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Anche Maoz Inon e Aziz Abu Sarah tra i premiati del Premio Puglisi 2025: il futuro è pace!
“A chi resiste al cinismo, a chi non distoglie lo sguardo, a chi crede ancora nell’umanità” è dedicata la 20ª edizione del Premio Internazionale Padre Pino Puglisi promosso dall’Arcidiocesi di Palermo e dall’Associazione Giovani 2017 3P, con il patrocinio del Ministro per lo Sport e i Giovani e del Comune di Palermo.  Nel folto gruppo dei premiati di quest’anno (qui l’elenco completo) oltre al Card. Pierbattista Pizzaballa (“Patriarca Latino di Gerusalemme, testimone infaticabile dell’impegno per la costruzione di pace in Terra Santa attraverso il dialogo”) e all’inviata di guerra Lucia Goracci (“per la caparbia determinazione a raggiungere e raccontare l’essere umano laddove la sua dignità viene più drammaticamente calpestata”), figurano anche Maoz Inon e Aziz Abu Sarah che in tanti ormai ben conoscono, da quel bellissimo momento insieme a Papa Francesco per l’Arena di Pace di Verona (maggio 2024), e poi recentemente accolti anche da Papa Leone XIV, oltre che protagonisti di una quantità di seminari, incontri, iniziative in tutto il mondo e soprattutto capofila di quella formidabile coalizione di ben 60 diverse organizzazioni pacifiste, tra Israele e Palestina, che sotto la sigla It’s time ha orchestrato il People Peace Summit il 7/8 maggio scorsi a Gerusalemme. Imprenditori di successo nell’ambito del cosiddetto “turismo di pace”, Maoz e Aziz si sono veramente incontrati “grazie” al 7 ottobre, quando entrambi i genitori di Maoz Inon sono stati trovati morti nella casa in cui vivevano, a poche centinaia di metri dal muro. Ed è bastato un messaggio di condoglianze da parte di Aziz in direzione di Maoz, che insieme ai fratelli aveva dichiarato il più totale rifiuto a qualsiasi sentimento di vendetta, per decidere di incontrarsi e più che mai impegnarsi in una missione di pace a tutto campo: Maoz Inon and Aziz Abu Sarah speak at SESSION 1 at TED2024: The Brave and the Brilliant, on Monday, April 15, 2024. Vancouver, BC, Canada. Photo: Ryan Lash / TED con una prima cliccatissima Ted Conference a Vancouver (nell’aprile 2024, qui il You Tube), passando per quel memorabile incontro all’Arena di Pace di Verona ripreso da tutte le telecamere del mondo, li vede più che mai impegnati “in una rete mondiale per dire che la Pace si Può Fare”, questa la motivazione del Premio che verrà loro conferito durante la Cerimonia che avrà luogo domenica 14 dicembre alle ore 21 al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo. In attesa di incontrarli, ecco qualche stralcio della chiacchierata che abbiamo recentemente avuto con loro on line: Aziz in collegamento dagli Stati Uniti e Maoz dalla sua residenza di Binyamina, poco lontano da Haifa, in Israele. D. – Di che pace possiamo parlare? Da settimane assistiamo a questo “piano di pace” che continua a mietere vittime, mentre sulla striscia di Gaza si sta scatenando il diluvio universale… Aziz – Resta valido quanto avevamo pubblicato il giorno doppo l’annuncio dell’avvenuto accordo: “questo non è un accordo di pace, ma solo di cessate il fuoco”. E questa era solo una parte della nostra critica, che in effetti verteva sul fatto che nessuno di noi, rappresentanti della società civile da tempo impegnati per la costruzione di un futuro di coesistenza tra i nostri due popoli, è stato consultato. E non parlo solo di me e di Maoz, o di qualche altra organizzazione in particolare. Parlo di una realtà in movimento, che per quanto minoritaria esiste, si mobilita, non si arrende. E che senz’altro andrebbe considerata e invece viene regolarmente tenuta ai margini, come se non avesse alcun contributo da offrire in questi negoziati. Per cui che dire: abbiamo preso atto del “cessate il fuoco”, ci siamo augurati che potesse significare almeno un minor numero di morti, come in effetti è stato… ma non ci siamo fatti illusioni. Credo che nessuno che abbia letto quel cosiddetto ‘accordo’ si sia fatta qualche illusione… Maoz – E però, nonostante i limiti, questo accordo ha rappresentato una minima tregua e credo che tutti noi dovremmo rallegrarci per questo, e intendo proprio dire: ‘tutti noi’. Non solo noi, movimenti israelo-palestinesi convergenti in un progetto di riconciliazione, ma anche voi in Ialia, che in centinaia di migliaia siete scesi per le strade in quelle manifestazioni di metà/fine settembre e poi anche dopo, con quella corale solidarietà per la Sumud Flotilla; per non dire di quell’iniziativa di pace franco-saudita mesi prima, che avrebbe dovuto inaugurare il riconoscimento dello Stato palestinese alle Nazioni Unite già da metà giugno, quando purtroppo si era aperto l’ennesimo fronte di guerra con l’Iran… Ma come ben sappiamo il processo di pace richiederà molti passaggi e molto molto lavoro, a livello diplomatico, di governance, policy making, come di comunità di base, nei più diversi forum e assemblee. E registrerà parecchi momenti di pausa, incertezze, e questo sarà il nostro compito: cercare di riempire queste voragini di incertezza con la nostra esperienza, risorse, determinazione ad andare oltre, ad essere più forti del dolore, lutto, scoramento, che potrebbe così facilmente prevalere su ogni speranza. Questo è ciò che ci motiva, nel lavoro che stiamo facendo: colmare i buchi, con i nostri corpi, le nostre intelligenze, le nostre anime, la nostra capacità di essere in relazione, di raggiungere i cuori e i sentimenti delle platee più diverse. E siamo davvero contenti di essere presto di nuovo in Italia, a Palermo, dove già siamo stati quest’estate: città bellissima, così ricca di calore! Q – Potete dirci qualcosa circa quella “It’s time coalition” che  avevamo visto così attiva tra la primavera e l’estate? Con questo cosiddetto “cessate il fuoco” sembra essere un po’ scomparsa… Maoz – Quando il 13 ottobre c’è stato il rilascio degli ostaggi, le autorità di Tel Aviv hanno realizzato un enorme scritta che semplicemente diceva Peace will prevail, La Pace prevarrà, e questa certezza è ciò che ci sostiene. Con Interact, l’organizzazione che abbiamo creato, non ci siamo mai fermati, e a conclusione di un’estate quanto mai “in movimento”, tra varie conferenze in Us, Inghilterra, Francia, Italia, il 21 settembre abbiamo promosso una doppia marcia di pace a Gerusalemme, in cui partendo da due punti opposti della città divisa come sai in zone di inflenza, ci siamo trovati a guidare delle vere e proprie processioni, con tantissima gente che ci seguiva, è stato molto bello. E personalmente sono continuamente invitato a parlare all’interno di eventi pubblici, trasmissioni radio e TV, e presto saremo in grado di annunciare il 2ndo People Peace Summit, di nuovo a maggio, probabilmente di nuovo a Gerusalemme. E questa volta non mancheremo di invitare il maggior numero di capi di stato. Aziz – E’ vero che con la restituzione degli ostaggi molti tra coloro che tutte le sere affollavano le manifestazioni di Gerusalemme e Tel Aviv si sono ritenuti soddisfatti: “siamo riusciti a farli tornare, abbiamo raggiunto l’obiettivo, eccetera…” e molto probabilmente non continueranno a dimostrare per una pace giusta e durevole, che forse non hanno mai desiderato davvero, non essendo veramente pacifisti. Di fatto, nelle settimane successive al cosiddetto “cessate il fuoco”, abbiamo assistito a un tale aumento di violenza in Cisgiordania, con quelle continue aggressioni dei coloni nei confronti dei palestinesi e delle loro terre, proprietà, uliveti, perfino nei confronti dei pacifisti israeliani oltre che internazionali, che quest’anno erano particolarmente numerosi, nel tentativo di fare scudo. Per non dire degli attacchi ai luoghi di culto: una violenza che temo potrà solo peggiorare. Ma sia sul piano personale che come movimento e più ancora come organizzazione, continueremo a perseguire l’obiettivo che è stato chiarissimo per noi da sempre: evitare di tornare nelle condizioni che hanno preceduto il 7 ottobre. Questa è la consapevolezza che ci motiva, il fatto che niente può considerarsi risolto con il ritorno degli ostaggi. Non è finito un bel niente, non è il momento di metterci il cuore in pace, anzi: è proprio questo il momento in cui, grazie a questo strano “cessate il fuoco”, possiamo intensificare il nostro impegno per una pace degna di questo nome, ovvero fondata su principi di equità e giustizia, e solo così in grado di durare. E quando parlo di equità intendo proprio uguaglianza, a partire dalla considerazione dei nostri morti, quelli palestinesi al pari di quelli israeliani. In quei giorni in cui assistevamo allo scambio degli ostaggi era così evidente questa assoluta disuguaglianza di considerazione, anche da parte della comunità internazionale, nei confronti di quei poveri corpi palestinesi, molti dei quali ancora in manette sebbene già morti, e in generale sprovvisti di identità, storie, nomi. Privi di voce, anche quando vivi: nessuna curiosità da parte dei media verso di loro, nessuna voglia di sapere chi fossero, da che storie provenissero, nulla di comparabile all’attenzione riservata agli ostaggi Israeliani. E in questo c’è una tale disumanizzazione, da rendere impossibile sperare un qualche cambiamento in termini di uguaglianza: come possiamo sperare di mettere fine all’occupazione se continuiamo a ritenere i palestinesi così inesistenti! Come possiamo sperare di curare il risentimento che inevitabilmente continuerà a covare nell’animo dei palestinesi! Questa tendenza a ritenere normale, a dare per scontata questa radicata disuguaglianza, è ciò che mi preoccupa, perché ne conosco le conseguenze. Ed è su questo cambiamento di mentalità che Maoz ed io intendiamo lavorare, a partire dalla fondamentale convinzione circa la sacralità di ogni vita, che è al centro del nostro intervento come attivisti, al pari dei Parents Circle, dei Combattenti per la Pace e di decine di altre organizzazioni che si muovono intorno a noi. Questo è ciò che non ci stanchiamo di sottolineare ovunque ci venga offerta una platea. Maoz – La disumanizzazione dei palestinesi da parte della società israeliana è così profondamente radicata in Israele che in generale la gente non ne è consapevole, incapace com’è di riflettersi nella propria immagine. E precisamente in questo consiste il nostro lavoro, nel fornire quello specchio, quel richiamo di realtà. Dalla nostra capacità di umanizzare i palestinesi dipende la possibilità di riumanizzare anche noi stessi. Una sfida che ci troviamo ad affrontare in ogni momento, per esempio nel caso dei miei figli: due loro amici palestinesi, con cui avevano condiviso il campeggio quest’estate, sono ora detenuti, due adolescenti della loro stessa età, 15 anni… dietro le sbarre. E non voglio dire altro perché potrei peggiorare la loro condizione. Di fronte a simili storie come potremmo metterci in panchina? E’ più che mai urgente lavorare al cambiamento di ogni possibile situazione che possa interferire con un futuro di pace. Q – Come nel titolo del vostro libro che sta per uscire: The Future is Peace. Aziz – Precisamente: il titolo dice tutto quel che c’è da dire. E cioè che la pace è qualcosa in cui si crede e che si fa, che si costruisce ogni giorno, con le nostre scelte, azioni, reazioni, relazioni, speranze, gesti. Libro straordinario, mi permetto di dirlo anche se non dovrei (ride), concepito come una bussola di navigazione, strumento di azione, fonte di ispirazione, per chiunque voglia davvero perseguire un futuro di pace e voglia farlo insieme ad altri (e non siamo pochi) uniti nella stessa visione. In che misura la pace possa prevalere dipende davvero da ciascuno di noi, da quanto davvero lo vogliamo. E’ un libro che abbiamo scritto in forma di storia, anzi di viaggio, nell’arco di sette giorni: dentro e fuori Israele, la Cisgiordania, Gaza, che fanno da sfondo ai nostri vissuti personali, oltre che dalle storie attinte dalla mitologia, dalle religioni che si sono intrecciate in questi territori, inevitabilmente dalla Bibbia. Un viaggio che si snoda in questa terrificante attualità, raccontata dai punti di vista più diversi. Maoz – Il lancio è previsto il 14 aprile prossimo e non vediamo l’ora che arrivi quella data. E’ davvero un libro trasformativo come trasformativo è stato il nostro incontro, e il percorso di consapevolezza che ne è seguito, a partire dalla comune esperienza di sofferenza e perdita che ci ha fatto incontrare. Aziz che aveva perso il fratello in conseguenza delle torture subite in carcere… io che ho perso entrambi i genitori il 7 di ottobre… avremmo potuto essere nemici e invece eccoci insieme, fratelli, in grado di abbracciarci. Mentre lo scrivevamo non riuscivamo noi stessi a credere quanto in comune potessero essere le nostre storie, famiglie, comunità di appartenenza… un viaggio davvero bellissimo, che vi invitiamo a percorrere insieme a noi. Centro Sereno Regis
sabato 8 Marzo 2025 – vademecum dello sciopero
Anche quest’anno, per l’8 marzo, Non Una di Meno ha chiesto a tutte le organizzazioni sindacali di convocare lo sciopero generale di 24 ore, dunque in tutti i settori del pubblico impiego e del privato; a partire dalla convinzione che l’astensione dal lavoro produttivo sia un’articolazione fondamentale dello sciopero transfemminista. A oggi lo sciopero per la giornata dell’8 è stato proclamato da diversi sindacati. Lo sciopero è un diritto L’art. 40 della Costituzione dichiara: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”. Lo sciopero dunque è un diritto di rango costituzionale in capo a ogni lavoratrice e lavoratore sebbene, negli anni, abbia subito limitazioni che ne hanno intaccato la potenza. Anche per questo motivo, scioperare e rivendicare nuovi diritti rappresenta un elemento di rottura imprescindibile. Durante lo sciopero il rapporto di lavoro è sospeso, di conseguenza, anche la prestazione lavorativa da parte della lavoratrice e la retribuzione da parte del datore di lavoro. Se hai domande o difficoltà a reperire le convocazioni di sciopero scrivici alla mail nudmsciopero@gmail.com o alle nostre pagine social. Come funziona la proclamazione dello sciopero? Nelle 24 ore del giorno 8 marzo 2025 tutte le lavoratrici sia del pubblico impiego che del privato possono scioperare perché esiste la copertura sindacale generale. Il che significa che puoi scioperare anche se nel tuo luogo di lavoro non c’è un sindacato di quelli che hanno indetto lo sciopero e/o indipendentemente dal fatto che tu sia iscritta o meno a un sindacato. La comunicazione dello sciopero arriva all’azienda direttamente dalla Commissione di Garanzia, dalla Regione o dall’associazione datoriale alla quale l’azienda fa riferimento. È comunque possibile, soprattutto per il comparto privato, che qualche datore di lavoro non riceva la comunicazione o neghi di averla ricevuta. In tal caso, controlla le comunicazioni affisse in bacheca, se non compare, richiedila al tuo responsabile del personale. Sul blog di non una di meno, in ogni caso, potrai trovare le proclamazioni inviate alla Commissione di Garanzia per lo sciopero. È anche possibile, data l’estrema frammentarietà del mondo del lavoro contemporaneo, che in qualche luogo di lavoro privato – soprattutto tra quelli che non fanno riferimento alle maggiori confederazioni padronali – non sia stato indetto lo sciopero. In questo caso, rivolgiti al nodo di Non Una di Meno della tua città o a quello a te più vicino: è possibile provvedere all’indizione – tramite i sindacati – fino al giorno prima dello sciopero (fatta eccezione per i posti di lavoro sottoposti a L.146/90, i cosiddetti servizi pubblici essenziali, per i quali è necessario inviare la comunicazione al datore di lavoro almeno 10 giorni prima). Scuole statali, ospedali e servizi sanitari pubblici territoriali, dato l’elevato numero e la capillare diffusione sul territorio, ricevono comunicazione dello sciopero tramite una Circolare che il MIM (nel caso delle scuole statali) e la Regione (per ospedali e servizi sanitari pubblici territoriali) sono tenuti a inviare in ogni singola scuola e a ogni direzione di ente ospedaliero e/o ASL. Nonostante la proclamazione sindacale dello sciopero, con relativa pubblicazione sul sito della Commissione di Garanzia Sciopero (http://www.cgsse.it), avvenga con largo anticipo rispetto alla data prevista, queste circolari spesso arrivano a ridosso dello sciopero o non arrivano e alle lavoratrici viene detto che non possono scioperare. Non solo le lavoratrici possono scioperare, ma è bene segnalare, attraverso la casella di posta elettronica di Non Una di Meno, dove questo accade, per procedere, là dove si persista, con una diffida sindacale. La Circolare del MIM verrà comunque pubblicata sul sito, in modo da poter essere presentata in ogni scuola dalla stessa lavoratrice. Per la sanità pubblica, essendo le Circolari regionali, ci si può rivolgere al nodo di Non Una di Meno del territorio di appartenenza. La lavoratrice non è tenuta a dichiarare preventivamente all’azienda la sua adesione allo sciopero, dunque non occorre alcuna comunicazione personale. Specifiche di sciopero per alcuni settori L’intero settore dei trasporti è escluso dallo sciopero. Nel settore sanità pubblico e privato la copertura è per l’intera giornata, ad esclusione del comparto sanità pubblica della regione Sardegna. Per il settore dei Vigili del Fuoco, lo sciopero nazionale è così articolato: dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Restrizioni Al Diritto Di Sciopero: Facciamo Chiarezza – Sciopero nei servizi pubblici essenziali L. 146/90 La legge 146 del 1990 disciplina il diritto di sciopero per i servizi pubblici essenziali, cioè quelli volti a garantire il diritto alla vita, alla salute, alla libertà, alla libertà di circolazione, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione e alla libertà di comunicazione. I servizi per cui la legge disciplina tale diritto, quindi, sono molti e diversi tra loro: i più noti – per la loro vicinanza alla vita quotidiana della maggior parte delle persone – sono la sanità, i trasporti pubblici urbani ed extraurbani, l’amministrazione pubblica, le poste, la radio e la televisione pubblica e la scuola; ma devono essere garantiti anche i servizi di raccolta dei rifiuti, l’approvvigionamento di energie, risorse naturali e beni di prima necessità. In tutti questi ambiti il diritto allo sciopero, quindi, non è assoluto ma relativo alla possibilità di garantire alcuni diritti dei cittadini. Per questo motivo, per tutti i servizi sottoposti a L. 146/90, devono essere previsti i contingenti minimi di personale tramite contrattazione integrativa o accordo sindacato/azienda. È in capo al datore di lavoro il diritto/dovere di individuare le/i dipendenti da inserire nei contingenti minimi e inviare loro entro 5 giorni dalla data dello sciopero la comunicazione di “esonero dallo sciopero”, ovvero di recarsi in servizio il giorno dello stesso. Qualora la dipendente inserita nei contingenti minimi abbia intenzione di scioperare, deve inviare entro 24 ore dal ricevimento dell’ordine di prestare servizio una comunicazione all’azienda della volontà di aderire all’astensione e, quindi, di essere sostituita. L’azienda ha il dovere di verificare la possibilità di sostituzione della dipendente. Solo nel caso tale sostituzione non fosse possibile è ammissibile il rifiuto al diritto. In ogni caso, l’azienda deve comunicare alla dipendente di averla sostituita o meno, quindi se può scioperare o se deve lavorare. Le aziende che erogano il servizio che lo sciopero potrebbe far venir meno, inoltre, sono obbligate con almeno 5 giorni di anticipo a dare comunicazione all’utenza sulle modalità e gli orari dei servizi essenziali garantiti. Ricordati che il diritto allo sciopero è un diritto individuale in capo a ogni singola lavoratrice e lavoratore, sancito e garantito dalla Costituzione Italiana, e il cui esercizio non può essere precluso e/o limitato (se non per quanto riguarda le modalità di erogazione dei servizi di pubblica utilità di cui ai paragrafi precedenti). LO SCIOPERO DELL’8 MARZO É UNO SCIOPERO DAL LAVORO PRODUTTIVO (la cui forma principale è lo sciopero dai posti di lavoro) MA ANCHE DA QUELLO RIPRODUTTIVO (tutto il lavoro necessario alla “riproduzione della specie”: lavoro domestico, cura dell piccol, delle relazioni…) sospendi se possibile le tue solite attività di cura e non fare la spesa. Visibilizza attraverso i social la tua adesione usando l’hashtag #lottomarzo e taggando @nonunadimeno. MOLTE FORME DI CONTRATTO NON RICONOSCONO IL DIRITTO DI SCIOPERO (parasubordinato, autonomo, tirocinio, dottorato, a chiamata, nero, grigio, …) puoi comunque astenerti dal lavoro e aderire alle mobilitazioni nella città a te più vicina per visibilizzare lo sciopero, puoi inserire la risposta automatica alla mail di lavoro: “oggi non risponderò perché aderisco allo sciopero transfemminista”, comunicare la tua adesione sui social usando l’hashtag #lottomarzo e taggando @nonunadimeno. Se non puoi scioperare perché appartieni a categorie soggette a contingentamento o per altri motivi, metti un panuelo o una spilletta di Non Una Di Meno o qualcosa di fuxia per segnalare la tua adesione alla giornata. Rendi pubblica attraverso i social la tua adesione usando l’hashtag #lottomarzo e taggando @nonunadimeno. Per chiarire qualsiasi dubbio o segnalare eventuali abusi al tuo diritto di scioperare contattaci a questa e- mail: nudmsciopero@gmail.com Proveremo a rispondere alle tue richieste e a darti supporto.
SCIOPERIAMO CONTRO LA VIOLENZA PATRIARCALE – MATERIALI UTILI 8M24
Scarica, inoltra, stampa, attacca tutto ciò che può diffondere le parole e le immagini di questo sciopero transfemminista dell’8 marzo 2025. Per le strade, sui social, a scuola, nei posti di lavoro, a casa, ovunque! GRAFICHE GENERALI MANIFESTO VERTICALEDownload FACEBOOK Download INSTAGRAMDownload SFONDODownload APPELLO GENERALE APPELLO8M2025PDFDownload VOLANTINO SCIOPERO MULTILINGUE ITALIANODownload ARABODownload SPAGNOLODownload PORTOGHESEDownload INGLESEDownload
8M2025: TUTTI GLI APPUNTAMENTI (IN AGGIORNAMENTO)
LOTTO, BOICOTTO, SCIOPERO 8M 2025 CERCA NELLA MAPPA! EVENTI SCIOPERO 8 MARZO 2025! (IN AGGIORNAMENTO) TROVA LA MANIFESTAZIONE PIÙ VICINA A TE PER SCIOPERARE INSIEME A TUTTꞫ NOI L’8 MARZO SIAMO MAREA * ANCONA @nate_intere 14:30 Corteo piazzetta degli Archi, via del Crocifisso * ALESSANDRIA @nudm_al 16:00 p.zza Santo Stefano 21:00 Compagnia teatrale Stregatti “Echi di spoglie” * ALBA @nudm_alba 15:30 Presidio p.zza Risorgimento * AQUILA @fuorigenere 16 Corteo Piazzale Collemaggio * ASCOLI PICENO – S.BENEDETTO DEL TRONTO – AREE INTERNE 10 “Gira Transfemminista” (contattare @liber_tutt per partecipare) * ASTI @nudm.asti 16:00 Corteo p.zza Cairoli * BARI @zamp3_mostruos3 10:00 piazza Risorgimento * BERGAMO @nudmbg 17:00 piazzale Marconi (stazione FS) * BOLOGNA @nonunadimeno_bologna 10:00 Laboratorio e microfono aperto p.zza Maggiore 15:30 Concentramento Villa Casserini 16:30 Corteo p.zza di Porta Saragozza * BRESCIA @collettivondastudentesca 9:00 Presidio Tribunale di Brescia 10:30 Lezione aperta CSA Magazzino47 12:30 Pranziamo insieme 16:00 Corteo p.zzetta Bell’Italia * BRINDISI @nonunadimeno_brindisi 9:00 Corteo viale P. Togliatti * CAGLIARI @nonunadimenocagliari 17:00 Corteo p.zza del Carmine * CATANIA @nonunadimeno_catania 9:30 Corteo p.zza Roma * COMO @nonunadimeno.como @intrecciat3 * 14:30 Via Milano/Viale Giulio Cesare * COSENZA @fem.in_cosentineinlotta 17:30 Corteo via Carlo Cattaneo * CUNEO @nudm_cuneo 13:00 Pranzo vegano parco della Resistenza 15:30 Corteo p.zza della Resistenza * DESENZANO DEL GARDA @nudmlagodigarda 15:00 Camminata del privilegio p.zza Malvezzi * EMPOLI @nonunadimeno.empoli ci si sposta tutt3 insieme a FIRENZE p.zza SS Annunziata * FANO @sistersontheblock_fano 16:30 Corteo Pincio di Fano 21:00 Spazio autogestito grizzly * FIRENZE @nudm_firenze 14:00 Presidio p.zza SS Annunziata * FOLIGNO @donne_arcisubasiofoligno 18:00 Fiaccolata p.zza della Repubblica * GENOVA @nudmgenova 10.30 Corteo via Fanti d’Italia * IMPERIA @nudm_ponenteligure 10:00 Presidio Via San Giovanni * LAMEZIA TERME @fem.in_cosentineinlotta * 17:30 si unisce al Corteo via Carlo Cattaneo Cosenza * LA SPEZIA @nudmlaspezia 10:00 Colazione condivisa preparazione materiali via Genova 175 17:00 Corteo Piazza Brin * LIVORNO @nonunadimenolivorno 17:00 Corteo p.zza Attias * LUCCA @nonunadimeno_lucca 15:00 Corteo Stazione di Lucca * MANTOVA @nonunadimeno.mantova 10:00 Corteo Piazza Canossa * MASSA CARRARA @nonunadimenomassacarrara 16:00 Corteo p.zza del Tribunale di Massa * MATERA @nudm_matera 9:30 Corteo Parco del CastelloMESSINA @nonunadimeno.messina 18:00 Assemblea “ogni scuola e città zona fucsia” – Spazio Lilla Via E.Martinez 11 * MILANO @nonunadimeno.milano 15:00 Corteo p.zza Duca D’Aosta * MODENA @nonunadimeno.modena 10.00 Corteo p.zza Grande * NAPOLI @nonunadimeno_napoli 15:00 Piazza Garibaldi * NOVARA @nonunadimenonovara 17:00 – 7 marzo Presidio p.zza delle Erbe * OLBIA @nudm_nordsardegna 17.30 Corteo p.zza Crispi * PADOVA @nonunadimenopadova 9:30 Corteo piazzale della Stazione * PALERMO @nonunadimenopalermo 16:00 Corteo p.zza Politeama * PAVIA @nonunadimenopavia 17:30 Corteo Lavandaia – p.zza Ghinaglia * PARMA @casa_delle_donne_parma 10:00 Corteo Barriera S.Croce * PIACENZA @resisto_pc 16:00 Corteo Barriera Genova (Liceo Respighi) * PERUGIA @transfempg 14:00 Corteo Piazza Grimana * PESCARA @arci_pescara 16:00 Corteo p.zza della Rinascita (Piazza Salotto) * PESCARA @assembleapalestinape 10:00 Corteo p.zza Italia * PISA @nonunadimeno_pisa 10:00 Azioni diffuse 15:00 Piazza tematica p.zza don Bosco 16:00 Corteo p.zza don Bosco * PISTOIA @nonunadimeno_pistoia 10:00 Azione diffusa p.zza Gavinana 20:30 Corteo p.zza della Resistenza * PRATO @nonunadimeno.prato 09:30 Colazione collettiva e momenti di cura Via San Jacopo 7 17:00 Passeggiata rumorosa p.zza Carceri * REGGIO CALABRIA @fem.in_cosentineinlotta 17:30 si unisce al Corteo via Carlo Cattaneo Cosenza * REGGIO EMILIA @nonunadimeno.reggioemilia 10:00 Azioni e movimenti in città 15:30 Piazza dello Sciopero (Piazza Martiri del 7 Luglio) 17:00 Corteo p.zza Martiri * RIMINI @nonunadimeno.rimini 11:30 Presidio p.azza Cavour 13:00 PranzOTTO sociale & Guardaroba solidale Casa Madiba Network * ROMA @nonunadimeno_roma 10:00 Corteo p.zza Vittorio Emanuele II 17:00 Presidio Largo Argentina * SALERNO @collettivolisistrata 15:00 Corteo p.zza Vittorio Veneto * SAVONA @nonunadimeno.savona 15:00-20:00 presidio e iniziative p.zza Pertini * SIENA @nonunadimenosiena 19:00 cena animata Circolo Arci Ravacciano * TORINO @nudm_torino 10:00 Scioperiamo dal lavoro precario Rettorato 11:00 Boicottiamo Carrefour e carovita Metro Monte Grappa 13:00 Blocchiamo l’industria della guerra p.zza Massaua 17:00 Lottiamo contro la volenza patriarcale p.zza XVII Dicembre * TRENTO @nonunadimeno_trento 15:30 Corteo p.zza della Mostra * TREVISO @nonunadimenotreviso 17:00 Corteo Palla di Ferro * TRIESTE @nonunadimeno_trieste 15:30 Corteo p.zza Hortis * UDINE @nonunadimeno_udine 15:30 Corteo p.zza Hortis * VARESE @femva_ 16:00 – 9 marzo Corteo p.azza Montegrappa * VENEZIA @nonunadimeno_venezia 16:00 Presidio Campo Santa Margherita * VERBANIA @nonunadimeno.vco 15:00 9 marzo corteo Palazzo Flaim * VERONA @nonunadimeno.verona 14:00 Presidio p.zza Bra 16:30 Corteo p.zza Bra * VASTO @collettivamalamendɜ 15:00 Serigrafika – Laboratoria Transfemminista Riserva Naturale di Punta Penna a seguire assemblea pubblica transfemminista in spiaggia e aperitiva * VASTO @patate_bollenti 18:00 Open Mic via Anelli 71
CARTELLA STAMPA 8 marzo 2025
SCIOPERO TRANSFEMMINISTA CONTRO VIOLENZA PATRIARCALE, GUERRA E POVERTÀ COMUNICATO STAMPA SCARICABILE APPELLO SCARICABILEDownload BLOG OSSERVATORIO TUTTI GLI APPUNTAMENTI DELLA GIORNATA E MAPPA INFORMAZIONI UTILI PER SCIOPERARE CONTATTI STAMPA E-mail: stampa.nonunadimeno@gmail.com FB: https://www.facebook.com/nonunadimeno/ IG: https://www.instagram.com/nonunadimeno/ BLOG NONUNADIMENO: https://nonunadimeno.wordpress.com/
8M2025: INFORMAZIONI UTILI PER SCIOPERARE
L’8 marzo sarà sciopero transfemminista (leggi l’appello). Sarà sciopero dalla produzione e dalla riproduzione, sciopero dai consumi e dai generi. Le forme saranno plurime per estendere la pratica dello sciopero a tutti quei soggetti del lavoro e del non lavoro, del lavoro autonomo, precario, informale, nero, della formazione/lavoro che ne sono normalmente esclusi, a maggior ragione in quanto sabato.  Anche quest’anno, per l’8 marzo Non Una di Meno ha chiesto a tutte le organizzazioni sindacali di convocare lo sciopero generale di 24 ore – dunque in tutti i settori del pubblico impiego e del privato – per garantire a tuttə  lə  lavoratricə  con contratti di lavoro dipendente la possibilità di astenersi dal lavoro produttivo.  A oggi lo sciopero per la giornata dell’8 è stato proclamato da diversi sindacati a livello nazionale e regionale. (qui puoi trovare la Lettera aperta di Non Una di Meno alle sindacaliste e alle delegate e tra i materiali le proclamazioni e qui il vademecum) SCARICA QUI IL VADEMECUM SULLO SCIOPERO 8M2025Download Di seguito le proclamazioni sindacali dello sciopero (IN AGGIORNAMENTO) ADESIONE ADL CLAPDownload PROCLAMAZIONE SLAI COBASDownload PROCLAMAZIONE USB LAVORO PRIVATODownload PROCLAMAZIONE COBAS SETTORE PUBBLICODownload PROCLAMAZIONE COBAS PRIVATODownload ADESIONI CUB SANITÁDownload