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“MILANO NON E’ GREEN MA GREY”. MERCOLEDI 10 COMITATI IN PIAZZA DAVANTI A PALAZZO MARINO
Mercoledì 10 giugno 2026, nel giorno stesso dell’apertura della Green Week promossa dall’Assessorato al Verde del Comune di Milano, i comitati civici ambientalisti della città daranno vita a un presidio in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, dalle ore 17 alle 19,30. L’iniziativa — intitolata “Milano non è GREEN, ma GREY!” — è promossa dalla Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano, dal gruppo “ForestaMI e poi DimenticaMI” e dall’associazione “Facciamo l’appello – Stop consumo di suolo”, e si rivolge a «cittadine, cittadini, gruppi informali di cittadinanza attiva, comitati e associazioni». Alle ore 18 gli attivisti daranno vita al flash mob “È la Giunta GREY che conta!”. La presentazione con Monica Negri della Rete dei Comitati della Citta’ Metropolitana di Milano e membro dell’Associazione Parco Piazza d’Armi-Le Giardiniere Ascolta o scarica  COMUNICATO STAMPA Mercoledì 10 giugno: i comitati milanesi in piazza contro la Green Week E per settembre annunciano una nuova edizione della Fake Week Dal 2022 nella fitta agenda delle week milanesi si è insinuata una week di cui la Giunta comunale avrebbe fatto volentieri a meno: è quella che i comitati civici ambientalisti organizzano in concomitanza alla Green Week dell’Assessora Elena Grandi per denunciare l’ipocrisia dell’amministrazione Sala, la distanza tra le promesse e le narrazioni propinate ai cittadini (tante proprio durante le week) e la realtà dei fatti che le smentisce. Inizialmente denominata Grey Week dal colore del cemento che a Milano prevale decisamente sul “green”, la settimana dei comitati si è evoluta in una Fake Week articolata in quattro giornate di convegni, dibattiti, laboratori e momenti di piazza la cui organizzazione fa capo alla Rete dei Comitati della Città metropolitana di Milano, con la partecipazione di altre realtà civiche – anche gruppi giovanili e centri sociali – e di docenti universitari, esperti, giornalisti. La Grey e la Fake Week dei comitati milanesi si erano sempre svolte a settembre, negli stessi giorni della Green Week comunale. Nel 2026 però l’Assessorato al Verde – con una mossa a sorpresa non pubblicizzata sui media- haspostato la Green Week a giugno, secondo qualche maligno proprio nel tentativo di liberarsi dalla “copertura” della Fake Week. La Rete dei Comitati, dal canto suo,ha confermato la programmazione della Fake Week 2026 per settembre. Ma gli attivisti dei numerosi comitati ambientalisti milanesi – la stessa Rete ma anche il gruppo afferente alla nota pagina Facebook “ForestaMI e poi DimenticaMI” ed altri – non hanno voluto mancare all’appuntamento con la Green Week e hanno deciso di far sentire la propria voce critica proprio nel giorno della sua apertura, mercoledì 10 giugno, dando vita a un presidio intitolato “Milano non è GREEN; ma GREY!” davanti a Palazzo Marino, dalle ore 17 fino alle 19,30. La chiamata alle armi, rivolta a “cittadine, cittadini, gruppi informali di cittadinanza attiva, comitati e associazioni”, che sono tutti invitati a scendere in piazza, si legge a chiare lettere sulla pagina Facebook di “ForestaMI e poi DimenticaMI”, dove è annunciato anche un flash-mob che si preannuncia stuzzicante: “10 giugno tutt@ in piazza Scala dalle 17 per denunciare l’ipocrisia di Milano Green City! Mercoledì 10 giugno noi di ForestaMI e poi DimenticaMI insieme alla Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano e ‘Facciamo l’appello-Stop consumo di suolo’ andiamo in piazza – nel giorno di apertura dell’ennesima Green Week della Giunta Sala – per denunciare, ancora volta, che Milano è malata di ipocrisia green. Il primo passo verso la guarigione è guardare la realtà sotto la cortina di fumo green continuamente alimentata da narrazioni, proclami e comunicati stampa su iniziative di facciata e interventi pochissimo rilevanti dal punto di vista ambientale. La realtà è un decennio di manutenzione del verde pietosa e un crescendo di scempi ambientali (da piazzale Baiamonti a San Siro), il proliferare di piazze-isole di calore (altro che i milioni di alberi e le foreste urbane promessici col progetto ForestaMI!), mentre la città è preda degli appetiti dei privati e dei fondi immobiliari che costruiscono come se non ci fosse un domani, il nostro domani! Il secondo passo verso la guarigione è chiedere, pretendere tutt@ insieme politiche di vera discontinuità. Alle ore 18 gli attivisti dei comitati daranno vita al flash mob ‘E’ la Giunta GREY che conta!’”. Comunicato stampa a cura di “ForestaMI e poi DimenticaMI”  
June 9, 2026
Radio Onda d`Urto
Milano 12-13-14 giugno: Here25tay e Orda2026
25 anni di Storia e di storie, 25 anni di Amore, Rabbia e Comunità   Quest’anno il Cantiere di Milano festeggia i suoi primi 25 anni di vita e per l’occasione vogliamo organizzare un festival per altri 25 anni ancora. QUI il programma. Qui siamo e qui restiamo: “Here25tay”. Tre giorni di festa con tutt3 coloro che in questi 25
MILANO: “DECIDE LA CITTA'”. CONFERENZA STAMPA DEL LEONCAVALLO DAVANTI ALLA SEDE (SGOMBERATA E VUOTA) DI VIA WATTEAU.
Conferenza stampa lunedì 8 giugno 2026 in via Watteau a Milano, dove fino allo sgombero dell’agosto 2025 si trovava lo Spazio Pubblico Autogestito Leoncavallo. Durante l’iniziativa è stata resa nota un’offerta indicativa da 5 milioni di euro (il doppio rispetto alla perizia di stima di valore) per riprendere l’area di via Watteau e consentire il ritorno del Leoncavallo nella sua sede storica a Milano. È il risultato del percorso avviato negli ultimi mesi dagli ambasciatori del centro sociale meneghino nella trattativa, Sergio Cusani e Pino Tripodi, che hanno tuttavia denunciato   lo stallo dell’iniziativa per la mancata apertura di una trattativa da parte della proprietà, la famiglia Cabassi, che non ha risposto alle sollecitazioni del Leoncavallo. “In assenza di sbocchi potrebbero essere le nuove generazioni a individuare percorsi diversi; nulla è escluso” hanno fatto sapere attiviste e attivisti del Leo. La conferenza stampa con l’intervento di Pino Tripodi. Ascolta o scarica L’intervento di Daniele Farina, portavoce del Leoncavallo. Ascolta o scarica Le domande dei giornalisti presenti e le risposte. Ascolta o scarica
June 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Sullo schiavismo nel cantiere del nuovo Consolato USA e…
… e sulla svendita di Milano e dei suoi lavoratori. di «La casa rossa» L’ultima indagine della Procura di Milano riguardante lo sfruttamento dei lavoratori nel cantiere del nuovo Consolato statunitense si inserisce in una più ampia criticità riguardante la gestione del territorio milanese, sempre più affidata ai privati e ai grandi fondi di investimento, prevalentemente statunitensi. In questa dinamica,
Taser a Milano: che il sindaco si dimetta
di Vito Totire (*).Con i link ai nostri articoli precedenti sulla questione della pistola “elettrica” usata in ordine pubblico. Una inquietante scadenza quella prevista per l’8 giugno a Milano; il Consiglio comunale vota per decidere se dare in dotazione alla polizia urbana la pistola ad impulsi elettrici. E’ il primo punto all’ordine del giorno; si può realisticamente temere una nuova
Milano, 8 giugno: «Oceani allo specchio» con…
… La Tenda (che compie 35 anni). Continua fino al 13 giugno la mostra di Alice Giusti.   LUNEDI’ 8 GIUGNO 2026 – ore 18 – Biblioteca Dergano-Bovisa – V. Baldinucci 76 – Milano «OCEANI ALLO SPECCHIO», voci in dialogo dalle diaspore Antologia a cura di Valentina Di Cesare e Michela Valmori Presentano il libro Valentina Di Cesare, Martino Marazzi, Raffaele Taddeo Oceani allo Specchio raccoglie le voci di ventiquattro autrici
Quanto conta Gaza nel mondo?
Quanto conta Gaza nel mondo? Due milioni su otto miliardi, è una parte di quarantamila. Quanto contano 500 persone che manifestano in piazza a Milano, una città di due milioni di abitanti? Una su quarantamila. La stessa proporzione. Una minima parte, ma con un enorme significato. In piazza la rappresentazione delle atrocità che l’uomo sa compiere. A Gaza non è la rappresentazione. Il simbolo di una resistenza durissima. Ieri a Milano cinquecento persone hanno aperto lo straordinario sudario che da mesi sta girando l’Italia, una grandissima stoffa dove sono scritti a mano i ventimila nomi dei bimbi palestinesi uccisi a Gaza. Ci potranno mai perdonare un giorno di non essere riusciti a fermare le mani che li uccidevano? Potremo noi mai guardare negli occhi i bimbi sopravvissuti che sono stati per anni sotto le bombe, braccati come scarafaggi da un esercito armato fino ai denti e guidato da pazzi criminali? Il tritacarne che stritola i palestinesi va avanti, lento e inesorabile, come il bulldozer che avanza, spostando detriti e cadaveri, un frullato di perfidia che solo l’essere umano tra tutti gli esseri viventi di questo pianeta sa fare. Noi guardiamo Israele dicendo: “Ma come è possibile che non fermino i loro governanti? Come possono lasciare che questo genocidio continui? Non ha anticorpi quella società? Non implode? Come fanno ad andare avanti? Come possono credersi il “popolo eletto”?” E ora pensate ad un essere vivente di questo pianeta che non faccia parte di questo genere maledetto, il nostro. Penserà esattamente le stesse cose, ma non del popolo di Israele, di tutti noi. “Cosa fanno? Perché non si fermano? Perché non fermano i loro governanti? I loro eserciti di morte? Chi credono di essere? Stanno prendendosi tutto: ammazzano, depredano, violentano, distruggono. Non ha anticorpi quella specie animale?” In Palestina vi è lo spaccato del peggio e del meglio che sa fare l’essere umano. La brutalità e la poesia, le risate volgari e le lacrime sospese. Siamo cresciuti tra fiabe e poi film dove, praticamente sempre, vinceva il bene sul male. In Palestina, nel mondo, sta vincendo il male. Il bene arranca, balbetta, cerca di farsi spazio, alza la mano, chiede la parola. Così hanno provato a fare queste 500 persone che ieri a Milano hanno sfilato in silenzio per dire: Basta! Fermatevi! Tornate a casa giovani soldati trasformati in assassini. Per quanto tempo dovrete chiedere perdono? E noi che abbiamo sfilato con i vostri nomi, bambini di Gaza volati via, anche noi vi chiediamo perdono. Non abbiamo fatto abbastanza. E a voi, bimbi di Gaza, donne e uomini schiacciati in uno spazio sempre più piccolo e vuoto, promettiamo di andare avanti, non smetteremo di spingere quella porta che vi ha chiuso dentro, quelle porte delle galere che hanno chiuso i vostri padri, fratelli, zii, nonni. Dobbiamo spingere più forte per ridare la libertà ad un intero popolo, e a tutti e tutte noi. Andrea De Lotto
June 6, 2026
Pressenza
IGOR SQUEO: LA PROCURA GENERALE RIAPRE IL CASO. SEI POLIZIOTTI INDAGATI PER LA MORTE DEL 33ENNE
La Procura generale di Milano ha riaperto il caso di Igor Squeo, il 33enne morto all’alba del 12 giugno 2022 in seguito a un arresto cardiocircolatorio avvenuto durante un intervento di polizia nel suo appartamento. Sul caso era stato aperto d’ufficio un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, ma per due volte il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione, attribuendo il decesso a un’overdose da cocaina. Nella notte tra l’11 e il 12 giugno, dopo una segnalazione per una lite all’interno dell’abitazione, sono intervenute più pattuglie del commissariato Mecenate, lo stesso del caso Centurrino, e l’intervento si protrasse per diverse ore. Determinante per la riapertura dell’inchiesta è stata la relazione indipendente commissionata dalla famiglia di Squeo, che ha contestato la ricostruzione fondata sull’overdose, ipotizzando una morte violenta. A sostegno di questa tesi, la famiglia ha consegnato al quotidiano Domani fotografie che mostrano il corpo del giovane ricoperto di lesioni e fratture, oltre alle immagini dell’appartamento, dove sarebbero visibili tracce di una colluttazione. La Procura generale ha ora disposto nuovi approfondimenti e risultano indagati un medico e sei poliziotti: quattro agenti per omicidio preterintenzionale e due per falso ideologico. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Luigi Mastrodonato, giornalista, autore di diversi articoli sul caso Squeo, nonché ideatore di Malapolizia.Ascolta o scarica.
June 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Itinerari legali: il Patto europeo su migrazione e asilo tra vincoli e spazi di tutela
Quest’anno il ciclo formativo Itinerari Legali, organizzato da ASGI e Le Carbet, sarà dedicato al Patto UE su migrazione e asilo, per capire le regole per contrastarne gli effetti. Gli incontri si terranno in presenza al C.I.Q., via Fabio Massimo 19, Milano, e online su Zoom il 15, 22 e 29 giugno e il 6 luglio, dalle 10 alle 17.30. Sono stati riconosciuti dal Consiglio dell’Ordine di Milano 12 crediti formativi per lз avvocatз che seguono almeno l’80% dell’intero ciclo formativo. CALENDARIO DEGLI INCONTRI: * 15/06 – Frontiera come procedura: screening, accertamenti e primo accesso alla tutela * 22/06 – Procedure accelerate, frontiera e rimpatrio: velocità contro garanzie * 29/06 – Dopo Dublino: il nuovo sistema di competenza e solidarietà (RAMM) * 06/07 – Accoglienza, qualifiche e percorsi dopo il riconoscimento Formazione clinica: Ogni incontro è costruito intorno a un caso pratico reale o realistico, scelto perché mette a fuoco un nodo critico del nuovo sistema. Il caso viene presentato all’inizio della sessione e funge da filo conduttore per tutta la giornata. Formazione pratica e partecipata: L’approccio è volutamente clinico: non una lezione frontale sul Patto, ma un laboratorio in cui le e i partecipanti portano la propria esperienza, confrontano prassi diverse, individuano le leve di intervento, tanto sul piano del contenzioso quanto su quello stragiudiziale. Relatori: Luce Bonzano, Eleonora Celoria, Nicola Datena, Elena Garrelli, Paola Fierro, Alberto Pasquero, Clara Carolina Tacconi, Giulia Vicini. Modalità d’iscrizione: * Singolo incontro: € 50 (soc* ASGI/Le Carbet: € 40) * Ciclo completo: € 180 (soc* ASGI/Le Carbet: € 150) Modulo d’iscrizione – clicca qui Per iscriversi, compilare il modulo e seguire le istruzioni che arriveranno via mail per il pagamento e la conferma dell’iscrizione. * Scarica il programma