
OLIMPIADI: FINITA LA SBORNIA, QUAL È L’EREDITÀ CHE RESTERÀ A MILANO?
Radio Onda d`Urto - Tuesday, February 24, 2026
Chiuso il carrozzone olimpico di Milano – Cortina e in attesa delle Paralimpiadi, i territori si leccano le ferite per il grande evento. Le premesse iniziali di “impatto a costo zero” sono state pesantemente smentite, e già ieri Fratelli d’Italia con un emendamento al dl Milleproroghe ha chiesto di ripianare con soldi pubblici i mancati introiti privati, parlando di “aumento dei costi e riduzione dei ricavi”. Una storia non molto diversa da quella che vent’anni fa aveva già colpito la precedente città olimpica italiana, Torino nel 2006.
Gli ultimi 15 anni a Milano hanno comportato radicali trasformazioni, dalla preparazione di Expo al lascito che ora si dovrà affrontare per queste olimpiadi, che hanno radicalmente cambiato la città. “Un ricambio di un terzo di popolazione”, come ha dichiarato Luca Trada del Comitato Insostenibili Olimpiadi oggi e dei collettivi contro Expo prima, “che ha significato un cambio sociale”, con l’espulsione di chi non poteva permettersi di vivere in città e l’arrivo di fasce di reddito completamente diverse. Basti pensare a quello che sarà il Villaggio Olimpico: uno studentato dove viene proposto come “a tariffa calmierata” un posto letto tra i 600 e gli 800 euro al mese.
Il “modello Milano”, al centro anche delle inchieste giudiziarie degli ultimi mesi, viene però messo in discussione dal basso. “A Milano c’è una grande domanda di sport popolare e accessibile e guarda caso ora si pensa di ripartire dal Pala Agorà, che avevamo occupato per svolgere le Utopiadi. Abbiamo dimostrato sia i bisogni che la possibilità. A Milano i bisogni sono enormi, a cominciare dalle piscine”, ha continuato Luca Trada ai nostri microfoni.
Ascolta l’intervista completa di Luca Trada, del Comitato Insostenibili Olimpiadi, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
