
Le seconde generazioni a Milano: tra cittadinanza e stigmatizzazione territoriale
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Sapienza Università di Roma
Corso di laurea in Sociologia
Le seconde generazioni a Milano: tra cittadinanza e stigmatizzazione territoriale
Tesi di Laurea di Alice Ridolfi
(2024/2025)
Introduzione
La seguente tesi si occupa di analizzare la condizione delle cosiddette seconde generazioni, o giovani con background migratorio, nel contesto urbano milanese, adottando una lente sociologica che mette in rapporto la stigmatizzazione territoriale e la marginalità sociale con il complesso percorso di ottenimento della cittadinanza.
Il quadro teorico di riferimento parte dalle teorie e dalla letteratura del sociologo francese Loic Wacquant che analizza complessamente e complessivamente le geometrie urbane analizzando la dietrologia per cui queste acquisiscono il controllo della produzione sociale dello spazio (2016), andando poi ad approfondire il processo di stigmatizzazione territoriale che ha trovato terreno fertile per radicalizzarsi in un sistema neoliberale ed individualista 1.
Emergerà come lo stigma agisce sulla provenienza territoriale infatti quasi sempre le seconde generazioni vivono in quartieri periferici e degradati, classificati come forza centrifuga per devianza e criminalità.
Attraverso il contributo di Goffman (1963) si comprende come lo stigma non sia un attributo naturale o intrinseco all’uomo bensì il risultato di interazioni sociali e riproduzioni di rappresentazioni collettive, ciò viene approfondito tramite la teoria dei capitali di Bourdieu (1986) la quale fornisce elementi fondamentali per comprendere la riproduzione delle disuguaglianze che travolgono le seconde generazioni a Milano.
Inoltre poiché la mobilità geografica si mostra come fenomeno che da sempre accompagna la storia dell’umanità e che ha profondamente influito, come bene emerge da alcune memorabili pagine della tradizione sociologica, sulla modernizzazione delle società occidentali e sulla nascita delle comunità statuali (Zanfrini 2016) 2, questa ricerca ha l’obiettivo di indagare il tema dell’ottenimento della cittadinanza sui giovani sans papiers 3, prendendo spunto dalla monografia della geografa critica Camilla Hawthorne 4 “Razza e cittadinanza, frontiere contese e contestate nel mediterraneo nero” (2023).
Il terzo e ultimo capitolo, dopo un’analisi introduttiva degli studi postcoloniali; di cui principali elementi bibliografici sono dei sociologi Castel, Boaventura de Sousa Santos e della giornalista Louisa Yousfi. Si occupa di far emergere le voci e le testimonianze delle e dei giovani di seconda generazione attraverso delle interviste semistrutturate che mi hanno permesso di esplorare i loro vissuti e le loro rappresentazioni senza rigidità di categorie prestabilite così da avere la possibilità di approfondire le loro risposte liberamente mettendo in evidenza gli aspetti maggiormente rilevanti.
- Il neoliberismo si configura come una categoria analitica decisamente “viscida”, difficile da afferrare e quindi difficilmente cristallizzabile in definizioni certe e condivise. Il dibattito contemporaneo, che trova nella crisi del 2007-2008 il suo principale punto di partenza, ruota principalmente attorno ai limiti epistemologici di questa categoria e alla sua utilità euristica per comprendere le forme contemporanee di organizzazione sociale, politica ed economica del capitalismo contemporaneo. Il neoliberismo viene spesso considerato un significante privo di una convincente capacità analitica, una sorta di guscio vuoto, utile al massimo per fini descrittivi ma non interpretativi. L’elusività del neoliberismo è considerata la ragione principale della sua debolezza come categoria analitica (…). In questa prospettiva il neoliberismo rappresenta quindi un variegato sistema di pensiero che individua nella libertà (economica) un principio di civilizzazione, ma che al contempo usa la gerarchia e il potere di coercizione dello Stato (o la forza dispotica della violenza nel caso cileno) per affermare questo principio (Moini, 2020). ↩︎
- La politologa Laura Zanfrini nell’introduzione del suo libro “Introduzione alla sociologia delle migrazioni”(2016) scrive: “L’immigrazione sta modificando strutturalmente il nostro continente, la sua composizione demografica, la sua economia, la sua stessa identità, al punto che è impossibile pensare all’Europa senza fare i conti con questo fenomeno.”. ↩︎
- Letteralmente “giovani senza documenti”, questa condizione preclude alcuni percorsi di istruzione, socializzazione, stabilità economica ecc. ↩︎
- Geografa umana critica e professoressa associata di sociologia e studi critici su razza ed etnia presso l’Università della California, Santa Cruz; studia migrazioni, cittadinanza, capitalismo razziale e le geografie abolizioniste ribelli del Mediterraneo nero. ↩︎