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Roma Pride 2026: se i diritti non sono di tuttə non sono diritti
Non bisogna essere per forza neri per manifestare contro il razzismo, ne è necessario essere uno straniero clandestino per lottare contro chi minaccia la cosiddetta “emigrazione”, o donna per protestare contro i femminicidi, o rom per indignati contro la tziganofobia… si può essere quindi essere eterosessuali, cisgender, e scendere in piazza contro ogni forma di omofobia: basta non essere fascisti e/o stronzi (mi si scusi il francesismo). B Da anni infatti i Pride sono una grande festa di libertà di tutte e di tutti: un gioioso movimento di festa di popolo e soprattutto di giovani e giovanissimi che ripudiano il moralismo sessuofobo e clerical e fascista che per secoli ha dominato, a volte con ferocia, il nostro Paese, l’intero Occidente e gran parte del nostro pianeta. Tutt’ora ci sono Paesi in cui l’omosessualità è un reato, talvolta persino punito con la pena di morte al punto che non sono pochi i rifugiati che richiedo asilo in Italia per le persecuzioni che vive chi appartiene o si riconosce in una identità di genere non conforme. Sfilano i numerosi carri che sparano musica a tutto volume. Ricordo il primo Pride a cui ho partecipato nel 2000. La Chiesa Cattolica tentó in tutti i modi di bloccarlo considerandolo blasfemo nell’anno del giubileo. Questa ottusità provocó, come sempre accade in questo Paese quando la reazione tenta di imporsi spudoratamente, una partecipazione di massa. Ricordo Armando Cossutta in giacca e cravatta dietro lo striscione di Rifondazione Comunista e il mio amico don Gianni Novelli, che ci ha lasciato pochi mesi fa, direttore del Centro Interconfessionale per la Pace che sfilava con un folto gruppo di Cristiani contro l’omofobia. Credo che fu da allora che i Pride divennero sempre di più una festa di tutte, ma anche momento di lotta perché la reazione incalza è ci vuole poco a tornare indietro di decenni. Ho un ricordo particolarmente emozionante di un mio alunno che brividi dopo una decina di anni e quindi ormai ventenne che faceva parte del servizio d’ordine che apriva il corteo e che mi abvracció calorosamente visibilmente commosso. Per quanto tentino forze neoliberiste di appropiarsi di questa battaglia per i diritti individuali, in Italia queste posizioni di pink washing non trovano spazio. Da un lato vi sono i numerosi carri della Cgil, esprimono il fatto che i diritti umani sono una rete indivisibile che unisce quelli individuali a quelli sociali poiché senza una casa e un lavoro non esiste vera libertà. Dall’altro il Pride di Roma ha “scelto da che parte stare” e ha deciso che chi non condanna il genocidio in Palestina non può sfilare nel Pride come nulla fosse. I Pride in Italia espressione della vasta comunità LGBTQIA+ italiana credono nella intersezionalità delle lotte e quindi ripudiano la guerra è il militarismo e sostengono il popolo palestinese.   Del resto le giovani e giovanissime persone che sfilano Oggi sono in gran parte le stesse che sabato scorso hanno manifestato contro gli xenofobi e razzisti autori delle reimmigrazione, che hanno votato NO al referendum costituzionale e che hanno bloccato Roma e l’Italia in solidarietà con la Palestina. Lotte per la libertà che si intrecciano. Anni fa la partigiana comunista Tina Costa decise di accettare di essere la madrina di uno dei Pride romani. La giovane leader del movimento degli Studenti Palestinesi, Maia Issa, sta sul carro dell’Arci imbandierato con le bandiere palestinesi. Riusciremo ad unire queste lotte in un credibile e vincente progetto di alternativa di società? Difficile dirlo, “a sarà dura” dicono le compagne ed i compagni della Valsusa che da decenni si oppongono al TAV. Pressenza serve anche a questo. Mauro Carlo Zanella
June 20, 2026
Pressenza
Noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne
Come Associazione “NOI UOMINI A PALERMO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE ETS ” – realtà attiva nella nostra Regione da oltre 10 anni per sensibilizzare l’universo maschile sulla violenza perpetrata nei confronti delle donne – sentiamo l’urgenza di prendere una posizione netta a difesa dell’articolo 577-bis del codice penale. L’avere inserito nel nostro ordinamento una norma specificamente dedicata al reato di femminicidio è un risultato di portata storica, che non può essere sminuito o derubricato a inutile doppione. Molti si chiedono se serva davvero una nuova fattispecie, visto che l’omicidio volontario e le aggravanti legate ai rapporti familiari esistono già. La risposta è sì: ostinarsi a non riconoscere la natura di questo crimine, arrivando a negare di fatto l’esistenza stessa del femminicidio, equivale a offendere e calpestare la memoria delle centinaia di donne che ogni anno vengono brutalmente strappate alla vita. Chi critica questa prospettiva, sostenendo che le leggi in vigore siano sufficienti, chiude gli occhi davanti all’evidenza che quasi mai ci si trova di fronte ad un delitto d’impeto o a un raptus inspiegabile, quanto piuttosto alla terribile conclusione di un percorso fatto di “prevaricazioni, di controllo o possesso o dominio ed annientamento dell’identità dell’altra persona in quanto donna”. Sostenere questa norma significa pretendere uno Stato capace di tutelare la società con leggi adeguate, mettendo da parte un’impostazione meramente codicistica che troppo spesso fatica a isolare la vera natura della violenza contro le donne, per fornire finalmente alla giustizia uno strumento preciso e affilato. Per chi volesse contattarci o avere maggiori informazioni sulle nostre iniziative: noiuominiapalermo@gmail.com Redazione Palermo
June 20, 2026
Pressenza
Per Luisa, un ricordo
La morte di Luisa Muraro lascia un vuoto difficile da nominare. Non soltanto perché scompare una delle più importanti pensatrici del Novecento e di questo primo scorcio di secolo, ma perché viene meno una figura che per molte e molti è stata insieme maestra, interlocutrice, misura e orientamento. Una figura che ha attraversato anche Palermo, dove è venuta più volte su invito della Biblioteca delle donne e del Centro di consulenza legale UDIPalermo, per presentare i suoi libri, partecipare a incontri e seminari. Colpiva il rigore del suo pensiero, sempre esigente e mai accomodante. Colpivano anche la sua capacità di ascolto e la generosità con cui metteva in circolo idee, intuizioni e domande. Non parlava da un sapere già concluso: piuttosto dalla passione di chi continua a cercare, insieme ad altre, parole capaci di dire il reale. Il suo lavoro ha segnato profondamente il pensiero contemporaneo perché non è nato dall’elaborazione di un sistema teorico astratto, separato dalla vita. È nato dentro l’esperienza del femminismo, nelle pratiche politiche delle donne, nelle relazioni, nei conflitti, nelle scoperte che quel movimento ha reso possibili. Per Luisa il femminismo non è stato un tema da studiare né un settore particolare del sapere: è stato il luogo a partire dal quale il pensiero ha preso forma e si è trasformato. Da qui si comprende come il pensiero non si separi dal luogo in cui prende parola, e come quel luogo ne modifichi il senso. Ha insegnato a generazioni di donne a dare credito alla propria esperienza, a riconoscere che la relazione non è un fatto secondario o privato, ma una condizione fondamentale dell’esistenza umana; che la lingua non è uno strumento neutro, ma il luogo in cui si forma il senso del mondo; che l’autorità può esistere senza dominio e senza potere. Tra i suoi libri, L’ordine simbolico della madre segna una svolta decisiva. In quelle pagine Muraro mette in questione l’idea di un soggetto autosufficiente, riportando al centro la relazione originaria con la madre come ciò da cui ciascuna e ciascuno prende avvio. Nessuna e nessuno viene al mondo da sé: si nasce dentro una relazione e si entra nel linguaggio attraverso una voce ricevuta. In questa esperienza originaria, non riconosciuta nel suo valore simbolico, Muraro indica una condizione che riguarda tutte e tutti. Non era una questione soltanto teorica: per molte il pensiero di Luisa Muraro ha aperto un diverso rapporto con la propria esperienza e con le parole necessarie a nominarla. E’ stata una maestra nel significato più profondo della parola: non perché offrisse risposte definitive, ma perché sapeva aprire domande che cambiano il modo di stare al mondo. Aveva il raro dono di rendere più esigente il pensare e insieme più libera la vita. La salutiamo con dolore profondo, sapendo che il modo migliore per onorarla non è custodirne il ricordo come qualcosa di concluso. È continuare a fare ciò che lei ci ha insegnato: partire dall’esperienza, cercare parole vere, affidarci a ciò che tiene insieme le vite, andare più a fondo nel presente.           Redazione Palermo
June 14, 2026
Pressenza
Afghanistan: denunciamo detenzione di una operatrice sanitaria e crescenti restrizioni nei confronti delle donne
In Afghanistan un’operatrice sanitaria di Medici Senza Frontiere (MSF) è stata fermata dai rappresentanti del ministero per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (PVPV) mentre si recava, accompagnata dal marito, all’ospedale regionale di Herat, dove lavora nel reparto pediatrico supportato da MSF. È stata accusata di non aver rispettato il codice di abbigliamento imposto alle donne nel paese, è stata trattenuta per 2 giorni e, infine, rilasciata l’8 giugno dopo aver dovuto firmare – insieme al marito e ad altri membri della famiglia – un impegno scritto a indossare in futuro l’abbigliamento specifico imposto dal PVPV. MSF è indignata per l’arresto e la detenzione di una propria dipendente nell’ambito dell’applicazione delle norme sul codice di abbigliamento in vigore nella città. Questo episodio non è un caso isolato. Le donne in Afghanistan devono affrontare restrizioni molto severe alla libertà di movimento e all’accesso alla vita pubblica, che hanno conseguenze dirette sull’accesso alle cure e sulla fornitura di servizi sanitari in tutto il paese. MSF è a conoscenza delle segnalazioni secondo cui, nell’ultima settimana, un gran numero di donne è stato arrestato dai rappresentanti del PVPV a Herat. Il 9 giugno, una manifestazione contro le restrizioni imposte alle donne è stata dispersa con violenza dalla polizia, che ha fatto uso di armi da fuoco, bastoni e fruste, causando diversi feriti e nuovi arresti. Dal 2021, le donne in Afghanistan sono state sempre più escluse dalla vita pubblica. A loro è vietato l’accesso all’istruzione secondaria e superiore, è precluso l’accesso a molti ruoli nel settore pubblico e umanitario, hanno un accesso limitato all’assistenza sanitaria e sono escluse dagli spazi pubblici. Altre misure rivolte alle donne, come l’obbligo di indossare il burqa e di essere accompagnate da un mahram (accompagnatore maschile) quando escono di casa, compromettono ulteriormente l’accesso ai servizi medici essenziali e ostacolano la capacità delle operatrici sanitarie di fornire assistenza. Queste restrizioni colpiscono in modo sproporzionato le donne e i bambini, che spesso si affidano al personale medico femminile per ricevere cure in modo sicuro e nel rispetto della cultura locale. Il personale femminile rimane fondamentale per il lavoro di MSF in Afghanistan. MSF gestisce attualmente 7 progetti in 7 province, fornendo assistenza ostetrica, pediatrica, traumatologica e per la cura della tubercolosi. Le donne costituiscono il 45% del personale infermieristico che lavora per MSF nel paese; nei progetti incentrati sulla maternità rappresentano più della metà della forza lavoro e sono essenziali per fornire assistenza in spazi clinici riservati alle donne. Medecins sans Frontieres
June 12, 2026
Pressenza
Agenda 1325 in Medio Oriente: dopo 25 anni la sfida è decidere
A venticinque anni dall’adozione della Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il documento che per la prima volta ha riconosciuto il ruolo fondamentale delle donne nella prevenzione dei conflitti, nei processi di pace e nella ricostruzione postbellica, una domanda attraversa il Medio Oriente con particolare urgenza: quanto di quell’impegno si è realmente tradotto in cambiamento? È stata questa la questione di fondo emersa durante il convegno regionale Women Engendering Peace – Reflections on WPS 25+, svoltosi online l’11 giugno e dedicato a una riflessione collettiva sul futuro dell’Agenda Donne, Pace e Sicurezza (Women, Peace and Security – WPS) nei Paesi della regione araba. L’incontro ha riunito donne costruttrici di pace, organizzazioni della società civile, ricercatrici, rappresentanti istituzionali e organismi internazionali provenienti da Libano, Iraq, Siria e Libia. L’iniziativa si inserisce nel progetto Women Engendering Peace: Strengthening the 1325 Agenda to Promote Women’s Protection and Participation in Iraq, Lebanon, Syria and Libya, coordinato da Un Ponte Per e sostenuto dalla Direzione Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano. A dare il benvenuto ai partecipanti sono state Shirine Jurdi, facilitatrice di WILPF Libano, la segretaria generale della Women’s International League for Peace and Freedom (WILPF) Amrita Kapur, rappresentanti regionali di UN Women e Rosella Bonarrigo di Un Ponte Per. Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il Manifesto WPS+25, elaborato da organizzazioni femminili della regione. L’aspetto forse più significativo del convegno riguarda il contesto stesso in cui si è svolto. L’evento avrebbe dovuto rappresentare il momento conclusivo di un percorso pluriennale e tenersi in presenza a Beirut. L’aggravarsi dei conflitti e dell’instabilità nella regione ha però costretto le organizzatrici a rinviarlo e a ripensarne la forma. Questa circostanza, lungi dall’essere un semplice dettaglio organizzativo, è diventata parte integrante della riflessione politica proposta dall’incontro. Negli ultimi anni, infatti, le popolazioni di Libano, Siria, Iraq e Libia hanno dovuto affrontare nuove ondate di violenza, sfollamenti, crisi economiche e crescenti emergenze umanitarie. Eppure, come hanno ricordato più volte le relatrici, proprio in questi contesti le donne continuano a svolgere un ruolo essenziale nella tenuta sociale delle comunità, nell’assistenza alle persone vulnerabili, nella mediazione locale e nella costruzione di spazi di dialogo. Da qui la convinzione condivisa che l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza non sia soltanto un quadro normativo internazionale, ma una realtà vissuta quotidianamente da migliaia di donne che operano nei territori attraversati dai conflitti. La prima presentazione nazionale è stata dedicata al Libano. Chada Kassab ha illustrato i risultati del rapporto nazionale, concentrato sulla partecipazione politica femminile. Il dato che sintetizza meglio la situazione è la presenza di sole otto donne nel Parlamento libanese composto da 128 membri. Secondo il rapporto, le principali barriere all’accesso delle donne alla politica sono di natura economica, istituzionale e culturale. Le campagne elettorali richiedono risorse spesso non disponibili alle candidate; i partiti continuano a privilegiare figure maschili; il sistema politico confessionale e clientelare favorisce reti di potere tradizionalmente controllate dagli uomini. A ciò si aggiunge l’assenza di quote obbligatorie di genere e la mancanza di riforme legislative capaci di riequilibrare la rappresentanza.Particolarmente allarmante è il fenomeno della violenza politica contro le donne. Le attiviste e le candidate subiscono campagne diffamatorie, molestie, intimidazioni e attacchi online sempre più sofisticati, compreso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per manipolare immagini e screditare figure pubbliche femminili. Il quadro è stato ulteriormente aggravato dall’escalation del conflitto nel sud del Paese. Fadi Abi Allam del Movimento per la Pace Permanente ha descritto una situazione segnata da oltre un milione di sfollati, dalla distruzione di decine di villaggi e da una crescente pressione sulle strutture di accoglienza. Le donne e le ragazze rappresentano oltre la metà delle persone costrette a lasciare le proprie case. Nei rifugi temporanei affrontano condizioni di sovraffollamento, carenze igieniche e rischi crescenti di violenza di genere. Le donne incinte incontrano inoltre gravi difficoltà nell’accesso alle cure prenatali e ai servizi sanitari, mentre la perdita di attività economiche, soprattutto nei settori agricoli e nelle cooperative femminili, ha colpito migliaia di famiglie. Eppure, ha osservato Abi Allam, sono proprio le donne a sostenere gran parte della risposta sociale all’emergenza. Pur restando escluse dai principali tavoli decisionali, guidano iniziative di assistenza, organizzano reti di solidarietà e garantiscono la sopravvivenza quotidiana delle comunità colpite dalla guerra. Se in Libano il tema dominante è l’impatto della guerra, in Iraq il dibattito si è concentrato sulle recenti trasformazioni legislative. Ghazala Jango e le rappresentanti della Iraqi Women’s Network hanno illustrato le conseguenze della riforma della Legge sullo Statuto Personale n. 188 del 1959, considerata per lungo tempo una delle normative familiari più avanzate della regione. Le organizzazioni femminili presenti al convegno hanno espresso forte preoccupazione per modifiche che, a loro avviso, rischiano di aumentare la frammentazione giuridica e di ridurre alcune tutele fondamentali per le donne. Tra i temi più discussi figurano il rischio di matrimoni precoci, le disparità nelle procedure di divorzio, la riduzione delle garanzie in materia di affidamento dei figli e possibili limitazioni dei diritti ereditari. Particolarmente significativa è stata la critica al concetto di “libera scelta” utilizzato dai sostenitori della riforma. Secondo le organizzazioni femminili, parlare di libertà di scelta giuridica in una società dove molte donne non dispongono ancora di piena autonomia nelle decisioni familiari rischia di essere un argomento puramente teorico. Da questo confronto è emersa una riflessione che attraversa oggi molti movimenti femminili della regione: la battaglia non riguarda soltanto l’acquisizione di nuovi diritti, ma sempre più spesso la difesa di conquiste che sembravano ormai consolidate. Il caso siriano è apparso diverso dagli altri. Le organizzazioni presenti hanno descritto l’attuale fase politica come una finestra di opportunità ma anche come un momento estremamente fragile. Dopo anni di guerra, la questione centrale non riguarda soltanto la protezione delle donne, ma il loro ruolo nella definizione del futuro assetto politico del Paese. Le richieste avanzate sono chiare: almeno il 35% di rappresentanza femminile nelle istituzioni pubbliche, nei futuri organismi governativi, nei processi costituzionali e nei negoziati politici. Le attiviste insistono inoltre sulla necessità di una costituzione democratica fondata sull’uguaglianza dei diritti e sulla rimozione delle norme discriminatorie. Un tema ricorrente è stato quello della partecipazione simbolica. Secondo numerose relatrici, le donne vengono spesso invitate ai tavoli di dialogo come segno di inclusione, ma senza una reale possibilità di incidere sulle decisioni. La richiesta avanzata dalle organizzazioni siriane è quindi quella di passare dalla consultazione alla co-governance. Non si tratta di essere coinvolte dopo la ricostruzione del Paese, ma di contribuire fin da ora alla definizione della nuova Siria. La situazione descritta dalle organizzazioni libiche evidenzia una diversa contraddizione. Pur esistendo strumenti internazionali, piani nazionali e programmi di sostegno, molte attiviste continuano a operare in un contesto caratterizzato da forte insicurezza e frammentazione istituzionale. Le partecipanti hanno denunciato minacce, intimidazioni, campagne diffamatorie e restrizioni alla libertà di associazione. Molte hanno sottolineato come i meccanismi di protezione promossi dalla comunità internazionale non riescano spesso a tradursi in una sicurezza concreta per chi lavora quotidianamente sul terreno. Accanto alle criticità, sono state tuttavia presentate anche esperienze innovative, tra cui la significativa presenza femminile nel Comitato di Dialogo Strutturato e la redazione della prima Carta delle Donne Libiche per la Pace, considerata da molte partecipanti un esempio importante di elaborazione politica autonoma da parte delle donne. Se c’è una conclusione che accomuna le esperienze di Libano, Iraq, Siria e Libia, è la constatazione che il problema oggi non è più l’assenza delle donne. Le donne sono presenti nelle organizzazioni della società civile, nelle reti umanitarie, nei processi di mediazione locale e nelle iniziative di ricostruzione. Partecipano ai dibattiti pubblici e contribuiscono alla gestione delle crisi. Tuttavia continuano ad avere un’influenza limitata sulle decisioni fondamentali riguardanti la guerra e la pace, la sicurezza, le riforme istituzionali, i bilanci pubblici e i processi di ricostruzione. Per questo motivo, venticinque anni dopo la Risoluzione 1325, il dibattito sembra essere entrato in una nuova fase. Nel 2000 la richiesta era semplice: includere le donne. Nel 2025 la domanda è diventata più radicale: le istituzioni sono disposte a condividere realmente il potere? Tiziana Volta
June 12, 2026
Pressenza
Rep. Dem. Congo, sostegno alle donne vulnerabili e sviluppo sostenibile
Nel Nord Kivu, dopo un susseguirsi di guerre, massicci spostamenti di popolazioni e crisi sociali di ogni genere, le donne sono costrette ad affrontare una situazione di estrema vulnerabilità. Portano le conseguenze della guerra nel corpo, nella salute mentale, nella vita quotidiana. Talvolta nel silenzio più totale. Per molte di loro, sopravvivere non significa solo trovare cibo o un alloggio dove dormire, ma anche trovare quotidianamente la forza di vivere con il carico mentale che tutta questa sofferenza comporta in una società ingiusta. In questo contesto, il sostegno alle donne va ben oltre l’ambito umanitario, per diventare una questione di dignità umana e una vera sfida a favore della pace. Di fronte a questi problemi complessi, diverse organizzazioni si sono mobilitate per accompagnare le donne nella loro ricostruzione personale e sociale. Tra queste, Wadhi asbl, Women in Action for Human Dignity, una giovane organizzazione non governativa. Nel quadro di uno dei suoi progetti, riguardanti la produzione di combustibili ecologici e sistemi di cottura che risparmiano legna, un centinaio di donne beneficiarie partecipano attivamente a una dinamica collettiva che combina protezione dell’ambiente, indipendenza finanziaria e solidarietà comunitaria. Ogni settimana, le donne coinvolte producono bricchette ecologiche destinate a sostituire progressivamente la carbonella. Dietro questa idea c’è una sfida molto più ampia: ridurre la pressione sulle risorse forestali e creare alternative energetiche accessibili per tutti. Vengono utilizzate materie prime accessibili a tutti: scarti organici domestici, foglie secche, residui agricoli, escludendo rigorosamente le materie plastiche al fine di preservare la qualità ecologica del prodotto finale. Quest’approccio ha diversi vantaggi. In primo luogo, permette di trasformare i rifiuti spesso abbandonati in diversi angoli delle strade in una risorsa utile. In secondo luogo, riduce sensibilmente la dipendenza dalla carbonella, contribuendo così a limitare la pressione esercitata in particolare sul parco nazionale del Virunga. Secondo i responsabili di Wahdi asbl, le donne possono produrre fino a 350 chilogrammi di bricchette alla settimana. La coordinatrice della Ong, Gratias Kibandja spiega le fasi della produzione: > «Per permettere alle donne di arrivare a produrre il carbone ecologico, > innanzitutto raccogliamo i rifiuti biodegradabili. Foglie di banano, bucce di > patata e di certi frutti, tutto ciò che può essere trasformato facilmente. > Niente sacchetti, niente plastica. In seguito procediamo all’essiccazione; con > la successiva carbonizzazione e macinazione, otteniamo una polvere nera come > il carbone. Mescoliamo con altre materie prime naturali, in particolare > argilla e acqua, ricavando una sorta di pasta che passiamo in una pressa > ottenendo le bricchette. Il prodotto viene nuovamente essiccato prima di > essere immesso sul mercato.» Alcune di queste donne sono state costrette a più riprese ad abbandonare i propri villaggi a causa dell’insicurezza. Alla fine hanno trovato rifugio in città, ma in una realtà molto difficile: la disoccupazione, l’elevato costo della vita, la precarietà degli alloggi, ecc. Tra loro ci sono anche madri single e persone disabili, costrette ad affrontare una grande vulnerabilità economica. In precedenza, molte erano costrette a raccogliere legna da ardere nel parco o in aree isolate per poter cucinare o vendere la legna per sopravvivere. Spostamenti che esponevano le donne a diversi pericoli. Alcune hanno rivelato di essere state stuprate più volte da banditi durante questi viaggi. Dopo diverse settimane di formazione, la produzione delle bricchette è diventata la loro fonte di sostentamento. Un’attività che comincia ad essere conosciuta. Con la speranza che duri nel tempo e contribuisca a salvare le loro vite. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DAL FRANCESE DI MARINELLA CORREGGIA Rédaction Rep. Dem. Congo
June 11, 2026
Pressenza
La sociologia musulmana per i diritti umani – una necessità interdisciplinare
> Nel mio saggio sul tema della sociologia musulmana, pubblicato in cinque > lingue, sottolineo l’importanza della sociologia per i diritti umani, > proponendo allo stesso tempo una prospettiva interdisciplinare per affrontare > l’argomento sia a livello teorico che pratico. Trovo che la sociologia abbia > un’importanza ancora troppo insignificante nel campo dei diritti umani e della > ricerca sulla pace nel mondo musulmano, da decenni devastato da guerre e > conflitti. La sociologia, partendo dalla visione di Max Weber, deve essere una “sociologia comprensiva” che studia i fenomeni sociali e li compenetra di conoscenze e capacità interdisciplinari, in modo da ottenere una soluzione interna ai problemi associati all’ideologia del riarmo e della militarizzazione. La pace autentica in Medio Oriente richiede una soluzione attiva a livello sociale e non solo politico. Il movimento per la pace dal “basso” offre una soluzione interna di questo tipo. Il movimento pacifista si può servire della sociologia “comprensiva”, se questa argomenta in modo interdisciplinare ed ermeneutico, mettendo in pratica queste convinzioni di una sociologia innovativa per la trasformazione dinamica e i diritti umani anche a livello sociale per opporsi attivamente e dinamicamente dal “basso” alla guerra, al colonialismo, al riarmo e alla militarizzazione. Oggi nelle società musulmane è necessaria una soluzione interna che parta da una prospettiva musulmana o islamica basata sull’egualitarismo e sul multiprospetticismo. Ma una sociologia dei diritti umani e della pace deve basarsi soprattutto sulla partecipazione e sulla competenza delle donne musulmane. La mia prospettiva sul superamento degli approcci eurocentrici nella ricerca sociologica sul mondo musulmano si basa sull’affermazione di Edward Said (1935-2003) nella sua opera “Orientalismo”, che per me ancora oggi rappresenta un paradigma di ricerca di importanza fondamentale. Said, infatti, scrive: > “Dall’inizio del XIX secolo fino alla fine della Seconda guerra mondiale, > Francia e Gran Bretagna hanno dominato l’Oriente e l’orientalismo; dalla > Seconda guerra mondiale, l’America ha dominato l’Oriente e ne ha sostenuto > l’approccio come un tempo la Francia e la Gran Bretagna. Da quel contatto > ravvicinato, la cui dinamica è enormemente produttiva, anche se dimostra > sempre la forza comparativamente maggiore dell’Occidente (britannico, francese > o americano), nasce la grande ricchezza di testi che definirei orientalista”. >  (Cfr. Said W. E., Orientalism, Routledge & Kegan Paul and Henley, Londra > 1978, pag. 12.) L’atteggiamento descritto da Edward Said nei confronti di tutte le culture, società e religioni che non sono considerate tipicamente occidentali è “orientalista”, nel senso che il cosiddetto Oriente viene oggettivato, privandolo dunque della propria soggettività. In questo modo la cultura occidentale abusa dell’“Oriente” dialetticamente opposto per definire sé stessa e trovare la propria identità opponendosi al cosiddetto “altro”. La sociologia non può ridursi ai circoli accademici, ma deve applicare metodi e teorie che generano un cambiamento sociale nel mondo musulmano, in nome dei diritti umani, dell’egualitarismo, della giustizia sociale e dell’uguaglianza. Proprio per questo serve una sociologia innovativa che comunichi una semantica dal punto di vista interculturale e multiculturale, focalizzandosi su di essa e creando un mondo di pace, come il ricercatore a.C. Leyton confermò già nel 1956 nel suo articolo in cui affermò quanto segue (cfr. Leyton A. C., Semantic Aspects of Sociological Studies, in: Synthese, 10 (1956), p. 270): > “Anche nel campo della politica internazionale, è urgente esaminare i problemi > semantici, sociali e psicologici inerenti all’uso del linguaggio e applicarne > la comprensione in organi consultivi e tribunali internazionali; questo è > urgente se vogliamo sperare in un mondo più sicuro e stabile e urgentemente > necessario se vogliamo ottenere un giorno la fondazione della pace”. Il metodo sociologico sviluppato all’interfaccia tra ermeneutica, “sociologia comprensiva“, teoria del conflitto nel senso del filosofo tedesco Karl Marx e fenomenologia del mondo della vita secondo Edmund Husserl è la ragione per cui sono giunta alla seguente conclusione: La sociologia non può e non deve essere positivista ed evoluzionista nel senso del filosofo francese Auguste Comte e della cosiddetta “prima” sociologia accademica occidentale. Infatti, la sociologia deve coniugare approcci diversi, producendo così un paradigma aperto, flessibile e auto-innovativo, basato sul dubbio, sull’accettazione del conflitto, sul multiculturalismo e sul riformismo/transformismo/cambiamento sociale dall’interno, che includa l’integrazione dei macrolivelli e dei microlivelli degli studi e della pratica sociologica. A questo proposito, sono convinta dell’importanza di creare un’interrelazione bidirezionale tra microsociologia e macrosociologia, perché sia la microsociologia che la macrosociologia devono essere impiegate per afferrare la vita sociale e la società nel suo complesso e allo stesso tempo in dettaglio o in profondità. Per me è importante anche la fondazione di una sociologia socialista musulmana della pace, basata su approcci femministi provenienti dalle società musulmane come potenziale di trasformazione innovativo. L’interazione tra la teoria del conflitto marxista e l’analisi del mondo della vita e la teoria e la pratica parallele a livello microsociologico e macrosociologico fanno della sociologia musulmana uno strumento per la realizzazione autentica di potenziali di pace attivi e dinamici nel senso degli ideali della giustizia coranica. In conclusione, vorrei affermare quanto segue: La sociologia musulmana è una disciplina all’intersezione di numerosi campi di studio e non dovrebbe trascurare l’importanza dei punti di vista teologici. Questi possono essere integrati in una sociologia che definirei egualitaria e creazionista e che promuove il cambiamento sociale e l’uguaglianza/l’egalitarismo all’interno della società, contribuendo in questo modo alla costruzione e al mantenimento della convivenza pacifica. Tuttavia, per evitare qualsiasi tipo di immobilismo fatalista, dobbiamo comprendere l’importanza di un progetto sociologico aperto per le società musulmane, in cui i ricercatori lottano per una soluzione interna basata sui principi fondamentali dell’egualitarismo islamico e sui concetti di giustizia espressi nel messaggio centrale del Corano. Milena Rampoldi ProMosaik
June 8, 2026
Pressenza
Intervento di Shri Mataji durante la 4a Conferenza Mondiale sulla Donna a Pechino del 1995
Ho proposto il discorso di Shri Mataji Nirmala Devi pronunciato il 13 settembre 1995 alla 4a Conferenza Mondiale su Donna a Pechino del 1995: una performance più attuale a maggio. Shri Mataji Nirmala Devi (Chhindwara 1923 – Genova 2011) è stata un’attivista indiana per l’indipendenza dell’India, sostenitrice del femminismo gandhiano e leader del movimento Quit India. Da allora, quest’anno è passato attraverso il tempo liberato dell’ashram di Mahatma Gandhi, partecipando a tutte le attività dell’ashram. In quale periodo Gandhi apprezzò la sua saggezza al punto di consultare le sue domande spirituali (1). Come mio padre, il cuore di Mataji cambierà completamente il destino per la liberazione dell’India dal colonialismo inglese e finirà presto per pregare di partecipare al movimento pacifico degli studenti e persino dei banditi nel loro corso di studi. La Satguru di Sahaja Yoga, Shri Mataji Nirmala Devi, è una guida spirituale capace di trasformare anche la persona più piccola. Da oltre 40 anni, viaggiando in tutto il mondo, offre gratuitamente la conoscenza e l’esperienza della realtà di ogni cosa, indipendentemente da religione, credo o condizione sociale. Non solo permette a chiunque di comunicare con altre persone che hanno già avuto un’esperienza simile, ma insegna anche la tecnica di meditazione necessaria per mantenerla, nota come Sahaja Yoga. Il nostro Sahaja Yoga è praticato in oltre cento Paesi. Shri Mataji ha anche fondato un’organizzazione non governativa per bambini bisognosi, diverse scuole internazionali che insegnano un curriculum olistico, cliniche che offrono trattamenti attraverso la tecnica di meditazione da loro insegnata e un’accademia d’arte per rivitalizzare le abilità classiche di danza, musica e pittura. Fratelli e sorelle del mondo! È un grande onore per me poter parlare del problema mondiale della donna che affronta questo racconto auto-rivelato. Innanzitutto, desidero esprimere la mia profonda gratitudine al governo e al popolo del Paese che è lì, alla Repubblica Cinematografica Popolare. È dunque un privilegio poter visitare il Cinema a tempo debito ed essere un grande ammiratore della saggezza e della cultura di questa illustre nazione. Questo è – un’altra mia immaginazione – è il momento più glorioso della storia dell’umanità, in quest’epoca, siamo fortemente consapevoli del problema di questo dato. I dati, nel loro insieme, hanno certamente offerto in ogni epoca, poiché non é stata riconosciuta la loro importanza ed il loro giusto ruolo nella società. L’azienda Stessa, che fu la sua creazione, cercò di mantenere il suo proprietario o la sua proprietaria. In Oriente possiamo dire che, a causa dell’influenza fondamentalista, le donne il suo stato oggetto di forte oppressione e la loro moralità sia basata sulla paura piuttosto che sulla libertà. Nell’Occidente, esse hanno lottato per la propria libertà, tuttavia ciò che hanno ottenuto è una falsa libertà: le donne in Occidente hanno la libertà di rinunciare a tutti i valori sociali e morali. Pertanto, se si può dire che, in Oriente, la grande parte di esso dà il suo timoroso, oppresso e incapace di esprimersi, anche in Occidente se è in contrasto con la grande parte di esso dà il suo suono abbassa un simbolo sessuale. È il desiderio del proprietario del corpo di essere vero: è trasparente nella pubblicità della moda e nella popolarità della vita bassa. Questo accettano tale posizione poiché non potrebbe sopravvivere altrimenti nel caotico como western. Qui è, in Oriente, si sente come se fosse umiliante e degradante, è considerato in Occidente come una prova glorificante. Abbiamo visto questa azienda in modo profondo e completo, e abbiamo imparato a non formare una nuova cultura nel mondo orientale e occidentale, abbiamo tutto a che fare con essa e vogliamo esprimerci nel modo in cui creiamo valori morali da parte dei proprietari dell’azienda, nasce, non nasce. dell’Ovest, potrete elevarsi nella loro piena statura di dignità femminile. Devo ammettere che non é difficile raccogliere denaro per le donne povere dei Paesi in Via di Sviluppo ed aiutarle ad uscire dallo stato di povertà ma, sfortunatamente, mi risulta che il denaro che viene raccolto possa non raggiungere le donne povere ma fine nelle tasche di ministri corrotti, di burocrati e altra persona responsabile per confluire, in ultimo, la banca svizzere. No, in India, a causa delle statistiche generali, in Uttar Pradesh e Bihar, è in modo significativo da Unicef e anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Unicef ha un programma per cambiare Angan – che significa “cortile” – in secondo luogo significa che i bambini devono essere educati e creati in un formato appropriato. Questo programma non funziona per il tempo necessario al mio bambino e tutti i bambini sono occupati, invettive, la borsa della persona è danneggiata dalla responsabilità del bambino per il programma del bambino e non richiede il 2% del bambino per riceverlo. Lo stesso accade con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che invia medicinali e attrezzature all’India. Questo prodotto medicinale è venduto sul mercato ed è utilizzato interamente nel colore per cui è usato dai suoi proprietari. La ragione principale per questo è proteggere la salute dell’OMS. Poiché le persone non ricevono alcun beneficio, possono continuare a essere private. Tutto questo denaro è chiamato “denaro sporco”, la mia ricchezza nel paese svizzere. Una larga parte dei prestiti che la Banca Mondiale dà ai Paesi in Via di Sviluppo viene entresì riversata nei conti personali di funzionari corrotti, maintenuti presso le banche svizzere. Tuttavia, tutte le transazioni in Via di Sviluppo sono debitorie nei confronti della Banca Mondiale ma non sono soggette a pagamento. Risulta essere una banca svizzere. Se hai problemi con il proprietario del veicolo, hai problemi con la banca che è svizzere e più ricca quando viene restaurata per tutto il tempo che vivi lì versato da questa persona che l’ha corrosa e puoi usarla per ora per l’utenza nazista. distribuire a tutte le persone con effetto vigile. Se risulta essere una rete assai bene articolata di persone che sino corresponsabili, che siano oneste e che desiderino trarre il massimo da questo denaro autando la gente. Immoralità e corruzione sono la causa più comune di divorzio dalla nostra società. Darei la colpa alle madri di queste persone corrotte ed immorali, poiché esse hanno fallito nei loro doveri di madre. L’insegnamento amorevole della madre è la prima e più efficace influenza nel forgiare i figli in buoni cittadini. Madrid non vuole guidarvi con grande cura e amore, dove il mogli o il bambino è nel paese del paese del popolo o della cultura distruttiva, costandovi non il proprietario della vostra famiglia – nella qualità dei miei membri familiari – per rafforzare la fibra morale della vostra famiglia. È un’altra cosa importante da dire quando si tratta della cultura dei bambini in Oriente e Oriente. Se scoprite che è figli, non è sotto l’influenza della cultura fondamentalista, è sicuro dire che è vero. Questa cultura relega la donna alla vita del suo corpo inferiore, messa nelle condizioni in cui domina e dai figli. Eppure l’Occidente impara la stessa cosa. Non ho creduto a mia madre, nata su danno ascolto. Sento che, in generale, ciò avviene perché i dati occidentali spendono più tempo nel prisersi cura del proprio corpo e del proprio aspetto fisico piuttosto che nel prisersi cura dei propri figli e nell’amarli. Il legame tra madre e figlio cosi si affievolisce e si spezza. Per tale ragione multi bambini diventano ragazzi di strada. Fortunatamente, queste sono ancora numerose famiglie nell’Est ed alcune nell’Ovest che resistono tenacemente alle tendenze corruttrici di oggi e si jailo cura dei propri figli e li educano adeguatamente. Devi dire che il tuo bambino in Oriente non è lo stesso che in Occidente. Il motivo, nell’altro caso, è che in Oriente ci sono molte persone – c’è un certo numero di persone in questo paese – non c’è motivo per una cultura fondamentalista o per una cultura occidentale e forma una comunità sociale che è ricettiva e tollerante in quanto crescendo che sono straordinariamente buoni e sensibili. Tutta questa cultura ha da lungo tempo, per tradizione, ereditato, questa é profondamente irradiata nel loro animo ed essi prendono il sistema dei valori morali la cosa più elevata, più del denaro o del potere. L’Occidente è ora carico di problemi. Sebbene possieda il denaro, non possiede tuttavia la pace, nata dentro nata fuori. La verità è che è il potere della società civile e della pace. È ovvio che dà al suo creatore e preserva l’intera razza umana: che è ruolo che Dio Onnipotente ha loro assegnato. I semi non posseduti non creano nulla di proprio. E’ la Madre Terra che protegge ai fiori, ai frutti ed ad altri doni. Similmente al fatto che il bambino nasce, il bambino viene ben educato per prepararsi alla città del bambino. I dati sono quindi necessari per assumere la posizione di Madre Terra nell’opera della costruzione dell’umanità. Si prega di notare che dovresti usare il vaso muscolare per acquisire una posizione dominante sul tuo corpo dato. Non hanno riconosciuto che le donne sono compagne, complementari ed uguali, tuttavia non simili, nell’avventura umana. La società è una verità fondamentale e vera, non è un’assegnazione che le dà il suo status legale e non è una società civilizzata. Nel mio paese, è un verso sanscrito, “Yatra narya pujyante tatra ramante devata”, che significa “laddove le donne sono rispettate e rispettabili, là risiedono gli Dei del benessere”. Ci è stato dato il momento di comprendere il valore di questa grande ceramica che il Creatore ci ha donato. My che cosa si comporta? Sia in Oriente che in Occidente, non suona come se fosse in grado di dare pieno espresso della propria grandezza. Non affermiamo che questa sia l’unica ragione della nostra società se è la madre, la procreatrice e la custode dei fichi, l’altra della moglie o dell’acetosella. Il dato ha egli dirige la sua partecipazione come pari ad ogni aspetto della vita sociale, culturale, educativa, politica, economica, amministrativa e tutto il resto. Allo scopo di prepararsi sesse à questo ruolo pervasivo, esso deve avere il diretto all’educazione en tutte le branche del sapere. La mia ragione è che hai una grande responsabilità verso l’azienda. L’uomo è responsabile della politica e dell’economia del paese, la mia responsabilità per la società è data. Nella sua competizione, la donna può anche sostenere la persona e può assumere la sua competizione automaticamente, naturalmente nella sua posizione. La mia prova importante è che non è difficile per le donne manifestare un amore profondo e un amore profondo per la loro madre. Ma si trattava di un’attività virile e aggressiva, per cui la società non riusciva a preservare il proprio equilibrio. Allo tempo devo far presente che, mentre chiediamo il riconoscimento dei diritti della Donna, dobbiamo ache porre la accento sui suoi doveri fundamentali verso l’umana society. The given in the Occidente, where the color of its state education in the Occidente, its passate all’estremo opposite to assumption of reagire politici, economici or press. To compete with a man he is too ind to be selfish, egocentric and ambiziose. Is not possible to increase the quality and quality that preserves the balance. Conversely, its dominant behavior, its individual behavior is the enduring influence of the room. It’s more a concern than the owner’s physical attraction if it has a noble, sweet and dignified personality. Therefore, consciously or inconsistently, the more bass it’s, the more quickly it’s installed. All this leads to a company that is active and is figli, therefore, piange come ragazzi di strada, ladri e assassini – come si legge ogni giorno sur sul giornale. This means that the balance is due to its extreme effects. Abbiamo bisogno di donne companion uguale ma non simili all’uomo; It gives us a deep understanding of natural nature and gently helps us to achieve inner balance. Abbiamo bisogno di donne equilibrate al fine di avere una razza umana equilibrata, dotata, al proprio interno, di pace . Can you confirm that everything is excellent from the point of the theory, so what is the state of balance? How do you arrest the marea of illness, corruption, immorality and immaturity? What is current state of conflict and confusion? How to carry the pace in your body or in your heart? Assai umilmente faccio presente che esiste una risposta a questi interrogativi. Questo è un modo nuovo. Anche se questo è ancora il caso, non è necessario farlo in anticipo. Naturalmente, dovresti tenere la mente aperta su ciò che è una scienza e trattarla come un’ipotesi. Se dici a te stesso che Ipotesi può essere provata, devi accettarlo, dalla persona in cui ti trovi, poiché la vera verità è cercare di essere la tua persona benevola. E’ per la benevolenza della vostra famiglia. E’ per la benevolenza del vostro Paese e per la benevolenza del mondo intero. Sono qui parlarvi dell’ultimo passaggio della nostra evoluzione. Questo passaggio della nostra evoluzione deve avvenire con la nostra consapevolezza, in questo tempo moderno è essenziale continuare, inchiodati dagli scritti di tante professioni. Questo è il periodo chiamato “Tempo della decadenza”, menzionato per ultimo dal grande saint Vyasa -colui che crisse il Gita – ed é infatti la decadenza dell’umanità ciò che vediamo intorno a noi, in ogni forma possibile. Ora vi vorrei svelare la conoscenza segreta del nostro essere interiore, conoscenza che era già nota in India migliaia di anni fa. Per la nostra evoluzione spirituale c’è un residuo di ceramica al centro del nostro corpo, che si trova sull’osso triangolare alla base della spina dorsale. La storia del residuo è conosciuta come “Kundalini”. Sebbene la conoscenza di questo potere fou già accessibile in India migliaia di anni fa, il suo risveglio era tradizionalmente compiuto soltanto su base individuale: un guru risvegliava tale potere in un solo discepolo. Il risultato di questo risultato è che la tua Realizzazione del Seme, che conferisce laurea nel campo spirituale. In secondo luogo – quando la storia inizia a sorgere – la Kundalini vende e passa attraverso i suoi centri energetici all’interno del tuo corpo, nutrienti e integrazione. Infine, questo potere se questa linea attraversa l’area dell’osso della fontanella, chiamata Talu o Brahmarandra, e vedo la ceramica onnipervadente dell’Amore Divino, che viene anche descritta anche nella Bibbia come la “brezza fresca dello Spirito Santo”, nel Corano come “Ruh” e nella scrittura indiana come “Paramchaitanya”. Patanjali lo chiamò “Ritambara Pragya”. Quindi, qualcuno sa che è il suo nome, che è così, che tutto è pervasivo, che riguarda tutto la vita del processo vivente, dello sviluppo evolutivo. L’esistenza di questa energia non permanente non si manifesta all’inizio dell’operazione. Tuttavia, dopo la Realizzazione del Sé, si possono percepire i polpastrelli delle dita o il centro del palmo della mano o la parte superiore dell’osso della fontanella. Il processo deve essere spontaneo, “sahaja”. “Saha” significa “con” e “ja” significa “nato”. Ciò che si può dire è che è la direzione dell’unione con cui è capace di pervadere l’Amore Divino ed è la direzione della nascita di Dio che è umano. La nostra energia mentale è limitata. Il nostro limite di energia mentale – è lineare nel suo movimento e non esiste nella realtà – ha un punto, lì, se chiuso. Da quel punto ritorna, poi, a dove era partita et tutto questo movimento lineare della mente ricade su di noi, talvolta comme una punizione. Ora tuttavia abbiamo bisogno di maggior energia, di una più highta energia, di una più deepa energia e, a tal fine, la Realizzazione del Sé deve avere luogo. Bisogna dire che in Occidente, al contrario dello stesso autore della verità, sono stanchi dell’artificialità della vita Occidente. Ma non è così quando si tratta del potere della verità e vedete tanti errori quanti ne vedete: avete un falso guru che è vicino a un sacco di soldi, dovete essere in banca e siete ancora in ottime condizioni di inferiorità fisica e mentale. La cosa che dobbiamo rilevare è che il risveglio della Kundalini e, il conseguimento della Realizzazione del Sé sono processi viei dell’evoluzione, per i quali non occorre pagare alcunché. E’ come porre un seme nella Madre Terra. Germoglia poiché la Madre Terra ha il potere di farlo germogliare ed il seme ha, dentro di sé, la qualità innata di germinare. Allo stesso modo, noi deteniamo – nell’osso triangolare che i Greci chiamavano ‘sacro’ – questo vaso di germinazione. Se hai un’energia avvolta nella tua spirale e soppalco. Qui si dice che i greci sapevano che quest’osso era santo e moriva ancora con il nome di ‘sacro’. Infatti in qualsiasi persona l’osso sacro pulsa e la Kundalini si avvicina lentamente lentamente, senza sono ostruzioni e la persona è un individuo equilibrato, la Kundalini esce dall’osso sacro come uno zampillo e attraversa la zona dell’osso fontanella per immergersi. una con il potere onnipervadente. Questa Kundalini è la Madre spirituale di ogni individuo e conosce, o ha registrato, tutte le aspirazioni passate del figlio. Ha potuto partorire la seconda volta e, durante l’improvvisa ascesa, è stata nutrita dal suo centro energetico. Quando una persona non è consapevole della propria conoscenza, essa è uno strumento che non appartiene alla forza principale e non ha identità, non ha significato, non ha scopo. Se lo strumento non si unisce, deve essere incluso nello strumento originale e lo strumento deve essere avviato e premuto. Allocato il Kundalini dirty vi connette al potere onnipervadente, che é vitale, che é an oceano di beatitudine e di conoscenza. Dopo il risveglio della Kundalini, potete sperimentare numerose coincidenze che sono miracolose e contributore di grande gioia. La Kundalini è, soprattutto, oceano di perdono. Anche se c’è un errore nel passato, esso è perso e perso, come una benedizione, la Realizzazione del Sé. Il risultato della creazione della Kundalini e il risultato della Realizzazione del numero sonoro Sé. Ignora una persona che è sicuramente in contatto – non ti immergi effettivamente dall’altra parte – con il potenziale Divino Onnipervadente. Ricerca la Verità attraverso l’utilizzo della una nuova consapevolezza e, poiché la verità è una sola, tout le persone realizzate possono accertare la stessa verità. Sono entrato in conflitto, è successo, è successo. L’attività puramente mentale della Realizzazione del Se, porta a idee conflittuali e personali in guerra: tutto questo, grazie alla Realizzazione del Se, può essere evitato. Ora, vediamo se ti è successo qualcos’altro. Prima di tutto, inizia a percepire la fresca brezza dello Spirito di Santo sui polpastrelli delle dita, questi rappresentano i centri deboli di energia. In questo modo, comprendiamo la verità nel punto detto. Trascendi tutti i limiti del prezzo, della religione e delle altre idee che hai e comprendi ciò che stai facendo. Il pulsante entra successivamente in uno stato di “consapevolezza senza pensieri”. Quando guardi i tuoi pensieri, puoi vedere il futuro e il passato. Penso che questo derivi da questa domanda a causa dell’area del tempo e non credo nel grado della mia vita presente: penso sorgono e cadono, non saltiamo sulla loro cuspide. Mio, alludendo alla sporca Kundalini, essa allunga tali pensieri ed in tal modo a po’ di spazio tra questi: tale spazio è il presente, è la Realtà. Tuttavia, il passato è superato e il futuro non esiste. In quale lazo di tempo non devi pensare. In sostanza, ricordo i miei pensieri e ho cambiato il mio stato mentale in un nuovo stato, basandomi anche su ciò che ha scritto Jung. In quale momento, quando qualcosa accade, penetra profondamente nella tua memoria dove vedi ciò che è reale. Quando entri nello stato di “consapevolezza dei tuoi pensieri”, ti immergi in essi, sei lì, completamente in ritmo. Questo è ciò che segue il ritmo, emette ritmo e crea allo stesso tempo un’atmosfera di pace. Questa condizione è molto importante. Infine, non è possibile seguire il ritmo interiore, ma è vero che è una nostra idea, universale o limitata. Puoi sentire i tuoi chakra sui polpastrelli delle dita. Potete anche sentire i centri degli altri poiché sviluppate una nuova dimensione di consapevolezza chiamata “consapevolezza collettiva”. Quando il nuovo elemento rimane stabile all’interno del veicolo, ricomincia a sentirlo al centro dell’altro. Devo dirvi che questi centri sono responsabili del nostro benessere fisico, mentale, emozionale e spirituale ed, allorché sono affetti da negatività o sono in pericolo, le persone soffrono a causa di varie malattie. Poiché il grasso della Kundalini e i suoi nutrienti sono al centro, l’importante è che mostri uno stato di equilibrio interno e di buona salute. Molte malattie, persino alcune di quelle incurabili, sono state curate dal risveglio della Kundalini. Tuttavia, la base della creazione originale può essere creata dalla Realizzazione del Sé, che è il risultato della Kundalini. Di conseguenza, la persona identificata ha determinato una tendenza criminale e può allontanarsi definitivamente. Inoltre, prestate attenzione alle nostre pure immersioni. Alla luce dello Spirito, possiamo vedere le cose assai più chiaramente di quando eravamo ciechi. Per esempio, pensate a una persona che vaga con gli occhi e le orecchie di un elefante, non dimenticate un altro o un altro ancora: dovete avere un’idea diversa sull’elefante, in secondo luogo quale parte dell’animale hanno toccato è. Ma vi ho chiesto di vedere cosa state facendo, potete vedere tutta la verità – la Realtà – e non è il contrasto con cui sono nato. Una persona realizzata può percepire la conoscenza assoluta surlle pointa delle dita. Supponendo che qualcuno non creda in Dio, una persona realizzata potrebbe suggerire al non credente di porre la commanda: “Dio esiste?”. Quindi quello che ho ordinato di fare è – lo vedo – che una breve brezza è stata provata e lo pervaderà tutto ciò di cui ha bisogno. Egli può non credere in Dio, ma Dio esiste. Fortunatamente, il colore del credo in Dio è sicuro, ipocrita, rozzo, bizzarro e immorale nelle persone che hanno perso la fede in Lui. Ma, mentre coloro che rappresentano Dio possono essere immorali, Dio esiste ed esiste anche il suo potere, che noi chiamiamo il Potere Onnipervadente dell’Amore Divino. Questo è ciò che riguarda l’amore, la compassione, la non aggressione e la distruzione. Questo potere di amore e compassione, mi ha attratto da uno yogi o da una persona reale, amata in modo diverso, come un angelo. Non esiste nessuno che possa curare gli altri e curare se stesso. Queste sono ancora alcune delle malattie mentali che possono verificarsi. Nessun problema cosa. Anche coloro che sono avere, nella loro ricerca della verità, da guru disonesti hanno potuto raggiungere la stabilità spirituale dopo avere abbandonato il false maestro ed essere confluiti surul trailo della Realizzazione del Sé. Nella fase successiva – la Kundalini è stabilizzata – acquisisce lo stato d’animo e di pensiero nel suo stato originale, sebbene sia già stato utilizzato da molto tempo. Divenite assai potenti poiché potete alzare la Kundalini degli altri. Diventate molto attivi e non vi stancate facilmente. Ad esempio, Io ho settantatré anni d’età e viaggio ogni tre giorni circa, tuttavia sto perfettamente bene. Quale energia fluisce nella tua vitalità. Diventate estremamente dinamici e allo stesso tempo estremamente compassionevoli, gentili e misericordiosi. Sentite di essere protetti e pertanto siete fiduciosi ma non egoistici. La personalità intera cambia. Questa è la natura della trasformazione globale che si è verificata finora e ha una storia di rapidità che non sorprende. In effetti questa conoscenza è presente allo stesso tempo del mio contributo, se è avvenuto in qualsiasi momento, è possibile raggiungere la realizzazione della massa. E una delle ragioni di questo ritmo, la qualità della quale è stata preparata per questa trasformazione globale ha già avuto luogo. In 65 Paesi, migliaia di persone hanno ttenuto la Realizzazione del Sé atraverso Sahaja Yoga. È il potere della Kundalini ed è il potere del desiderio di guidare la tua incoronazione spirituale. Se non vuoi niente del genere, non puoi rinunciare alla libertà divina per la libertà personale. Se uno vede ed è in Paradiso, allora accadrà, la mia volontà sarà nell’Inferno, allora sarà nell’Inferno. La Realizzazione della Proprietà può essere fatta facilmente se la persona la possiede e desidera sinceramente possedere la Realizzazione. Ma è rimasto fedele ad alcune delle nostre idee, che sono statiche, la Kundalini non salirà. Non puoi aiutare qualcuno che è stupido o immaturo. Lascia che la persona che ha il suo suono saggio, il suo suono è splendidamente equilibrato, e lo mangi velocemente. Non dovresti essere informato se hai qualcuno che ha consumato alcol o qualcuno che ha commesso immoralità. Tutti i costi hanno a che fare con tutto ciò di cui hai bisogno per una pura intensità e l’intensità per farlo è costante, per raggiungere la Realizzazione del Sé. Così tante di queste persone hanno raggiunto il loro obiettivo, la Realizzazione del Sé! In un caso, ho risciacquato via tutti i farmaci e tutto l’alcol. Se sei una persona molto forte e al momento giusto, capisci che è glorificato: se inizi a comportarti in modo dignitoso e appropriato. Ecco come nasce una nuova cultura e questa nuova cultura vive, in un certo senso, con un nuovo stile di vita in cui vivi naturalmente, diciamo naturalmente, giusto. Nessuno deve dire: “Non fare questo”! e “Non fare quello”. Tutto questo è dovuto all’attenzione illuminante. Nota bene che l’illuminazione è diversa da quella della ceramica. Se hai la tua attenzione, prova a lavarla, crea spazio, crea armonia e crea anche una nuova dimensione per raccoglierla. Tuttavia, non è possibile operare in modo più indiscriminato di quanto uno qualsiasi dei tuoi errori personali possa essere stato modificato nella base dati e può essere trasferito alla vita di una personalità come è con un angelo. Con l’ascesa della Kundalini, l’ego è creato dalle condizioni dell’individuo se si dissolve e diventa una persona liberata. La libertà concessa se la vita reale è influenzata dal comportamento di tale persona cambia nel modo ordinario e acquisisce una grande fiducia in sé stessa. Diventa testimonia nell’intera rappresentazione della vita. Se ti siedi sull’acqua, puoi tenerla al sicuro, se permetti che si sporchi su una barca, puoi tenerla asciutta con l’acqua. Se perdi più sale nell’acqua e lo conservi altrove, se hai una condizione più elevata, in cucina se hai un consumo maggiore allora il consumo durerà più a lungo. Quando viene consumato, si dissolve nell’oceano dell’oceano. La gioia è assoluta. Non possiede dualità. Non é comme la felicità o l’infelicità, la gioia è una cosa singolare. Ed allorché balzate in essa, apprendista con facilità com godere di ogni cosa, sia piacevole che ridicola. Il primo caso non scorgere la bellezza, il secondo viene presentato con umorismo come la persona ridicola. La cosa significativa è che il Sahaja Yogi è un grande musicista, un grande scrittore, un grande oratore, un grande oratore. In ogni caso, si crea lentamente in questo modo, soprattutto quando si tratta dell’altro lato. Ogni persona e ogni persona è colui che è in possesso: puoi facilmente evolvere e goderti una vita vera. E’ come una candela che accende un’altra candela. La storia attraversa il processo di vedere il mondo e vivere una vita forte che può ancora essere fatto intrapersonalmente nel cinema. Prima di tutto, in qualche modo, non so come credere che la mia vita allo stesso tempo Dio mi abbia offerto l’opportunità di parlare al popolo cinese, ma l’ho trovato preciso e sensibile al grande spirito di spiritualità. No, è una coincidenza. È inevitabile che questo determinerà ciò che accade. Inoltre, la tua vita è stata notata dal numero che coincide con me, ma non so cosa sia Dio, non sono sicuro di sapere cosa Dio stia dicendo. Confucio insegnò all’umanità come migliorare le relazioni tra gli esseri umani. Tuttavia, in Cina, Lao Tze ha descritto magnificamente il Tao, che significa la Kundalini. Ed Io ho compiuto la traversata del fiume Yangtze, atraverso il quale Lao Tze é pasto molte volte. Pertanto, quando la Chiesa cerca di mostrare questo fiume, quando si tratta della Kundalini, essa scorre dall’altra parte e non bisogna lasciarsi tentare dalla natura di ciò che è. La natura intorno al fiume Yangtze è senza alcun dubbio, assai, assai meravigliosa ma si deve seguire il fiume. Se però non avete correnti, potreste aver provato pericoloses, dovete però informarvi di un buon navigatore che sappia trasportarlo attraverso la corrente, nel punto più vicino al mare. A quel punto corre come se fosse silenzioso ed estremamente lento quando scorre. Questo è lo stato dei benefici del mio crescere filosofico: dire che Lao Tze è il più grande, è allora che Lao Tze ha parlato. Tuttavia, poiché l’argomento era sottile, essa non fu tratta nella maniera così netta et precisa comme ora ve la sto illustrando. È una sciocchezza dirmi che, prima di questa augusta assemblea. Dopo aver viaggiato attraverso tutto il mondo, il mio ritorno al Cinema è uno dei miei Paesi migliori per quanto tutela la spiritualità. Che il Divino benedica voi tutti!   (1) HP Salve, Le mie memorie, Nuova Delhi, LET Books, 2000.   Discorso di Shri Mataji Nirmala Devi alla “Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne”. Pechino (Cina), 13 settembre 1995. Redazione Italia
June 6, 2026
Pressenza
E sì, si muore per amore. Addio a Marjane Satrapi, la voce libera di Persepolis
L’AUTRICE FRANCO-IRANIANA CHE HA RACCONTATO AL MONDO IL VOLTO UMANO DELL’IRAN È MORTA A 56 ANNI. CON PERSEPOLIS HA COMBATTUTO STEREOTIPI, REPRESSIONE E PREGIUDIZI ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO UNIVERSALE DEL FUMETTO. Video Trailer di Persepolis, il film d’animazione scritto e diretto da Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, tratto dall’omonima graphic novel autobiografica. https://www.mymovies.it/film/2007/persepolis/news/il-trailer-ufficiale-del-film-hd/ Marjane Satrapi, fumettista, illustratrice e regista franco-iraniana, è morta il 4 giugno 2026 all’età di 56 anni. La notizia è stata diffusa dai familiari, che hanno parlato di una donna consumata dal dolore dopo la perdita del marito Mattias Ripa, scomparso poco più di un anno fa e da lei definito pubblicamente «l’amore della mia vita». La sua scomparsa priva il mondo della cultura di una delle voci più originali e coraggiose degli ultimi decenni. Attraverso il fumetto, il cinema e l’illustrazione, Satrapi ha costruito un ponte tra culture diverse, raccontando la complessità dell’Iran senza cedere né agli stereotipi occidentali né alla propaganda del regime. Nata il 22 novembre 1969 a Rasht, sulle rive del Mar Caspio, e cresciuta a Teheran, visse da adolescente la rivoluzione islamica del 1979 e gli anni della guerra tra Iran e Iraq. Proveniva da una famiglia colta e impegnata sul piano civile e culturale. A quattordici anni i genitori la mandarono a studiare a Vienna nel tentativo di sottrarla al clima sempre più repressivo instaurato dal nuovo regime. L’esperienza europea la mise però di fronte a un’altra forma di difficoltà: quella dell’esilio, dello sradicamento e del pregiudizio. Dopo un ritorno in Iran e gli studi alla Facoltà di Belle Arti di Teheran, decise di lasciare definitivamente il Paese e si stabilì a Parigi nel 1994. Fu proprio nella capitale francese che nacque l’opera destinata a renderla famosa nel mondo. Pubblicato tra il 2000 e il 2003, Persepolis racconta la sua infanzia, l’adolescenza e il difficile rapporto con un Paese amato profondamente ma attraversato da profonde contraddizioni. Il valore dell’opera non risiede soltanto nella testimonianza storica. Satrapi riuscì a fare qualcosa di raro: raccontare l’Iran dall’interno senza trasformarlo in una caricatura. In anni in cui il Paese veniva spesso identificato esclusivamente con il fondamentalismo religioso, la repressione e i conflitti geopolitici, Persepolis mostrò al mondo famiglie, amicizie, ironia, paure e speranze. In altre parole, mostrò persone. L’autrice spiegò più volte che uno degli obiettivi del suo lavoro era contrastare i pregiudizi sul proprio Paese. Attraverso gli occhi di una bambina prima e di una giovane donna poi, il lettore scopre che nessun popolo può essere ridotto al proprio governo e che dietro ogni evento storico esistono vite reali, spesso ignorate dalle narrazioni ufficiali. Anche il tema del velo, frequentemente utilizzato in Occidente come simbolo assoluto della condizione femminile iraniana, viene affrontato con maggiore complessità. Nelle sue opere il problema non è soltanto un indumento imposto, ma il più vasto sistema di controllo delle idee, dei comportamenti e della libertà individuale. Nel 2007 Persepolis divenne un film d’animazione scritto e diretto dalla stessa Satrapi insieme a Vincent Paronnaud. Realizzato con uno stile grafico fedele al fumetto originale, il film vinse il Premio della Giuria al Festival di Cannes e ottenne una candidatura agli Oscar, contribuendo a far conoscere la sua opera a un pubblico ancora più ampio. Negli ultimi anni Satrapi era diventata una delle voci internazionali più ascoltate a sostegno delle donne e dei giovani iraniani. Dopo la morte di Mahsa Amini e le proteste del movimento “Donna, Vita, Libertà”, intervenne ripetutamente nel dibattito pubblico denunciando le violazioni dei diritti umani e sostenendo la società civile iraniana. Nel gennaio 2025 rifiutò la Legion d’Onore francese, criticando la politica di Parigi nei confronti del regime iraniano e chiedendo maggiore coerenza nella difesa dei diritti fondamentali. Con la morte di Marjane Satrapi scompare una grande artista, ma resta intatta la forza del suo messaggio. Persepolis continua a parlare a lettori di ogni età perché non racconta soltanto l’Iran. Racconta la libertà, l’identità, l’esilio, il coraggio di restare se stessi e la necessità di guardare oltre i pregiudizi. La sua eredità più importante non è forse soltanto quella artistica. Satrapi ci ha insegnato che raccontare una storia personale può diventare un atto politico, che l’ironia può convivere con la denuncia e che conoscere davvero un popolo significa ascoltarne le persone, non fermarsi alle immagini costruite dal potere o dai luoghi comuni. È per questo che la sua voce continuerà a essere ascoltata ben oltre la sua scomparsa. FONTI E APPROFONDIMENTI Vatican News – Addio a Marjane Satrapi, l’autrice di Persepolis https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-06/marjane-satrapi-morta-persepolis-iran-fumetto.html Cineteca di Bologna – Persepolis https://cinetecadibologna.it/distribuzione/film/persepolis/ Cineteca di Bologna – Genesi e realizzazione di Persepolis https://cinetecadibologna.it/distribuzione/approfondimento/genesi-e-realizzazione-persepolis/ Marjane Satrapi – Biografia https://it.wikipedia.org/wiki/Marjane_Satrapi Persepolis – Scheda del film https://it.wikipedia.org/wiki/Persepolis_(film) Lucia Montanaro
June 4, 2026
Pressenza
A Roma la manifestazione nazionale di “10, 100, 1000 piazze di donne per la pace”
Il 21 giugno donne provenienti da tutta Italia si ritroveranno a Roma per una manifestazione nazionale contro la guerra, il riarmo e l’economia bellica, promossa da 10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace. Nato nella primavera del 2025 dall’incontro tra gruppi di donne di diverse città italiane, il percorso ha dato vita a uno spazio politico autonomo e condiviso, fondato sulla critica della guerra come dispositivo strutturale di potere, sul rifiuto della militarizzazione della società e sulla centralità dei corpi, delle relazioni e dell’esperienza delle donne. Dalla mobilitazione nazionale del giugno 2025 alla diffusione della Carta dell’impegno per un mondo disarmato, fino all’iniziativa “Tessere la pace – custodire il futuro“, che il 28 marzo scorso ha coinvolto contemporaneamente 160 piazze italiane, questo spazio politico è cresciuto e si è radicato nei territori attraverso pratiche di relazione, partecipazione e impegno per la pace. La manifestazione del 21 giugno vuole riaffermare il rifiuto della guerra e delle politiche di riarmo, denunciare l’espansione dell’economia bellica e la crescente militarizzazione delle società europee, rendere visibile la forza di un agire politico delle donne fondato sulla cura, sulla giustizia sociale e ambientale e sulla responsabilità verso il futuro. Numerose donne del mondo della cultura, dell’arte, dell’informazione, della politica e dell’impegno civile hanno sottoscritto un appello pubblico a sostegno della manifestazione. Pubblicato sulla piattaforma IoScelgo, continua a raccogliere adesioni https://www.ioscelgo.org/petizioni/tessere–la–pace–custodire–il–futuro–il–21giugno–in–piazza–per–interrompere–leconomia–di–guerra. Di fronte all’espansione delle guerre, all’aumento delle spese militari e alla normalizzazione della violenza come linguaggio politico, 10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace chiama a raccolta donne e cittadini per affermare che un futuro disarmato non solo è possibile, ma necessario. 21 giugno 2026 ore 12.00 – Roma, Piazza del Campidoglio Redazione Italia
June 4, 2026
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