Cagliari, dal presidio in piazza Yenne all’incontro con Francesca Albanese

Pressenza - Tuesday, June 23, 2026

Cagliari, dal presidio in piazza Yenne all’incontro con Francesca Albanese: una serata da non dimenticare.

Cagliari, 19 giugno 2026. In piazza Yenne, ribattezzata “piazza dell’indignazione”, un piccolo gruppo di attivistƏ del presidio stabile, tiene fede all’impegno giornaliero per la Palestina. Anche stasera sventolano le bandiere della Palestina e lo striscione con la scritta: “Il Presidio r1pud1a la guerra”. Alcuni ragazzi algerini si fermano, chiedono di tenere la bandiera palestinese per scattarsi una foto. La maggior parte delle persone che partecipano al presidio sono già accorse alla sala del teatro nel quale si svolgerà l’incontro con Francesca Albanese, relatrice ONU per i diritti dei palestinesi, organizzato dal presidio di Cagliari, a cui si collegheranno via streaming 150 punti di ascolto in tutta Italia (presidi permanenti, periodici, gruppi impegnati a sostegno della causa palestinese).

L’atmosfera che si respira tra le persone convenute, nonostante il caldo, è gioiosa, consapevoli che la serata proseguirà con un incontro indimenticabile.  Alle ore 20:00 ci si sposta verso il teatro, ospiti della compagnia “Lucido sottile” e della Municipalità di Pirri. Il teatro ha una capienza limitata di persone, per cui in città si potrà partecipare insieme a questo evento anche al centro sociale “Su Tzirculu”.

Prima della diretta con Francesca Albanese e il giornalista Matteo Meloni, che interloquiranno sul libro La “Luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero”, “Le Lucide”, le artiste Tiziana Troja e Michela Sale Musio della compagnia teatrale LucidoSottile, offrono una loro performance sul testo “Capire la guerra”. Testo recitato a due voci che scandaglia il tema della guerra, come si presenta, da dove nasce, ecc. In realtà, non si tratta di “capire la guerra” perché la guerra è irrazionale, in quanto distruttiva; si tratta di prevenire la guerra, a partire dalle relazioni interpersonali.

Si susseguono interventi di rito: i saluti istituzionali da parte di Mara Laura Manca, presidentessa della Municipalità di Pirri, e l’intervento di Davide Carta, delegato del sindaco di Cagliari per “Cagliari Città della Pace e del Dialogo nel Mediterraneo”. Ringraziando per questa iniziativa, richiama il fatto che «dalla tregua di ottobre 2025 sono stati uccisi oltre 1000 palestinesi nella Striscia di Gaza, di cui 245 bambini, e in Cisgiordania continuano uccisioni, occupazioni e soprusi da parte dei coloni israeliani, ormai terroristi legalizzati. Ed i governi tacciono, primi fra tutti quelli europei».

Guardare alla Palestina come Anima Mundi vuol dire che «noi non guardiamo soltanto un pezzo di terra lontano, ma guardiamo noi stessi. Guardiamo la tenuta del diritto internazionale, che vale solo se vale per tutti, sempre. Guardiamo la nostra capacità di indignarci ancora. Guardiamo, in fondo, che tipo di umanità vogliamo essere».

La diretta streaming si apre con la lettura di tutte le piazze collegate dal sud al Nord d’Italia da parte di Vania Erby e Stefania Montis di Presidio Palestina Cagliari.

Stefania Montis e Vania Erby del Presidio Palestina Cagliari

Segue l’intervento di Tiziana Troja a nome dell’ANPI:«La Palestina è da decenni uno dei luoghi più dolorosi e controversi del nostro tempo». Una domanda sorge spontanea: «Quale valore attribuiamo alla vita umana, alla libertà, alla giustizia e ai diritti delle persone?».

La parola passa al dott. Fawzi Ismail, presidente dell’“Associazione Amicizia Sardegna Palestina”. Sintetizzo il suo appassionato intervento Questa straordinaria iniziativa promossa dal basso dimostra che, nonostante l’ignavia e la complicità dei governi europei nei confronti dello Stato genocida d’Israele, la solidarietà per la Palestina è nel cuore dei popoli della Terra. Lo dimostrano le grandi manifestazioni dell’autunno scorso in tutto il mondo. Ciò che sconcerta è che la Sardegna, come la Sicilia e altre regioni d’Italia, siano diventati luoghi in cui anche soldati dell’IDF, che hanno partecipato ai massacri nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, vengono a “decomprimersi” nelle nostre spiagge. E intanto la repressione viene esercitata duramente nei confronti dei palestinesi d’Italia che protestano contro il genocidio, fino ad essere trattenuti in carcere.

Fawzi Ismail, presidente di Amicizia Sardegna Palestina

Infine, l’intervento di Vania Erby, prima di cedere la parola a Matteo Meloni e Francesca Albanese: “Siamo veramente emozionati del dirvi che oggi siamo tantissimi e tantissime – esordisce – e che Palestina Anima Mundi sta attraversando non solo in streaming tutta l’Italia, da Nord a sud, fino alle sue due isole più grandi. Più di 150 presidi stabili, piazze, circoli, comitati, sono collegati con noi questa sera…”.

Ho vissuto insieme alle amiche e agli amici del presidio cagliaritano la preparazione di questo evento, l’impegno profuso in special modo dalle donne, il loro entusiasmo, la loro tenacia e determinazione che ci ha consentito di raggiungere tantissime realtà in Italia. Per questo motivo, nella sala del teatro si respirava la commozione per il raggiungimento di questo traguardo.

Non mi soffermo sui contenuti dell’incontro con Francesca Albanese con la quale ha dialogato in maniera magistrale Matteo Meloni, ponendo domande sul suo ultimo libro (di cui poco si sente parlare nei media), e domande pervenute dai diversi presidi; contenuti per i quali rimando alla lettura di diversi articoli pubblicati da pressenza, in particolare a  https://www.pressenza.com/it/2026/06/palestina-anima-mundi-un-emozionante-incontro-tra-francesca-albanese-e-150-presidi-in-tutta-italia/ , e alla visione della registrazione dell’incontro sul canale YouTube di PresidioPalestinaCa: https://www.youtube.com/live/gzV5wcuU-64?is=pccIXpvx1qjfn7BP .

Siamo gratƏ a Francesca Albanese per averci dedicato ore preziose del suo tempo, riuscendo a conciliare la professionalità del suo intervento con l’attenzione amorevole alla sua gattina. Il suo messaggio – nonostante da tempo viva sulla propria pelle e quella della sua famiglia l’avversione verso il suo lavoro in difesa dei diritti popolo palestinese, attraverso le sanzioni impostegli dal governo statunitense -, è stato un messaggio di speranza: uniti e unite ce la possiamo fare a cambiare questo mondo.

Alla fine dell’incontro ci siamo abbracciati tutti e tutte, un abbraccio commosso e gioioso, nella consapevolezza di essere unitiƏ a tuttiƏ coloro che nel mondo soffrono ingiustizia e oppressione, a cominciare dalla gente di Palestina.

 

Pierpaolo Loi