
Da Lampedusa gettano una nuova rete dell’accoglienza
Comune-info - Monday, June 29, 2026
Foto di tivissima da PixabayNasce “Rete Lampedusa”, “rete di Pietro” con l’obiettivo di riunire terzo settore, mondo ecclesiale e società civile in un unico movimento culturale e operativo che si occupi di migrazioni e accoglienza. Il progetto è pensato per colmare un vuoto strutturale nel dibattito pubblico europeo sulla migrazione. Di fronte alla polarizzazione tra il leitmotiv dell’invasione e il silenzio tattico, i promotori propongono una terza via: una narrazione basata su dati, competenza, diritti umani e – soprattutto – sull’incontro con l’altro come atto di umanità condivisa. Promossa e guidata da Pietro Bartolo, il medico che ha accolto per tanti anni i migranti sbarcati a Lampedusa ed ex parlamentare, divenuto figura simbolo dell’accoglienza, la rete mira a trasformare la percezione della migrazione da emergenza ad opportunità strutturale per il futuro demografico ed economico dell’Europa.
I migranti non solo non sono un’emergenza ma sono il nostro futuro. È ormai evidente a tutti che l’Europa sta affrontando un inverno demografico senza precedenti. Entro il 2050 mancheranno all’appello 44 milioni di lavoratori. Tutto il nostro welfare, le nostre pensioni, la nostra economia si reggono oggi grazie a chi è arrivato, i dati parlano chiaro. Nonostante ciò, a causa anche delle politiche repressive e respingenti, il nostro mare, il Mediterraneo, è divenuto un cimitero. Dal 1991, oltre 50.000 persone hanno perso la vita cercando di raggiungere l’Europa. Dal 2014 ad oggi, i morti e dispersi documentati sono oltre 35.000, di questi, almeno 4.000 erano bambini e questi sono dati ufficiali, riconosciuti mentre sappiamo che sicuramente sono molti di più, morti non rintracciati, persone disperse lungo la tratta di cui non si ha traccia.
Mentre il nostro continente invecchia, l’Africa vede lasciare il continente i suoi giovani ma nonostante ciò sua popolazione è sempre più giovane. È inevitabile che queste due realtà si incontreranno comunque, che lo si voglia o no. La Rete Lampedusa pone il suo obiettivo su questo punto e invita a decidere da che parte stare: se accettare questo stato di cose che attraverso il filo spinato e i naufragi non riuscirà comunque ad arginare gli arrivi oppure accogliere le persone attraverso canali legali, formazione, lavoro e dignità. Non solo per solidarietà ma anche per consapevolezza di questo stato di cose.
Il 15 luglio alle ore 10 a Roma, in via Marghera 59, presso l’istituto Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco, Pietro Bartolo presenterà il progetto della Rete che aspira ad accogliere al suo interno tutte le realtà che da anni si occupano del fenomeno migratorio (per saperne di più: https://www.retelampedusa.org/).
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