
ALEPPO: ATTACCHI INDISCRIMINATI DI DAMASCO AI QUARTIERI CURDI. LA CORRISPONDENZA CON UNA COMPAGNA INTERNAZIONALISTA ITALIANA
Radio Onda d`Urto - Friday, January 9, 2026Siria. Proteste di massa contro l’aggressione jihadista in corso ad Aleppo in molte città del Rojava ma pure del Kurdistan turco, come Amed. Damasco da giorni ha dato l’assalto ai quartieri curdi di Ashrafieh, Sheikh Maqsoud e Bani Zeid. Qui nella notte il ministero della Difesa del governo di transizione siriano ha annunciato un cessate il fuoco temporaneo, a partire dalle 3 del mattino. Damasco parla di “tregua temporanea” minacciando nel contempo nuovamente le forze curde di autodifesa Asayîş e dando loro un ultimatum di poche ore per ritirarsi dall’area, entro stamattina, venerdì 9 gennaio. Fino a pochi minuti prima del cessate il fuoco le milizie salafite del cosiddetto governo di transizione hanno continuano ad attaccare i quartieri autogovernati, con tentativi di entrare con carri armati e cecchini sui tetti. Tentativi respinti sul terreno dalle forze curde di autodifesa, parte del progetto rivoluzionario del confederalismo democratico. In mezzo i civili, 140mila dei quali scappati, con almeno 21 vittime e decine di feriti. Colpito anche l’ospedale Xelid Fecir, dagli attacchi con armi pesanti usate dalle milizie del governo di transizione.
Intanto l’Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale ha diffuso un comunicato:
“Gli attacchi in corso ai quartieri Sheikh Maqsoud e Ashrafieh di Aleppo, compiuti da fazioni affiliate al governo di transizione siriano, costituiscono un atto criminale sistematico che prende di mira direttamente civili disarmati. L’incapacità di queste fazioni di ottenere qualsiasi progresso militare sul campo li ha spinti ad adottare una politica di bombardamenti indiscriminati e deliberati, prendendo di mira aree residenziali, ospedali e strutture di servizio. Il targeting ripetuto di ospedali e centri sanitari non può essere considerato un incidente o un errore militare; piuttosto, è un atto deliberato volto a paralizzare la vita nei due quartieri. La continuazione di questi gravi crimini e violazioni minaccia di portare a massacri contro i civili. Riteniamo lo Stato turco direttamente responsabile di questi crimini”.
Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dal Rojava con una compagna internazionalista italiana, arrivata in Redazione venerdì 9 gennaio. Ascolta o scarica
