Quanto conta Gaza nel mondo?

Pressenza - Saturday, June 6, 2026

Quanto conta Gaza nel mondo?
Due milioni su otto miliardi, è una parte di quarantamila.

Quanto contano 500 persone che manifestano in piazza a Milano, una città di due milioni di abitanti? Una su quarantamila.
La stessa proporzione. Una minima parte, ma con un enorme significato.

In piazza la rappresentazione delle atrocità che l’uomo sa compiere. A Gaza non è la rappresentazione.
Il simbolo di una resistenza durissima.

Ieri a Milano cinquecento persone hanno aperto lo straordinario sudario che da mesi sta girando l’Italia, una grandissima stoffa dove sono scritti a mano i ventimila nomi dei bimbi palestinesi uccisi a Gaza.

Ci potranno mai perdonare un giorno di non essere riusciti a fermare le mani che li uccidevano?
Potremo noi mai guardare negli occhi i bimbi sopravvissuti che sono stati per anni sotto le bombe, braccati come scarafaggi da un esercito armato fino ai denti e guidato da pazzi criminali?

Il tritacarne che stritola i palestinesi va avanti, lento e inesorabile, come il bulldozer che avanza, spostando detriti e cadaveri, un frullato di perfidia che solo l’essere umano tra tutti gli esseri viventi di questo pianeta sa fare.

Noi guardiamo Israele dicendo: “Ma come è possibile che non fermino i loro governanti? Come possono lasciare che questo genocidio continui? Non ha anticorpi quella società? Non implode? Come fanno ad andare avanti? Come possono credersi il “popolo eletto”?”

E ora pensate ad un essere vivente di questo pianeta che non faccia parte di questo genere maledetto, il nostro.
Penserà esattamente le stesse cose, ma non del popolo di Israele, di tutti noi. “Cosa fanno? Perché non si fermano? Perché non fermano i loro governanti? I loro eserciti di morte? Chi credono di essere? Stanno prendendosi tutto: ammazzano, depredano, violentano, distruggono. Non ha anticorpi quella specie animale?”

In Palestina vi è lo spaccato del peggio e del meglio che sa fare l’essere umano. La brutalità e la poesia, le risate volgari e le lacrime sospese.

Siamo cresciuti tra fiabe e poi film dove, praticamente sempre, vinceva il bene sul male. In Palestina, nel mondo, sta vincendo il male. Il bene arranca, balbetta, cerca di farsi spazio, alza la mano, chiede la parola.

Così hanno provato a fare queste 500 persone che ieri a Milano hanno sfilato in silenzio per dire: Basta! Fermatevi! Tornate a casa giovani soldati trasformati in assassini.
Per quanto tempo dovrete chiedere perdono?
E noi che abbiamo sfilato con i vostri nomi, bambini di Gaza volati via, anche noi vi chiediamo perdono. Non abbiamo fatto abbastanza.
E a voi, bimbi di Gaza, donne e uomini schiacciati in uno spazio sempre più piccolo e vuoto, promettiamo di andare avanti, non smetteremo di spingere quella porta che vi ha chiuso dentro, quelle porte delle galere che hanno chiuso i vostri padri, fratelli, zii, nonni.
Dobbiamo spingere più forte per ridare la libertà ad un intero popolo, e a tutti e tutte noi.

Andrea De Lotto