FLOTILLA: ATTIVISTI VERSO L’ESPULSIONE. WIDAD TAMIMI: “STUPITA DALLA SORPRESA INTERNAZIONALE PER BEN GVIR”Sono in fase di espulsione verso i rispettivi paesi di origine i 430 esponenti
della Global Sumud Flotilla II, rapiti da Israele in acque internazionali,
deportati ad Ashdod e qui vittime di violenze, anche sessuali, torture, botte,
umiliazioni in mondovisione alle quali ha partecipato, insieme ai militari,
anche il ministro della sicurezza nazionale e colono israeliano Itamar Ben Gvir.
Ben Gvir non è affatto nuovo a questi comportamenti. Il ministro e colono
israeliano si era già reso protagonista di attacchi, insulti e umiliazioni nei
confronti degli attivisti della precedente missione della Global Sumud Flotilla
o di quelli della Freedom Flotilla Coalition, ma soprattutto lui, come tutti i
coloni israeliani e i militari dell’Idf, riservano trattamenti peggiori ai e
alle palestinesi ogni giorno, in Palestina.
“Sono stupita dalla sorpresa internazionale e nazionale (italiana, ndr) rispetto
a questi comportamenti”, commenta su Radio Onda d’Urto la scrittrice e
giornalista Widad Tamimi. “Si tratta – aggiunge – di un atteggiamento ormai
completamente libero da qualunque vergogna rispetto alla comunità
internazionale, che permette a Israele di prendere in giro la comunità
internazionale rispetto alle leggi umanitarie sul rispetto dei civili… Di fatto
perché lo permettiamo da tantissimi anni”.
“Lo stupore dei nostri stati è la cosa che mi lascia più sconvolta, e tra
l’altro continuare a parlare di ‘unica democrazia del Medio oriente’ è qualcosa
che fa venire i brividi“, commenta ancora Tamimi nell’intervista rilasciata alla
nostra emittente.
Dentro lo stato di Israele, nel frattempo, si avvicinano le elezioni. La
coalizione di destra e ultradestra sionista che sostiene Netanyahu fonda il suo
consenso interno sempre di più sulla guerra permanente, sull’espansione dei
territori occupati da Israele – alludendo sempre più esplicitamente al progetto
della Grande Israele – e dunque sull’annessione di territori, in primis quelli
palestinesi.
Secondo le notizie diffuse negli ultimi giorni dalle agenzie di stampa
internazionali, però, pare che il fronte Iran non si riaprirà a breve come
sperava il premier israeliano, che con questo obiettivo premeva da settimane
sull’alleato Usa. “I mediatori lavorano a una lettera di intenti” – riferisce il
presidente Usa Trump – che Teheran e Washington dovrebbero firmare per
inaugurare 30 giorni di negoziati su nucleare e Stretto di Hormuz.
“Ci sono interessi prevalenti, economici e commerciali, che tengono popolazioni
in stato di assedio per favorire pochi soggetti”, commenta a questo proposito
Tamimi. “Credo che queste ragioni di convenienza finanziaria, non soltanto per
Israele ma anche per altri soggetti del nostro contesto occidentale, siano
ancora molto accese, dunque – conclude la scrittrice ai nostri microfoni – a
prescindere dalle notizie che riceviamo, non penso ci sia la possibilità di una
svolta verso una situazione più pacifica in Medio oriente da qui a breve. Temo
che saremo testimoni di questa situazione di guerra nella regione per lungo
tempo“.
L’intervista di Radio Onda d’Urto alla giornalista e scrittrice Widad Tamimi.
Ascolta o scarica.