Afghanistan: denunciamo detenzione di una operatrice sanitaria e crescenti restrizioni nei confronti delle donne

Pressenza - Friday, June 12, 2026

In Afghanistan un’operatrice sanitaria di Medici Senza Frontiere (MSF) è stata fermata dai rappresentanti del ministero per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (PVPV) mentre si recava, accompagnata dal marito, all’ospedale regionale di Herat, dove lavora nel reparto pediatrico supportato da MSF.

È stata accusata di non aver rispettato il codice di abbigliamento imposto alle donne nel paese, è stata trattenuta per 2 giorni e, infine, rilasciata l’8 giugno dopo aver dovuto firmare – insieme al marito e ad altri membri della famiglia – un impegno scritto a indossare in futuro l’abbigliamento specifico imposto dal PVPV.

MSF è indignata per l’arresto e la detenzione di una propria dipendente nell’ambito dell’applicazione delle norme sul codice di abbigliamento in vigore nella città. Questo episodio non è un caso isolato. Le donne in Afghanistan devono affrontare restrizioni molto severe alla libertà di movimento e all’accesso alla vita pubblica, che hanno conseguenze dirette sull’accesso alle cure e sulla fornitura di servizi sanitari in tutto il paese.

MSF è a conoscenza delle segnalazioni secondo cui, nell’ultima settimana, un gran numero di donne è stato arrestato dai rappresentanti del PVPV a Herat. Il 9 giugno, una manifestazione contro le restrizioni imposte alle donne è stata dispersa con violenza dalla polizia, che ha fatto uso di armi da fuoco, bastoni e fruste, causando diversi feriti e nuovi arresti.

Dal 2021, le donne in Afghanistan sono state sempre più escluse dalla vita pubblica. A loro è vietato l’accesso all’istruzione secondaria e superiore, è precluso l’accesso a molti ruoli nel settore pubblico e umanitario, hanno un accesso limitato all’assistenza sanitaria e sono escluse dagli spazi pubblici.

Altre misure rivolte alle donne, come l’obbligo di indossare il burqa e di essere accompagnate da un mahram (accompagnatore maschile) quando escono di casa, compromettono ulteriormente l’accesso ai servizi medici essenziali e ostacolano la capacità delle operatrici sanitarie di fornire assistenza. Queste restrizioni colpiscono in modo sproporzionato le donne e i bambini, che spesso si affidano al personale medico femminile per ricevere cure in modo sicuro e nel rispetto della cultura locale.

Il personale femminile rimane fondamentale per il lavoro di MSF in Afghanistan. MSF gestisce attualmente 7 progetti in 7 province, fornendo assistenza ostetrica, pediatrica, traumatologica e per la cura della tubercolosi. Le donne costituiscono il 45% del personale infermieristico che lavora per MSF nel paese; nei progetti incentrati sulla maternità rappresentano più della metà della forza lavoro e sono essenziali per fornire assistenza in spazi clinici riservati alle donne.

Medecins sans Frontieres