2 Giugno: la Repubblica è del popolo, non degli eserciti

Pressenza - Monday, June 1, 2026

Pubblichiamo il comunicato di USB – Unione Sindacale di Base – FEDERAZIONE REGIONALE SARDEGNA

Il 2 giugno è il giorno in cui il popolo italiano scelse la Repubblica contro la monarchia, aprendo la strada alla Costituzione antifascista nata dalla Resistenza e dalla lotta di donne e uomini che volevano pace, democrazia, lavoro e giustizia sociale.

Per questo non accettiamo che la Festa della Repubblica venga trasformata in una celebrazione delle armi, delle parate militari e della cultura della guerra.

Mentre sfilano carri armati e reparti militari, chi celebra le conquiste dei lavoratori? Chi ricorda le lotte che hanno conquistato il diritto alla salute, alla pensione, all’istruzione pubblica, a un lavoro dignitoso?

Quelle conquiste vengono smantellate ogni giorno.

La sanità pubblica viene impoverita e privatizzata. Le liste d’attesa diventano infinite e chi può paga, chi non può rinuncia alle cure.

Il sistema pensionistico pubblico viene progressivamente indebolito per favorire i fondi pensione privati. I salari perdono potere d’acquisto, cresce la precarietà, aumentano le disuguaglianze e la povertà.

Ai giovani si offre un futuro di lavoro povero, precarietà e migrazione.

In compenso si trovano sempre più soldi per le spese militari, per il riarmo e per alimentare una pericolosa economia di guerra. Miliardi per le armi. Briciole per la sanità. Tagli ai servizi. Sacrifici per lavoratori e pensionati.

Questa nonèla Repubblica immaginata da chi ha sconfitto il fascismo. In Sardegna questa realtà assume un significato ancora più grave.

La nostra terra continua a essere sempre più colonizzata e gravata da servitù militari tra le più pesanti d’Europa. Interi territori vengono sottratti alle comunità, all’ambiente e alle attività produttive. Mentre si parla di pace e sviluppo, la Sardegna continua a essere utilizzata come piattaforma militare.

  • Basta con una Repubblica che investe nelle armi e taglia i diritti.
  • Basta con la retorica militarista che vuole far passare la guerra come inevitabile.
  • Basta con le politiche che impoveriscono il lavoro e arricchiscono i grandi interessi economici.
  • Difendere la Repubblica significa difendere la pace.
  • Difendere la Repubblica significa difendere la sanità pubblica.
  • Difendere la Repubblica significa garantire pensioni dignitose.
  • Difendere la Repubblica significa investire nel lavoro, nella scuola, nella casa e nella giustizia sociale.

Non servono più soldati nelle parate ma servono più medici negli ospedali.

Non servono più armamenti, ma servono salari più alti e pensioni al passo col costo della vita.

Non servono economie di guerra, ma serve una società fondata sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sui diritti.

Il 2 giugno riprendiamoci il significato autentico della Festa della Repubblica. Contro il riarmo e la guerra. Contro le servitù militari in Sardegna. Per il lavoro, la pace e la giustizia sociale.

Foto di Pierpaolo Loi

  • LE NOSTRE BANDIERE SONO LA PACE, IL LAVORO E I DIRITTI
  • MENO ARMI, PIÙ SANITÀ
  • MENO SPESE MILITARI, PIÙ SALARI E PENSIONI
  • FUORI LA GUERRA DALLA FESTA DELLA REPUBBLICA
  • LA REPUBBLICA È DEL POPOLO, NON DEGLI ESERCITI!

 

Redazione Sardigna