
Lotto, boicotto e sciopero
Radio Blackout - Monday, March 9, 2026Dopo una settimana fittissima di appuntamenti a cura di Non una di meno, è stato un lungo weekend di iniziative transfemministe, a Torino come in tutta Italia e nel mondo. Sabato 7 un grande corteo ha attraversato il centro città, domenica 8 ci sono state iniziative transfemministe nei quartieri di San Salvario, Cenisia, Barriera di Milano, Vanchiglia e in provincia, a Susa, Avigliana e Grugliasco.

Oggi, nel giornata di sciopero generale l’Assemblea precaria universitaria ha organizzato un flash mob per denunciare la condizione di precarietà nel settore accademico. L’iniziativa è stata presentata con lo slogan “Il precariato è una corsa a ostacoli” e ha coinvolto il percorso di accesso all’aula in cui era prevista la seduta del Senato accademico. Lungo la balconata del rettorato, il collettivo ha disposto fili, scatole e barriere simboliche, costringendo i componenti del Senato a superare fisicamente alcuni ostacoli prima di entrare in aula. Sul percorso sono stati inoltre collocati fogli e cartelli con riferimenti a situazioni descritte come frequenti nella vita dei lavoratori precari dell’università, tra cui mancati rinnovi contrattuali dopo anni di attività, flessibilità obbligata e mobilità geografica.
Alle 10 è iniziato il partecipato presidio al tribunale di Torino contro il Ddl Bongiorno, che si è trasformato in corteo dopo qualche ora. Le conseguenze dell’approvazione del DdL Bongiorno, di modifica della attuale legge sulla violenza sessuale, sarebbero molto gravi, soprattutto nei contesti familiari e coniugali, e per le giovani e giovanissime che con le loro denunce fanno registrare un aumento vertiginoso dei casi (dati Istat 2025), nei contesti
lavorativi e in condizioni di ricattabilità, nei tribunali dove chi denuncia è già esposta a vittimizzazione secondaria.

Inoltre, la bocciatura del congedo retribuito ai padri, l’eliminazione di Opzione Donna e i dati sul gender pay gap, smascherano un governo che fa propaganda sulla natalità e la conciliazione vita-lavoro ma non le sostiene. Le donne, le persone giovani e giovanissime, trans, razzializzate, disabili vengono espulse dal mondo del lavoro e pagano la guerra e il riarmo con l’aumento del lavoro povero e precario, il part time imposto, l’aumento dei prezzi e la distruzione del welfare.
Questo 8 marzo si è svolto con un nuovo fronte di guerra aperto, quello contro l’Iran e, scenario in cui ancora una volta è la popolazione civile a pagare un prezzo altissimo per la
repressione da parte del Regime e per l’attacco israelo-americano, e lx transfemministx in piazza hanno ribadito il sanguinoso nesso tra patriarcato e guerra.
La giornata di sciopero e lotta transfemminista prosegue: alle 16, assemblea in Università.