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Il Teatro della Punizione. La “normalizzazione” della brutalità
Il trattamento riservato agli attivisti della flottiglia da parte del Ministro per la Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir è stato scioccante solo per coloro che continuano a rivestire la violenza coloniale nel morbido linguaggio della sicurezza. Ora esiste una montagna di prove davanti all’umanità: Gaza non è diventata solo […] L'articolo Il Teatro della Punizione. La “normalizzazione” della brutalità su Contropiano.
June 1, 2026
Contropiano
Furundulla 322 – Basta parlare di Israele…
…infatti, stiamo parlando di noi di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) ——————————- more ———————– Le muraglie di Israele L’asticella   Niente di incredibile   Cuba, qué linda es Cuba L’origine del nome dato alla rubrica Furundulla: hastagasa La Furundulla precedente: 321
La Flotilla di terra, domani in piazza
Era la scommessa più facile da vincere, tanto che nessun allibratore poteva accettarla. Spaventati dalla rilevanza politica assunta dall’assalto pirata alla Flotilla, dal rapimento degli attivisti, dal pestaggio sistematico, dalle torture e le violenze sessuali condotti sotto lo sguardo sadico e divertito del “ministro dell’interno” israeliano Ben-Gvir, i giornali di […] L'articolo La Flotilla di terra, domani in piazza su Contropiano.
May 22, 2026
Contropiano
Furundulla 321 – Quinto, non uccidere!
… per questo non assumono boia di nome Quinto di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Suicidi parafrasando Anna Foa Il suicidio di Israele …è tutto loro quello che lucida Ammazza oh…   In realtà (qualsiasi cosa ne vogliamo pensare e purtroppo)
FLOTILLA: ATTIVISTI VERSO L’ESPULSIONE. WIDAD TAMIMI: “STUPITA DALLA SORPRESA INTERNAZIONALE PER BEN GVIR”
Sono in fase di espulsione verso i rispettivi paesi di origine i 430 esponenti della Global Sumud Flotilla II, rapiti da Israele in acque internazionali, deportati ad Ashdod e qui vittime di violenze, anche sessuali, torture, botte, umiliazioni in mondovisione alle quali ha partecipato, insieme ai militari, anche il ministro della sicurezza nazionale e colono israeliano Itamar Ben Gvir. Ben Gvir non è affatto nuovo a questi comportamenti. Il ministro e colono israeliano si era già reso protagonista di attacchi, insulti e umiliazioni nei confronti degli attivisti della precedente missione della Global Sumud Flotilla o di quelli della Freedom Flotilla Coalition, ma soprattutto lui, come tutti i coloni israeliani e i militari dell’Idf, riservano trattamenti peggiori ai e alle palestinesi ogni giorno, in Palestina. “Sono stupita dalla sorpresa internazionale e nazionale (italiana, ndr) rispetto a questi comportamenti”, commenta su Radio Onda d’Urto la scrittrice e giornalista Widad Tamimi. “Si tratta – aggiunge – di un atteggiamento ormai completamente libero da qualunque vergogna rispetto alla comunità internazionale, che permette a Israele di prendere in giro la comunità internazionale rispetto alle leggi umanitarie sul rispetto dei civili… Di fatto perché lo permettiamo da tantissimi anni”. “Lo stupore dei nostri stati è la cosa che mi lascia più sconvolta, e tra l’altro continuare a parlare di ‘unica democrazia del Medio oriente’ è qualcosa che fa venire i brividi“, commenta ancora Tamimi nell’intervista rilasciata alla nostra emittente. Dentro lo stato di Israele, nel frattempo, si avvicinano le elezioni. La coalizione di destra e ultradestra sionista che sostiene Netanyahu fonda il suo consenso interno sempre di più sulla guerra permanente, sull’espansione dei territori occupati da Israele – alludendo sempre più esplicitamente al progetto della Grande Israele – e dunque sull’annessione di territori, in primis quelli palestinesi. Secondo le notizie diffuse negli ultimi giorni dalle agenzie di stampa internazionali, però, pare che il fronte Iran non si riaprirà a breve come sperava il premier israeliano, che con questo obiettivo premeva da settimane sull’alleato Usa. “I mediatori lavorano a una lettera di intenti” – riferisce il presidente Usa Trump – che Teheran e Washington dovrebbero firmare per inaugurare 30 giorni di negoziati su nucleare e Stretto di Hormuz. “Ci sono interessi prevalenti, economici e commerciali, che tengono popolazioni in stato di assedio per favorire pochi soggetti”, commenta a questo proposito Tamimi. “Credo che queste ragioni di convenienza finanziaria, non soltanto per Israele ma anche per altri soggetti del nostro contesto occidentale, siano ancora molto accese, dunque – conclude la scrittrice ai nostri microfoni – a prescindere dalle notizie che riceviamo, non penso ci sia la possibilità di una svolta verso una situazione più pacifica in Medio oriente da qui a breve. Temo che saremo testimoni di questa situazione di guerra nella regione per lungo tempo“. L’intervista di Radio Onda d’Urto alla giornalista e scrittrice Widad Tamimi. Ascolta o scarica.
May 21, 2026
Radio Onda d`Urto
Israele è uno stato canaglia. Rompere ogni relazione
In un video che mostra decine di attivisti della Global Sumud Flotilla legati e inginocchiati a terra, si vede il ministro israeliano Ben Gvir  sventolare una grande bandiera israeliana e gridare in ebraico: “Benvenuti in Israele! Qui siamo noi a comandare!” Si sente anche Ben Gvir esortare le guardie della […] L'articolo Israele è uno stato canaglia. Rompere ogni relazione su Contropiano.
May 20, 2026
Contropiano
Il cappio che normalizza la coscienza collettiva!
Non si è trattato di una scena fugace, né di un dettaglio insignificante da ignorare nel mare di notizie. Una torta di compleanno (del nazifascista Itamar Ben-Gvir ministro del governo genocidario di Israele) a forma di cappio, presentata durante una festa privata, non è solo di cattivo gusto o un […] L'articolo Il cappio che normalizza la coscienza collettiva! su Contropiano.
May 12, 2026
Contropiano
Furundulla 314 – Dopo di me il diluvio…
…o quantomeno un acquazzone, una pioggerella, un’acquerugiola… di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Piove Dopo referendum   Lo schiaffo   Settimana di passione   L’origine del nome dato alla rubrica Furundulla: hastagasa la furundulla precedente 313-dopo-di-me-il-diluvio/
Israele approva la pena di morte per chi lotta contro l’occupazione e il genocidio
Ieri il parlamento israeliano ha approvato una legge che ha suscitato un acceso dibattito, anche all’estero: la pena di morte per coloro che Tel Aviv considera “terroristi”. Ma il testo è pensato per portare sul patibolo solo i palestinesi, accusati in sostanza di aver combattuto contro l’occupazione sionista. Il provvedimento, […] L'articolo Israele approva la pena di morte per chi lotta contro l’occupazione e il genocidio su Contropiano.
March 31, 2026
Contropiano
Israele porta avanti un disegno di legge sulla pena di morte per detenuti e ostaggi palestinesi dopo l’approvazione del comitato della Knesset
Palestina occupata – Quds News. Il Comitato per la Sicurezza Nazionale della Knesset israeliana ha approvato un controverso disegno di legge per imporre la pena di morte agli ostaggi e ai detenuti palestinesi, facendolo avanzare verso la seconda e terza lettura necessarie per diventare legge. La proposta proviene dal partito Otzma Yehudit, guidato dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir. Ben-Gvir ha dichiarato che la versione rivista del disegno di legge rimuove il potere decisionale dal consulente legale del governo, conferendo ai tribunali un’autorità più ampia per emettere sentenze di morte contro i palestinesi. La legge prende di mira ostaggi e detenuti palestinesi accusati di attacchi classificati come “nazionalisti o legati alla sicurezza”. Non si applica ai sospetti ebrei accusati di aver ucciso palestinesi. I dirigenti israeliani prevedono di portare il disegno di legge al voto finale la prossima settimana. I parlamentari hanno introdotto recenti modifiche dopo le pressioni del primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha avvertito che la versione precedente superava persino gli standard statunitensi sulla pena di morte e avrebbe potuto esporre Israele a sfide diplomatiche e legali. Secondo i dettagli pubblicati dai media israeliani, i tribunali potrebbero emettere una condanna a morte anche se i pubblici ministeri non la richiedono. I giudici non avrebbero bisogno di una decisione unanime e una semplice maggioranza potrebbe approvare la sentenza. Il disegno di legge stabilisce che le esecuzioni sarebbero effettuate tramite impiccagione. Una guardia carceraria nominata dal commissario del Servizio Penitenziario israeliano eseguirebbe l’esecuzione, mentre le autorità manterrebbero segreta l’identità delle persone coinvolte e concederebbero loro piena immunità legale. Le autorità collocherebbero le vittime in strutture di detenzione separate. I funzionari limiterebbero le visite solo alle parti autorizzate, mentre gli avvocati comunicherebbero con ostaggi e detenuti tramite videochiamate invece che con incontri diretti. La legge stabilisce, inoltre, un termine fino a 90 giorni per eseguire le condanne dopo la sentenza. All’esecuzione assisterebbero un direttore del carcere, un rappresentante giudiziario, un osservatore ufficiale e un rappresentante della famiglia. L’ultima bozza rimuove i riferimenti alla persecuzione di coloro che sono coinvolti nell’operazione di resistenza del 7 ottobre. Tuttavia, amplia i poteri dei pubblici ministeri e introduce regole più severe, specialmente nella Cisgiordania occupata, dove la pena di morte potrebbe diventare obbligatoria in alcuni casi. Ben-Gvir sostiene da tempo l’esecuzione degli ostaggi palestinesi. Il suo ministero ha già inasprito le condizioni di detenzione, tra crescenti segnalazioni da parte di gruppi per i diritti umani su abusi, torture e negazione dei diritti fondamentali. La Knesset aveva già approvato il disegno di legge in prima lettura, a novembre. Ora attende i voti finali prima di poter diventare legge.
March 27, 2026
InfoPal