Per il rilascio immediato e incondizionato degli attivisti GSLC detenuti in Libia orientale

Pressenza - Tuesday, June 2, 2026

Mercoledì 3 giugno la protesta al presidio davanti alla Farnesina dalle 10 di mattina.

A una settimana dal fermo, arriva oggi l’informazione della continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza dei dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy, tra cui i cittadini italiani Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia.

Non basta la richiesta formale presentata dal Console Generale italiano a Bengasi per una visita consolare ai due cittadini italiani: non sono ancora arrivate informazioni ufficiali sulle loro condizioni, sulla garanzia di una tutela legale, sulle motivazioni del prolungamento della custodia cautelare e sui tempi di rilascio.

Il Console Generale riferisce che la detenzione è prolungata fino alla prossima udienza, senza alcuna specifica su tempi e motivazioni.

Ribadiamo il nostro categorico rifiuto di questa detenzione, priva di fondamento giuridico, e chiediamo il loro rilascio immediato e incondizionato.

Sottolineiamo inoltre la necessità di garantire il pieno rispetto dei loro diritti umani e legali, in conformità con gli standard e le convenzioni internazionali.

Mercoledì 3 giugno dalle ore 10.00 si terrà un presidio con punto stampa davanti alla Farnesina per chiedere un intervento diplomatico urgente e concreto per il rilascio immediato degli attivisti.

Parteciperanno:

  • Tony La Piccirella, portavoce Global Sumud Italia e Steering Committee GSF
  • Sara Suriano, attivista Global Sumud Land Convoy
  • Luca Poggi, attivista Global Sumud Flotilla
  • Adriano Veneziani, attivista Global Sumud Flotilla

e, in collegamento,

  • Maria Elena Delia, portavoce Global Sumud Italia e Steering Committee GSF
  • Legal Team Global Sumud Italia

 

In parallelo continua la pressione su Israele in merito alle torture e agli abusi denunciati dagli attivisti sequestrati in mare.

La Global Sumud Flotilla ha chiesto la pubblicazione integrale dei filmati relativi alla detenzione dei partecipanti alla missione, contestando le versioni ufficiali diffuse dalle autorità israeliane.

I nostri partecipanti civili sono stati presi di mira in acque internazionali, privati arbitrariamente della loro libertà e sottoposti a trattamenti che comprendono tortura e violenza sessuale ai sensi del diritto internazionale.

Chiediamo alle autorità che possa essere fatta la dovuta interlocuzione diplomatica, affinché Israele renda
pubbliche immediatamente le registrazioni di ogni singolo minuto delle telecamere di sorveglianza.

Global Sumud Flotilla