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Liberata la delegazione del Global Sumud Land Convoy a un mese dal sequestro illegale in Libia
Dopo un mese di detenzione illegale in Libia, gli attivisti italiani Leonarda “Dina” Alberizia e Domenico Centrone, insieme a tutta la delegazione del Global Sumud Land Convoy, sono stati finalmente liberati. Il loro rientro in Italia è previsto per oggi, 24 giugno, con l’arrivo da Tunisi all’aeroporto di Roma Fiumicino alle ore 12.50. La notizia della liberazione è stata data direttamente dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, attraverso un post sul social X, in cui ha rivendicato il successo dell’operazione grazie a un “intenso lavoro diplomatico” e ringraziato il personale della Farnesina e i servizi di intelligence per l’“ottimo lavoro svolto”. Tuttavia, oltre al silenzio assordante dei trenta giorni appena trascorsi, nelle dichiarazioni del Ministro non si trova alcuna traccia di una condanna formale per le violazioni del diritto internazionale subite dagli attivisti durante la prigionia, né un riconoscimento per il ruolo cruciale giocato dalla mobilitazione internazionale della società civile. Continua infatti anche oggi mercoledì 24 giugno, la campagna in collaborazione con Amnesty “Free Them All” in una nuova giornata di mobilitazione nazionale: sono previsti presidi e incontri in numerose città italiane e presso le sedi istituzionali di Milano, Bologna, Parma, Bari, Napoli. Global Sumud Flotilla
June 24, 2026
Pressenza
A Mestre flash mob per la liberazione dellə volontariə del Global Sumud Land Convoy e collegamento con Francesca Albanese
Venerdì 19 giugno 2026 alle 20:00 Davanti all’entrata del Centro Culturale Candiani (Piazzale Luigi Candiani), Mestre (Venezia) Anticiperemo la proiezione in collegamento con Francesca Albanese con un flash mob per la liberazione dellə volontariə del Global Sumud Land Convoy, rapitə in Libia, di tutti i prigionieri politici e per la libertà della Palestina e di tutti i popoli oppressi. Chiediamo: -il rilascio immediato di tutte le attiviste sequestrate -la fine della complicità dei nostri governi nel genocidio in corso e in tutte le politiche imperialiste e coloniali che alimentano guerre e oppressione nel mondo -il rispetto e la messa in pratica del diritto internazionale e della Costituzione, a tutela dei propri cittadini e di tutti i popoli Indosseremo le maschere con i volti delle nostrə compagnə come simbolo di solidarietà. Portate pentole, fischietti, tamburi o qualsiasi oggetto rumoroso: facciamo sentire forte e chiaro il nostro sostegno e la nostra richiesta di liberazione. Interverrà un nostro compagno dal Friuli Venezia Giulia, tornato dalla Libia, che ha partecipato al convoglio di terra e che potrà condividere con noi la sua testimonianza.       Redazione Italia
June 17, 2026
Pressenza
Amnesty International: il 18 giugno in piazza per gli attivisti GSLC detenuti in Libia
Amnesty International continua a chiedere alle Forze armate arabe libiche, le autorità de facto della Libia orientale e meridionale, di scarcerare le dieci persone appartenenti al Convoglio di terra Global Sumud dal 24 maggio detenute arbitrariamente in Libia esclusivamente per aver tentato di portare aiuti nella Striscia di Gaza durante il perdurante genocidio portato avanti da Israele. Dopo un periodo di sparizione forzata compreso tra due e nove giorni, le persone arrestate, tra le quali Leonarda Alberizia e Domenico Centrone sono state interrogate dalla procura e indagate per “assembramento non autorizzato”. Un’udienza che avrebbe dovuto svolgersi il 9 giugno è stata rinviata. Le preoccupazioni per il prolungamento delle indagini e per le condizioni di salute delle persone detenute in Libia hanno spinto Amnesty International Italia a proseguire la mobilitazione in loro favore. Giovedì 18 giugno i gruppi locali dell’organizzazione insieme alla Global Sumud Flottilla e ad altre organizzazioni (tra cui AOI, ARCS, CGIL, CISS, COSPE, Emergency, Rete Italiana Pace e Disarmo e Greenpeace), saranno in piazza per chiedere alle autorità libiche e ai governi di cui hanno la nazionalità la loro immediata scarcerazione. A Roma l’azione si svolgerà in piazza dei Cinquecento alle ore 18.30. Contemporaneamente, si svolgeranno iniziative a: * Bari, piazza Libertà alle 18:30 * Bisceglie, via Nazario Sauro alle 19  * Bologna, piazza Nettuno alle 18:30 * Forlì, piazza Ordelaffi alle 18:15 * Lecce, piazza S. Oronzo alle 18:30 * Milano, piazza Duomo alle 18:30 * Molfetta, corso Umberto I (altezza Sacro Cuore) alle 18:30 Inoltre nei giorni seguenti a Caserta – 19 giugno, ore 18:15 Lucca – 19 giugno, ore 17:30 in p.le Verdi (corteo 100 porti 100 città) Palermo – 22 giugno, ore 21 in p.za Giuseppe Verdi (davanti al cinema) Amnesty International
June 16, 2026
Pressenza
Flottilla di terra: liberiamo Domenico Centrone, Dina Alberizia e…
… le altre persone imprigionate in Libia. Riprendiamo l’appello di Freedom Flotilla Italia. APPELLO “Da oltre 12 giorni Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, cittadini italiani e membri della Global Sumud Flotilla, sono trattenuti in Libia insieme ad altri attivisti di diversi paesi. La Flotilla trasportava aiuti umanitari e voleva rompere il blocco illegale imposto a Gaza per portare sostegno
Slitta l’udienza fantasma per gli attivisti della Sumud detenuti in Libia
L’udienza che doveva tenersi a Bengasi per i dieci attivisti sequestrati – tra cui gli italiani Dina Alberizia (67 anni, Asti) e Domenico Centrone (33 anni, Molfetta) – non c’è stata. Annullata senza preavviso. Un avvocato mandato dai familiari ha ricevuto dalle autorità libiche l’indirizzo inesistente di un carcere fantasma. Il console italiano li ha visti una sola volta in diciassette giorni. Hanno potuto fare una sola telefonata. Nel frattempo, attivisti in 13 Paesi e 5 continenti sono in sciopero della fame per chiedere ai governi di intervenire subito. Perché oggi non sono in gioco solo i destini di dieci persone: è sotto accusa la capacità dell’Italia e dell’Europa di proteggere chi opera per la pace e i diritti umani. “Abbiamo potuto usare il cellulare, quello della vigilanza, solo dopo lo sciopero della fame che abbiamo fatto per 4 giorni. Ho perso conoscenza e ho avuto le convulsioni. Non abbiamo nessuna informazione con il mondo fuori. Siamo in una gabbia, stesi sul pavimento. Il nostro corpo sta cedendo, la schiena, la salute mentale. Stiamo vivendo l’inferno. Non abbiamo idea di cosa ci succederà, di quali saranno le prossime fasi, di quando saremo rilasciate e quanto ancora rimarremo qui. Ci viene detto ogni giorno: domani, domani, domani… Le nostre teste stanno esplodendo” – questa la testimonianza al telefono, dell’attivista Maria Paula Jimenez, trattenuta insieme alle altre 9 persone, tra cui i connazionali Dina e Domenico. La conferenza stampa “Siamo tutte ConVoy”, occasione per fare il punto sull’ennesimo rinvio e per lanciare un ultimatum al governo, è stata convocata per le 19.00 alla Camera dei deputati con la moderazione di Giulio Cavalli. Interverranno: Maria Elena Delia, Tony La Piccirella, Steering Committee GSF Enrica Rigo, Legal Team GSF Sara Suriano, Global Sumud Land Convoy Domenico Chirico, Amnesty International Human Rights Impact Giuseppe Alberizia, fratello dell’attivista sequestrata Dina Alberizia e i parlamentari Stefania Ascari, Antonio Ferrara, Dario Carotenuto, Marco Grimaldi, Arturo Scotto, Marco Croatti. La conferenza sarà trasmessa in diretta al link https://webtv.camera.it/evento/31605. LE RICHIESTE DELL’ORGANIZZAZIONE Al governo italiano: un intervento diplomatico ad alto livello che imponga alle autorità libiche orientali il rilascio immediato e incondizionato dei dieci attivisti. Alla Farnesina: garanzia di assistenza legale indipendente e cure mediche per i detenuti, e un canale di comunicazione diretto con i familiari. All’Unione Europea: condanna formale della detenzione arbitraria e delle sparizioni forzate in Libia, attivazione di sanzioni mirate contro i responsabili e sospensione di ogni cooperazione con le autorità libiche orientali finché non sarà ripristinato lo stato di diritto. L’APPELLO DI AMNESTY INTERNATIONAL La condanna arriva anche da Amnesty International, che chiede il rilascio immediato dei dieci e denuncia le sparizioni forzate dei primi giorni: per otto attivisti le autorità libiche hanno nascosto il luogo e le condizioni di detenzione, configurando così un caso di sparizione forzata. Nel suo ultimo comunicato, Amnesty ha ricordato che il Global Sumud Land Convoy è una missione umanitaria civile partita dalla Mauritania il 25 aprile 2026 con l’obiettivo di rompere l’assedio illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza e consegnare aiuti. I dieci attivisti sono stati arrestati il 24 maggio mentre cercavano di ottenere il permesso di attraversare la Libia per portare soccorso a Gaza, in piena emergenza genocidio. Global Movement to Gaza
June 10, 2026
Pressenza
Global Sumud Land Convoy: sciopero della fame e proteste
Una crisi internazionale si sta rapidamente acutizzando poiché 10 volontari umanitari entrano nella terza settimana di prigionia illegale in Libia. In un estremo tentativo di ottenere la libertà, 10 dei volontari del convoglio rapiti e detenuti a Bengasi hanno intrapreso un duro sciopero della fame e della sete dal 1° giugno, esponendosi al rischio di insufficienza organica e morte. In un atto di solidarietà e per richiamare l’attenzione sulla criticità della loro situazione, è stato rapidamente organizzato uno sciopero della fame di solidarietà globale in cinque continenti. Decine di attivisti di 13 paesi, tra cui: Canada, Spagna, Italia, Stati Uniti e Sudafrica, sono ora in sciopero della fame per chiedere che i governi intervengano e garantiscano l’immediato rilascio di questi difensori dei diritti umani. Oltre agli scioperi della fame individuali, in tutto il mondo si stanno svolgendo proteste presso le ambasciate libiche e i Ministeri degli affari esteri per chiedere un’azione e un intervento immediati da parte dei governi presso le autorità libiche affinché rilascino immediatamente i 10 volontari internazionali rapiti. La crisi si protrae da oltre tre settimane e tutti i 10 volontari sono attualmente detenuti in centri di detenzione segreti libici, prigioni illegali e reti di detenzione nascoste, con accesso minimo o nullo all’assistenza legale, diplomatica o familiare. Cronologia della crisi: 24 maggio – dieci volontari (i “10 di Sirte”), in qualità di negoziatori ufficiali del Global Sumud Land Convoy, vengono rapiti nei pressi di Sirte e trasferiti con la forza in un centro di detenzione a Bengasi. 1 giugno – i 10 di Sirte iniziano uno sciopero della fame e della sete per protestare contro il loro rapimento, i maltrattamenti e la totale negazione dell’assistenza legale. 7 giugno – lo sciopero della fame e della sete dei 10 volontari rapiti entra nel suo settimo giorno, lasciando un margine sempre più ristretto per un intervento diplomatico. I 10 rapiti – Achraf Khoja, Lucas Ezequiel Aguilera, Maria Paula Giménez, Ana Margarida França Santana Baptista, Domenico Centrone, Leonarda “Dina” Alberizia, Jenelle Jones, Matías Álvarez, Laura Kwoczała-Alsubaih, Alicia Armesto – sono medici, educatori, giornalisti e difensori dei diritti umani. Sono genitori, figli, figlie, fratelli, sorelle, partner, amici e membri stimati delle loro comunità che si sono recati in Nord Africa per portare aiuti pacifici e solidarietà alla popolazione assediata di Gaza. Richieste internazionali e inazione dei governi La Global Sumud Coalition e le famiglie delle vittime rapite sollecitano i governi dei paesi coinvolti — tra cui Tunisia, Argentina, Portogallo, Italia, Stati Uniti, Uruguay, Polonia, Spagna e Canada — a intensificare immediatamente gli sforzi diplomatici per garantire il loro rilascio incondizionato senza ulteriori differimenti. La petizione chiede: 1. Il rilascio immediato e incondizionato di tutti i 10 volontari umanitari. 2. L’accesso consolare immediato e senza restrizioni, e valutazioni mediche indipendenti. 3. Canali di comunicazione aperti tra i detenuti, le loro famiglie e i loro legali. Questo rapimento illegale fa purtroppo parte di un più ampio schema di criminalizzazione degli sforzi di solidarietà con i palestinesi a livello globale, nel tentativo di mettere a tacere l’attivismo e le richieste di liberazione e libertà per i palestinesi. Global Sumud Flotilla
June 9, 2026
Pressenza
Palestina sul tetto del mondo
Articoli di Alessandra Filippi, Michele Giorgio, Marwa Rommaneh, Maurizio Perriello, Alessandro Lamberti, Gian Luca Gasca, Mario Sommella, Linda Maggiori, Chiara Cruciati ed altro. Con video e audio. SOMMARIO DI QUESTO DOSSUIER 1 – aggiornamenti da Anbamed; 2 – Alessandra Filippi sulla occupazione progressiva di Gaza; 2 – Michele Giorgio sui dati personali dei palestinesi; 3 – Marwa Rommaneh sulla scomparsa
I detenuti del Global Sumud Land Convoy in sciopero della fame in un sito di detenzione segreto in Libia
La Global Sumud Flotilla lancia un appello urgente e vitale per gli 11 volontari umanitari arbitrariamente detenuti in Libia. Dieci degli undici detenuti sono giunti al quarto giorno consecutivo di un duro sciopero della fame e della sete, rifiutando sia il cibo sia l’acqua, per protestare contro la loro detenzione illegittima, il diniego di assistenza legale, il prolungamento della custodia e i maltrattamenti subiti. Ad oggi, le condizioni di salute dei volontari in sciopero stanno peggiorando rapidamente. Nella giornata di ieri sono stati segnalati diversi episodi di svenimento, che hanno colpito in particolare le donne. Nonostante la gravità del deterioramento fisico, le autorità libiche continuano a negare qualsiasi monitoraggio medico indipendente. Nessun team sanitario esterno è stato autorizzato a visitare i detenuti. I medici presenti all’interno della delegazione stessa sono costretti a monitorare e assistere i propri compagni in condizioni critiche, pur essendo essi stessi estremamente debilitati. Reclusi in “siti neri” e sottoposti a guerra psicologica I volontari sono attualmente detenuti in una struttura carceraria isolata e non civile gestita dal Ministero dell’Interno, nota localmente come “black site” (sito nero). Privati dei loro diritti fondamentali, i delegati stanno affrontando una sistematica campagna di pressione psicologica e interrogatori intensivi. Queste sono le informazioni che provengono dalla struttura dove sono sequestrati:  Isolamento totale: i detenuti rimangono completamente tagliati fuori dal mondo esterno, senza alcun contatto con le proprie famiglie e senza accesso a una rappresentanza legale indipendente. False speranze strumentalizzate: le autorità stanno deliberatamente sommergendo i volontari di informazioni contraddittorie, promettendo ripetutamente il rilascio ogni due giorni per minarne la resistenza psicologica. Manipolazione giudiziaria: ai detenuti è stato comunicato che compariranno davanti a un tribunale il prossimo martedì. Tuttavia, alla luce di una costante serie di inganni amministrativi, i volontari ritengono che si tratti dell’ennesima tattica volta a destabilizzarli emotivamente e a prolungare la loro detenzione arbitraria. Le origini della crisi La crisi è iniziata il 24 maggio, quando una delegazione negoziale composta da dieci membri si è avvicinata a Sirte in buona fede per discutere con le autorità libiche il passaggio sicuro del convoglio umanitario. Invece di essere accolta per il dialogo, la delegazione è stata caricata con la forza su furgoni senza contrassegni e fatta sparire. Ai dieci delegati si aggiunge Mehdi Bouzguenda, volontario tecnico tunisino di 24 anni, arrestato il 19 maggio mentre rientrava nel proprio Paese. Il 2 giugno la loro detenzione arbitraria è stata prorogata di ulteriori dieci giorni con il pretesto di presunte violazioni delle norme sull’immigrazione, nonostante tutti i volontari fossero in possesso di visti validi e fossero entrati legalmente nel Paese. La Global Sumud Flotilla avverte le autorità libiche e il Ministero dell’Interno che esse portano la piena responsabilità giuridica e morale per la vita e l’integrità fisica di questi operatori umanitari internazionali. Uno sciopero della fame e della sete può avere conseguenze rapidamente fatali; senza un intervento immediato, questa crisi umanitaria rischia di trasformarsi in una tragedia. Chiediamo con urgenza: * L’immediato accesso di osservatori medici indipendenti * L’accesso dei rappresentanti consolari internazionali * Il rilascio immediato e incondizionato degli 11 volontari detenuti   * Global Sumud Flotilla
June 5, 2026
Pressenza