Capitale e crimine organizzato contro i popoli

Comune-info - Tuesday, May 12, 2026
Copertina (dettaglio) di Tracce indelebili, libro edito dall’associazione Osservatorio Diritti Umani, disegnata da Gianluca Costantini. Il libro raccoglie storie di donne e uomini che con le loro lotte hanno contribuito a cambiare il mondo. La prima storia è dedicata a Berta Cáceres, uccisa dieci anni fa in Honduras per la lotta a favore del suo popolo e dell’ambiente e diventata subito un punto di riferimento di resistenza in tutto il mondo

Molto raramente il potere si mostra nudo, rivelando le sue secrezioni pestilenziali, quelle che si sforza di celare con il sostegno servile dei media mainstream e delle istituzioni statali. Quando ciò accade, abbiamo l’opportunità di comprendere le forme di oppressione e violenza che ci perseguitano. In breve, possiamo far luce sulle pratiche più ripugnanti, quelle che non verranno mai rese pubbliche.

Lo scandalo Hondurasgate (legato a una rete finanziata per creare piattaforme mediatiche negli Usa per influenzare l’opinione pubblica contro i governi di sinistra in America Latina e che coinvolgerebbe anche Israele, ndr) ci permette proprio questo: di comprendere i meccanismi interni del sistema e di confermare i nostri sospetti più oscuri, quelli che spesso non possiamo esprimere per mancanza di informazioni sufficienti. Tra questi, la stretta collaborazione tra capitale e criminalità organizzata, un’alleanza operativa benedetta da stati e imperi. Sono state diffuse trentasette registrazioni audio, datate tra gennaio e aprile 2026, in cui una voce identificata come quella dell’ex presidente Juan Orlando Hernández afferma che la sua grazia è stata ottenuta grazie alla mediazione del governo israeliano.

Da tempo, sulla base di quanto accaduto in Colombia nel contesto della repressione della sinistra e della guerriglia, si osserva una stretta collaborazione tra grandi aziende, forze armate, gruppi paramilitari e criminalità organizzata. Nel luglio 2025, il sistema giudiziario colombiano ha emesso una sentenza storica, condannando sette ex dirigenti della multinazionale Chiquita Brands International per aver finanziato gruppi paramilitari nella regione di Urabá tra il 1997 e il 2004. L’azienda ha versato alle Forze Unite di Autodifesa della Colombia (AUC), un gruppo paramilitare responsabile dell’assassinio di contadini e attivisti comunitari, oltre 1,7 milioni di dollari.

Più recentemente, due alti funzionari della società Desarrollos Energéticos SA (DESA) sono stati condannati rispettivamente a 22 e 30 anni di carcere come coautori dell’omicidio dell’attivista ambientalista Berta Cáceres in Honduras. Cáceres è stata uccisa per la sua opposizione al progetto idroelettrico di Agua Zarca sul fiume Gualcarque.

Esistono inoltre una serie di indagini sul rapporto tra Stato e capitale con la criminalità organizzata, e in particolare con il narcotraffico, che mettono in luce in modo eloquente questi legami. Dawn Paley ha pubblicato “Drug Capitalism: A War Against the People” nel 2020, in cui analizza come la guerra messicana alla droga sia in realtà una guerra contro i movimenti di base. In breve, esiste un’ampia mole di materiale empirico e analitico sull’argomento.

Ciò che l’Hondurasgate rivela è che gli stessi responsabili vengono smascherati. La grazia concessa all’ex presidente Juan Orlando Hernández, condannato negli Stati Uniti a 45 anni di carcere per traffico di droga, dopo che è stato dimostrato il suo coinvolgimento nel trasporto di circa 400 tonnellate di cocaina in alleanza con cartelli come il cartello di Sinaloa, persegue diversi obiettivi. Da un lato, mira a indebolire i movimenti progressisti nella regione, compresi quelli in Honduras, Messico e Brasile, attualmente al potere. L’altro obiettivo è quello di trasformare l’Honduras in un’enclave strategica per le interferenze regionali del Pentagono. Oltre alla base aerea di Palmero, gli Stati Uniti intendono costruire un’altra base e ampliare le Zone Economiche Speciali di Sviluppo (ZES) per bloccare l’influenza cinese nella regione. Washington è già riuscita a limitare la presenza cinese nel Canale di Panama e ora si prepara a stabilire una base militare nel porto di Callao, in Perù, per contrastare il porto di Chancay, costruito dai cinesi. Per questo, l’impero prevede di spendere fino a 1,5 miliardi di dollari.

Ma la questione centrale, dal mio punto di vista, è come le registrazioni audio rivelino la proposta di condurre “cacce” contro l’opposizione o la richiesta di sangue (“serve sangue”, dice Hernández, “per tenere la gente sotto controllo”). L’ex presidente cita Trump e Javier Milei, così come Pablo Escobar, per sostenere la necessità di controllare il popolo honduregno attraverso la violenza.

Infine, questa rete violenta e repressiva gode del sostegno delle chiese evangeliche, come accade in tutta la regione. “Sono le chiese che faranno in modo che il passato venga dimenticato. E che la gente pensi che sia stata la sinistra a farlo”, dice Hernández nel contesto della continua battaglia culturale. L’obiettivo degli Stati Uniti è il controllo militare delle risorse strategiche per riposizionarsi nella regione, contenere la Cina e invertire il suo declino egemonico.

Capisco che molti possano dire che lo sapevamo già. La lunga esperienza di Colombia, Messico e delle favelas brasiliane testimonia questa alleanza tra capitale, Stato e criminalità organizzata, orchestrata contro il popolo e la sinistra. La differenza, a mio avviso, sta nel fatto che con l’Hondurasgate c’è un esplicito riconoscimento di questa alleanza e che l’obiettivo non è altro che distruggere i movimenti popolari. E, se necessario, distruggere il popolo stesso, con il sostegno di Israele.

Per questo motivo, non dobbiamo separare lo Stato dal narcotraffico e dagli interessi economici. Sono tutti elementi del capitalismo. Questo è il capitalismo che esiste realmente, quello che causa genocidio e morte, il sistema che aspira a cancellare interi popoli e territori. Dobbiamo ricordarlo quando parliamo di cittadinanza e diritti umani, quando insistiamo nel pretendere giustizia da uno Stato che non la garantirà mai perché, come dimostra il caso dell’Honduras, lavora per il grande capitale insieme alla criminalità organizzata.

Pubblicato anche su Desinformemonos.org

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