Tag - non discriminazione

Together, a Roma il 27 e 28 marzo
Together: 27 marzo concerto (guarda chi ci sarà) – 28 marzo corteo (guarda il percorso) Un week end in cui si balla e si lotta – a Roma (ma anche a Minneapolis e in tutte le città degli Stati Uniti, a Londra e in diverse capitali europee) Per un’alternativa di società contro tutti i fascismi, per battere il tempo della libertà contro i re e le loro guerre, la rete NoKings si allarga e si infittisce Attac Italia
March 22, 2026
Pressenza
Nel Global Gender Gap l’Italia è all’11° posto tra i Paesi G20
Nel confronto tra i Paesi del G20, l’Italia si colloca all’11° posto nel Global Gender Gap, confermando progressi ancora parziali sul fronte della parità di genere. Permangono però forti divari territoriali: nel Mezzogiorno i tassi di inattività femminile superano quelli dell’occupazione, segnalando una fragilità strutturale del mercato del lavoro. Il gap emerge anche nei livelli di istruzione: nei Paesi G20 si laurea il 45,5% delle donne contro il 37,7% degli uomini; in Italia la quota femminile scende al 38,5% e al 30,9% nel Sud. Sul versante imprenditoriale, le imprese a maggioranza femminile rappresentano il 16,2% del totale – un dato superiore alla media di molti Paesi G20 – ma oltre un terzo (36,6%) si concentra nel Mezzogiorno. Resta significativa anche la distanza nella rappresentanza politica: le donne occupano il 32% dei seggi nel Parlamento italiano (8° posto nel G20), mentre nei consigli regionali si osservano forti squilibri, con un massimo del 42% in Umbria e un minimo del 9% in Valle d’Aosta. È quanto emerge dall’Osservatorio “Rita Levi-Montalcini SVIMEZ – W20”, un nuovo strumento di analisi e monitoraggio dedicato alle disuguaglianze di genere, con un’attenzione specifica alle comparazioni internazionali e alle differenze territoriali in Italia. L’iniziativa dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno e del Women 20 Italia, il gruppo sulla parità di genere del G20 costituito da esponenti della società civile, nasce dalla necessità di creare uno spazio di riflessione strutturato, capace di raccogliere dati, elaborare indicatori e produrre studi e raccomandazioni per politiche pubbliche più eque. L’obiettivo dello studio è chiaro: riconoscere la parità di genere come leva strategica per lo sviluppo del Paese e per il futuro delle nuove generazioni. Il lavoro rappresenta il principale indicatore delle diseguaglianze. Nei Paesi G20, il diritto al lavoro “non è uguale per tutte”: a minori tassi di occupazione femminile corrisponde un maggiore gender gap a favore degli uomini. In Italia, le disparità territoriali sono particolarmente marcate: in cinque regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria e Campania), i tassi di inattività femminile superano quelli di occupazione anche al netto della componente inattiva per motivi di studio. Tra le donne 25-34enni, i motivi familiari rappresentano la prima causa di inattività: 38,4% nel Mezzogiorno e 49,3% nel Centro-Nord (per gli uomini 2,5% al Sud, 4,1% al Centro-Nord). Il divario nei tassi di occupazione tra uomini e donne resta elevato in tutte le regioni meridionali, con punte di oltre 25 punti percentuali. E le donne lavorano part-time molto più degli uomini, ma spesso non per scelta. Tra i principali Paesi G20, in Italia il part-time involontario raggiunge livelli record: 1 lavoratrice part-time su 2 sarebbe disposta a lavorare a tempo pieno. Nel Mezzogiorno il part-time involontario riguarda il 63,6% delle lavoratrici, il 40,7% nel Centro-Nord (20,9% nella media UE27). Al Sud come al Nord, il part-time femminile si concentra nel Turismo e ristorazione (45,6%), Servizi alle imprese (37,2%) e alle persone (46,2%) e nel Commercio (38,6%), settori caratterizzati da forte femminilizzazione e bassi salari. La differenza tra part time volontario e involontario, unita alle disparità salariali e alla debolezza del welfare territoriale, contribuisce a consolidare modelli sociali in cui i carichi familiari ricadono prevalentemente sulle donne. Anche le retribuzioni penalizzano le donne in tutte le aree del Paese: nei contratti a termine il divario sale dal -16% nel Nord al -20% nel Sud. Nei contratti a tempo indeterminato il gap è stabile al -28%. Le retribuzioni giornaliere mostrano differenze nette: nel Centro-Nord, gli uomini percepiscono 120 euro al giorno contro gli 88 euro delle donne, al Sud e Isole circa 90 euro contro 65. I differenziali retributivi risultano particolarmente ampi per le qualifiche professionali più basse: -40% per le operaie al Nord e -45% al Sud. Il divario si amplifica nel lungo periodo: secondo il Rendiconto di genere INPS 2025, l’assegno pensionistico femminile è inferiore del 44% rispetto a quello maschile. E le donne che lavorano sono più a rischio povertà, con la quota di occupati a rischio di lavoro povero (reddito netto annuo inferiore al 60% del valore mediano nazionale) particolarmente elevata nel Mezzogiorno: il 22,7% tra gli uomini, il 13,8% tra le donne. Il dato femminile risulta più basso solo perché l’indicatore è calcolato sul reddito familiare, dove spesso è già presente un primo reddito maschile: si cristallizza così il “modello di donna” second earner (secondo percettore di reddito), su cui poi gravano i carichi di cura. Nel Rapporto emerge la sottovalutazione del capitale umano femminile: nei Paesi G20, il 45,5% delle donne 25-34enni è laureato, contro il 37,7% degli uomini. In Italia, la quota scende al 38,5% (25,5% tra gli uomini), e nel Mezzogiorno al 30,9%. Il capitale umano femminile è dunque più qualificato. Tuttavia, il pieno riconoscimento di questo patrimonio richiede politiche e strumenti capaci di trasformare il merito in opportunità concrete. Le donne restano sottorappresentate nei settori STEM e ICT, quelli con le migliori prospettive di crescita nei prossimi anni. Forti stereotipi di genere orientano precocemente le scelte formative e professionali. Da segnalare come l’impatto dell’automazione non sia neutro: i settori a forte presenza femminile, infatti, subiscono una digitalizzazione più radicale volta a automatizzare mansioni amministrative e di supporto. Qui la presentazione di Serenella Caravella, Ricercatrice Svimez: https://www.svimez.it/wp-content/uploads/2026/03/presentazione_osservatoriosvimezw20.pdf. Giovanni Caprio
March 22, 2026
Pressenza
Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale
Inaugurazione dell’esposizione artistica “Giovani d’oggi”, patrocinata dall’Unicef: 15 opere di giovani rifugiati e migranti sul tema delle discriminazioni e dell’inclusione. La mostra sarà visitabile gratuitamente dal 21 al 27 marzo 2026 presso il Mercato Centrale a Roma, in via Giolitti 36. Oggi, a Roma, alle h. 16.30, al primo piano del Mercato Centrale in via Giolitti 36, l’Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale inaugura l’esposizione artistica conclusiva “Giovani d’Oggi” della OPS! Academy 2025/26, con le opere di 15 giovani migranti e rifugiati che hanno sviluppato creazioni artistiche sul tema delle discriminazioni e dell’inclusione. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 27 marzo 2026, viene lanciata in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (oggi) e sarà aperta con un evento inaugurale realizzato in collaborazione con il Mercato Centrale Roma e il ristorante La Cucina Mediterraneo (Stazione Termini, primo piano). Partecipano all’evento: Nicola Dell’Arciprete, Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale (UNICEF ECARO); Valeria Nardoni, Istituto Europeo di Design Roma; Lorenzo Leonetti, Ristorante La Cucina Mediterraneo; Flaminia Greco, Mercato Centrale Roma; Ibrahim Mamouda, membro della OPS! Academy. «Con la campagna OPS! vogliamo creare spazi reali di ascolto e partecipazione in cui ragazze e ragazzi possano raccontare la propria esperienza e contribuire a trasformare lo sguardo collettivo sulle nuove generazioni. “Giovani d’oggi” mostra come l’arte possa diventare uno strumento potente di inclusione, dialogo e cambiamento sociale» – ha dichiarato Nicola Dell’Arciprete Coordinatore della Risposta in Italia per l’Ufficio UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale. “Siamo convinti che favorire l’incontro e la costruzione di relazioni tra le nuove generazioni sia la strada giusta per sensibilizzare i giovani alla lotta ai pregiudizi e agli stereotipi” dichiara Laura Negrini, direttrice IED Roma. «Mercato Centrale nasce per essere un luogo di incontro tra persone, culture e storie diverse. Ospitare “Giovani d’oggi” significa dare spazio a voci che attraverso l’arte ci invitano a superare pregiudizi e costruire una comunità più aperta e inclusiva.» Umberto Montano, Presidente e Fondatore di Mercato Centrale. L’esposizione “Giovani d’oggi” Il titolo “Giovani d’oggi” vuole restituire l’immagine di una generazione di oggi più consapevole, creativa e capace di incidere nel dibattito sociale. Attraverso opere artistiche e narrazioni personali, la mostra invita il pubblico a riflettere sui meccanismi dei pregiudizi e sull’urgenza di includere pienamente nell’immaginario e nelle politiche giovanili anche chi vive in Italia a seguito di un percorso migratorio. La mostra propone un’esperienza immersiva che invita il pubblico ad ascoltare le voci dei giovani protagonisti, riflettere sui pregiudizi e immaginare possibili cambiamenti sociali attraverso l’arte e la narrazione. Le opere sviluppate dai giovani migranti e rifugiati, selezionati attraverso il contest DiscriminAZIONE promosso dall’UNICEF sulla piattaforma U-Report On The Move nel 2025, sono state poi successivamente approfondite e rielaborate con il supporto di tutor, tra cui studenti/esse dell’Istituto Europeo di Design e della Scuola Holden. La Campagna OPS! – la tua Opinione, oltre ogni Pregiudizio e contro gli Stereotipi Dal 2021 la campagna OPS! – la tua Opinione, oltre ogni Pregiudizio e contro gli Stereotipi promuove inclusione, partecipazione ed empowerment giovanile attraverso percorsi formativi, arte e strumenti digitali. OPS! Academy è un percorso che dal 2021 ha coinvolto oltre 500 adolescenti e giovani, in particolare migranti, rifugiati/e e minorenni stranieri/e non accompagnati/e, in attività formative e creative dedicate ai temi dell’inclusione e del contrasto alle discriminazioni. La mostra rappresenta il momento pubblico conclusivo di questo percorso. Il programma dell’inaugurazione prevede: dopo l’apertura e accoglienza; i saluti istituzionali con la partecipazione dell’UNICEF, IED, Mercato Centrale di Roma e Ristorante La Cucina Mediterraneo, l’esibizione di danza dei partecipanti alla OPS! Academy; percorso guidato della mostra e vernissage. Nelle date 24 e 26 Marzo l’UNICEF proporrà attività di formazione sulla tematica dell’antidiscriminazione aperte alla cittadinanza per info yestifanos@unicef.org   UNICEF
March 21, 2026
Pressenza
Marcia degli invisibili: il 28 marzo in piazza
Oggi, 21 marzo, non è solo la giornata contro tutte le mafie ma anche la giornata contro il razzismo. Pubblichiamo di seguito l’appello di Refugees Welcome che aderisce alle rete NoKings per l’adesione alla manifestazione nazionale di sabato prossimo Negli ultimi decenni, e con particolare intensità negli anni più recenti, sulle persone migranti e rifugiate sono state sperimentate politiche sempre più discriminatorie, repressive e criminalizzanti, alimentate da un clima diffuso di razzismo. La destra, a livello globale, europeo e italiano, costruisce consenso alimentando rancore sociale, producendo marginalità e irregolarità, e spingendo sull’accelerazione di un vero e proprio razzismo di Stato. Allo stesso tempo, l’assenza di un’alternativa politica e culturale credibile – dovuta anche a un approccio spesso timido, miope o subordinato delle forze democratiche e di sinistra – ha aperto lo spazio a un’egemonia del razzismo come elemento strutturale delle nostre società. Un processo che ha reso possibile la progressiva erosione dei diritti fondamentali, fino alla negazione del diritto alla vita, come accade da anni nel Mediterraneo. Milioni di persone di origine straniera e persone razzializzate, che contribuiscono in modo determinante al benessere del Paese, restano escluse dal dibattito pubblico che le riguarda. Sono rese invisibili da una classe dirigente segnata da razzismo e classismo e da un sistema dell’informazione concentrato quasi esclusivamente sulle dinamiche della politica istituzionale. Allo stesso tempo, sono quotidianamente esposte a micro-aggressioni, discorsi d’odio, discriminazioni e pratiche di profilazione razziale. Anche il movimento antirazzista, in Italia e a livello internazionale, è da anni oggetto di attacchi e processi di criminalizzazione da parte di chi ha investito politicamente sull’espansione dello spazio del razzismo. Il percorso di convergenza avviato dalla rete NoKings nasce anche dall’esigenza di aprire uno spazio reale per le istanze delle persone migranti e rifugiate. Refugees Welcome Italia aderisce e sostiene questo percorso di mobilitazione, riconoscendone l’urgenza e la necessità di riportare al centro del dibattito pubblico diritti, dignità e partecipazione. Oggi è urgente restituire visibilità e voce a chi troppo spesso ne è privato. È necessario portare nello spazio pubblico, e nelle piazze, le tante vertenze che animano da anni le mobilitazioni sociali e il movimento antirazzista. Le richieste Chiudere definitivamente la stagione della detenzione amministrativa, con l’abolizione dei CPR. Annullare gli accordi di esternalizzazione delle frontiere – dal Memorandum con la Libia a quello con la Tunisia, fino al Protocollo con l’Albania e agli accordi UE con Paesi terzi – che producono violenza, violazioni dei diritti e morte. Istituire con urgenza un programma europeo di ricerca e soccorso in mare e rimuovere tutte le norme che ostacolano l’azione delle ONG. Superare radicalmente il sistema dei decreti flussi e introdurre percorsi strutturali di regolarizzazione per chi vive e lavora in Italia. Ribaltare l’impostazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, contrastando la logica dei muri e investendo su accoglienza diffusa e diritti. Riformare la legge sulla cittadinanza, riconoscendo pienamente chi nasce o cresce in Italia e superando un sistema fondato su concessione, merito e reddito. Garantire la libertà di movimento per chi cerca lavoro e protezione, unica alternativa reale al traffico di esseri umani. L’appello Per tutte queste ragioni, rivolgiamo un appello a organizzazioni, movimenti, reti sociali e a tutte le persone che credono nel principio di uguaglianza: scendiamo in piazza il 28 marzo, nell’ambito della mobilitazione TOGETHER, promossa dalla rete NoKings, contro ogni forma di razzismo. Diamo appuntamento sabato mattina alle ore 12 a Roma, davanti alla fermata Colosseo (metro B), per partecipare alla Marcia degli Invisibili e convergere poi nel grande corteo del pomeriggio, in partenza da Piazza della Repubblica. Redazione Italia
March 21, 2026
Pressenza