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Amnesty International: il 18 giugno in piazza per gli attivisti GSLC detenuti in Libia
Amnesty International continua a chiedere alle Forze armate arabe libiche, le autorità de facto della Libia orientale e meridionale, di scarcerare le dieci persone appartenenti al Convoglio di terra Global Sumud dal 24 maggio detenute arbitrariamente in Libia esclusivamente per aver tentato di portare aiuti nella Striscia di Gaza durante il perdurante genocidio portato avanti da Israele. Dopo un periodo di sparizione forzata compreso tra due e nove giorni, le persone arrestate, tra le quali Leonarda Alberizia e Domenico Centrone sono state interrogate dalla procura e indagate per “assembramento non autorizzato”. Un’udienza che avrebbe dovuto svolgersi il 9 giugno è stata rinviata. Le preoccupazioni per il prolungamento delle indagini e per le condizioni di salute delle persone detenute in Libia hanno spinto Amnesty International Italia a proseguire la mobilitazione in loro favore. Giovedì 18 giugno i gruppi locali dell’organizzazione insieme alla Global Sumud Flottilla e ad altre organizzazioni (tra cui AOI, ARCS, CGIL, CISS, COSPE, Emergency, Rete Italiana Pace e Disarmo e Greenpeace), saranno in piazza per chiedere alle autorità libiche e ai governi di cui hanno la nazionalità la loro immediata scarcerazione. A Roma l’azione si svolgerà in piazza dei Cinquecento alle ore 18.30. Contemporaneamente, si svolgeranno iniziative a: * Bari, piazza Libertà alle 18:30 * Bisceglie, via Nazario Sauro alle 19  * Bologna, piazza Nettuno alle 18:30 * Forlì, piazza Ordelaffi alle 18:15 * Lecce, piazza S. Oronzo alle 18:30 * Milano, piazza Duomo alle 18:30 * Molfetta, corso Umberto I (altezza Sacro Cuore) alle 18:30 Inoltre nei giorni seguenti a Caserta – 19 giugno, ore 18:15 Lucca – 19 giugno, ore 17:30 in p.le Verdi (corteo 100 porti 100 città) Palermo – 22 giugno, ore 21 in p.za Giuseppe Verdi (davanti al cinema) Amnesty International
June 16, 2026
Pressenza
Global Sumud Land Convoy: sciopero della fame e proteste
Una crisi internazionale si sta rapidamente acutizzando poiché 10 volontari umanitari entrano nella terza settimana di prigionia illegale in Libia. In un estremo tentativo di ottenere la libertà, 10 dei volontari del convoglio rapiti e detenuti a Bengasi hanno intrapreso un duro sciopero della fame e della sete dal 1° giugno, esponendosi al rischio di insufficienza organica e morte. In un atto di solidarietà e per richiamare l’attenzione sulla criticità della loro situazione, è stato rapidamente organizzato uno sciopero della fame di solidarietà globale in cinque continenti. Decine di attivisti di 13 paesi, tra cui: Canada, Spagna, Italia, Stati Uniti e Sudafrica, sono ora in sciopero della fame per chiedere che i governi intervengano e garantiscano l’immediato rilascio di questi difensori dei diritti umani. Oltre agli scioperi della fame individuali, in tutto il mondo si stanno svolgendo proteste presso le ambasciate libiche e i Ministeri degli affari esteri per chiedere un’azione e un intervento immediati da parte dei governi presso le autorità libiche affinché rilascino immediatamente i 10 volontari internazionali rapiti. La crisi si protrae da oltre tre settimane e tutti i 10 volontari sono attualmente detenuti in centri di detenzione segreti libici, prigioni illegali e reti di detenzione nascoste, con accesso minimo o nullo all’assistenza legale, diplomatica o familiare. Cronologia della crisi: 24 maggio – dieci volontari (i “10 di Sirte”), in qualità di negoziatori ufficiali del Global Sumud Land Convoy, vengono rapiti nei pressi di Sirte e trasferiti con la forza in un centro di detenzione a Bengasi. 1 giugno – i 10 di Sirte iniziano uno sciopero della fame e della sete per protestare contro il loro rapimento, i maltrattamenti e la totale negazione dell’assistenza legale. 7 giugno – lo sciopero della fame e della sete dei 10 volontari rapiti entra nel suo settimo giorno, lasciando un margine sempre più ristretto per un intervento diplomatico. I 10 rapiti – Achraf Khoja, Lucas Ezequiel Aguilera, Maria Paula Giménez, Ana Margarida França Santana Baptista, Domenico Centrone, Leonarda “Dina” Alberizia, Jenelle Jones, Matías Álvarez, Laura Kwoczała-Alsubaih, Alicia Armesto – sono medici, educatori, giornalisti e difensori dei diritti umani. Sono genitori, figli, figlie, fratelli, sorelle, partner, amici e membri stimati delle loro comunità che si sono recati in Nord Africa per portare aiuti pacifici e solidarietà alla popolazione assediata di Gaza. Richieste internazionali e inazione dei governi La Global Sumud Coalition e le famiglie delle vittime rapite sollecitano i governi dei paesi coinvolti — tra cui Tunisia, Argentina, Portogallo, Italia, Stati Uniti, Uruguay, Polonia, Spagna e Canada — a intensificare immediatamente gli sforzi diplomatici per garantire il loro rilascio incondizionato senza ulteriori differimenti. La petizione chiede: 1. Il rilascio immediato e incondizionato di tutti i 10 volontari umanitari. 2. L’accesso consolare immediato e senza restrizioni, e valutazioni mediche indipendenti. 3. Canali di comunicazione aperti tra i detenuti, le loro famiglie e i loro legali. Questo rapimento illegale fa purtroppo parte di un più ampio schema di criminalizzazione degli sforzi di solidarietà con i palestinesi a livello globale, nel tentativo di mettere a tacere l’attivismo e le richieste di liberazione e libertà per i palestinesi. Global Sumud Flotilla
June 9, 2026
Pressenza
Per il rilascio immediato e incondizionato degli attivisti GSLC detenuti in Libia orientale
Mercoledì 3 giugno la protesta al presidio davanti alla Farnesina dalle 10 di mattina. A una settimana dal fermo, arriva oggi l’informazione della continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza dei dieci attivisti del Global Sumud Land Convoy, tra cui i cittadini italiani Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia. Non basta la richiesta formale presentata dal Console Generale italiano a Bengasi per una visita consolare ai due cittadini italiani: non sono ancora arrivate informazioni ufficiali sulle loro condizioni, sulla garanzia di una tutela legale, sulle motivazioni del prolungamento della custodia cautelare e sui tempi di rilascio. Il Console Generale riferisce che la detenzione è prolungata fino alla prossima udienza, senza alcuna specifica su tempi e motivazioni. Ribadiamo il nostro categorico rifiuto di questa detenzione, priva di fondamento giuridico, e chiediamo il loro rilascio immediato e incondizionato. Sottolineiamo inoltre la necessità di garantire il pieno rispetto dei loro diritti umani e legali, in conformità con gli standard e le convenzioni internazionali. Mercoledì 3 giugno dalle ore 10.00 si terrà un presidio con punto stampa davanti alla Farnesina per chiedere un intervento diplomatico urgente e concreto per il rilascio immediato degli attivisti. Parteciperanno: * Tony La Piccirella, portavoce Global Sumud Italia e Steering Committee GSF * Sara Suriano, attivista Global Sumud Land Convoy * Luca Poggi, attivista Global Sumud Flotilla * Adriano Veneziani, attivista Global Sumud Flotilla e, in collegamento, * Maria Elena Delia, portavoce Global Sumud Italia e Steering Committee GSF * Legal Team Global Sumud Italia   In parallelo continua la pressione su Israele in merito alle torture e agli abusi denunciati dagli attivisti sequestrati in mare. La Global Sumud Flotilla ha chiesto la pubblicazione integrale dei filmati relativi alla detenzione dei partecipanti alla missione, contestando le versioni ufficiali diffuse dalle autorità israeliane. I nostri partecipanti civili sono stati presi di mira in acque internazionali, privati arbitrariamente della loro libertà e sottoposti a trattamenti che comprendono tortura e violenza sessuale ai sensi del diritto internazionale. Chiediamo alle autorità che possa essere fatta la dovuta interlocuzione diplomatica, affinché Israele renda pubbliche immediatamente le registrazioni di ogni singolo minuto delle telecamere di sorveglianza. Global Sumud Flotilla
June 2, 2026
Pressenza
Il Global Sumud Land Convoy invita le autorità della Libia Orientale a onorare gli impegni per un passaggio sicuro
Il Global Sumud Land Convoy (GSLC) chiede alle autorità di sicurezza in Libia e nella Mezzaluna Rossa libica di riprendere urgentemente il coordinamento e di tradurre le garanzie dichiarate in azioni concrete, a seguito di un’inspiegabile interruzione delle comunicazioni al valico di Sirte. Nell’incontro di ieri, i rappresentanti del GSLC hanno incontrato le autorità di sicurezza libiche e la Mezzaluna Rossa libica. Il convoglio ha consegnato una lettera ufficiale chiedendo supporto per il suo passaggio attraverso il territorio libico ed entrambe le parti hanno concordato di tenere un incontro di monitoraggio per finalizzare le procedure di consegna e gli accordi di attraversamento. Nonostante tale accordo, non ha avuto luogo alcun incontro di monitoraggio. Da questa mattina, gli organizzatori del convoglio hanno inviato ripetute comunicazioni, tra cui una data confermata per la riunione concordata, ma non hanno ricevuto alcuna risposta. Gli organizzatori del GSLC riconoscono le dichiarazioni positive precedentemente rilasciate dalle autorità libiche e dalla Mezzaluna Rossa libica. Ora è necessario dimostrare questa buona volontà. Le parole di sostegno e un accordo concreto per incontrarsi non possono essere lasciati disgiunti dai fatti. Il GSLC è una missione umanitaria civile. Ne fanno parte partecipanti provenienti da oltre 20 Paesi, tra cui professionisti del settore medico, ingegneri, educatori e osservatori legali. Ha completato tutte le fasi precedenti del suo viaggio in collaborazione con le autorità ospitanti e senza incidenti. I palestinesi di Gaza non possono aspettare. Chiediamo alle autorità libiche e alla Mezzaluna Rossa di onorare i loro impegni, rispondere alle comunicazioni in sospeso e adottare misure immediate per consentire a questo convoglio di procedere. Ogni giorno di ritardo è un giorno in cui l’assedio regge. Global Sumud Flotilla
May 21, 2026
Pressenza