Lo “stato di salute” del libro di testo e i limiti di apprendimento dei nostri studenti
Come sta cambiando la scuola tra Intelligenza Artificiale e calo demografico?
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori),
per il 67% dei docenti i modi di apprendimento degli studenti sono peggiorati
negli ultimi cinque anni. A pesare sono la riduzione dello studio individuale,
la difficoltà con i testi complessi e l’uso dell’IA per fare i compiti a casa.
Nonostante la rivoluzione digitale, il libro di testo (scelto dal 99% degli
insegnanti) resta il cuore pulsante della didattica, mentre ben un terzo dei
docenti utilizza già algoritmi e software per fare lezione. Di seguito
pubblichiamo il testo integrale del comunicato con l’analisi completa e i dati
della ricerca.
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Lo “stato di salute” del libro di testo e i limiti di apprendimento dei nostri
studenti
L’offerta editoriale per il mondo della scuola è chiamata a fare i conti con la
prospettiva di un quarto di studenti in meno in vent’anni. E’ in gioco non solo
la sostenibilità della dimensione industriale per un settore che vale 773milioni
di euro, ma il valore della conoscenza. L’Ufficio studi AIE, sulla base dei dati
ISTAT sulla dinamica demografica della popolazione, prevede che il calo si
attesti intorno al 3% degli studenti della scuola primaria e secondaria anche
quest’anno, portando la scuola italiana a perdere complessivamente un quarto dei
suoi studenti in vent’anni. Parallelamente continua la crescita di alunni con
disturbi specifici dell’apprendimento: si registrano circa 100mila studenti in
più in sette anni e continua la crescita di alunni con disabilità: sono oltre
100mila in più rispetto a dieci anni fa e 85mila insegnanti di sostegno in più
(+71,8%) in dieci anni. Meno studenti però abbandonano la scuola: l’obiettivo di
ridurre la dispersione al 9% entro il 2030 è stato raggiunto. Cresce l’offerta
editoriale, con 22.386 titoli (codici ISBN) e oltre 5 milioni di contenuti
didattici digitali, l’ecosistema carta più digitale è riconosciuta come la
modalità più funzionale per lo studio, coprendo la quasi totalità (il 96%);
l’e-book resta poco utilizzato dagli studenti, ma crescono i contenuti didattici
digitali e, in coerenza con la maggior offerta, l’uso dei Qr Code presenti nei
libri di testo; avanza lo sviluppo di software basati sull’intelligenza
artificiale per docenti e studenti e cresce (ancora) l’impegno degli editori sul
fronte della formazione dei docenti, con oltre 350mila docenti coinvolti: sono
alcuni dei dati dell’Osservatorio AIE sul mondo della scuola e sull’offerta
editoriale, che avanza anche quattro specifiche richieste per far fronte alle
difficoltà significative che investono attualmente il settore e ai nuovi scenari
(https://ilvaloredellaconoscenza.aie.it/wp-content/uploads/2026/05/Osservatorio-AIE-sul-mondo-della-scuola-e-sullofferta-editoriale.pdf).
Il libro di testo e i materiali digitali collegati sono il cuore
dell’apprendimento, anche ai tempi dell’Intelligenza Artificiale, al punto che
per i docenti questo risulta lo strumento più utilizzato durante le lezioni nel
99% delle risposte, con una valutazione molto alta (8,5 punti) nell’uso in
classe e persino più alta (8,7) come strumento nello studio a casa. È quanto
emerge dall’indagine “Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e
nello studio a casa. Quando l’IA entra in classe”, a cura dell’Associazione
Italiana Editori (AIE), condotta nel mese di marzo di quest’anno sulla base
delle risposte di un campione rappresentativo della popolazione docente della
Scuola Primaria, Secondaria di primo (SS1) e secondo grado (SS2) composto da
3.400 insegnanti (per garantire un campione rappresentativo ex post della
situazione italiana i questionari dai 5274 originari sono passati a 3.399, base
effettiva della ricerca). Obiettivo dell’indagine – presentata di rec ente alla
Camera dei deputati nell’ambito dell’evento “Il valore della conoscenza. Il
libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e
supportare le famiglie” – è stato esaminare il valore che gli insegnanti
attribuiscono al libro di testo (e ai materiali digitali ad esso collegati)
nella quotidiana pratica didattica d’insegnamento in aula. E ancora il ruolo che
il libro ha per lo studente nello studio a casa, a fronte dei cambiamenti che si
stanno manifestando nei tempi e nei modi di apprendimento. Dall’indagine emerge
nettamente la centralità del libro di testo nella didattica in aula, indicata
dal 99% dei docenti, a cui seguono l’utilizzo dei quaderni operativi e, a pari
merito, dei sussidiari disciplinari e dei materiali realizzati dalle case
editrici da utilizzare sulla LIM (indicati dal 96% dei docenti). Seguono i
webinar (95%), i materiali audiovideo e le mappe concettuali, le schede di
autovalutazione e per il test di apprendimento, le piattaforme didattiche (94%).
Il libro di testo, con tutti gli altri materiali didattici che lo corredano e
integrano, ricopre un ruolo di assoluta centralità nelle quotidiane attività di
didattica d’insegnamento in aula – tanto che ottiene una valutazione di 8,5
punti, rivestendo un ruolo ancor più importante nello studio a casa, dove (con
8,7 punti di apprezzamento) viene considerato dai docenti il punto di
riferimento imprescindibile per lo studio e l’apprendimento dei propri studenti.
I motivi? Un linguaggio semplice e chiaro in primis (43%), seguito dalla
possibilità di collegamenti interdisciplinari, da contenuti realizzati da figure
professionali esperte e da grafica e illustrazioni (41%). I materiali didattici
più usati a casa sono i libri di testo (81% delle risposte), seguiti dagli
appunti presi dagli studenti durante le lezioni (55%). Al terzo posto, dispense,
esercizi o materiali testuali realizzati personalmente dai docenti (46%).
Ma, come cambiano i tempi e le modalità di studio secondo i docenti? Per quasi
il 70% (67%, per la precisione) degli insegnanti negli ultimi cinque anni i
tempi e modi di apprendimento degli studenti sono leggermente peggiorati (33%) o
peggiorati (34%). I motivi indicati sono prima di tutto la riduzione del tempo
dedicato allo studio individuale (segnalato nel 72% delle indicazioni), la
difficoltà crescente nell’affrontare testi complessi (58%), ma anche l’utilizzo
di strumenti di IA per svolgere i compiti assegnati a casa (36%). A fronte di
questa trasformazione che investe tempi e modalità di studio e apprendimento il
90% degli insegnanti afferma che l’organizzazione dei contenuti nei libri di
testo e nei materiali ad esso collegati è molto (36%) e abbastanza funzionale
(54%) alle attuali modalità di apprendimento della materia da parte degli
studenti. Un terzo degli insegnanti usa già strumenti di IA nell’attività
didattica. Il 74% dei docenti dichiara di utilizzare già strumenti di IA per
preparare materiali didattici, e il 28% lo fa tutti i giorni o qualche volta
alla settimana. Nel 69% si dichiara consapevole delle implicazioni che il suo
uso può avere sul diritto d’autore, il 31% però non lo è. Gli strumenti di IA
sviluppati dagli editori sono ritenuti utili dai docenti, in particolare quelli
che consentono lo sviluppo di test, esercizi, ecc. (80%), che aiutano gli
studenti in test di autoverifica (76%) o ancora (75%) i momenti di formazione
erogata dagli editori.
Qui la ricerca:
https://ilvaloredellaconoscenza.aie.it/wp-content/uploads/2026/05/Indagine_INSEGNANTI-LIBRI-DI-TESTO-IA.pdf
Redazione Italia