Arnaqueur: la parola della promessa tradita

Progetto Melting Pot Europa - Wednesday, February 18, 2026

Sono 42 le voci del “Contro Dizionario del Confine. Parole alla deriva nel Mediterraneo Centrale”. Il volume è edito da Tamu.  È il risultato di una ricerca collettiva avviata dal 2021 nel Mediterraneo centrale e firmata da un autore plurale: l’equipaggio di ricerca della Tanimar

Ogni giovedì, una voce accompagna lettrici e lettori dentro uno spazio di confine dove le frontiere non sono linee, ma pratiche che attraversano corpi, lingue e relazioni. 

Perché in un viaggio segnato da rotte, pattugliamenti, respingimenti e attese, il linguaggio diventa strumento di sopravvivenza e un possibile modo di resistere alla narrazione dominante sulla mobilità.

Notizie

Contro Dizionario del Confine. Parole alla deriva nel Mediterraneo Centrale

Ogni giovedì, per quarantadue settimane, una parola. A partire dal 19 febbraio 2026

Roberta Derosas 12 Febbraio 2026

Arnaqueur è la prima parola. Quella che apre il Contro Dizionario. 

L’ha redatta Enrico Fravega. L’ha ascoltata in Tunisia la prima volta, l’ha ritrovata nella pagina facebook di Marino Dubois, mama Africa, l’ha tessuta discutendo con le persone in movimento che ha incontrato negli Zitounes.

Arnaqueur nomina una figura centrale e ambigua del viaggio: è chi regala la promessa di attraversare e al contempo tradisce la fiducia di chi parte. Non è solo un truffatore. È un nodo opaco delle reti informali che rendono possibile e al contempo rischiosa  la mobilità nel Mediterraneo Centrale. 

La sua reputazione si costruisce sul tradimento di una promessa a cui non ha tenuto fede. 

Le azioni dell’arnaqueur producono perdita economica per le persone in movimento e sono la traduzione di un mercato che, come tale, lascia spazio agli scambi, ma anche alla truffa. Come qualunque altro mercato. 

Quando l’Arnaqueur viene identificato e denunciato, spesso tramite messaggi che passano sulle reti sociali come un tam tam, per lui è la fine. Esposto alla pubblica gogna, segnalato, isolato, paga il prezzo del suo inganno col corpo e con l’esclusione dalle reti sociali. 

Questa voce  del Controdizionario mostra come il viaggio di chi cerca di arrivare in Europa non sia fatto solo di rotte e barche, di cammini, sentieri e strade percorse, ma di relazioni fragili, fiducia negoziata e violenze che passano anche attraverso le parole.

Arnaqueur

Utilizzato anche come sinonimo di voleur, escroc o fake-cokseur e derivato dal francese arnaquer («truffare»), questo termine, traducibile come «truffatore», identifica chi, attraverso il raggiro, trae un vantaggio economico dagli aventuriers che cercano di attraversare il Mediterraneo a partire dalle coste tunisine.

Normalmente l’arnaque comporta la vendita di falsi passaggi per l’Europa, il mancato rimborso del denaro versato per il passaggio su tobà (si veda Tobà) non effettivamente partite, o la vendita di falsi visti che non va a buon fine. Può implicare anche il pagamento per beni che non sono poi resi disponibili (per esempio il mancato conferimento del motore fuoribordo o dei salvagenti).

Molte delle piattaforme social che costituiscono l’infrastruttura informativa attraverso la quale bozayeurs (Si veda boza) e aventuriers organizzano la propria quotidianità e il proprio viaggio riportano dei veri e propri avis de recherche, corredati da tutte le informazioni necessarie a identificare l’arnaqueur, come nomi, cognomi, soprannomi, nazionalità, fotografie della persona e descrizione della truffa operata.

La pubblicazione dell’avis de recherche si configura sia come una risorsa informativa per chi potrebbe trovarsi ad avere a che fare con il truffatore, sia come una forma di svalorizzazione del capitale sociale dell’arnaqueur.

In questo senso l’avis de recherche si configura come una sorta di gogna social che permette l’identificazione dell’arnaqueur e, operando in modo non dissimile dal modo in cui funzionano le piattaforme di recensioni online (per esempio Tripadvisor, ma anche Google e lo stesso Facebook), rivela il ruolo cruciale della reputazione nelle reti informali attraverso cui prende forma il viaggio.

Oltre alle sanzioni simboliche (biasimo e rifiuto sociale), qualora siano catturati, gli arnaqueurs possono essere soggetti a sanzioni negative economiche (multe) o fisiche. In altre parole, si applica loro il fakop (si veda Fakop).

La figura dell’arnaqueur testimonia la densità e l’opacità delle relazioni che legano gli aventuriers alle reti degli intermediari che operano nello spazio stratificato delle migrazioni, e che si strutturano lungo linee reticolari legate all’amicizia, alla parentela, all’identità etnica o a relazioni di conoscenza maturate nel corso dei viaggi stessi.

In questo quadro la rottura della relazione di fiducia attraverso la quale opera la truffa mostra l’importanza del legame sociale e delle forme di riconoscimento reciproco in tutte le interazioni e le negoziazioni che danno forma alla mobilità illegalizzata.

Esempi dal campo Tunisia… 

Cocxeur disonesto 
Nome: _viapi 
Nazionalità: guineana 

Era stato concordato che versassi il deposito il 10 seconda data il 20 ottobre… nessuna notizia nessuna risposta alle chiamate telefoniche arnaqueur. Mafia, come dice il tuo passeggero…

 Post sulla pagina facebook marino dubois officiel