
Le nuove Terre di Mezzo
Comune-info - Tuesday, May 12, 2026
Foto di ELLA DON su UnsplashGuerra e caos. Così si presenta il capitalismo dopo la sua evoluzione più recente, che ha condotto a una parziale differenziazione rispetto alla prassi neoliberalista consolidatasi negli anni Ottanta e Novanta. Entrambi i termini contribuiscono a definire ciò che viviamo oggi come una condizione di non eccezione (ne parliamo anche qui).
Questi due sostantivi ci richiamano automaticamente alla memoria l’Olimpo della demenza criminale in cui si sta trasformando la Casa Bianca. Ma il trumpismo — prima o poi, per una ragione o per un’altra — giungerà alla sua fine; la guerra e il caos no, almeno finché non ci sarà un nuovo cambiamento nella lunga e travagliata vita del capitalismo. Gli interessi e gli investimenti — finanziari e politici — dietro questa evoluzione sono incommensurabili, e non prevedono passi indietro. In gioco è una visione del mondo in cui ciò che conta di più è il controllo strategico sulle risorse energetiche e naturali. La funzione svolta da Israele, con tutte le conseguenze che comporta, rientra anch’essa in questa logica.
Due aziende stanno diventando sempre più centrali nello scenario globale così delineato. Grazie alla fama — che definirla sinistra è un eufemismo — del suo fondatore Peter Thiel, Palantir è da qualche anno in prima pagina su giornali e riviste di tutto il mondo. Il sistema Palantir è, in realtà, molto più della sola Palantir. In questo sistema occupa una posizione di rilievo un’azienda che, come la precedente, ha un nome tratto dal Signore degli Anelli, Anduril. Il legame tra le due è strettissimo: l’una non può sopravvivere senza l’altra.
Non essendo giornalisti e non avendo quindi accesso a fonti o archivi specializzati, abbiamo basato la ricerca iniziale su questo mondo su DeepSeek, il chatbot cinese. La fiducia che vi si ripone ha a che fare con un elemento incoraggiante. Ogni informazione presentata viene corredata da uno, ma spesso più, link ad articoli che la supportano. Nella maggior parte dei casi, sono stati pubblicati sulla stampa nordamericana, la cui lettura ha confermato le informazioni fornite dal chatbot. Come sempre accade, i link portano ad altri link, il che ha permesso di ricostruire — molto parzialmente, certo — una realtà estremamente complessa.
Anduril nasce per iniziativa di un gruppo di ex collaboratori di Thiel — Brian Schimpf, Trae Stephens e Matt Grimm — nel 2017, nell’ambito di un’iniziativa del tutto concertata con Palantir. Il fondatore iniziale fu in realtà Palmer Luckey. Dopo la vendita a Facebook della sua precedente azienda, per due miliardi di dollari nel 2014, ha dato vita — insieme ai tre ex Palantir e grazie al finanziamento di Thiel e altri speculatori finanziari di venture capital — ad Anduril. Non fu la sola startup che Palantir finanziò. La strategia di business insider dell’azienda di Thiel portò alla creazione di altre, tutte ben collocate nell’orbita di Palantir. Questa strategia è diventata famosa nei media statunitensi, e non solo, con un nome che non lascia dubbi: la Mafia di Palantir. Peter Thiel, in sintesi, ha creato — e sta ancora perfezionando — una macchina da guerra planetaria senza precedenti storici. Gli immensi mezzi finanziari di cui questa macchina della morte dispone rendono la galassia Palantir/Anduril l’attore principale nello scenario bellico che abbiamo di fronte oggi. Inutile dire che il più grande finanziatore e utilizzatore di queste iniziative di “tanatopolitica” è il governo degli Stati Uniti. Ma non è il solo, come vedremo.
Anduril e Palantir stanno svolgendo un ruolo affatto centrale nel “regime di guerra” globale. Non si tratta solo di due aziende che godono di una posizione privilegiata per ottenere contratti ricchissimi. Peter Thiel, Palmer Luckey e alcuni dei loro collaboratori teorizzano, suggeriscono interventi, influenzano le scelte politiche ai livelli più alti. Il primo — oltre ad essere altre cose — è considerato il creatore del Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, e l’ispiratore dell’orribile e ridicolo Pete Hegseth. Il secondo, che si è definito “sionista radicale“, ha visitato Israele segretamente e ha incontrato il Primo Ministro Netanyahu. Del resto, anche il CEO di Palantir — Alex Karp — non ha mai nascosto di essere un fermo sostenitore di Israele, considerando la difesa dello stato terrorista un imperativo morale ed esistenziale.
I grandi capitali stanno scommettendo su quello che è probabilmente il più grande affare a livello planetario, tenendo conto di tutti gli elementi che lo circondano: la trasformazione della guerra tradizionale in guerra tecnologica condotta da mezzi autonomi. Ancora una volta, è Israele il principale campo di sperimentazione, ed è lì, infatti, dove Kinetica Venture Capital e 8VC di Alex Moore stanno effettuando enormi investimenti in questa direzione. “Operavamo con il modello della Seconda Guerra Mondiale, di carri armati e aerei… e ora è un nuovo paradigma; stiamo ripensando tutto”, ha detto Moore in occasione della sua prima visita in Israele, come riporta un articolo del Jerusalem Post. Il nuovo paradigma non riguarda solo l’applicazione delle tecnologie in sé. Riguarda la funzione della guerra, della molteplicità di guerre simultanee nella definizione di un nuovo scenario globale. La guerra permanente sta riorganizzando il “sistema-mondo”, la funzione delle istituzioni e delle loro relazioni. Nel frattempo, Palantir/Anduril stanno cambiando il senso stesso della guerra.
Il gioco di squadra tra le due aziende ha definito la divisione dei compiti strategici che si sostanzia nel motto “from Edge to Cloud“, dal campo di battaglia al “cervello” centrale. La piattaforma di IA Lattice costituisce il punto di forza maggiore di Anduril. Consta di un sistema di occhi, orecchie e braccia: raccoglie dati sul campo, attraverso sensori, droni e altri equipaggiamenti. Questi dati vengono trasferiti a Palantir, che li elabora, definisce obiettivi e strategie da adottare a diversi livelli di scala. Detto in modo più chiaro: “La Lattice di Anduril gestisce i dati tattici in tempo reale, mentre l’Artificial Intelligence Platform (AIP) e il Maven Smart System [entrambi di Palantir] gestiscono la modellazione dei dati su larga scala e il comando a livello di teatro delle operazioni”, come riportato in un articolo di Investing.com.
Un esempio di questa partnership — sempre a favore di Israele e del Mossad — è l’azione che ha portato alla morte di quadri di Hezbollah negli ultimi mesi del 2024, tramite esplosivi collocati nei walkie-talkie da loro utilizzati. I dati per realizzare l’azione sono stati raccolti ed elaborati dalle due aziende nordamericane e successivamente tradotti in kill-chain dal Mossad e dall’IDF. Quell’attacco rappresenta uno degli esempi più nitidi del processo di gamification (ludicizzazione) della guerra, dove le sovrapposizioni tra realtà “analogica” e realtà virtuale — producendo una realtà mista — sono costanti. Così come è già avvenuto per alcuni modelli operativi in ambito lavorativo — il caso di Amazon —, le operazioni sono gestite e attuate da operatori in centri di comando, dove interagiscono con interfacce digitali, realtà mista e intelligenza artificiale.
Shyam Sankar — direttore della Tecnologia di Palantir — lo ha reso molto chiaro, dicendo che “l’arma più importante e malleabile non sono i missili, ma il software”. Il sistema di Palantir compila i dati provenienti dal mondo reale e li trasforma in un tabellone di gioco, dove sono rappresentati i punti di interesse. Il computer definisce il “campo di gioco” e le azioni da compiere. In quel momento, è Anduril che entra in gioco, eseguendo, attraverso la piattaforma Lattice, i comandi per attivare droni e altri sistemi autonomi di intervento. Tutto avviene su uno schermo che, dopo l'”intervento”, torna ad essere “pulito”. Questo processo fa sì che la cosiddetta kill chain sia molto breve, come in un videogioco. Purtroppo, Gaza, il Libano e l’Iran stanno dimostrando che si tratta di qualcosa di ben lontano dall’essere un gioco.
Per concludere questa descrizione del modello Palantir/Anduril, potrebbe essere utile presentare un brano estratto dal sito di Anduril, chiarificatore del modo in cui la macchina nel suo complesso funziona:
“Forniremo un meccanismo rapido e pronto per operazionalizzare queste nuove capacità di IA direttamente attraverso programmi di produzione della difesa già presenti sul campo. Il Maven Smart System, basato sulla Piattaforma Palantir, offre una piattaforma aziendale di comando missione che integra dati operativi su larga scala e utilizza capacità basate sull’IA per migliorare e accelerare il processo decisionale umano in missioni congiunte, quali intelligence e fuochi. Allo stesso modo, la piattaforma software Lattice di Anduril offre una piattaforma di autonomia di missione in prossimità (edge) che si integra direttamente con sistemi robotici e utilizza capacità basate sull’IA per automatizzare e orchestrare la conduzione di missioni congiunte, quali difesa aerea e ricognizione. Anduril e Palantir stanno unendo questi sistemi complementari, fornendo una capacità operativa continua dal campo all’azienda, che funge da piattaforma di distribuzione per nuove applicazioni di IA che chiunque può costruire. Questa piattaforma è già implementata e in uso da parte di Anduril e Palantir per i propri scopi aziendali e nei contratti governativi, il che consente a questo lavoro di iniziare immediatamente”.
La visione completa di questa macchina e delle sue funzioni va ben oltre l’ambito strettamente bellico. La lettura globale — perfettamente in linea con la filosofia di Thiel — della funzione degli Stati Uniti e dei loro uomini “migliori” è contenuta nel libro di Shyam Sankar Mobilize, e ben sintetizzata da Annie Jacobsen in una presentazione elogiativa del lavoro di Sankar. Si legge sul sito del libro:
“Ciò di cui l’America ha bisogno sono visionari, ribelli e persino eretici per superare l’inerzia burocratica che ha sempre impedito i cambiamenti tettonici. Per troppo tempo, il Pentagono si è inginocchiato all’altare dei processi. Capacitando individui eccezionali e sfruttando il potere del capitalismo e della concorrenza, possiamo liberare il talento e la forza necessari per resuscitare la base industriale, evitare la Terza Guerra Mondiale — e aiutare il nostro paese a costruire, e a vincere”.
Gli interessi di Palantir e Anduril, tuttavia, non si limitano ai due paesi più (dichiaratamente) bellicosi dei tempi spaventosi che stiamo vivendo.
L’Europa sta diventando un campo di conquista di questi due giganti made in USA, e i risultati sono già ben visibili. Tre paesi — Regno Unito, Germania e Polonia — hanno adottato ai massimi livelli il sistema da esse promosso, investendo quote di capitali molto elevate. A causa della sua posizione geografica, che la rende un paese di confine, la Polonia è senza dubbio, tra i tre paesi nominati, quello che sta tessendo i legami più complessi con Palantir e Anduril, nell’ambito della produzione bellica. Gli ordini attribuiti alle due aziende — che ammontano a miliardi di dollari — prevedono l’acquisizione del sistema di IA e cybersicurezza di Palantir, nonché la cooperazione con Anduril per quanto riguarda il sistema di missili autonomi. Il Regno Unito, dal canto suo, è diventato il quartier generale di Palantir in Europa. L’investimento di 1,5 miliardi di sterline servirà affinché Palantir sviluppi capacità alimentate dall’IA — già testate in Ucraina — per accelerare il processo decisionale, la pianificazione militare e la definizione degli obiettivi. In Germania, i negoziati hanno coinvolto principalmente Anduril, attraverso la partnership stabilita con il gigante tedesco della produzione industriale bellica Rheinmetall. L’accordo prevede lo sviluppo e la produzione congiunta di sistemi autonomi definiti dal software per le forze armate europee. Ciò significa che la partnership tra Anduril e Rheinmetall punta a un mercato che va oltre i confini tedeschi, poiché è “adattata alle esigenze individuali dei mercati europei e intende riflettere la filosofia ‘costruito con, e non per'”.
Il resto del mondo non è escluso dagli interessi delle due aziende. Giappone, Corea del Sud, India, Australia, Emirati Arabi Uniti sono solo i paesi dove le partnership con governi e/o aziende locali sono più significative. Inutile dire che la Cina e la Russia hanno piani equivalenti a quelli delle due aziende made in USA. Le differenze sono formali (il ruolo dello Stato, in primo luogo), ma anche sostanziali. Le due superpotenze hanno agito in modo da produrre ecosistemi statali molto complessi e articolati, fondati sugli immensi fondi finanziari di cui dispongono e sulla struttura dei loro eserciti.
In sintesi, sembra che Thiel e gli altri anarco-capitalisti si posizionino in una nuova versione di ciò che Tolkien descrisse negli anni Cinquanta. Il Sauron che essi rappresentano incarna il desiderio di un potere assoluto e paranoico, da raggiungere con tutti i mezzi. L’Anticristo, evocato da Thiel come nemico totale, assume i tratti di una Idra dalle molte teste, il cui obiettivo è opporsi al processo di sviluppo che gli uomini “migliori” stanno imponendo alla Terra di Mezzo. Ciò che egli definisce Anticristo non è altro che la moltitudine di soggetti che, quotidianamente, lottano per una “vita giusta”, perché, come sempre, dove c’è potere, c’è resistenza. (Continua).
Articolo pubblicato originariamente su Esquerda.net
Rodrigo Magalhães è libraio a Lisbona. Ha pubblicato Cinerama Peruana (2013, Quetzal) e Os Corpos (2017, Quetzal). Collabora occasionalmente con riviste online portoghesi e italiane.
Stefano Rota è ricercatore indipendente. Gestisce il blog “Transglobal”. Le sue più recenti pubblicazioni collettive sono La fabbrica del soggetto. Ilva 1958-Amazon 2021 (Sensibili alle foglie, 2023), e in G. Ferraro (a cura di), Altraparola. La figura di sé (Efesto Edizioni, 2024). Collabora occasionalmente con riviste online italiane e lusofone.
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