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Papa Leone XIV a Lampedusa: incontro stampa con i sopravvissuti e con la società civile
Venerdì 3 luglio 2026 alle 18 Agricola ’Mpidusa, Contrada Imbriacola (nei pressi dell’Hotspot), Lampedusa Sei organizzazioni convocano un punto stampa in occasione della visita del Pontefice a Lampedusa per spiegare ai giornalisti presenti la situazione sulla frontiera più letale al mondo e riportare al centro le conseguenze delle politiche europee e del nuovo Patto su Migrazione e Asilo. L’evento si concentrerà sui resoconti di Ragazzi Baye Fall e Refugees in Libya, associazioni autorganizzate fondate da persone con un vissuto migratorio ed esperienza diretta di violenza e repressione sulla frontiera. Intervengono: Naeima Yaqoub – Co-fondatrice e Presidente Refugees in Libya Seck Baye Fall – Coordinatore Ragazzi Baye Fall a Lampedusa Edoardo Avio – Coordinatore Maldusa a Lampedusa Francesca Saccomandi –  Coordinatrice Mediterranean Hope-FCEI Oltre agli interventi dei relatori principali, saranno disponibili per domande e interviste anche le rappresentanti delle associazioni co-organizzatrici Resqship e Sea-Watch, Merle Dammhayn e Giorgia Linardi. Sea Watch
July 1, 2026
Pressenza
Da Lampedusa gettano una nuova rete dell’accoglienza
-------------------------------------------------------------------------------- Foto di tivissima da Pixabay -------------------------------------------------------------------------------- Nasce “Rete Lampedusa”, “rete di Pietro” con l’obiettivo di riunire terzo settore, mondo ecclesiale e società civile in un unico movimento culturale e operativo che si occupi di migrazioni e accoglienza. Il progetto è pensato per colmare un vuoto strutturale nel dibattito pubblico europeo sulla migrazione. Di fronte alla polarizzazione tra il leitmotiv dell’invasione e il silenzio tattico, i promotori propongono una terza via: una narrazione basata su dati, competenza, diritti umani e – soprattutto – sull’incontro con l’altro come atto di umanità condivisa. Promossa e guidata da Pietro Bartolo, il medico che ha accolto per tanti anni i migranti sbarcati a Lampedusa ed ex parlamentare, divenuto figura simbolo dell’accoglienza, la rete mira a trasformare la percezione della migrazione da emergenza ad opportunità strutturale per il futuro demografico ed economico dell’Europa. I migranti non solo non sono un’emergenza ma sono il nostro futuro. È ormai evidente a tutti che l’Europa sta affrontando un inverno demografico senza precedenti. Entro il 2050 mancheranno all’appello 44 milioni di lavoratori. Tutto il nostro welfare, le nostre pensioni, la nostra economia si reggono oggi grazie a chi è arrivato, i dati parlano chiaro. Nonostante ciò, a causa anche delle politiche repressive e respingenti, il nostro mare, il Mediterraneo, è divenuto un cimitero. Dal 1991, oltre 50.000 persone hanno perso la vita cercando di raggiungere l’Europa. Dal 2014 ad oggi, i morti e dispersi documentati sono oltre 35.000, di questi, almeno 4.000 erano bambini e questi sono dati ufficiali, riconosciuti mentre sappiamo che sicuramente sono molti di più, morti non rintracciati, persone disperse lungo la tratta di cui non si ha traccia. Mentre il nostro continente invecchia, l’Africa vede lasciare il continente i suoi giovani ma nonostante ciò sua popolazione è sempre più giovane. È inevitabile che queste due realtà si incontreranno comunque, che lo si voglia o no. La Rete Lampedusa pone il suo obiettivo su questo punto e invita a decidere da che parte stare: se accettare questo stato di cose che attraverso il filo spinato e i naufragi non riuscirà comunque ad arginare gli arrivi oppure accogliere le persone attraverso canali legali, formazione, lavoro e dignità. Non solo per solidarietà ma anche per consapevolezza di questo stato di cose. Il 15 luglio alle ore 10 a Roma, in via Marghera 59, presso l’istituto Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco, Pietro Bartolo presenterà il progetto della Rete che aspira ad accogliere al suo interno tutte le realtà che da anni si occupano del fenomeno migratorio (per saperne di più: https://www.retelampedusa.org/). -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Da Lampedusa gettano una nuova rete dell’accoglienza proviene da Comune-info.
June 29, 2026
Comune-info
Aurora 2 salva 40 persone
Aurora 2, la nuova nave veloce di Sea-Watch, questa mattina ha soccorso 40 persone, tra cui due bambini, a bordo di un gommone in difficoltà. Sono da poco sbarcate, in sicurezza, a Lampedusa. Sea Watch
June 16, 2026
Pressenza
Il Mediterraneo continua a inghiottire persone invisibili
Il copione si ripete, ma non fa notizia. Al largo di Lampedusa, presumibilmente giunte dalla Libia, sono arrivate vive 58 persone, ma alcune in pessime condizioni, fra cui un bambino piccolissimo. Una motovedetta della Guardia Costiera aveva adempiuto al proprio dovere, a circa 85 miglia dall’isola, nella zona SAR che dovrebbe essere vigilata dal governo di Tripoli. Alcuni morti erano a bordo, deceduti per ipotermia o per le inalazioni del carburante, altri non hanno resistito per il tempo necessario ad arrivare al porto di attracco. Quasi contemporaneamente, nell’Egeo, al largo di Bodrum, nel sud ovest della Turchia, sono stati tratte in salvo 21 persone, ma almeno altre 18 invece hanno perso la vita. Discordanti le ricostruzioni: secondo alcuni c’è stato un inseguimento della Guardia Costiera turca al gommone carico e non è ancora chiaro se questo si sia ribaltato o sia stato speronato. Il bilancio non cambia. Perché non chiamarli vittime delle guerre che dall’Afghanistan al Medio Oriente fino all’Africa Sub Sahariana continuano a imperversare? Già loro non contano per i governi della Fortezza Europa che da giugno, con il nuovo patto, blinderanno ancora di più i propri confini e saranno responsabili di ulteriori tragedie. I morti, ma anche i sopravvissuti di questa notte come tante sono gli invisibili. Sono quelli per cui si è levata la voce sabato 28 marzo nella manifestazione No Kings, sono le vittime dei Re e delle Regine, ultimi fra gli ultimi. Continueremo per loro a chiedere giustizia e diritti, senza rassegnarci al suprematismo occidentale Stefano Galieni, responsabile immigrazione Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
April 1, 2026
Pressenza