Cagliari, dal presidio in piazza Yenne all’incontro con Francesca Albanese
Cagliari, dal presidio in piazza Yenne all’incontro con Francesca Albanese: una
serata da non dimenticare.
Cagliari, 19 giugno 2026. In piazza Yenne, ribattezzata “piazza
dell’indignazione”, un piccolo gruppo di attivistƏ del presidio stabile, tiene
fede all’impegno giornaliero per la Palestina. Anche stasera sventolano le
bandiere della Palestina e lo striscione con la scritta: “Il Presidio r1pud1a la
guerra”. Alcuni ragazzi algerini si fermano, chiedono di tenere la bandiera
palestinese per scattarsi una foto. La maggior parte delle persone che
partecipano al presidio sono già accorse alla sala del teatro nel quale si
svolgerà l’incontro con Francesca Albanese, relatrice ONU per i diritti dei
palestinesi, organizzato dal presidio di Cagliari, a cui si collegheranno via
streaming 150 punti di ascolto in tutta Italia (presidi permanenti, periodici,
gruppi impegnati a sostegno della causa palestinese).
L’atmosfera che si respira tra le persone convenute, nonostante il caldo, è
gioiosa, consapevoli che la serata proseguirà con un incontro indimenticabile.
Alle ore 20:00 ci si sposta verso il teatro, ospiti della compagnia “Lucido
sottile” e della Municipalità di Pirri. Il teatro ha una capienza limitata di
persone, per cui in città si potrà partecipare insieme a questo evento anche al
centro sociale “Su Tzirculu”.
Prima della diretta con Francesca Albanese e il giornalista Matteo Meloni, che
interloquiranno sul libro La “Luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo
intero”, “Le Lucide”, le artiste Tiziana Troja e Michela Sale Musio della
compagnia teatrale LucidoSottile, offrono una loro performance sul testo “Capire
la guerra”. Testo recitato a due voci che scandaglia il tema della guerra, come
si presenta, da dove nasce, ecc. In realtà, non si tratta di “capire la guerra”
perché la guerra è irrazionale, in quanto distruttiva; si tratta di prevenire la
guerra, a partire dalle relazioni interpersonali.
Si susseguono interventi di rito: i saluti istituzionali da parte di Mara Laura
Manca, presidentessa della Municipalità di Pirri, e l’intervento di Davide
Carta, delegato del sindaco di Cagliari per “Cagliari Città della Pace e del
Dialogo nel Mediterraneo”. Ringraziando per questa iniziativa, richiama il fatto
che «dalla tregua di ottobre 2025 sono stati uccisi oltre 1000 palestinesi nella
Striscia di Gaza, di cui 245 bambini, e in Cisgiordania continuano uccisioni,
occupazioni e soprusi da parte dei coloni israeliani, ormai terroristi
legalizzati. Ed i governi tacciono, primi fra tutti quelli europei».
Guardare alla Palestina come Anima Mundi vuol dire che «noi non guardiamo
soltanto un pezzo di terra lontano, ma guardiamo noi stessi. Guardiamo la tenuta
del diritto internazionale, che vale solo se vale per tutti, sempre. Guardiamo
la nostra capacità di indignarci ancora. Guardiamo, in fondo, che tipo di
umanità vogliamo essere».
La diretta streaming si apre con la lettura di tutte le piazze collegate dal sud
al Nord d’Italia da parte di Vania Erby e Stefania Montis di Presidio Palestina
Cagliari.
Stefania Montis e Vania Erby del Presidio Palestina Cagliari
Segue l’intervento di Tiziana Troja a nome dell’ANPI:«La Palestina è da decenni
uno dei luoghi più dolorosi e controversi del nostro tempo». Una domanda sorge
spontanea: «Quale valore attribuiamo alla vita umana, alla libertà, alla
giustizia e ai diritti delle persone?».
La parola passa al dott. Fawzi Ismail, presidente dell’“Associazione Amicizia
Sardegna Palestina”. Sintetizzo il suo appassionato intervento Questa
straordinaria iniziativa promossa dal basso dimostra che, nonostante l’ignavia e
la complicità dei governi europei nei confronti dello Stato genocida d’Israele,
la solidarietà per la Palestina è nel cuore dei popoli della Terra. Lo
dimostrano le grandi manifestazioni dell’autunno scorso in tutto il mondo. Ciò
che sconcerta è che la Sardegna, come la Sicilia e altre regioni d’Italia, siano
diventati luoghi in cui anche soldati dell’IDF, che hanno partecipato ai
massacri nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, vengono a “decomprimersi”
nelle nostre spiagge. E intanto la repressione viene esercitata duramente nei
confronti dei palestinesi d’Italia che protestano contro il genocidio, fino ad
essere trattenuti in carcere.
Fawzi Ismail, presidente di Amicizia Sardegna Palestina
Infine, l’intervento di Vania Erby, prima di cedere la parola a Matteo Meloni e
Francesca Albanese: “Siamo veramente emozionati del dirvi che oggi siamo
tantissimi e tantissime – esordisce – e che Palestina Anima Mundi sta
attraversando non solo in streaming tutta l’Italia, da Nord a sud, fino alle sue
due isole più grandi. Più di 150 presidi stabili, piazze, circoli, comitati,
sono collegati con noi questa sera…”.
Ho vissuto insieme alle amiche e agli amici del presidio cagliaritano la
preparazione di questo evento, l’impegno profuso in special modo dalle donne, il
loro entusiasmo, la loro tenacia e determinazione che ci ha consentito di
raggiungere tantissime realtà in Italia. Per questo motivo, nella sala del
teatro si respirava la commozione per il raggiungimento di questo traguardo.
Non mi soffermo sui contenuti dell’incontro con Francesca Albanese con la quale
ha dialogato in maniera magistrale Matteo Meloni, ponendo domande sul suo ultimo
libro (di cui poco si sente parlare nei media), e domande pervenute dai diversi
presidi; contenuti per i quali rimando alla lettura di diversi articoli
pubblicati da pressenza, in particolare a
https://www.pressenza.com/it/2026/06/palestina-anima-mundi-un-emozionante-incontro-tra-francesca-albanese-e-150-presidi-in-tutta-italia/
, e alla visione della registrazione dell’incontro sul canale YouTube di
PresidioPalestinaCa:
https://www.youtube.com/live/gzV5wcuU-64?is=pccIXpvx1qjfn7BP .
Siamo gratƏ a Francesca Albanese per averci dedicato ore preziose del suo tempo,
riuscendo a conciliare la professionalità del suo intervento con l’attenzione
amorevole alla sua gattina. Il suo messaggio – nonostante da tempo viva sulla
propria pelle e quella della sua famiglia l’avversione verso il suo lavoro in
difesa dei diritti popolo palestinese, attraverso le sanzioni impostegli dal
governo statunitense -, è stato un messaggio di speranza: uniti e unite ce la
possiamo fare a cambiare questo mondo.
Alla fine dell’incontro ci siamo abbracciati tutti e tutte, un abbraccio
commosso e gioioso, nella consapevolezza di essere unitiƏ a tuttiƏ coloro che
nel mondo soffrono ingiustizia e oppressione, a cominciare dalla gente di
Palestina.
Pierpaolo Loi