scuole hanno chiuso per il caldo e numerosi moumenti – come Louvre e Tour Eiffel – hanno ridotto gli orari. Più a ovest, in Spagna, toccati i 45 gradi; si arriverà a 40 da venerdì in Germania e nel sud della Gran Bretagna, zone che scontano case e spazi pubblici progettati per trattenere il calore e non disperderlo. Un tema questo, quello di città non progettate per questo clima, che riguarda tutta Europa, dove già nel 2023 un’indagine Ue mostrava come il 26% dei nuclei famigliari non era in grado di mantenere la propria abitazione a temperature accettabili; un dato che sale al 35% tra chi viene definito “nucleo a basso reddito”, ossia le classi lavoratrici e popolari. Numeri che risultano raddoppiati rispetto a una precedente indagine europea, datata 2012. Su come cambiare le città fin da subito, attraverso politiche urbanistiche ad hoc, Radio Onda d’Urto ha intervistato Michela Torri, di Piantando.it.  Ascolta o scarica
June 24, 2026
Radio Onda d`Urto
COOLING POVERTY: IL CALDO NON E’ UGUALE PER TUTTI. LE CLASSI POPOLARI DI FRONTE A UN NUOVO EFFETTO DELLA CRISI CLIMATICA
Crisi e maltempo climatico, con il giugno – quello 2026 – più caldo di sempre in Europa ma, probabilmente, il più fresco di quelli che verranno. L’Oms, Organizzazione mondiale della sanitòà, definisce la situazione non “più un solo fenomeno meteorologico, ma un’emergenza sanitaria“. Per Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa, le temperature nell’Europa occidentale in quest’ultima decade del mese di giugno – dopo quelle, di poco inferiori, registrate già alla fine di maggio – stanno “già mettendo a rischio vite umane” e “esercitando pressione sui sistemi sanitari di tutta la regione. Lo stress da calore può aggravare patologie preesistenti, come malattie cardiovascolari, diabete, asma e disturbi mentali. “Il calore è un’emergenza medica con un alta mortalità”, sottolinea l’Oms che avverte come la mortalità legata al calore tra over 65 è aumentata dell’85% in 20 anni. Solo negli ultimi 4 anni, il caldo ha causato inoltre 200.000 decessi in Europa mentre la mortalità generale correlata al caldo è aumentata del 30% A pagarne il conto sono soprattutto le classi popolari, quelle che vivono in case senza aria condizionata o isolamento termico, in quartieri sommersi dal cemento, senza verde degno di questo nome o strutture ad hoc, accessibili gratuitamente. Si chiama cooling poverty, la povertà nell’accedere a forma di raffrescamento con cui sopportare caldo e umidità dentro e fuori casa. L’intervista di Radio Onda d’Urto all’economista ambientale Filippo Pavanello, ricercatore e docente universitario tra Ca’ Foscari e Monaco di Baviera, coautore del rapporto 2025 “Il costo invisibile del fresco”. Le riche di Pavanello riguardano nello specifico i costi sociali delle temperature più calde, soprattutto per la salute; la risposta di adattamento delle famiglie; la distribuzione irregolare sia dell’esposizione al calore estremo che dell’accesso all’adattamento; gli effetti delle politiche pubbliche sul rapporto tra risultati socio-economici e l’esposizione alla temperatura. Ascolta o scarica  
June 23, 2026
Radio Onda d`Urto