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Ultima Generazione: Milano, “spiaggia” davanti a Palazzo Marino
Ieri sera, 28 luglio, verso le 19:00, un gruppo di attivisti e attiviste di Ultima Generazione ha inscenato un azione simbolica in piazza della Scala a Milano, davanti a Palazzo Marino, sdraiandosi a terra su teli e asciugamani da mare per denunciare il caldo estremo che sta colpendo l’Italia e l’Europa. Sul selciato, cartelli e striscioni hanno tradotto quella protesta in numeri e denunce precise: dal secondo giugno più caldo mai registrato in Europa (+1,78°C sulla media storica), alle 19 città italiane in bollino rosso con 23 giorni consecutivi di allerta caldo, fino a un cartello che chiede chi siano davvero gli “eco-terroristi” se sono i politici a cementificare ogni metro di verde in città.  Sara, 32 anni, ha dichiarato davanti a Palazzo Marino: “Non chiamatela semplicemente emergenza. È il conto che arriva. Io ho avuto veramente paura per la salute di mia nonna questa estate, e per fortuna non è caduta e svenuta dal caldo. Ma vogliamo parlare di tutti quegli anziani che invece si? Siamo un paese con tanti anziani e non ce ne stiamo prendendo cura. Sono migliaia le morti di caldo certificate quest’anno. E queste morti hanno responsabilità politica ben precise: Comuni che continuano a cementificare, governi che continuano ad investire in carbone e petrolio e banche che continuano a tirare fuori i soldi per finanziare il tutto. Ma cosa deve ancora succedere prima che ci rendiamo conto della gravità della situazione? In Francia, per via degli incendi, c’è stata l’evacuazione di civili più grande dalla seconda guerra mondiale! È come se fossimo tornati in guerra!” È ARRIVATO IL CONTO Mentre Francia, Spagna, Italia e il resto d’Europa bruciano, governi e colossi fossili continuano a difendere un modello economico che ha reso il pianeta più caldo, più secco e più vulnerabile. Ma il disastro comincia molto prima delle fiamme, prima delle telecamere, dei vigili del fuoco, delle evacuazioni, e prima delle facce contrite dei presidenti di turno. Dietro questa nuova normalità c’è una responsabilità politica precisa: decenni di combustibili fossili, espansione illimitata, promesse di transizione continuamente tradite, propaganda che ci racconta che cambiare sarebbe troppo costoso. Intanto il prezzo lo paghiamo noi. Perdiamo case e risparmi di una vita, fauna, foreste, suoli, salute. Perdiamo capacità di assorbire carbonio mentre gli incendi ne liberano a tonnellate, in un ciclo che si auto alimenta. E perdiamo soprattutto margine di sicurezza: ogni frazione di grado rende più difficile adattarsi e più costoso proteggersi, mentre chi governa spinge deliberatamente il sistema oltre i propri limiti. Perciò quando Macron parla di “emergenza storica”, forse dovremmo chiederci: storica rispetto a cosa, ma soprattutto, responsabilità di chi? Queste tragedie sarebbero state prevenibili, perché le avevamo previste. Non basta piangere davanti alle ceneri. Non basta spegnere l’incendio mentre si continua ad alimentare il clima che lo rende possibile. Le scelte che producono questi disastri devono cambiare, per non chiamare più “emergenza” ciò che è diventato il funzionamento ordinario del sistema.  Ultima Generazione
July 29, 2026
Pressenza
Livorno, dibattito “NON SIAMO CARNE DA MACELLO – contro la reintroduzione della leva militare e le politiche di riarmo”
SABATO 1 AGOSTO ORE 19 – LIVORNO TEATROFFICINA REFUGIO, SCALI DEL REFUGIO, QUARTIERE VENEZIA Il dibattito “NON SIAMO CARNE DA MACELLO – contro la reintroduzione della leva militare e le politiche di riarmo” sarà a cura di: Collettivo studentesco Scuola di carta, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Coordinamento antimilitarista livornese. Il dibattito si svolge all’interno dell’iniziativa Effetto Refugio, uno spazio vivo di dibattiti, musica, mostre, autoproduzioni, esposizione di libri e stampa alternativa, dal 29 luglio al 2 agosto, in concomitanza e in marcata alternativa alla kermesse cittadina di Effetto Venezia. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Scuola di Alta Formazione ASGI a Roma e Milano: aperte le iscrizioni
ASGI promuove le nuove edizioni delle scuole di alta formazione anche per il 2026/2027: a Roma in collaborazione con Spazi Circolari e a Milano in collaborazione con Le Carbet. I due corsi, che adottano un approccio fortemente laboratoriale e multidisciplinare, sono destinati a operatori e operatrici legali specializzati in protezione internazionale, tutela delle vittime di tratta e sfruttamento e accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Si approfondiranno tematiche che spaziano dal diritto dell’immigrazione, geopolitica, sociologia, antropologia, etnopsichiatria, medicina legale sino alla mediazione culturale. Le due formazioni si svolgono unicamente in presenza secondo i due diversi programmi che trovate di seguito. È quindi possibile iscriversi ad uno solo dei due corsi e non sono previste modalità di partecipazione miste. Nei programmi trovate tutte le informazioni relative a iscrizioni, costi e al programma formativo. Di seguito le informazioni più dettagliate per ciascun percorso formativo. ROMA, 12° EDIZIONE 2026/2027 SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE PER OPERATORI LEGALI SPECIALIZZATI IN PROTEZIONE INTERNAZIONALE, MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI, SFRUTTAMENTO E TRATTA DI ESSERI UMANI Presentazione del Corso Questa Scuola di Alta Formazione è specificamente progettata per formare operatrici ed operatori legali altamente specializzati nelle aree più critiche e complesse del diritto dell’immigrazione e della protezione internazionale. Il corso fornisce competenze teoriche e pratiche approfondite per affrontare le sfide attuali nel campo della tutela dei diritti delle persone migranti. La dodicesima edizione si apre in un contesto normativo profondamente mutato: il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo è entrato in applicazione a partire dal 12 giugno 2026 con, tra gli altri, il Regolamento Procedure (UE) 2024/1348, il Regolamento Screening (UE) 2024/1356, il Regolamento RAMM (UE) 2024/1351 e la Direttiva 1346/2024. A ciò si aggiunge il nuovo Regolamento Rimpatri, votato dal Parlamento il 17.06.2026 e in corso di pubblicazione. Quando: da ottobre 2026 ad aprile 2027. Dove: in presenza presso la Città dell’Altra Economia, quartiere Testaccio, Roma. Come: il corso prevede lezioni frontali e molte esercitazioni pratiche, alle materie giuridiche sono affiancati moduli relazionali e moduli di antropologia, con una lettura intersezionale, uniti a una prospettiva etno-psichiatrica e a uno sguardo attento alle questioni di genere, elementi essenziali per garantire la massima tutela alle e ai destinatari e destinatarie del supporto legale.  * Scarica il programma dettagliato * Scarica la locandina completa La domanda di iscrizione dovrà effettuarsi tramite la compilazione del modulo online e attendere le istruzioni via mail per effettuare il pagamento e perfezionare così l’iscrizione. Iscrizione – compila il modulo online Attenzione: la sola compilazione del modulo online non è sufficiente a perfezionare l’iscrizione. * Per informazioni e iscrizioni contattare: formazione.roma@asgi.it MILANO, 4° EDIZIONE DI SCONFINARE SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE PER OPERATRICI E OPERATORI LEGALI IN MATERIA DI  PROTEZIONE INTERNAZIONALE – ED.2026-2027  Il corso si articola in 14 moduli formativi con un approccio multidisciplinare che integra diritto,  antropologia, etnopsichiatria, sociologia, geopolitica ed etnografia. Alla luce della recente entrata in  vigore del Patto UE in materia di immigrazione e asilo e dei massicci cambiamenti nel sistema di  tutela e di riconoscimento della protezione internazionale, maggior tempo è dedicato all’analisi delle  diverse fasi in cui si svolge la procedura di esame della domanda di protezione, fasi che comportano  in maniera crescente la restrizione e il contenimento del/la richiedente asilo, con importanti  limitazioni della sua libertà personale o di circolazione. L’analisi di questi cambiamenti strutturali ha  come scopo l’elaborazione di strumenti di tutela utili nel nuovo contesto che si sta delineando.   Quando: da ottobre 2026 a maggio 2027.  Dove: in presenza presso la Scighera, in via Candiani 131 a Milano.  Come: La metodologia didattica alterna lezioni frontali, laboratori pratici e decoloniali, esercitazioni,  tavole rotonde aperte e un laboratorio di teatro dell’oppresso.  * Scarica il programma dettagliato * Scarica la locandina completa La domanda di iscrizione dovrà effettuarsi tramite la compilazione del modulo online e attendere le istruzioni via mail per effettuare il pagamento e perfezionare così l’iscrizione. Iscrizione – compila il modulo online Attenzione: la sola compilazione del modulo online non è sufficiente a perfezionare l’iscrizione. * Per informazioni e iscrizioni contattare formazione.milano@asgi.it
Migranti? Come tonni in una tonnara
Notizia di ieri: 80 morti in mare nel Mediterraneo. Un giovane immigrato che è arrivato qua e sente la notizia si sente passare un brivido lungo la schiena, gli torna in mente quel viaggio, a come magari sia stato vicino a morire, di come abbia pregato su quella barca, di come abbia pianto vedendo Lampedusa. I miei studenti vengono da tutto il mondo, insegno loro l’italiano, lo raccontai in un’intervista diversi anni fa. La trovate QUI Una buona fetta è arrivata in barca, qualcuno dalla Tunisia, la maggior parte dalla Libia. Diversi, soprattutto dal Bangladesh, sono arrivati in aereo a Tripoli. Fatico ad immaginarmi quel momento. Scendi da un aereo, dove probabilmente ti hanno spiegato prima del decollo come affrontare possibili emergenze, le uscite di sicurezza, il salvagente da gonfiare, il fischietto eventuale. Magari qualcuno ha pensato… quasi quasi me lo porto dietro. Invece scendono dall’aereo: per chiunque un aeroporto, un aereo, è simbolo di viaggio comodo, veloce, sicuro, quasi di lusso. Invece arrivano in una terra che li aspetta come i pescatori accolgono i tonni in una tonnara. Dentro la rete. Non hanno bagagli nella stiva, forse uno zainetto, credo che nessuno controlli le dimensioni del bagaglio: due magliette, due mutande, un paio di pantaloni di ricambio, il carica batterie. Punto. Non ho mai osato chiedere cosa succede in quel passaggio dall’aeroporto ad una di queste case dove vengono letteralmente chiusi dentro ad aspettare. Di quel periodo raccontano in classe, in fondo ci possono anche ridere sopra, ora, è superato: tre, quattro, ma anche sette mesi ad aspettare. A non fare NULLA. Spesso non hai neppure il telefono. Mangi pane e acqua o poco più e aspetti, stivati dentro, un paio di bagni per 50 persone. Uscire? Impossibile, sarebbe troppo pericoloso. Qualcuno invece è stato in galera, abbassa gli occhi, fa un gesto con le mani, come a dire: “Terribile, lascia stare.” Ma c’è stato anche chi ha voluto raccontare di quel periodo, aveva voglia di farlo: in galera sono botte, ogni mattina, botte con un bastone, come fosse il buon giorno e il solito messaggio: “Dopo chiamiamo a casa e ti fai mandare dei soldi”. Avanti, avanti, fino a che capiscono che hanno spremuto a sufficienza. Anche noi un limone spremuto lo buttiamo. Certo nell’umido, siamo civili. Insomma, in un modo o in un altro, una notte si ritrovano nella barca. Non è la prima persona che mi racconta che li ha sorpresi la guardia costiera libica e sono dovuti tornare indietro. Al secondo o terzo tentativo ce la fanno. Superano quella linea immaginaria, come fossero tra due calamite, passata quella, passano a gravitare verso l’Italia, e da lì si tratta di riuscire a fare l’ultimo tratto. La maggior parte di loro sono arrivati con la loro imbarcazione fino a Lampedusa, altri sono stati tratti in salvo da ONG o marina militare italiana, poco cambia per loro, bacerebbero chi li ha raccolti, per loro sono gioia e lacrime. Bene, una volta arrivati, chiunque penserebbe: “E’ fatta!” Diciamo invece SI e NO. Guardandoli nei volti, ascoltandoli, stando con loro, sudando insieme di fronte a queste lettere scritte su un quaderno un po’ sgualcito, con matite che sembrano scalpelli, si capisce presto. Lui o lei ha superato il trauma, o almeno così sembra, quest’altro o altra invece se lo porta dentro; la tristezza lo avvolge, come una di quelle bruttissime coperte termiche che li fa sembrare usciti da Star Treck. Ma veniamo al mio carissimo Abubakar (cambio il nome, non vorrei mai…). Viene dalla Costa d’Avorio, giovane, alto, forte, parla sempre con una mano davanti alla bocca, gli dico sempre di toglierla, che non si capisce. Stupido che sono, ha dei denti grossi che sporgono un po’ in fuori, la vergogna esiste in tutto il mondo. Abubakar impara piano piano, fatica, anche se sa il francese, l’italiano gli costa una gran fatica. Vive in uno di questi grandi centri di accoglienza alla periferia di Milano. Da un po’ di tempo mi dice che cerca lavoro, così lo metto in contatto con un mio amico che fa questo servizio, legato ad una parrocchia, lo fa con grande scrupolo, serietà, generosità. Così tre mesi fa il mio amico mi dice: “Avrei trovato da Mac Donald, lo hanno conosciuto, ma vogliono che impari meglio l’italiano, lo rivedranno ai primi di Aprile, cerca di insistere perché migliori.” Così parlo con lui, cerco una seconda scuola che gli permetta di accelerare, gli do compiti in più, arriva prima della nostra lezione e lavoriamo in due. Lui è contento, ma i progressi sono lenti, questo è indubbio. Certo lui mi ha fatto vedere che sognerebbe di fare il saldatore, mi ha mostrato anche due video, lo faceva al suo Paese. Gli dico di aver pazienza, che cominci da qualche parte, poi si migliorerà, si cercherà un corso di formazione, ma che intanto impari bene l’italiano e inizi con questo primo lavoro. Certo dentro di me penso: sono qui che col BDS, ma anche prima, boicottiamo Mac Donald per la pessima qualità del cibo, gli allevamenti a dir poco intensivi che ci stanno dietro, per le paghe da fame che danno, e adesso pure Israele di mezzo. Ma penso a lui e dico: ma sì, che cominci, è pur sempre meglio di niente. Così due giorni fa è tornato; non è Abubakar a dirmi come è andata, me lo scrive il mio amico: nulla da fare. E io penso: questo giovane parte a 17 anni dal suo paese nel cuore dell’Africa, raccolgono tutti i soldi della famiglia per pagare la traversata, fa un viaggio pazzesco, rischia più volte la vita, ci mette quasi un anno ad arrivare qua e finalmente si ritrova a Milano. Certo ci sono tanti giovani come lui, ma la tua famiglia è lontana, i tuoi amici, la tua terra, i tuoi sapori, profumi. E sai che per anni non li potrai sentire, vedere, ci vorranno anni per avere quei documenti che ti permetteranno di andare a trovarli. Ma tieni duro, non perdi il sorriso. E noi? Prepariamo questa forza lavoro, queste braccia, le prepariamo per essere servite in tavola, a puntino, perché siano trangugiate da un sistema che è lo stesso che li fa morire in mare. Coloro che guidano questo circo folle, questo sistema criminale, assassino, questa “roulette russa” dove una buona fetta muore prima dell’arrivo alla casella. Arrivare dove? Ad entrare nel tritacarne dove sarai sfruttato dagli stessi che hanno, indirettamente ma con perfetta consapevolezza, lasciato morire i tuoi fratelli e le tue sorelle. Le aziende occidentali li aspettano: “ma per favore che sappiano bene questa lingua! Non siamo mica qui a perdere tempo!” Come un tempo si vendevano gli schiavi, incatenati su un palchetto, li si guardava, misurava, si guardavano i muscoli, la dentatura. Qui si fa lo stesso, ci si aggiunge anche il saper la lingua. “Cerchiamo forza lavoro qualificata!” “Scusate -dico- avete ragione… dai Abubakar, la prossima volta andrà meglio, adesso prendiamo il libro. Anzi, aspetta, prima vieni che parliamo di qualcos’altro…”   Andrea De Lotto
July 23, 2026
Pressenza
Rogliano (CS): incontro-dibattito “Contro Guerra, Riarmo e Militarizzazione Sociale. Il momento di resistere è adesso!”
SABATO 25 LUGLIO 2026, ORE 19 VILLA COMUNALE DI ROGLIANO (COSENZA) Contro Guerra, Riarmo e Militarizzazione Sociale. Il momento di resistere è adesso! E’ il tema dell’incontro-dibattito che si terrà sabato 25 luglio (ore 19) a Rogliano (Cosenza), grazie all’organizzazione dell’ANPI Sezione di Savuto Cosentino “Donato Bendicenti”. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà presente con Antonio Mazzeo, insegnante e saggista. Parteciperanno come relatori inoltre Franco Adamo e Alessia Marasco (ANPI), Francesco Piobbichi (disegnatore sociale), Francesco De Simone (A.M.R. Controvento) Mimma Sprizzi e Chiara Ortano (Le Figlie di Ipazia). “L’incontro di sabato prossimo sarà un’occasione per riflettere insieme sulle sfide del nostro tempo e riaffermare i valori della pace, della giustizia sociale e della Costituzione”, scrivono i promotori. “Dalle 20,45 condivideremo la Pastasciutta Antifascista, accompagnata dalla Jam Session di artisti locali e dalla Mostra Madri Costituenti, a cura di Se Non Ora Quando Marzi”. La Pastasciutta Antifascista ricorda il gesto della famiglia Cervi, che il 25 luglio 1943, dopo la caduta del fascismo, offrì gratuitamente pasta ai contadini che vivevano nella bassa pianura reggiana, tra Gattatico e Campagine, per celebrare la speranza di un’Italia finalmente libera. Da allora quel gesto è diventato un simbolo di condivisione, libertà e antifascismo. «Oggi – spiega l’ANPI di Savuto Cosentino – Rogliano – in un mondo attraversato da guerre e tensioni internazionali, quella memoria ci richiama ancora una volta alla responsabilità di difendere la pace, la democrazia e i diritti». Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
“VERITA E GIUSTIZIA PER FAKIR”: MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA
Dopo la manifestazione di migliaia di persone, lunedì, a Bologna, e gli scontri con la polizia, ieri sera anche a Milano in migliaia si sono radunati davanti alla Prefettura e sono poi partiti in corteo al grido di “verità e giustizia per Abderrahim Fakir“, lavoratore 42enne di origine marocchina ucciso domenica da due agenti di polizia nel quartiere Pilastro del capoluogo emiliano. Il racconto della manifestazione nel capoluogo lombardo con Selam del centro sociale Cantiere. Ascolta o scarica Anche a Brescia, come in molte altre città italiane, ieri sera un corteo di diverse centinaia di persone è partito da Piazza Rovetta, ha percorso alcune vie del centro storico, transitando davanti alla Prefettura per poi concludersi nel quartiere Carmine. L’intervento di Umberto Gobbi dell’Associazione Diritti per tutti. Ascolta o scarica L’intervento di Driss Ennya, della Federazione delle associazioni bresciane dei migranti. Ascolta o scarica L’intervento di Gitanjali del Collettivo Onda Studentesca. Ascolta o scarica L’intervento di Arona del CASEB, Coordinamento Associazioni Senegalesi. Ascolta o scarica L’intervento di Giorgio Cremaschi di Potere al Popolo. Ascolta o scarica Nel frattempo, per i due agenti che hanno soffocato Abderrahim Fakir, e per quattro operatori del 118 che sono rimasti a guardare, è scattato lo scudo penale introdotto dai pacchetti sicurezza del governo Meloni. La Procura di Bologna sta accertando le loro posizioni attraverso la visione di diversi video che riprendono l’interminabile agonia dell’uomo immobilizzato a terra dagli agenti. Nel capoluogo emiliano è stata intanto convocata un’assemblea pubblica per continuare la mobilitazione. L’appuntamento è fissato per questa sera alle 19 in Piazza Lucio Dalla, alla Bolognina. Gli aggiornamenti da Bologna con Federico, della nostra redazione emilianoromagnola. Ascolta o scarica Anche a Verona presidio ieri sera per Abderrahim Fakir, duecento persone e due ore di interventi in piazza dei Signori, davanti alla Prefettura. Sono state denunciate le analogie con il caso Moussa Diarra e sono state anche ricordate le violenze alla questura scaligera del 2023. L’intervento di Jacopo Rui dell’associazione One Bridge To, tra le promotrici dell’iniziativa. Ascolta o scarica L’intervento di Eleonora Puglisi del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica L’intervento di Lahsen Lessen Ouftallah del Laboratorio Autogestito Paratod@s. Ascolta o scarica L’intervento di Alessandro di Radio Eustachio. Ascolta o scarica
July 22, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO: GIOVEDÌ 16 LUGLIO PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MARINO “CONTRO SFRATTI, SGOMBERI E SPECULAZIONI”
Presidio giovedì 16 luglio, alle 17:30, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, promosso dall’Assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali. L’iniziativa arriva in un momento di crescente pressione sulle realtà autogestite della città, dopo una serie di minacce di sgombero e sfratto che hanno coinvolto spazi sociali e occupazioni abitative, fino al recente sgombero del Socs26 all’interno dell’Università Statale. Lo slogan scelto per il presidio è “Contro sfratti, sgomberi, speculazione e corruzione“, al centro infatti la denuncia di un modello di sviluppo urbano fondato sulla speculazione immobiliare e finanziaria, che sottrae spazi alla socialità e al diritto all’abitare per favorire investimenti privati, edilizia di lusso e affitti turistici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’iniziativa di Piazza con Elena, compagna del Centro Sociale Cantiere. Ascolta o scarica.
July 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Milano. A Calvairate, gli abitanti contestano il presidente di Aler: “Basta scaricare le responsabilità sugli inquilini” Nella giornata di ieri, 15 luglio, il presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, ha effettuato un sopralluogo nei caseggiati di edilizia residenziale pubblica del quartiere Calvairate-Molise, nella zona sud-est di Milano. La visita è […] L'articolo su Contropiano.
July 16, 2026
Contropiano
L’Intelligenza Artificiale e noi: lavoro, vita, corpi, ecologie – di Effimera
Il collettivo Effimera ritiene che sia maturo il tempo per avviare un dibattito e un incontro sul tema delle trasformazioni sociali, antropologiche, economiche e tecnologiche indotte dalla diffusione dell'Intelligenza Artificiale (IA). A tal fine, ci prefiggiamo di organizzare un primo incontro, il prossimo 7 novembre 2026, alla NABA di Milano sui temi degli effetti [...]
July 15, 2026
Effimera