
Il cibo non è uguale per tutti
Comune-info - Sunday, January 4, 2026La povertà alimentare non è solo una questione di reddito. Il nuovo volume dell’Osservatorio sull’insicurezza e la povertà alimentare mostra come l’accesso al cibo dipenda da disuguaglianze sociali e territoriali profonde, chiamando in causa il ruolo delle politiche pubbliche e delle food policy urbane nel garantire il diritto a un’alimentazione

Spesso, nei Paesi ad alto reddito, come l’Italia, la povertà alimentare viene ancora oggi ricondotta a una dimensione esclusivamente economica. Questa impostazione, tuttavia, appare riduttiva e rischia di oscurare aspetti fondamentali del fenomeno.
Non è infatti sufficiente valutare la sola disponibilità monetaria delle famiglie: per comprendere pienamente la povertà e l’insicurezza alimentare è necessario prendere in considerazione le reali possibilità delle persone di accedere in modo stabile a un’alimentazione sana, adeguata e culturalmente appropriata.
L’insicurezza alimentare va quindi intesa come un fenomeno intrinsecamente multidimensionale che, seguendo l’approccio teorico di Amartya Sen, può essere interpretato come una privazione delle capabilities, vale a dire delle libertà effettive di scelta e di azione di cui gli individui dispongono nella vita quotidiana.
In questa prospettiva, il problema non è soltanto se il cibo sia disponibile in termini astratti, ma se le persone siano effettivamente in condizione di accedervi e di scegliere cosa mangiare in base alle proprie esigenze e preferenze.
Le capabilities alimentari dipendono in larga misura dal contesto sociale e territoriale in cui gli individui sono inseriti e definiscono l’insieme delle opportunità reali di accesso e di scelta, non riducibili alla sola disponibilità di risorse.
In questo senso, gli “ambienti alimentari” diventano un elemento decisivo: la presenza o l’assenza di mercati, negozi, spazi sociali o servizi pubblici contribuisce a determinare ciò che è realmente possibile scegliere, andando ben oltre una valutazione puramente teorica dell’offerta disponibile.
Osservare l’insicurezza alimentare da questa prospettiva consente di leggerla come uno specchio delle disuguaglianze sociali, economiche e territoriali più ampie e, al tempo stesso, come un banco di prova per politiche pubbliche capaci di ampliare le libertà alimentari delle persone. L’obiettivo delle politiche di contrasto alla povertà ed all’insicurezza alimentare non dovrebbe essere soltanto garantire l’accesso materiale al cibo, ma creare le condizioni affinché tale accesso sia equo, stabile e di qualità.
All’interno di questo quadro concettuale si colloca il volume Povertà e insicurezza alimentare. Dalla misurazione alle politiche[1], edito da Franco Angeli che sintetizza il lavoro dell’Osservatorio sull’insicurezza e la povertà alimentare (OIPA), nato nell’ambito dell’Atlante del Cibo di Roma Metropolitana.
Il volume nasce dall’esigenza di fare il punto sui temi dell’insicurezza e della povertà alimentare sotto il profilo teorico e metodologico, ma anche sul piano delle politiche pubbliche. Il contributo affronta un ampio spettro di questioni, che vanno dagli indicatori utilizzati per misurare la povertà e l’accesso fisico al cibo, all’analisi dei sistemi di aiuto alimentare, fino allo studio delle politiche di contrasto alla povertà alimentare attualmente in atto in Italia. L’approccio adottato consente di tenere insieme dimensioni diverse del fenomeno, offrendo una lettura integrata e articolata.
Un focus specifico è dedicato a Roma e alla sua area metropolitana, che rappresentano un caso di studio particolarmente significativo. In termini di accessibilità economica a una dieta sana, l’Indice di Accessibilità Economica elaborato da OIPA assume un valore pari a 1,26 nel Comune di Roma, mentre sale a 1,43 nei 120 comuni dell’area metropolitana. Ciò significa che, mediamente, una famiglia romana dovrebbe disporre di un reddito superiore rispettivamente del 26% e del 43% rispetto a quello effettivamente disponibile per potersi permettere una dieta sana.
Le implicazioni di questi dati sono rilevanti e si riflettono direttamente sui consumi alimentari reali delle famiglie.

Alle disuguaglianze economiche si affiancano inoltre quelle di natura spaziale. In molte aree si osserva una vera e propria “desertificazione alimentare”, caratterizzata da una scarsa presenza di punti vendita, da trasporti inadeguati e da reti di solidarietà frammentate.
In alcune zone periferiche e rurali tali criticità tendono a sommarsi, dando origine a quelle che nel volume vengono definite “aree di blackout alimentare”: territori nei quali la sovrapposizione di più forme di fragilità economica, sociale e territoriale determina un vero e proprio blocco del sistema di accesso al cibo, rendendo la multidimensionalità dell’insicurezza alimentare particolarmente evidente e tangibile.
Roma emerge così come una metropoli policentrica e fortemente diseguale, in cui il diritto al cibo dipende in misura significativa dal luogo in cui si vive.
Il volume analizza infine le politiche di risposta all’insicurezza alimentare. Il sistema italiano di aiuto alimentare appare capillare ma frammentato e risente dell’assenza di una strategia nazionale organica e di una governance integrata.
Sarebbe invece necessario adottare una visione di lungo periodo che consideri la sicurezza alimentare come un obiettivo di benessere collettivo e strutturale, piuttosto che come una risposta emergenziale. In questo quadro, le food policy urbane, come ad esempio quella di Roma Capitale, possono rappresentare strumenti fondamentali per ridurre i divari territoriali e promuovere un accesso equo al cibo, soprattutto se coordinate con le politiche sociali e sanitarie.
La ricerca, dal canto suo, è chiamata a fornire dati territoriali solidi e modelli innovativi in grado di orientare l’azione pubblica, mettendo in relazione risorse economiche, differenze sociali e culturali, salute e sostenibilità.
[1] Il volume è open access e si può scaricare al link: https://www.francoangeli.it/Libro/Povertà-e-insicurezza-alimentare-in-Italia-Dalla-misurazione-alle-politiche?Id=30045.
Questo articolo nasce nell’ambito del progetto “Solidarietà Circolare: Un Progetto Contro lo Spreco e per la Comunità!”
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