Lo “stato di salute” del libro di testo e i limiti di apprendimento dei nostri studenti

Pressenza - Sunday, June 7, 2026

Come sta cambiando la scuola tra Intelligenza Artificiale e calo demografico? Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori), per il 67% dei docenti i modi di apprendimento degli studenti sono peggiorati negli ultimi cinque anni. A pesare sono la riduzione dello studio individuale, la difficoltà con i testi complessi e l’uso dell’IA per fare i compiti a casa. Nonostante la rivoluzione digitale, il libro di testo (scelto dal 99% degli insegnanti) resta il cuore pulsante della didattica, mentre ben un terzo dei docenti utilizza già algoritmi e software per fare lezione. Di seguito pubblichiamo il testo integrale del comunicato con l’analisi completa e i dati della ricerca.

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Lo “stato di salute” del libro di testo e  i limiti di apprendimento dei nostri studenti 

L’offerta editoriale per il mondo della scuola è chiamata a fare i conti  con la prospettiva di un quarto di studenti in meno in vent’anni. E’ in gioco non solo la sostenibilità della dimensione industriale per un settore che vale 773milioni di euro, ma il valore della conoscenza. L’Ufficio studi AIE, sulla base dei dati ISTAT sulla dinamica demografica della popolazione, prevede che il calo si attesti intorno al 3% degli studenti della scuola primaria e secondaria anche quest’anno, portando la scuola italiana a perdere complessivamente un quarto dei suoi studenti in vent’anni. Parallelamente continua la crescita di alunni con disturbi specifici dell’apprendimento: si registrano circa 100mila studenti in più in sette anni e continua la crescita di alunni con disabilità: sono oltre 100mila in più rispetto a dieci anni fa e 85mila insegnanti di sostegno in più (+71,8%) in dieci anni. Meno studenti però abbandonano la scuola: l’obiettivo di ridurre la dispersione al 9% entro il 2030 è stato raggiunto. Cresce l’offerta editoriale, con 22.386 titoli (codici ISBN) e oltre 5 milioni di contenuti didattici digitali, l’ecosistema carta più digitale è riconosciuta come la modalità più funzionale per lo studio, coprendo la quasi totalità (il 96%);  l’e-book resta poco utilizzato dagli studenti, ma crescono i contenuti didattici digitali e, in coerenza con la maggior offerta, l’uso dei Qr Code presenti nei libri di testo; avanza lo sviluppo di software basati sull’intelligenza artificiale per docenti e studenti e cresce (ancora) l’impegno degli editori sul fronte della formazione dei docenti, con oltre 350mila docenti coinvolti: sono alcuni dei dati dell’Osservatorio AIE sul mondo della scuola e sull’offerta editoriale, che avanza anche quattro specifiche richieste per far fronte alle difficoltà significative che investono attualmente il settore e ai nuovi scenari (https://ilvaloredellaconoscenza.aie.it/wp-content/uploads/2026/05/Osservatorio-AIE-sul-mondo-della-scuola-e-sullofferta-editoriale.pdf). 

Il libro di testo e i materiali digitali collegati sono il cuore dell’apprendimento, anche ai tempi dell’Intelligenza Artificiale, al punto che per i docenti questo risulta lo strumento più utilizzato durante le lezioni nel 99% delle risposte, con una valutazione molto alta (8,5 punti) nell’uso in classe e persino più alta (8,7) come strumento nello studio a casa. È quanto emerge dall’indagine “Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa. Quando l’IA entra in classe”, a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), condotta nel mese di marzo di quest’anno sulla base delle risposte di un campione rappresentativo della popolazione docente della Scuola Primaria, Secondaria di primo (SS1) e secondo grado (SS2) composto da 3.400 insegnanti (per garantire un campione rappresentativo ex post della situazione italiana i questionari dai 5274 originari sono passati a 3.399, base effettiva della ricerca). Obiettivo dell’indagine – presentata di rec ente alla Camera dei deputati nell’ambito dell’evento “Il valore della conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie” – è stato esaminare il valore che gli insegnanti attribuiscono al libro di testo (e ai materiali digitali ad esso collegati) nella quotidiana pratica didattica d’insegnamento in aula. E ancora il ruolo che il libro ha per lo studente nello studio a casa, a fronte dei cambiamenti che si stanno manifestando nei tempi e nei modi di apprendimento. Dall’indagine emerge nettamente la centralità del libro di testo nella didattica in aula, indicata dal 99% dei docenti, a cui seguono l’utilizzo dei quaderni operativi e, a pari merito, dei sussidiari disciplinari e dei materiali realizzati dalle case editrici da utilizzare sulla LIM (indicati dal 96% dei docenti). Seguono i webinar (95%), i materiali audiovideo e le mappe concettuali, le schede di autovalutazione e per il test di apprendimento, le piattaforme didattiche (94%). Il libro di testo, con tutti gli altri materiali didattici che lo corredano e integrano, ricopre un ruolo di assoluta centralità nelle quotidiane attività di didattica d’insegnamento in aula – tanto che ottiene una valutazione di 8,5 punti, rivestendo un ruolo ancor più importante nello studio a casa, dove (con 8,7 punti di apprezzamento) viene considerato dai docenti il punto di riferimento imprescindibile per lo studio e l’apprendimento dei propri studenti. I motivi? Un linguaggio semplice e chiaro in primis (43%), seguito dalla possibilità di collegamenti interdisciplinari, da contenuti realizzati da figure professionali esperte e da grafica e illustrazioni (41%). I materiali didattici più usati a casa sono i libri di testo (81% delle risposte), seguiti dagli appunti presi dagli studenti durante le lezioni (55%). Al terzo posto, dispense, esercizi o materiali testuali realizzati personalmente dai docenti (46%).

Ma, come cambiano i tempi e le modalità di studio secondo i docenti?  Per quasi il 70% (67%, per la precisione) degli insegnanti negli ultimi cinque anni i tempi e modi di apprendimento degli studenti sono leggermente peggiorati (33%) o peggiorati (34%). I motivi indicati sono prima di tutto la riduzione del tempo dedicato allo studio individuale (segnalato nel 72% delle indicazioni), la difficoltà crescente nell’affrontare testi complessi (58%), ma anche l’utilizzo di strumenti di IA per svolgere i compiti assegnati a casa (36%). A fronte di questa trasformazione che investe tempi e modalità di studio e apprendimento il 90% degli insegnanti afferma che l’organizzazione dei contenuti nei libri di testo e nei materiali ad esso collegati è molto (36%) e abbastanza funzionale (54%) alle attuali modalità di apprendimento della materia da parte degli studenti. Un terzo degli insegnanti usa già strumenti di IA nell’attività didattica. Il 74% dei docenti dichiara di utilizzare già strumenti di IA per preparare materiali didattici, e il 28% lo fa tutti i giorni o qualche volta alla settimana.  Nel 69% si dichiara consapevole delle implicazioni che il suo uso può avere sul diritto d’autore, il 31% però non lo è. Gli strumenti di IA sviluppati dagli editori sono ritenuti utili dai docenti, in particolare quelli che consentono lo sviluppo di test, esercizi, ecc. (80%), che aiutano gli studenti in test di autoverifica (76%) o ancora (75%) i momenti di formazione erogata dagli editori. 

Qui la ricerca: https://ilvaloredellaconoscenza.aie.it/wp-content/uploads/2026/05/Indagine_INSEGNANTI-LIBRI-DI-TESTO-IA.pdf

Redazione Italia