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8 MARZO: AL VIA IL WEEKEND LUNGO DI LOTTA TRANSFEMMINISTA. OGGI CORTEO A TORINO, DOMENICA MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA, LUNEDÌ LO SCIOPERO
E’ iniziato il weekend di lotta femminista e transfemminista. In occasione dell’8 di marzo, data di mobilitazione che Non Una di Meno organizza da oltre 10 anni, sono in programma in tutta Italia centinaia di appuntamenti. Il clou sono le due giornate, domenica e lunedì 8 e 9 marzo, lanciate da Non Una di Meno: “quest’anno sarà ancora sciopero transfemminista, lunedì 9 marzo, e l’8 sarà una giornata di lotta e mobilitazione”, fanno sapere le attiviste. Almeno le 60 le piazze organizzate, decine di eventi e iniziative di avvicinamento. Tutte le informazioni qui. Già questo sabato, 7 di marzo, è stato organizzato a Torino un corteo con appuntamento in Piazza XVIII dicembre dalle ore 15. Nel capoluogo piemontese, infatti, le giornate di lotta sono divenute tre: si inizia oggi, sabato, con un primo corteo; domenica iniziative diffuse in diversi quartieri della città; lunedì lo sciopero. Il collegamento con Daniela di Non Una di Meno Torino a inizio manifestazione. Ascolta o scarica.
March 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Riproduzione sociale, nuovi fascismi e pratiche di resistenza
La novità non è la trita retorica dell’austerità che instilla senso di colpa nelle masse ottenendone il  tacito assenso per contrarre altro debito. E nemmeno che questo avvenga favorendo soggetti privati a spese di fasce di popolazione marginalizzate che vanno ingrossandosi di giorno in giorno. La novità è l’accelerazione vertiginosa che questo tipo di violenza economica esercita e la crescente pervasività dei fenomeni di estrattivismo finanziario a essa legati. Oggi è lecito parlare di uno scontro tra riproduzione sociale e capitale senza precedenti e, in particolare, della fascistizzazione di questo antagonismo, come spiega Veronica Gago. > Procedendo per gradi, è utile capire il nesso che intercorre tra debito e > finanza come elemento cruciale di una logica neoestrattivista che raggiunge > nelle politiche del “saccheggio” il proprio culmine. In questa ottica, è > proprio la riproduzione sociale a venire sacrificata, e con essa ogni soggetto > marginalizzato e marginalizzabile.  Lo abbiamo visto e continuiamo a osservarlo in Argentina con le politiche dichiaratamente antifemministe e “antigenere” di Milei, il quale si è rivolto alla platea internazionale dei forum di Davos del 2024 e 2025 definendo l’attivismo femminista e quello ambientalista radicali e aberranti e asserendo come al mondo esistano solo due generi e che, in buona sostanza, l’omosessualità andrebbe associata alla pedofilia. Citando Gago, «L’antifemminismo di stato, in quanto guerra dichiarata e supportata da risorse pubbliche contro soggetti identificati in base al genere […] è ciò che permette al neoliberalismo autoritario di esacerbarsi utilizzando metodi fascisti. In altre parole, è attraverso l’antifemminismo di stato che il governo anarcolibertario intensifica il progetto neoliberale autoritario fino a riuscire ad organizzarlo secondo la logica fascista di annichilimento di alcune popolazioni». Fascistizzazione perché sono proprio le donne e le soggettività LGBTQIA+, le persone povere, razzializzate e in generale i soggetti marginalizzati e marginalizzabili a fare le spese di questo processo, che aggiunge via via maggior potere al capitale finanziario, rendendo sacrificabili persone e realtà ritenute improduttive e opponendosi apertamente a tutte le pratiche femministe volte all’esplorazione di forme alternative di interdipendenza, attraverso l’esercizio di una cura libera dai legacci e dalla normatività della famiglia mononucleare borghese.   > Ci troviamo dunque all’interno di un regime di guerra economica in cui è in > gioco la sopravvivenza di popolazioni e soggettività marginalizzabili, > “sacrificabili” (donne, persone trans e non binarie, razzializzate, povere, > disabili…). Guerra alimentata dall’impulso di morte del capitale finanziario, > che definanzia il welfare per favorire soggetti privati.  Che elegge un «presidente patriarcale e razzista che oggi vuole riorganizzare “casa sua” e cerca di mettere tutti al posto che ritiene giusto» (è notizia di questi giorni la sospensione delle patenti delle persone trans in Kansas, mentre sappiamo bene cosa stia accadendo alle persone migranti e al diritto all’aborto negli States). Che espropria e saccheggia territori e popoli interi in America Latina per estrarre terre rare e costruire resort. Che finanzia il genocidio del popolo palestinese per lasciare spazio alla devastazione coloniale.  Per dirla con Susana Draper, «Il genocidio riproduttivo (di cui ci parla il Palestinian Feminist Collective, NdR), elemento chiave del potere coloniale, implica la difficoltà di sostenere la vita in mezzo a meccanismi di assedio, criminalizzazione, prigionia e sparizione che erodono la capacità di intere comunità di rimanere in vita. Dimostra come il futuro, sia come possibilità per i popoli sia come strategia colonialista di mutilazione dell’infanzia e di creazione di traumi intergenerazionali, venga anch’esso ucciso». Risulta dunque oggettivamente arduo, se non impossibile, non perdere la speranza davanti a uno scenario tanto desolante. > Ma la risposta feroce e repressiva del capitale e delle destre che > imperversano a livello globale altro non ci dicono che la lotta dei movimenti > femministi e transfemministi, delle reti informali, funziona. Tanto da dover > essere repressa e schiacciata, con violenza. E del resto, anche quello che accade in Italia ce lo dimostra: ddl sicurezza, antisemitismo, un referendum sulla giustizia che altro non è che l’ennesimo espediente per inasprire l’approccio punitivo del nostro governo verso una società che va irregimentata a suon di bastonate. Consenso per riformare la giustizia, dissenso per sperare di non essere stuprate.  Quest’anno segna la decima proclamazione dello sciopero transfemminista del movimento Non Una di Meno, giunto in Italia proprio grazie alle lotte, alle conquiste, alla rabbia e all’amore dellə compagnə argentine. Questo è cio che porta in piazza un movimento che in dieci anni è stato capace di produrre una trasformazione radicale, nel discorso pubblico, nel linguaggio, nella vita quotidiana di quelle persone che cercano e trovano reti di cura alternative a un modello imposto che non possiamo più sostenere. Molto spesso sento parlare di rivoluzione come di qualcosa che vedranno i nostri figli, nipoti, le discendenze future. Ma non è questo, o almeno, lo è solo in parte. E del resto, è Silvia Federici a ricordarci che la rivoluzione è ora, davanti ai nostri occhi: in una militanza gioiosa che quotidianamente attraversa non solo le piazze ma costruisce nuove affettività, che vadano oltre la solitudine cui il capitale ci relega. Un lavoro invisibile di costruzione e rafforzamento di relazioni affettive, di solidarietà, essenziale allo scardinamento della finanziarizzazione e dell’estrazione di valore dalle nostre esistenze, senza il quale non ha senso pensare di lottare. Immagine in evidenza di Lucía Ares per Dinamopress, Marchia dell’Orgoglio Antifascista Buenos Aires 1 febbraio 2025 SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Riproduzione sociale, nuovi fascismi e pratiche di resistenza proviene da DINAMOpress.
March 7, 2026
DINAMOpress
[2026-03-07] SCIOPERO ANTAGONISTA PERMANENTE @ online
SCIOPERO ANTAGONISTA PERMANENTE online - https://RADIOSONAR.NET (sabato, 7 marzo 11:00) Due compa di Corpi e Terra dialogano sulla manifesta per uno sciopero antagonista permanente sulla sanzione fucsia lanciate dall'assemblea per il 2026. Alle 11 su radiosonar.net Il testo della manifesta a questo https://assembleacorpieterra.net/2026/03/01/sciopero-antagonista-permanente-2/ Sanzione fucsia https://assembleacorpieterra.net/sanzione-fucsia/
March 6, 2026
Gancio de Roma
[2026-03-04] Costruiamo il TDOV 2026 @ via Dulceri 137
COSTRUIAMO IL TDOV 2026 via Dulceri 137 - via Dulceri 137 (mercoledì, 4 marzo 18:30) 31 marzo giornata internazionale della visibilità trans Ci ritroviamo questo pomeriggio in un'assemblea aperta per costruire insieme questo importante appuntamento per tutta la comunità trans, non binaria, intersex, agenere, di genere fluido e .....
March 4, 2026
Gancio de Roma
SCIOPERO ANTAGONISTA PERMANENTE
SCIOPERO ANTAGONISTA PERMANENTE: LOTTO, BOICOTTO, SCIOPERO a cura dell’Assemblea transterritoriale Corpi e Terra di Non unə di Meno (inserire qui il logo nuovo di Corpi e Terra) Con lo SCIOPERO DEI e DAI CONSUMI e DEI e DAI GENERI che si uniscono a quello dalla PRODUZIONE e dalla RIPRODUZIONE, a partire dall’8 marzo 2017, affermiamo […]
March 1, 2026
Corpi e Terra
«Solo sì è si»: centri antiviolenza in piazza contro il ddl Bongiorno
Sabato 28 febbraio i centri antiviolenza, le case delle donne e tutto il movimenta transfemminista scende di nuovo in piazza contro il ddl Bongiorno perché, come scrive Lucha y Siesta, «istituzionalizza la cultura dello stupro e va fermato con tutta la consapevolezza e la potenza del nostro corpo collettivo». La proposta della senatrice della Lega Giulia Bongiorno interviene sulla legge contro la violenza sessuale varata nel 1996, frutto di lunghi anni di battaglie, e che trasformò la violenza sessuale da un reato contro la morale a un reato contro la persona. L’impianto della legge del 1996 lega la violenza sessuale alla presenza della minaccia e dell’abuso, un modello coercitivo, ma è ormai superato dalla giurisprudenza, che dopo l’approvazione della Convenzione di Istanbul ha iniziato a riconoscere il modello fondato sul consenso come principio cardine per valutare se c’è stata o no violenza sessuale. «Un atto sessuale può essere considerato legittimo solo ed esclusivamente se fondato su un consenso libero, attuale e revocabile. Non presunto, non dedotto, non estorto. – Come spiega Giada Sarra in questo sito. Libero, cioè non condizionato da minacce, ricatti, pressioni o contesti di subordinazione e condiviso nella piena facoltà mentale e fisica. Attuale, ossia presente nel momento in cui l’atto avviene, non desunto da un passato relazionale o da aspettative di ruolo o di genere. Revocabile, perché nessun consenso è definitivo e nessun corpo ha l’obbligo di esserci una volta per tutte». > Il ddl Bongiorno introducendo il concetto di “dissenso” e stabilisce che sarà > la “volontà contraria” all’atto sessuale a dover essere valutata, riportando > l’onere della prova verso la vittima. Un passo indietro di 50 anni. Come chiarisce l’associazione Be Free sempre su questo sito: «il ddl Bongiorno se approvato avrà l’effetto immediato di essere un ulteriore deterrente per le denunce per stupro. Già oggi esiste un sommerso molto consistente, è infatti assolutamente falso che le donne denuncino stupri inesistenti, come dice Salvini. È vero il contrario, ovvero che nei Centri antiviolenza di Be free seguiamo tantissime donne che, pur avendo subito violenza sessuale, non se la sentono di denunciare». Purtroppo il ddl Bongiorno è un tassello di un intero progetto che dalla scuola al mondo del lavoro attacca diritti e libertà delle donne e di tutta la comunità LGBTQIA+. Continua Lucha y Siesta nel suo comunicato, «Questa proposta non è un’azione isolata, ma si inserisce nella programmatica visione misogina e razzista di questo governo, che mira a contrarre le libertà e l’autodeterminazione di tutte, tuttɜ, tutti. Lo dimostrano il tentativo di modifica dell’Art. 1 dell’Intesa Stato-Regioni, che rappresenta un attacco diretto all’identità e alla storia del movimento femminista e dei Centri antiviolenza; il rifiuto irresponsabile e regressivo del ministro Valditara di introdurre l’educazione all’affettività e alle relazioni nel sistema scolastico, ipotecando con danni permanenti l’efficacia del contrasto alla violenza; l’attacco alla libertà di scelta nei confronti dell’interruzione volontaria di gravidanza e dei percorsi di affermazione di genere». «È per questo che questa riforma non è un dettaglio tecnico né una semplice modifica normativa. È emblematica», scrive Babs Mazzotti su questo sito. «Dice molto del tempo politico che stiamo attraversando e del modo in cui si intendono governare i corpi: non ampliando le tutele, ma spostando il peso della prova su chi subisce violenza». E la mobilitazione non si ferma, perché domenica 8 e lunedì 9 marzo Non una di meno rilancia lo sciopero femminista e transfemminista. La copertina è di Daniele Napolitano SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo «Solo sì è si»: centri antiviolenza in piazza contro il ddl Bongiorno proviene da DINAMOpress.
February 27, 2026
DINAMOpress
[2026-03-06] Grrlz just wanna stand up! @ CSOA La Torre
GRRLZ JUST WANNA STAND UP! CSOA La Torre - Via Carlo Giuseppe Bertero 13, 00156, Roma (venerdì, 6 marzo 21:00) Venerdì 6 Marzo alla serata Franica in Torre trovate anche le autoproduzioni in collaborazione con la serigrafia del Mammut 🫟👕⭐ Accattatevill'! 📣 Sostieni i collettivi transfemministi ⚧️ Partecipa alla trasformazione dei territori 🌈 Grrlz just wanna stand up! ✊🏽 Verso le giornate di mobilitazione e sciopero dell'8 e 9 marzo Portate traumi, prese a bene, incazzature, esorcismi, pensieri profondi, desideri, striscioni contro il dl bongiorno, parenti lontani, animali domestici o selvatici, ex fidanzate, scopamici, dentiere, strass e paillettes 🌞 Vi aspettiamo a braccia aperte 🔥 #girls #trans #transfeminism #event #souvenirsovversivodarebibbia
February 27, 2026
Gancio de Roma