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MILANO: 14 ANNI FA L’OCCUPAZIONE DI PIANO TERRA, COME SONO CAMBIATE LA METROPOLI E LE SUE LOTTE?
Il 2 marzo 2012, quattordicianni fa, nel quartiere Isola di Milano, a poche centinaia di metri dalla stazione Garibaldi, in via Confalonieri veniva occupato uno spazio abbandonato da anni in uno degli ultimi caseggiati popolari del quartiere: nasceva così Piano Terra, “un centro sociale e politico di opposizione e radicale alternativa critica all’attuale modello di città”, come si legge nella presentazione di chi ha dato vita all’occupazione. Quattordici anni dopo, Piano Terra continua a ospitare reti e collettivi che si muovono nello spazio metropolitano milanese. In questi anni, infatti, Milano è stata attraversata da diverse mobilitazioni, dal movimento No Expo – che catalizzò l’attività di Piano Terra nei mesi immediatamente successivi all’occupazione – alla contestazione alle “insostenibili Olimpiadi” di Milano-Cortina, appena concluse. Quattordici anni dopo l’occupazione di Piano Terra, a distanza di undici anni dal movimento No Expo e con le olimpiadi invernali sullo sfondo, come si è concretizzato il “modello di città” contro cui è nata l’occupazione di via Confalonieri? Cosa è rimasto e cosa è cambiato nella metropoli milanese e nelle sue lotte?  Ne parliamo con Elio Catania, nostro collaboratore da Milano e di Off Topic, uno dei gruppi che, dal 2012, anima Piano Terra. Ascolta o scarica.
March 2, 2026
Radio Onda d`Urto
LEVANTE: LA “DIPLOMAZIA OLIMPICA” DI PECHINO ALLA PROVA DI MILANO – CORTINA 2026.
Le Olimpiadi invernali Milano – Cortina (e, più in generale, i grandi eventi sportivi) visti da Pechino. Questo il macrotema al centro della puntata di febbraio 2026 di Levante, approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto dedicato all’Asia orientale, tra Cina e dintorni. Su Radio Onda d’Urto intervista a due con il nostro collaboratore Dario Di Conzo – co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’Orientale di Napoli – e con Veronica Strina, adjunt professor all’American University of Rome e docente a Salerno in Lingua, cultura e istituzioni della Cina. Veronica Strina ha, tra i principali interessi di ricerca, la diplomazia pubblica cinese e in particolare la “diplomazia olimpica e sportiva”, ossia come lo sport diventi uno strumento di proiezione internazional, di ridefinizione degli equilibri globali e anche di quelli di politica interna. Con Di Conzo e Strina partiamo dai Giochi olimpici 2008 a Pechino, percorrendo un viaggio negli ultimi (quasi) 20 anni tra Olimpiadi, Mondiali e altri grandi eventi sportivi, diventati “un laboratorio che sempre più spesso anticipa le tendenze di politica internazionale, tra ricerca di visibilità e affermazione delle proprie proiezioni internazionali”. Durante la puntata di Levante ci concentriamo in particolare sull’investimento della Repubblica Popolare Cinese in ambito “olimpico”, non solo a livello internazionale ma pure a livello di politica interna, riprendendo una lunga tradizione che vede lo sport, l’insegnamento dell’educazione fisica (dal 2025, nelle scuole di base è stata introdotta l’obbligatorietà di 2 ore settimanali di sport) e la pratica di attività fisiche per le masse come “strumento di riscatto” o, per dirla alla Xi Jinping, della “grande rinascita della Nazione”. In questo senso il lusinghiero risultato di atlete e atleti cinesi a Milano – Cortina (con il miglior medagliere di sempre alle Olimpiadi invernali) è stato presentato dentro la Repubblica popolare cinese come un riflesso della (ritrovata) grandezza di Pechino, unica città al mondo a ospitare sia le Olimpiadi estive (2008) che quelle invernali (2022). Su questo Pechino intende continuare a investire, come chiarito da Tong Lixin, vice capo della delegazione cinese a Milano – Cortina: “La Cina ha inviato la sua più ampia delegazione di sempre a un’Olimpiade invernale all’estero, con 126 atleti in 91 competizioni e 15 discipline. La squadra ha chiuso con 5 ori, 4 argenti e 6 bronzi, miglior risultato di sempre a un’Olimpiade invernale all’estero ed eguagliando le medaglie di Pechino 2022”. Tong ha tuttavia evidenziato che le 15 medaglie mantengano “la Cina nella posizione di inseguitrice, rendendo ancora necessario uno sviluppo nel lungo termine. Siamo ancora indietro rispetto alle potenze mondiali degli sport invernali”, ha concluso Tong Lixin, lasciando capire che per il futuro l’obiettivo – sportivo, di immagine e dunque anche politico – di Pechino è quello di crescere ancora, ponendo il Paese tra i leader globali (anche) degli sport invernali. La puntata di febbraio 2026 di “Levante” su Radio Onda d’Urto dedicata alla Cina tra sport, vetrina globale e politica, domestica e internazionale, con Dario Di Conzo e Veronica Strina. Ascolta o scarica  
February 28, 2026
Radio Onda d`Urto
OLIMPIADI: FINITA LA SBORNIA, QUAL È L’EREDITÀ CHE RESTERÀ A MILANO?
  Chiuso il carrozzone olimpico di Milano – Cortina e in attesa delle Paralimpiadi, i territori si leccano le ferite per il grande evento. Le premesse iniziali di “impatto a costo zero” sono state pesantemente smentite, e già ieri Fratelli d’Italia con un emendamento al dl Milleproroghe ha chiesto di ripianare con soldi pubblici i mancati introiti privati, parlando di “aumento dei costi e riduzione dei ricavi”. Una storia non molto diversa da quella che vent’anni fa aveva già colpito la precedente città olimpica italiana, Torino nel 2006. Gli ultimi 15 anni a Milano hanno comportato radicali trasformazioni, dalla preparazione di Expo al lascito che ora si dovrà affrontare per queste olimpiadi, che hanno radicalmente cambiato la città. “Un ricambio di un terzo di popolazione”, come ha dichiarato Luca Trada del Comitato Insostenibili Olimpiadi oggi e dei collettivi contro Expo prima, “che ha significato un cambio sociale”, con l’espulsione di chi non poteva permettersi di vivere in città e l’arrivo di fasce di reddito completamente diverse. Basti pensare a quello che sarà il Villaggio Olimpico: uno studentato dove viene proposto come “a tariffa calmierata” un posto letto tra i 600 e gli 800 euro al mese. Il “modello Milano”, al centro anche delle inchieste giudiziarie degli ultimi mesi, viene però messo in discussione dal basso. “A Milano c’è una grande domanda di sport popolare e accessibile e guarda caso ora si pensa di ripartire dal Pala Agorà, che avevamo occupato per svolgere le Utopiadi. Abbiamo dimostrato sia i bisogni che la possibilità. A Milano i bisogni sono enormi, a cominciare dalle piscine”, ha continuato Luca Trada ai nostri microfoni. Ascolta l’intervista completa di Luca Trada, del Comitato Insostenibili Olimpiadi, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
February 24, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO – CORTINA 2026: RAISPORT SULLE BARRICATE CONTRO LA FIGURACCIA IN MONDOVISIONE DEL DIRETTORE PETRECCA, UOMO DI FRATELLI D’ITALIA
Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026, Rai e dintorni. L’ambito sportivo dell’emittente pubblica è da anni uno dei settori in cui la destra – oggi al governo – ha investito maggiormente, piazzando sulle poltrone di comando persone vicinissime in particolare a Fratelli d’Italia. Un’occupazione che ha portato a ripetute proteste da parte di giornalisti-e del servizio pubblico e delle loro organizzazioni, dall’UsigRai alla Fnsi. L’ultima vicenda è quella – diventata globale – della figuraccia avvenuta durante la cerimonia inaugurale di Milano – Cortina 2026, all’interno di uno stadio, quello di San Siro, nemmeno sold out, nonostante i biglietti scontati all’ultimo dalla Fondazione organizzatrice dei Giochi. Sulla tv di Stato è andata in scena l’imbarazzante performance, in mondovisione, del direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, vicinissimo a Fratelli d’Italia (e personalmente alla stessa Meloni), arrivato a dirigere il ramo sportivo della Rai dopo essere stato cacciato da RaiNews, a seguito della ripetuta sfiducia nei suoi confronti da parte dell’assemblea di redazione. Il 6 febbraio Petrecca si è autonominato telecronista della cerimonia d’apertura di San Siro, al posto del giornalista designato, Auro Bulbarelli, e infilando una serie di castronerie, imprecisioni, veri e propri strafalcioni sportivi, conditi da espressioni discutibili e cliché coloniali sull’abbigliamento e i (presunti) usi e costumi di alcune delegazioni (ovviamente, tutte non bianche e occidentali). Da qui la dura presa di posizione dell’UsigRai, prima con un comunicato sindacale – mai pubblicato dalla stessa Rai – e poi con la proclamazione di alcune misure di lotta: “fino alla fine dei Giochi – scrive il sindacato interno di giornaliste-i – ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache, in attesa che l’azienda prenda finalmente coscienza del danno che il direttore di Raisport ha recato ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento. Questa non è una questione politica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma è una questione di rispetto e di dignità per il servizio pubblico. Chiediamo nuovamente la lettura di un comunicato sindacale in tutti i tg Olimpici e nelle trasmissioni mattina Olimpica e notti Olimpiche. Al termine dei Giochi attueremo inoltre il mandato di 3 giorni di sciopero che la redazione ha votato dopo la doppia bocciatura del piano editoriale del direttore”, cioè lo stesso Petrecca. Su Radio Onda d’Urto l’intervista ad Antonella Bellutti, ciclista, due volte campionessa olimpica – nell’inseguimento ad Atlanta 1996 e nella corsa a punti a Sydney 2000 – e oggi della redazione sportiva del quotidiano Il Domani.  Ascolta o scarica
February 10, 2026
Radio Onda d`Urto
OLIMPIADI INSOSTENIBILI: GREENPEACE ITALIA ATTACCA IL COLOSSO DI PETROLIO E GAS ENI, “STA CONTRIBUENDO A FAR SCOMPARIRE E IL GHIACCIO”
Milano Cortina, le insostenibili olimpiadi: il Comitato Insostenibili Olimpiadi (CIO) ha annunciato quattro giorni di mobilitazioni contro i Giochi invernali, in programma da giovedì a domenica. Il momento centrale delle iniziative sarà sabato, con un corteo nazionale a Milano contro quelli che gli organizzatori definiscono gli impatti ambientali, sociali ed economici delle Olimpiadi. La manifestazione partirà alle ore 15 da piazza Medaglie d’Oro. Nel frattempo, Greenpeace Italia è intervenuta attaccando, con un video di denuncia rivolto a uno dei principali sponsor dell’evento, il colosso energetico Eni, il colosso di petrolio e gas Eni, che con le sue emissioni “sta contribuendo a far scomparire la neve e il ghiaccio da cui le Olimpiadi stesse dipendono”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Federico Spadini, della campagna clima di Greenpeace Italia. Ascolta o scarica. Di seguito il comunicato condiviso da Greenpeace Italia: “Olimpiadi Milano Cortina, chi inquina non può sponsorizzare i Giochi! Tra pochi giorni inizieranno le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Ma c’è un problema enorme: tra i principali sponsor dei Giochi c’è anche il colosso italiano del petrolio e del gas Eni, che con le sue emissioni sta contribuendo a far scomparire la neve e il ghiaccio da cui le Olimpiadi stesse dipendono! E lo vogliamo far vedere chiaramente con un video di denuncia realizzato per noi da Studio Birthplace, in cui le competizioni olimpiche invernali vengono interrotte da un’onda nera di petrolio che invade le piste, travolge gli atleti e cola sui cinque cerchi simbolo dei Giochi Olimpici. Il vero impatto di Eni sulla neve e il ghiaccio Le sponsorizzazioni come quella di Eni a Milano Cortina 2026 non sono innocenti, sono una distrazione per farci dimenticare il danno che queste aziende stanno causando al pianeta e al futuro degli sport invernali. Mentre Eni si finge attenta al clima e allo sport, si stima infatti che nel lungo termine le sue emissioni per il solo 2024 (pari a 395 Mt CO₂eq) a livello globale potrebbero fondere 6,2 miliardi di tonnellate di ghiaccio glaciale, che corrisponderebbero a oltre la metà (58%) del volume dei ghiacciai alpini italiani. Già sponsor della nazionale di calcio italiana, Eni investe grandi risorse economiche in sponsorizzazioni e cause legali per difendere la propria immagine, ma investe molto meno nella transizione energetica di cui abbiamo urgente bisogno. Nel 2024, ad esempio, per ogni euro investito in Plenitude (la sua presunta divisione “verde” che in realtà comprende tanto energie rinnovabili quanto gas fossile e ricerca sul nucleare), Eni ha investito 7,7 euro nel settore petrolifero e del gas. Nello stesso anno, Eni ha avviato una causa per diffamazione, ancora in corso, nei confronti di Greenpeace Italia per aver diffuso un report sulle morti premature attribuibili alle emissioni di gas serra di cui è l’azienda è responsabile. FIRMA PER DIRE STOP SPONSOR INQUINANTI AI GIOCHI OLIMPICI E PARALIMPICI! La crisi climatica minaccia il futuro delle Olimpiadi Invernali Secondo uno studio commissionato dallo stesso Comitato Olimpico Internazionale (CIO), entro il 2080 oltre la metà delle località idonee a ospitare i Giochi Olimpici Invernali non potrà più farlo a causa del riscaldamento globale, alimentato dalle aziende dei combustibili fossili come Eni. Tonnellata dopo tonnellata di gas e petrolio bruciati potremmo veder scomparire per sempre i luoghi che oggi ospitano le Olimpiadi Invernali. E senza neve e ghiaccio non ci saranno più Giochi Invernali. Questo sporco gioco deve finire! La nostra lettera aperta al Comitato Olimpico Internazionale È assurdo che fra i principali partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina figurino aziende che, con le loro emissioni fuori controllo, rischiano di far scomparire il ghiaccio e la neve da cui dipendono le Olimpiadi Invernali. Per questo abbiamo inviato una lettera aperta al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per chiedere di rinunciare alle sponsorizzazioni delle aziende del petrolio e del gas, tenendo fede ai valori olimpici del rispetto per le persone e l’ambiente. In passato il CIO ha già sfruttato il suo potere di influenza per contrastare le industrie che danneggiano le persone, vietando la pubblicità del tabacco già alle Olimpiadi invernali del 1988. Ora può contribuire a guidare la fuoriuscita dai combustibili fossili rifiutando sponsorizzazioni e partnership con quelle aziende inquinanti che, con le loro emissioni, minacciano gli stessi Giochi invernali che tutti amiamo. Chiedi con noi al Comitato Olimpico Internazionale di non accettare più sponsorizzazioni e partnership con aziende fossili.”
February 3, 2026
Radio Onda d`Urto
OLIMPIADI INSOSTENIBILI: AL VIA LA SETTIMANA ANTI OLIMPICA DI OPPOSIZIONE
Dopo una partecipata assemblea venerdì sera alla Statale di Milano, inizia la settimana di mobilitazione anti olimpica con diversi appuntamenti, dal laboratorio di lunedì 2 febbraio alle 18 a Piano Terra per costruire insieme larici, striscioni, cartelli e bandiere, passando per la fiaccolata antiolimpica  venerdì alle 18 in contemporanea con l’inaugurazione officiale e l’occupazione di una Taz per svolgere le Utopiadi (venerdì 6 l’apertura della Taz, sabato 7 e domenica 8 le attività). Il culmine saranno le giornate di sabato, il corteo alle 15 in piazza Medaglie d’Oro, e la giornata di sport popolare di domenica. Da Brescia per partecipare al corteo di sabato doppio appuntamento: con il treno in stazione alle 12,28 per chi vuole arrivare con calma, alle 13,28 per chi ha impegni sabato mattina (permette comunque di arrivare in tempo per il corteo, se non ci sono intoppi). Parliamo di questa settimana di mobilitazione con Martino Iniziato del Comitato Insostenibili Olimpiadi e di Ape Milano. Ascolta o scarica
January 31, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: SABATO 17 GENNAIO “ISRAELE GENOCIDA FUORI DALLE OLIMPIADI”
Dal Coordinamento Palestina di Brescia: “SABATO 17.01.26 – BRESCIA FUORI ISRAELE DALLE OLIMPIADI! NON SI GIOCA CON IL GENOCIDIO! Ritrovo H 17.00 al C.S.A. MAGAZZINO 47 (Via Industriale 10) Sabato 17.01 da Brescia passerà la fiaccola olimpica di Milano – Cortina 2026. Il percorso partirà da Via Trivellini, a pochi passi dal centro sociale Magazzino 47, fino ad arrivare a Piazza Vittoria. Come Coordinamento Palestina di Brescia facciamo appello a scendere per le strade della nostra città per dire no alla presenza di Israele ai Giochi olimpici invernali! Lo sport non può coprire il genocidio del popolo palestinese in corso da 2 anni mezzo, né l’occupazione della Palestina, che risale (almeno) al 1948. Le istituzioni sportive internazionali vengono usate dall’occupazione sionista per politiche di sportwashing, per legittimare e normalizzare genocidio, occupazione, apartheid e violenze quotidiane, da Gaza alla Cisgiordania. Il tutto con la complicità di istituzioni, governi e grandi aziende, con diversi sponsor di Milano – Cortina 2026 coinvolti nell’economia dell’occupazione e del genocidio. NO a fare di Brescia, la nostra città, la “scenografia” per il teatrino della fiamma olimpica. No a chi manipola lo sport per coprire violazioni dei diritti umani, distruggere e cementificare territori (da Cortina a Milano) e ottenere profitti con l’ennesimo “grande evento” basato su lavoro povero (o addirittura gratuito), sfruttato e iperprecarizzato. Mobilitiamoci, soprattutto, per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Nessuno Stato genocida e colonialista può usare impunemente lo sport per lavare la propria immagine e nascondere, con la complicità internazionale, i propri crimini. SABATO 17.01.26 – BRESCIA: FUORI ISRAELE DALLE OLIMPIADI! NON SI GIOCA CON IL GENOCIDIO. RITROVO H 17.00 AL C.S.A. MAGAZZINO 47″
January 15, 2026
Radio Onda d`Urto
LAVORATORE MUORE PER IL FREDDO NEI CANTIERI DELLE OLIMPIADI A CORTINA. “LO SPECCHIO DEL LAVORO TOSSICO E NOCIVO DEI GRANDI EVENTI”
È morto per il freddo all’età di 55 anni Pietro Zantonini, originario di Brindisi, durante un turno di vigilanza notturna nel cantiere delle olimpiadi Milano-Cortina. Emergono in queste ore interrogativi pesanti su sicurezza, turni e condizioni di lavoro: l’uomo infatti svolgeva la sorveglianza da solo, nei pressi di un gabbiotto riscaldato con una stufetta, con temperature esterne oltre 10 gradi sotto lo zero. Ogni due ore usciva per effettuare la ricognizione nei pressi del cantiere dello stadio del ghiaccio. La notte tra il 7 e 8 gennaio, però, ha chiamato i colleghi per segnalare che si sentiva male. Arrivati i soccorsi, l’uomo era già morto. Secondo quanto riferito dai familiari, Pietro Zantonini aveva più volte manifestato “preoccupazione e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele”. “Elementi – è stato spiegato dall’avvocato della famiglia – che rendono necessario un approfondimento giudiziario e che riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e delle condizioni di lavoro nei cantieri e nei servizi collegati ai grandi eventi, in particolare in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026”. Intanto proseguo le proteste e le iniziative di sensibilizzazione contro le “insostenibili” Olimpiadi di Milano-Cortina, a meno di un mese dal loro inizio. Luca, del Collettivo Off Topic e del CIO – Comitato Insostenibili Olimpiadi di Milano, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
January 12, 2026
Radio Onda d`Urto
DESENZANO (BS): BLITZ CONTRO GRANA PADANO, GLI AMBIENTALISTI DI “NO FOOD NO SCIENCE” INTERROMPONO IL CONCERTO DI NATALE
La musica natalizia organizzata per la sera del 23 dicembre al Duomo di Desenzano del Garda, è stata interrotta “per qualche minuto” da attiviste e attivisti di “No Food No Science”, prontamente bloccati dalla polizia. In seguito i cinque ambientalisti sono stati trattenuti in Questura per quattro ore e ora arriva la denuncia. Durante i pochissimi minuti della pacifica protesta, i giovani ambientalisti hanno esposto uno striscione con la scritta “Grana Padano – Non c’è Natale negli allevamenti”. 500 gli spettatori presenti in Duomo: nessuno ha solidarizzato con i giovani che denunciavano la sponsorizzazione del concerto da parte del consorzio Grana Padano, che ha la sede proprio a Desenzano. Da tempo “No Food No Science” segnalano lo sfruttamento estremo all’interno degli allevamenti intensivi nella pianura Padana, del cui latte si riforniscono abbondantemente i caseifici produttori di Grana Padano. Il Consorzio è inoltre sempre più presente nell’organizzazione di grandi e piccoli eventi, per esempio anche delle Olimpiadi Milano-Cortina. Il direttore generale del Consorzio “Stefano Berni”, che ha immediatamente annunciato azioni legali contro “No Food No Science”, sostiene che attiviste e attivisti siano “prezzolati delle multinazionali dei cibi sintetici”, “servi sciocchi” che non sarebbero a conoscenza del riconoscimento ottenuto da diversi caseifici che certificano le loro produzione “Made green in Italy” dal Ministero dell’Ambiente. In realtà, come riportato nell’intervista di Radio Onda d’Urto, “No Food No Science” non ha nemmeno una posizione chiara per quanto riguarda la carne sintetica. Ai nostri microfoni per raccontare quanto accaduto, nonché per rivendicare le ragioni della protesta, Eleonora, Aldo ed Edoardo di “No Food No Science”, tra i cinque che hanno organizzato la protesta sulle rive del Benaco. Ascolta o scarica
December 27, 2025
Radio Onda d`Urto
MILANO: SVENDITA DI SAN SIRO E OLIMPIADI INVERNALI, TEGOLE GIUDIZIARIE SULLA CITTA’ “APPALTATA” AI GRANDI EVENTI
La gip di Milano Patrizia Nobile ha sollevato davanti alla Consulta la questione di “legittimità costituzionale” del decreto del Governo Meloni del 2024, convertito in legge, che ha ribadito la qualificazione di ente di diritto privato della Fondazione Milano-Cortina, tema centrale in un’inchiesta milanese con al centro affidamenti diretti pilotati, tra 2020 e 2021, in cambio di presunte tangenti per i servizi digitali nell’ambito delle Olimpiadi Invernali di inizio 2026. Per i pm, infatti, la Fondazione è organismo di diritto pubblico, non privato, e quel decreto ha di fatto bloccato le indagini della Procura. Secondo la giudice, in particolare, una norma del decreto viola ed è contraria a una direttiva Ue del 2024. Luca Trada, Collettivo Off Topic e Comitato Insostenibili Olimpiadi di Milano, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica SAN SIRO – La nuova querelle legale sulle Olimpiadi segue di poche ore, sempre a Milano, la (s)vendita dello stadio e delle aree limitrofe da parte del Comune di Milano a Inter e Milan. La firma del rogito fa seguito alla delibera di vendita approvata dal Consiglio comunale il 29 settembre. Il prezzo di vendita di stadio e aree è di 197 milioni di euro: briciole. Proprio sulla compravendita dello stadio di San Siro la Procura di Milano indaga per turbativa d’asta. Sentito dai pm il promoter Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza e ai vertici di Barley Arts. In una lettera aperta a Sala, Trotta aveva rivelato che insieme ad altri operatori dello spettacolo dal vivo avrebbe voluto fare una offerta per lo stadio ma è stato impossibile partecipare al bando del Comune per le tempistiche troppo strette imposte. Anche sulla vicenda San Siro, Radio Onda d’Urto ha chiesto un commento a Luca Trada. Ascolta o scarica
November 6, 2025
Radio Onda d`Urto