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Milano in piazza per la Palestina. Ancora un sabato di lotta per le strade
Oggi pomeriggio ancora in un sabato a Milano si è scesi ancora una volta in piazza al fianco dei compagni palestinesi arrestati in Italia e della resistenza palestinese. Il corteo si è concluso in Piazza della Scala, ribattezzata da mesi Piazza Gaza. Una manifestazione contro la montatura giudiziaria contro Mohammed […] L'articolo Milano in piazza per la Palestina. Ancora un sabato di lotta per le strade su Contropiano.
MILANO E FIRENZE IN PIAZZA PER L’IRAN AL GRIDO “DONNA, VITA, LIBERTÀ”
“Una situazione pazzesca” quella che si sta vivendo in Iran, dove prosegue il blocco di internet e le notizie faticano ad uscire dal paese. Così le parole di Behrooz Sarabi, ai nostri microfoni questa mattina, per proporci l’analisi del collettivo Together for Iran e del Collettivo Rivoluzionario Jina, che questo pomeriggio saranno in presidio a Milano, in piazza Cordusio, dalle 15.30 alle 17.30. Numerose le realtà che hanno aderito all’appuntamento: dalla CGIL cittadina all’ARCI Milano, dall’ANPI Provinciale al Centro Sociale Cantiere e Non Una di Meno Milano. In piazza per il popolo iraniano anche i partiti Europa Verde e Sinistra Italiana. Sempre oggi pomeriggio appuntamento con un presidio anche a Firenze, in piazza della Signoria, lato via Gondi, a partire dalle ore 16. L’intervista a Behrooz Sarabi del collettivo Together for Iran e del Collettivo Rivoluzionario Jina. Ascolta o scarica Nel frattempo in Iran continua il blackout di Internet e secondo attivisti iraniani Teheran starebbe pianificando di abbandonare definitivamente l’internet globale, consentendo la connessione online solo a individui controllati dal governo. Lo scrive il Guardian. Difficile quindi capire cosa succeda davvero. Intanto il regime ha aggiornato a 3.000 il numero degli arrestati.
MILANO: ASSEMBLEA PUBBLICA SU SPAZI, CONFLITTI E MOVIMENTI, “CONTRO I PADRONI DELLA CITTÀ, IL GENOCIDIO E IL SUO MONDO”
È iniziata alle 11 a Milano nella ex scuola occupata di via Vallarsa 19 (metro gialla Lodi), l’Assemblea pubblica metropolitana su spazi, conflitti e movimenti. “Contro i padroni della città, il genocidio e il suo mondo. Blocchiamo tutto, liberiamo tutto” le parole d’ordine. L’azione, che sarà temporanea e durerà fino a questa sera, era stata annunciata già ieri. Dopo pranzo ci saranno altri tavoli di confronto e poi alle ore 15 si svolgerà un’assemblea plenaria finale. L’intento degli organizzatori è quello di aprire un confronto allargato con tutte le persone che si sono mobilitate lo scorso autunno e che hanno scosso la vita della città: dal corteo del 6 settembre in seguito allo sgombero del Leoncavallo, agli scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre contro il genocidio in corso in Palestina. Una serie di mobilitazioni in “contrapposizione tra una marea popolare solidale e i padroni della città, responsabili dell’attacco economico, sociale e politico ai danni del territorio urbano, di chi lo abita, lo vive e lo attraversa”. L’assemblea di oggi intende fare in modo che non si chiuda la “passata finestra autunnale di conflitto” e capire assieme come continuare a partecipare. Tra le realtà promotrici, la Rete per l’autogestione, il CSA Lambretta, il Laboratorio Occupato Kasciavit e il Collettivo ZAM.  Il collegamento delle ore 11.55 con Francesco della nostra redazione che sta seguendo i lavori. Ascolta o scarica
OLIMPIADI MILANO-CORTINA: PAVIA SI PREPARA A CONTESTARE IL PASSAGGIO DELLA FIACCOLA OLIMPICA
Si svolgerà questa sera, giovedì 15 gennaio, a Pavia la nuova mobilitazione contro il passaggio della fiaccola olimpica e, con essa, contro le Olimpia di Milano – Cortina 2026, sponsorizzate, tra le altre, da aziende che lucrano sull’economia del genocidio. L’appuntamento di questa sera è previsto alle ore 18.30 in Piazza Petrarca (lato viale Matteotti), luogo nei pressi del quale è previsto l’arrivo della fiaccola olimpica. Un appuntamento che continuerà – alle ore 21,00 in via Faruffini,4 – con la proiezione del film “Il Grande gioco. Milano – Cortina: il rovescio delle medaglie“, un film prodotto da Off Topic e dal Comitato Insostenibili Olimpiadi (c.i.o) Un modo per guardare più da vicino i tanti motivi per cui appare sempre più doveroso contestare queste olimpiadi e per rilanciare il corteo nazionale chiamato dal c.i.o. il 7 febbraio a Milano (ore 15, piazza Medaglie d’oro) con lo slogan “Tutt* in piazza contro le nocività olimpiche”. Abbiamo approfondito i contenuti dell’iniziativa con Leonardo di Radio Aut, realtà che ha organizzato la contestazione insieme alla Polisportiva Popolare Pavese, Friday for Future Pavia e Comitato insostenibili olimpiadi (c.i.o) Ascolta o scarica Il comunicato dell’iniziativa Manca un mese alle Olimpiadi invernali, pubblicizzate come “le più sostenibili finora” dalla stessa fondazione Milano-Cortina incaricata della loro organizzazione. La realtà è che saranno un evento all’insegna del profitto privato finanziato da fondi pubblici, sorretto da lavoro non pagato e dallo sfruttamento di territori montani, per giunta organizzato da un ente al cui interno sono stati presenti soggetti indagati per corruzione e turbativa d’asta. I fondi pubblici destinati alla realizzazione dei giochi del 2026 ammontano ad oltre 4 miliardi di euro, e di questi la maggior parte è stanziata per la costruzione di strade adatte a gestire il flusso di turisti legati all’evento, che però oltre a sostenere solo un turismo tossico, saranno pronte unicamente dopo la conclusione della manifestazione. Si parla sempre di fondi pubblici anche per il villaggio olimpico e l’arena costruiti nel milanese da privati, che dopo la fine dei giochi ne riterranno in gran parte la gestione. Ma cosa succederà al villaggio olimpico dopo che avrà servito la sua funzione a breve termine? Tanti studentati di lusso e poche case popolari, in una Milano sempre più inaccessibile e invasa da un problema abitativo aggravato anche dalla richiesta di affitti brevi a scopo turistico. In questo caso il contributo delle Olimpiadi diventa più che palese tramite la partnership con Airbnb, che è solo uno tra gli esempi del tipo di capitale internazionale attirato dall’evento, oltre ad aziende legate allo sfruttamento delle risorse naturali e al genocidio in Palestina: Eni, Coca-Cola e Leonardo. Tutto questo, sommato all’evidente corruzione all’interno degli enti organizzativi, è più che sufficiente a spingere alla contestazione di una manifestazione che porta grande profitto a grandi aziende, a spese del territorio e della popolazione che lo abita. La contestazione si terrà alle 18.30 in Piazza Petrarca, lato viale Matteotti, in occasione dell’arrivo della fiaccola olimpica. A seguire, alle 21.00, si sarà la proiezione de “Il grande gioco. Milano-Cortina: il rovescio delle medaglie”, film collettivo prodotto dal Laboratorio Off Topic e dal Comitato Insostenibile Olimpiadi.
CPR: LA “DERIVA MANICOMIALE” DEI LAGER PER MIGRANTI CONTINUA TRA VIOLENZE, ABUSI E SILENZIO ISTITUZIONALE
La linea di violenze e abusi che ha caratterizzato i CPR negli ultimi anni non si è fermata. Nelle prime settimane del 2026 sono diversi i video diffusi che mostrano la realtà che si vive all’interno dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio: persone in evidente stato di agitazione, trincee costruite con coperte intorno ai letti, urla disperate nei corridoi. “Negli ultimi giorni noi abbiamo ricevuto le testimonianze e dei video molto espliciti di almeno tre persone con evidenti problemi di salute mentale, probabilmente quattro” commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Nicola Cocco, medico della Rete Mai più Lager – No ai CPR e della SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni “quello che ci preoccupa moltissimo è che nonostante tutte queste evidenze che poi noi ogni volta segnaliamo dovutamente alla prefettura, ad ATS, agli stessi garanti dei diritti delle persone private della libertà personale non c’è mai un intervento significativo se non nei casi proprio più estremi. È in atto e lo ribadiamo una vera e propria deriva manicomiale all’interno dei CPR e purtroppo continuiamo a riceverne le prove e le testimonianze.” Un altro nodo critico di questo inizio anno riguarda il CPR di Gradisca d’Isonzo, dove una nuova direttiva ha limitato drasticamente l’uso dei telefoni cellulari. Una scelta motivata ufficialmente da ragioni di “sicurezza” dalle Questure, ma che nei fatti elimina l’unico strumento di garanzia costituzionale per i trattenuti: senza smartphone, non esiste possibilità di documentare abusi; non si possono inviare foto di cartelle cliniche ai legali; non si possono denunciare violazioni dei diritti umani. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Nicola Cocco, medico della Rete Mai più Lager – No ai CPR e della SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni. Ascolta o scarica.
Macerie su Macerie – PODCAST 12/01/25 – Storie di straccivendoli a Torino e a Milano
Maurizio Marrone torna all’attacco nella sua decennale battaglia contro il mercato di carabattole, il cosiddetto “suk” . Un continuo repulisti che non lo vede solo, ma a cui hanno partecipato tutti i partiti di potere della città, sin da quando quello che è ora in via Carcano veniva tenuto ogni domenica in Piazza della Repubblica (2014). Di questo, delle storie di resistenza legate ai mercati di Porta Palazzo e di un altro caso, quello milanese di Piazzale Cuoco:
A Milano sfila il “campo larghissimo” della guerra
Sabato si è svolto in piazza della Scala a Milano un presidio, organizzato da Ponte Atlantico e dall’associazione Maanà, per esprimere sostegno alle manifestazioni di protesta in corso in Iran. Erano presenti un centinaio di persone con bandiere iraniane monarchiche, di Israele, ucraine e del Venezuela. Si sono susseguiti una […] L'articolo A Milano sfila il “campo larghissimo” della guerra su Contropiano.
FREE ALL ANTIFAS! CORTEO A MILANO IL 24
Prosegue il processo aperto per i fatti di Budapest contro compagnx antifa provenienti da tutta Europa. Lx imputatx rischiano, nei peggiori dei casi, fino a 24 anni di carcere, con l’accusa di aver partecipato in forma considerata violenta alle contromanifestazioni della “Giornata dell’onore”, raduno annuale dell’estrema destra e dei movimenti neofascisti europei. A quasi 3 anni di distanza, nel mese di gennaio le vicende giudiziarie avranno una brusca accelerazione, con i processi che inizieranno in Germania e Ungheria e la pronuncia sulle richieste di estradizione in Francia. Dal 15 gennaio sono previste manifestazioni di solidarietà in tutta Europa. A Milano il 24 gennaio è previsto un corteo che partirà alle 18 da Porta Genova per arrivare al carcere di San Vittore. Con un compagno del Comitato antirepressione di Milano abbiamo fatto il punto sul processo e abbiamo parlato della chiusura dei conti bancari di varie organizzazioni politiche, riconducibili all’area antifascista, da parte di GLS e Sparkasse in Germania.
SAN GIULIANO MILANESE (MI): “IL COMUNE VUOLE FERMARE LE ATTIVITÀ” DELLO SPAZIO PUBBLICO AUTOGESTITO ETEROTOPIA
L’amministrazione di San Giuliano Milanese all’attacco di Eterotopia. Dopo aver già esercitato pressioni la scorsa primavera, è giunta richiesta ad attiviste e attivisti dello spazio di procedere con una nuova ispezione amministrativa. Per questo a fine dicembre era ripresa la mobilitazione in difesa dello spazio, anche con una partecipata assemblea pubblica, che aveva permesso di rinviare l’ispezione. Eterotopia rischia la chiusura per ragioni amministrative. Viene infatti richiesto, tra l’altro, “di abbattere la cucina, di togliere il palco e di rifare gli impianti”. Il tutto in uno stabile che è in realtà di proprietà del Comune. Il sindaco ha fatto sapere “di non voler mettere in discussione la convenzione” tra Comune ed Eterotopia, che permette di continuare le attività fino al 2028, ma non è nemmeno intenzionato a concedere altri spazi o ad ipotizzare soluzioni alternative. Intanto con l’inizio del nuovo anno, sono riprese le attività nei locali di via Risorgimento 21. Tra queste la mostra permanente “35 anni di vita” che ripercorre la storia di Eterotopia. L’aggiornamento sulla situazione con Giovanni, compagno di Eterotopia. Ascolta o scarica