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Azione Contro la Fame: “La realtà attuale è molto preoccupante”
«Con 645 milioni di persone che soffrono la fame, il diritto al cibo resta ancora uno dei diritti umani più violati, soprattutto in Africa – ha dichiarato oggi Simone Garroni, direttore generale di Azione Contro la Fame – La leggera flessione registrata, a 4 anni dal 2030, ci lascia in realtà lontani anni luce dall’Obiettivo Fame Zero. E i recenti tagli di molti governi occidentali agli aiuti umanitari, combinati con gli aumenti delle spese militari, fanno chiaramente capire che l’agenda politica deve cambiare e rimettere al centro il diritto al cibo”. Osservando i dati rilevati dal rapporto SOFI (Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione nel Mondo) pubblicato questa mattina da cinque agenzie delle Nazioni Unite, Azione Contro la Fame ha riscontrato che nel 2025: * le persone che hanno sofferto la fame sono 645 milioni (il 7,8% della popolazione mondiale); * se la fame sta diminuendo a livello globale (14 milioni di persone in meno rispetto al 2024), la disparità tra i continenti si allarga e il nuovo epicentro globale della fame è l’Africa, dove per la prima volta il numero di persone colpite dalla fame, 309 milioni di persone – pari a 1 su 5 – supera quello in Asia; * in condizione di insicurezza alimentare moderata o grave vivono 2,1 miliardi di persone (25,8% della popolazione mondiale); * quasi un terzo della popolazione mondiale (32,7%) e in Africa il 66,6% degli abitanti non potevano ancora permettersi una dieta sana. In specifico, Azione Contro la Fame osserva che: > Il rapporto nel 2025 sono 645 milioni le persone (in un intervallo compreso > tra 608 e 696 milioni), pari al 7,8% della popolazione mondiale, a soffrire la > fame. A queste si aggiungono le oltre 2,1 miliardi di persone che si trovano > in una condizione di insicurezza alimentare moderata o grave. > Nonostante un leggera riduzione rispetto all’anno precedente, pari a 14 > milioni di persone in meno, il numero di persone che soffre la fame resta più > alto rispetto al periodo pre-pandemico e nasconde una frattura significativa. > La flessione globale è dovuta ai progressi in America Latina, nei Caraibi e in > Asia. > Invece cresce in Africa, dove il numero di persone colpite dalla fame è > arrivato 309 milioni, pari a 1 africano su 5, e per la prima volta supera > quello in Asia (292 milioni). In appena 15 anni la cifra africana è quasi > raddoppiata, a seguito di conflitti, sfollamenti, crisi climatiche e shock > economici che rendono il continente africano il nuovo epicentro della fame nel > mondo. Anche altri numeri confermano la maggiore gravità della situazione in > Africa: il 56,6% della popolazione vive in insicurezza alimentare moderata o > grave e il 66,6% non può permettersi una dieta sana (contro il 28,9% in Asia e > il 25,7% nei Caraibi). Sulla diversificazione minima della dieta, l’Africa > tocca i livelli più bassi al mondo: 20,5% nei bambini tra 6 e 23 mesi (media > globale 30,8%) e 43% nelle donne tra 15 e 49 anni (media globale 62,7%). > L’approfondimento tematico dell’edizione 2026 del Report SOFI, relativo alle > sfide dell’elevato costo di una dieta sana, impone un’ulteriore riflessione. > Nel 2025 quasi un terzo della popolazione mondiale (32,7%) non poteva ancora > permettersi una dieta sana, il cui costo è continuato a salire e ha raggiunto > i 4,28 dollari (a parità di poter di acquisto) mostrando gli effetti > dell’inflazione alimentare. > Rispetto all’obiettivo dichiarato nel rapporto di abbassare i prezzi > alimentari, Azione Contro la Fame rileva come il costo di un’alimentazione > sana sia un indicatore importante, ma non può da solo guidare le politiche > pubbliche; è necessario anche analizzare tutte le cause delle dinamiche dei > prezzi e comprendere le implicazioni sui redditi dei piccoli produttori > alimentari. È quindi fondamentale affrontare le disuguaglianze e gli squilibri > di potere lungo l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo. > La lotta alla fame deve quindi passare attraverso la trasformazione dei > sistemi alimentari ponendo l’agroecologia contadina e l’agricoltura locale al > centro di questo processo. È il diritto al cibo che deve essere messo in cima > alle priorità politiche. “Siamo specialisti da 47 anni, preveniamo fame e malnutrizione, ne curiamo gli effetti e ne prevediamo le cause – specifica il comunicato di Azione Contro la Fame | www.azionecontrolafame.it, un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame – Siamo in prima linea in 52 Paesi del mondo per salvare la vita dei bambini malnutriti e rafforzare la resilienza delle famiglie con cibo, acqua, salute e formazione. Guidiamo con determinazione la lotta globale contro la fame, introducendo innovazioni che promuovono il progresso, lavorando in collaborazione con le comunità locali e mobilitando persone e governi per realizzare un cambiamento sostenibile. Ogni anno aiutiamo 21,2 milioni di persone”. Redazione Italia
July 21, 2026
Pressenza
Il cibo non è uguale per tutti
LA POVERTÀ ALIMENTARE NON È SOLO UNA QUESTIONE DI REDDITO. IL NUOVO VOLUME DELL’OSSERVATORIO SULL’INSICUREZZA E LA POVERTÀ ALIMENTARE MOSTRA COME L’ACCESSO AL CIBO DIPENDA DA DISUGUAGLIANZE SOCIALI E TERRITORIALI PROFONDE, CHIAMANDO IN CAUSA IL RUOLO DELLE POLITICHE PUBBLICHE E DELLE FOOD POLICY URBANE NEL GARANTIRE IL DIRITTO A UN’ALIMENTAZIONE Spesso, nei Paesi ad alto reddito, come l’Italia, la povertà alimentare viene ancora oggi ricondotta a una dimensione esclusivamente economica. Questa impostazione, tuttavia, appare riduttiva e rischia di oscurare aspetti fondamentali del fenomeno. Non è infatti sufficiente valutare la sola disponibilità monetaria delle famiglie: per comprendere pienamente la povertà e l’insicurezza alimentare è necessario prendere in considerazione le reali possibilità delle persone di accedere in modo stabile a un’alimentazione sana, adeguata e culturalmente appropriata. L’insicurezza alimentare va quindi intesa come un fenomeno intrinsecamente multidimensionale che, seguendo l’approccio teorico di Amartya Sen, può essere interpretato come una privazione delle capabilities, vale a dire delle libertà effettive di scelta e di azione di cui gli individui dispongono nella vita quotidiana. In questa prospettiva, il problema non è soltanto se il cibo sia disponibile in termini astratti, ma se le persone siano effettivamente in condizione di accedervi e di scegliere cosa mangiare in base alle proprie esigenze e preferenze. Le capabilities alimentari dipendono in larga misura dal contesto sociale e territoriale in cui gli individui sono inseriti e definiscono l’insieme delle opportunità reali di accesso e di scelta, non riducibili alla sola disponibilità di risorse. In questo senso, gli “ambienti alimentari” diventano un elemento decisivo: la presenza o l’assenza di mercati, negozi, spazi sociali o servizi pubblici contribuisce a determinare ciò che è realmente possibile scegliere, andando ben oltre una valutazione puramente teorica dell’offerta disponibile. Osservare l’insicurezza alimentare da questa prospettiva consente di leggerla come uno specchio delle disuguaglianze sociali, economiche e territoriali più ampie e, al tempo stesso, come un banco di prova per politiche pubbliche capaci di ampliare le libertà alimentari delle persone. L’obiettivo delle politiche di contrasto alla povertà ed all’insicurezza alimentare non dovrebbe essere soltanto garantire l’accesso materiale al cibo, ma creare le condizioni affinché tale accesso sia equo, stabile e di qualità. All’interno di questo quadro concettuale si colloca il volume Povertà e insicurezza alimentare. Dalla misurazione alle politiche[1], edito da Franco Angeli che sintetizza il lavoro dell’Osservatorio sull’insicurezza e la povertà alimentare (OIPA), nato nell’ambito dell’Atlante del Cibo di Roma Metropolitana. Il volume nasce dall’esigenza di fare il punto sui temi dell’insicurezza e della povertà alimentare sotto il profilo teorico e metodologico, ma anche sul piano delle politiche pubbliche. Il contributo affronta un ampio spettro di questioni, che vanno dagli indicatori utilizzati per misurare la povertà e l’accesso fisico al cibo, all’analisi dei sistemi di aiuto alimentare, fino allo studio delle politiche di contrasto alla povertà alimentare attualmente in atto in Italia. L’approccio adottato consente di tenere insieme dimensioni diverse del fenomeno, offrendo una lettura integrata e articolata. Un focus specifico è dedicato a Roma e alla sua area metropolitana, che rappresentano un caso di studio particolarmente significativo. In termini di accessibilità economica a una dieta sana, l’Indice di Accessibilità Economica elaborato da OIPA assume un valore pari a 1,26 nel Comune di Roma, mentre sale a 1,43 nei 120 comuni dell’area metropolitana. Ciò significa che, mediamente, una famiglia romana dovrebbe disporre di un reddito superiore rispettivamente del 26% e del 43% rispetto a quello effettivamente disponibile per potersi permettere una dieta sana. Le implicazioni di questi dati sono rilevanti e si riflettono direttamente sui consumi alimentari reali delle famiglie. Alle disuguaglianze economiche si affiancano inoltre quelle di natura spaziale. In molte aree si osserva una vera e propria “desertificazione alimentare”, caratterizzata da una scarsa presenza di punti vendita, da trasporti inadeguati e da reti di solidarietà frammentate. In alcune zone periferiche e rurali tali criticità tendono a sommarsi, dando origine a quelle che nel volume vengono definite “aree di blackout alimentare”: territori nei quali la sovrapposizione di più forme di fragilità economica, sociale e territoriale determina un vero e proprio blocco del sistema di accesso al cibo, rendendo la multidimensionalità dell’insicurezza alimentare particolarmente evidente e tangibile. Roma emerge così come una metropoli policentrica e fortemente diseguale, in cui il diritto al cibo dipende in misura significativa dal luogo in cui si vive. Il volume analizza infine le politiche di risposta all’insicurezza alimentare. Il sistema italiano di aiuto alimentare appare capillare ma frammentato e risente dell’assenza di una strategia nazionale organica e di una governance integrata. Sarebbe invece necessario adottare una visione di lungo periodo che consideri la sicurezza alimentare come un obiettivo di benessere collettivo e strutturale, piuttosto che come una risposta emergenziale. In questo quadro, le food policy urbane, come ad esempio quella di Roma Capitale, possono rappresentare strumenti fondamentali per ridurre i divari territoriali e promuovere un accesso equo al cibo, soprattutto se coordinate con le politiche sociali e sanitarie. La ricerca, dal canto suo, è chiamata a fornire dati territoriali solidi e modelli innovativi in grado di orientare l’azione pubblica, mettendo in relazione risorse economiche, differenze sociali e culturali, salute e sostenibilità. -------------------------------------------------------------------------------- [1] Il volume è open access e si può scaricare al link: https://www.francoangeli.it/Libro/Povertà-e-insicurezza-alimentare-in-Italia-Dalla-misurazione-alle-politiche?Id=30045. > Questo articolo nasce nell’ambito del progetto “Solidarietà Circolare: Un > Progetto Contro lo Spreco e per la Comunità!” L'articolo Il cibo non è uguale per tutti proviene da Comune-info.
January 4, 2026
Comune-info
Un passo concreto verso il diritto al cibo
A Roma, la povertà alimentare è una delle forme più gravi di esclusione sociale: circa 170.000 persone nella Capitale dipendono da aiuti alimentari per poter mangiare ogni giorno. È il segno evidente di un sistema che non riesce a garantire a tutti il diritto fondamentale al cibo. A livello nazionale, le politiche contro la povertà alimentare si limitano per lo più alla distribuzione di pacchi e generi alimentari, senza affrontare in modo strutturale le cause e le conseguenze della povertà. Le amministrazioni locali, pur essendo le più vicine alle fragilità delle cittadine e dei cittadini, dispongono di risorse insufficienti e subiscono continui tagli alle politiche sociali, spesso senza una strategia organica. In questo scenario si muove il Terzo Settore, vera spina dorsale della risposta alla povertà alimentare in Italia. A Roma operano centinaia di realtà – associazioni, cooperative, reti di volontariato – che non solo distribuiscono alimenti, ma sperimentano percorsi di autonomia e inclusione: empori solidali, sportelli nutrizionali, pranzi sociali e cucine di comunità, dove il cibo diventa anche relazione, accoglienza e costruzione di legami. Queste esperienze mostrano che è possibile un’altra idea di aiuto, capace di restituire dignità e protagonismo a chi vive la povertà. In questo contesto, il Consiglio del Cibo del Comune di Roma rappresenta un’esperienza innovativa e probabilmente unica in Italia. Nato da un percorso promosso da numerose associazioni della società civile, è uno strumento di partecipazione civica con potere di proposta verso l’amministrazione comunale, finalizzato alla costruzione di una Food Policy per Roma. Una politica del cibo che tenga insieme produzione, distribuzione, consumo, ristorazione e gestione degli sprechi, mettendo al centro la sostenibilità ambientale, la giustizia sociale e il diritto al cibo. Il contrasto alla povertà alimentare è uno degli otto temi affrontati dal Consiglio del Cibo. Il Tavolo dedicato a questo tema e riunisce realtà molto eterogenee: mondo della ricerca, organizzazioni del Terzo Settore, Poli Civici. Questo pluralismo ne fa un luogo di confronto e proposta, capace di leggere la povertà alimentare in modo sistemico, dentro la più ampia cornice della Food Policy. Il Tavolo ha condotto azioni importanti, come la denuncia del grave ritardo nell’erogazione degli aiuti alimentari europei nel 2024, culminata in un’iniziativa pubblica promossa dal Consiglio del Cibo e nella conseguente mozione dell’Assemblea Capitolina che ha impegnato Sindaco e Giunta ad attivarsi verso il Governo. Ha inoltre avviato un dialogo costruttivo con i consiglieri comunali, in particolare con i Presidenti delle Commissioni Politiche Sociali e Ambiente, per trasformare le proposte emerse dal Tavolo in una vera politica locale strutturale di contrasto alla povertà alimentare. Le proposte del Tavolo puntano sull’innovazione del sistema degli empori solidali, sull’efficientamento del welfare territoriale e sulla costruzione di un approccio che non stigmatizzi, ma che garantisca il diritto alla scelta alimentare, l’accesso a cibo sano e sostenibile, e percorsi concreti di fuoriuscita dalla condizione di povertà. Una visione che considera il cibo non solo come bene materiale, ma come leva di trasformazione sociale e urbana. Il Tavolo continuerà a riunirsi periodicamente per sviluppare e implementare politiche concrete, proseguendo sulla strada già tracciata. Il Consiglio del Cibo, con la sua composizione ampia e partecipata, è un esempio concreto di democrazia alimentare: un modello in cui cittadini, esperti, associazioni possono progettare insieme politiche pubbliche più giuste, sostenibili e inclusive. E nel cuore di questa visione c’è il riconoscimento del cibo come diritto e del contrasto alla povertà alimentare come responsabilità condivisa. Sara Fiordaliso (Nonna Roma)* Francesca Benedetta Felici (OIPA – Cursa)* *coordinatrici del Tavolo contrasto alla povertà alimentare del Consiglio del Cibo VI RICORDIAMO CHE NELL’AMBITO DEL PROGETTO SOLIDARIETÀ CIRCOLARE: UN PROGETTO CONTRO LO SPRECO E PER LA COMUNITÀ! IL 10 MAGGIO SI TERRA’ IL PRANZO SOCIALE AL PUNTO LUCE, VIA WALTER TOBAGI 150! > Solidarietà Circolare – Pranzo sociale contro lo spreco L'articolo Un passo concreto verso il diritto al cibo proviene da Comune-info.
May 7, 2025
Comune-info
[2025-05-11] Foodopia per Radio Onda Rossa @ CSOA Forte Prenestino
FOODOPIA PER RADIO ONDA ROSSA CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (domenica, 11 maggio 18:00) “FooDopia: Nutrire la ConoSc(i)enza” evento a sostegno di Radio Onda Rossa Domenica 11 Maggio 2025 dalle ore 18 C.S.O.A Forte Prenestino, Via Federico del Pino 169, Roma Lo sviluppo di una “ConoScIenza" individuale sul cibo, passa per lo sviluppo di strategie comunicative semplici, comprensibili e basate su fondamenti scientifici, che permettano alla popolazione di indirizzarsi verso un’alimentazione finalizzata al benessere, al basso impatto ambientale e di sviluppare una consapevolezza critica in grado di “filtrare” le false notizie del “mainstream" mediatico. Il CSOA Forte Prenestino organizza una serie di eventi finalizzati ad aumentare la conoscenza della popolazione verso il ruolo fondamentale dell’alimentazione per il benessere dell’essere umano e del Pianeta mediante format comunicativi, semplici e scientificamente solidi al fine di promuovere uno stile di vita salutistico, funzionale ed eco-sostenibile. Seminari Foodopia. Sala Cinema Ore 18.00. “ Disturbi del comportamento alimentare: cosa sta succedendo aə nostrə giovanə? Luca Muzzioli ( Ricercatore La Sapienza e SANə). Ore 18.30. “Gastro-nazionalismo Italico: Dio, Patria e Maccheroni? Flavia Costantini (Chef e Gastronoma). Moderano Marta Shebop e Mauro Serafini Ore 19.00. “Dino e la Perla“. Spettacolo Teatrale sui disturbi del comportamento alimentare di e con Margherita Caravello e con Riccardo Pieretti. È la storia di due che s'incontrano per caso, che si riconoscono subito e poi prendono a raccontarsi, a vicenda, di quel po' di deragliamenti della loro vita fin lì. Nessuno di loro due sa da dove si comincia ma ci prendono gusto, coi loro goffi tentativi di darsi il fianco. Lei parla e fa per confondersi i contorni, lui non sa quel che dice ma ci prende un bel po'. Insieme giocano a offrirsi il fianco nel maggior numero possibile di combinazioni di prospettive. Si danno una mano a vicenda e si spazzano i vetri via dalla gola in un flusso di coscienza a due, di quelli che, non si sa come in anticipo, son giusti per loro, e funzionano. (Prima assoluta) Ore 20.30 Cena. Il menù Vegano e Vegetariano di Maggio, seguire le Stagioni: La Primavera. Il cibo nutre tutti i piani dell’essere, cosi attraverso scelte semplici e quotidiane possiamo influire tantissimo sulla nostra salute! Scegliendo materie prime di stagioni prodotte da produttori locali che non utilizzano pesticidi, non solo aiutiamo il nostro corpo ma anche la Terra che ci ospita e tutti gli esseri, insetti, animali che la vivono! A cura di Alice Miceli Terra Terra. Ore 22.00 I Trinity Boulevard in concerto. Dopo un viaggio a Nashville, Memphis e New Orleans, Pascaline e Angelo lanciano i Trinity Boulevard, un omaggio vibrante alla patria della musica americana. Pochi fronzoli, due voci, una chitarra, un contrabbasso slappato e un carico dei pezzi più ribelli degli anni 50: la musica più incendiaria del XX secolo. Per questa occasione raddoppiano il groove con la batteria selvaggia di Dr. Aziz.
May 5, 2025
Gancio de Roma