
FLOTILLA: ATTIVISTI VERSO L’ESPULSIONE. WIDAD TAMIMI: “STUPITA DALLA SORPRESA INTERNAZIONALE PER BEN GVIR”
Radio Onda d`Urto - Thursday, May 21, 2026
Sono in fase di espulsione verso i rispettivi paesi di origine i 430 esponenti della Global Sumud Flotilla II, rapiti da Israele in acque internazionali, deportati ad Ashdod e qui vittime di violenze, anche sessuali, torture, botte, umiliazioni in mondovisione alle quali ha partecipato, insieme ai militari, anche il ministro della sicurezza nazionale e colono israeliano Itamar Ben Gvir.
Ben Gvir non è affatto nuovo a questi comportamenti. Il ministro e colono israeliano si era già reso protagonista di attacchi, insulti e umiliazioni nei confronti degli attivisti della precedente missione della Global Sumud Flotilla o di quelli della Freedom Flotilla Coalition, ma soprattutto lui, come tutti i coloni israeliani e i militari dell’Idf, riservano trattamenti peggiori ai e alle palestinesi ogni giorno, in Palestina.
“Sono stupita dalla sorpresa internazionale e nazionale (italiana, ndr) rispetto a questi comportamenti”, commenta su Radio Onda d’Urto la scrittrice e giornalista Widad Tamimi. “Si tratta – aggiunge – di un atteggiamento ormai completamente libero da qualunque vergogna rispetto alla comunità internazionale, che permette a Israele di prendere in giro la comunità internazionale rispetto alle leggi umanitarie sul rispetto dei civili… Di fatto perché lo permettiamo da tantissimi anni”.
“Lo stupore dei nostri stati è la cosa che mi lascia più sconvolta, e tra l’altro continuare a parlare di ‘unica democrazia del Medio oriente’ è qualcosa che fa venire i brividi“, commenta ancora Tamimi nell’intervista rilasciata alla nostra emittente.
Dentro lo stato di Israele, nel frattempo, si avvicinano le elezioni. La coalizione di destra e ultradestra sionista che sostiene Netanyahu fonda il suo consenso interno sempre di più sulla guerra permanente, sull’espansione dei territori occupati da Israele – alludendo sempre più esplicitamente al progetto della Grande Israele – e dunque sull’annessione di territori, in primis quelli palestinesi.
Secondo le notizie diffuse negli ultimi giorni dalle agenzie di stampa internazionali, però, pare che il fronte Iran non si riaprirà a breve come sperava il premier israeliano, che con questo obiettivo premeva da settimane sull’alleato Usa. “I mediatori lavorano a una lettera di intenti” – riferisce il presidente Usa Trump – che Teheran e Washington dovrebbero firmare per inaugurare 30 giorni di negoziati su nucleare e Stretto di Hormuz.
“Ci sono interessi prevalenti, economici e commerciali, che tengono popolazioni in stato di assedio per favorire pochi soggetti”, commenta a questo proposito Tamimi. “Credo che queste ragioni di convenienza finanziaria, non soltanto per Israele ma anche per altri soggetti del nostro contesto occidentale, siano ancora molto accese, dunque – conclude la scrittrice ai nostri microfoni – a prescindere dalle notizie che riceviamo, non penso ci sia la possibilità di una svolta verso una situazione più pacifica in Medio oriente da qui a breve. Temo che saremo testimoni di questa situazione di guerra nella regione per lungo tempo“.
L’intervista di Radio Onda d’Urto alla giornalista e scrittrice Widad Tamimi. Ascolta o scarica.