La « Grande Dame » dell’altermondialismo, Susan George
Ci ha lasciato questo febbraio 2026, all’età di 91 anni. Tra gli attivisti
della società civile che negli ultimi 50 anni hanno segnato a livello
internazionale la lotta contro la globalizzazione nefasta dell’economia imposta
dai poteri dominanti, Susan George rappresenta sicuramente la « Grande Dame »
dell’altermondialismo. Vandana Shiva è la Pasionaria; Jean Ziegler, il Grande
Demistificatore che denuncia; Walden Bello, Il Ribelle; il tandem Ignacio
Ramonet-Bernard Cassen, I Testimoni mobilitatori; Samir Amin, L’Ideologo; Pablo
Solon Romero, Il Diplomatico; Manu Chao, il Cantante dell’Umanità, Aminata
Traoré, la Scomoda; Danielle Mitterrand , la Coscienza. (con le mie scuse agli
altri amici e amiche di grande valore che non ho potuto menzionare).
Susan è stata “Grande” dal punto di vista intellettuale e umano, per la
profondità, il rigore e l’ampiezza delle sue analisi, le sue prese di posizione
pubbliche e i suoi interventi all’interno dei movimenti sociali, e “Dame” per la
sua gentilezza, la sua cortesia (anche nei confronti degli oppositori), la sua
capacità di ascoltare gli altri , la sua saggezza al servizio delle istituzioni
e dei gruppi impegnati nella ricerca militante (come il Transnational Institute
ad Amsterdam, Attac a Parigi e il Collectif Roosevelt a Parigi di cui è stata,
per tutti e tre, presidente e presidente onorario per molti anni).
Le sue convinzioni e il suo impegno altermondialista si strutturano in occasione
della sua prima importante opera pubblicata nel 1978 contro la fame nel mondo
Comme meurt l’autre moitié du monde. In essa critica aspramente il capitalismo
liberale come sistema sociale responsabile del massacro e nomina le
multinazionali occidentali , in particolare quelle americane , come principali
responsabili della morte dell’altra metà del mondo. Denuncia inoltre con forza e
attenzione il sostegno e l’aiuto complici forniti dalle grandi istituzioni
intergovernative internazionali finanziarie e commerciali, dominate dagli Stati
del “Nord” , come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale , il GATT
(diventato OMC – Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1994).
Evidenzia inoltre i tre strumenti/meccanismi attraverso i quali, a suo avviso,
le multinazionali hanno provocato la morte per fame: gli investimenti, il debito
imposto ai paesi del Sud, il commercio.
Ricordiamo che siamo nel 1978, quando il mondo cercava di riprendersi dalla
grande crisi del sistema finanziario internazionale del 1971-73, mentre era in
piena crisi alimentare e i dominanti si preparavano a lanciare la loro grande
offensiva di politiche di adeguamento strutturale per garantire la loro
sopravvivenza e consolidare il loro potere .
A partire dal suo libro, le multinazionali, le istituzioni finanziarie e
commerciali internazionali pubbliche e i tre strumenti (investimenti, debito e
commercio) sono stati i temi centrali e permanenti del lavoro di ricerca e
dell’impegno militante di Susan. In questo modo , ha offerto
all’altermondialismo preziosi strumenti di lotta
– contro le strategie di investimento delle multinazionali e delle istituzioni
di Bretton Wood e, in particolare, contro l’approvazione dell’AMI , il
pericolosissimo Accordo multilaterale sugli investimenti negoziato in segreto
all’interno dell’OCSE (29 paesi del mondo occidentale) tra il 1995 e il 1997.
Dopo la loro vittoria ottenuta con la creazione dell’Organizzazione mondiale del
commercio, i dominanti credevano di poter consolidare il loro potere mondiale
chiudendo il binomio commercio + investimenti, ma sono stati costretti ad
abbandonare l’AMI nel 1998 sotto la pressione dell’opposizione di un vasto
movimento popolare mondiale;
– contro il debito e l’indebitamento dei paesi del Sud. Di grande lucidità sono
i suoi due libri sull’argomento Jusqu’au cou: enquête sur la dette du Tiers
Monde (1988) e L’effet boomerang. Choc en retour de la dette du Tiers Monde
(1992) . Una battaglia portata avanti con forza, passione e rigore da oltre
vent’anni, tra gli altri, da Eric Toussaint e dalla straordinaria rete
internazionale del Comitato per l’abolizione del debito del Terzo Mondo (CADTM),
di cui Eric è il portavoce;
– contro il commercio iniquo e predatorio. Ricorderemo gli innumerevoli
interventi di Susan George contro l’AGCS – Accordo generale sul commercio dei
servizi.
Resta il fatto che, a mio avviso, il suo contributo culturale, ideologico e
politico più simbolico è rappresentato dalla sua critica alle multinazionali
capitaliste, che lei stigmatizza come Gli usurpatori, (Les Usurpateurs) in un
ouno dei suoi ultimi libri ( 2014). In questo campo, Susan ci ha regalato un
“piccolo” capolavoro, Il Rapporto di Lugano, un’opera di 355 pagine pubblicata
in inglese nel 1999 e poi, in francese, da Fayard, nel 2000. In questo Rapporto
(tutto fittizio) riunisce in una villa a Lugano nove rappresentanti del mondo
degli affari e della finanza che si interrogano sul futuro del capitalismo.
Preoccupati, arroganti, cinici, le loro riflessioni e proposte sono perverse.
Susan ha saputo sondare l’anima, e non solo la mente, dei sostenitori del
capitalismo, tanto che gran parte delle loro “previsioni”, scelte e obiettivi –
spaventosi – sono diventati realtà negli ultimi anni. La nostra Grande Dame non
esce disperata da questo esercizio. Propone elementi chiave per l’azione, per la
costruzione di un pianeta capace di ragione, responsabilità, giustizia,
fraternità e pace.
Di questo abbiamo bisogno più che mai. La lotta continua.
Fontaine de Vaucluse, 24 febbraio 2026
Riccardo Petrella