Condannato Maurizio Belpietro per diffamazione. Aveva definito le ONG “pirati”

Progetto Melting Pot Europa - Monday, December 22, 2025

Maurizio Belpietro dovrà risarcire a titolo di provvisionale con 10.000 euro Open Arms, Emergency e Sea-Watch, SOS Mediterranee, Louise Michel e Mediterranea e 7.000 per AOI Rete Nazionale, per aver definito “pirati” gli operatori delle ONG in prima pagina su Panorama. Lo ha stabilito giovedì 18 dicembre il Tribunale di Milano nell’ambito del procedimento per diffamazione a suo carico.

Belpietro era accusato di omesso controllo, ex art. 57 c.p., per aver acconsentito a definire sulla copertina del settimanale Panorama, nel novembre 2022, che all’epoca dirigeva, “I NUOVI PIRATI” gli operatori umanitari delle ONG.

Nel procedimento si sono costituite parte civile le ONG Open Arms, AOI – Rete Nazionale, Emergency e Sea-Watch, che avevano ritenuto titolo e immagine pubblicati “non veritieri e offensivi del lavoro umanitario svolto da chi, nel Mediterraneo Centrale, opera per soccorrere vite umane”.

L’esito arriva dopo l’istruttoria dibattimentale di novembre, in cui i rappresentanti delle ONG coinvolte hanno portato la loro testimonianza e hanno spiegato il modus operandi del soccorso civile nel Mediterraneo e le basi giuridiche su cui si poggia, chiarendo di essere sempre stati assolti da accuse di favoreggiamento all’immigrazione clandestina nelle sedi giudiziarie competenti. Nella stessa occasione erano stati ascoltati anche Maurizio Belpietro, Fausto Biloslavo, redattore della rivista, e l’Ammiraglio De Felice.

La decisione delle ONG di procedere con l’esposto era stata presa poiché stanche di una propaganda denigratoria contro chi sceglie di agire al fine di salvare vite, “un’azione che non ha niente a che vedere con la pirateria ma è altresì un dovere morale e di legge. Un dovere che va tutelato e non denigrato né criminalizzato“, scrivono le organizzazioni che aggiungono: “Con il pronunciamento si ristabiliscono dei principi di civiltà: la solidarietà non è un reato e chi la diffama, chi offende, chi lancia accuse infondate, chi semina odio, va sanzionato e deve pagare un prezzo risarcendo le parti lese“.

Non si tratta, del resto, di un caso isolato. Già in passato le Ong impegnate nella ricerca e soccorso hanno ottenuto importanti riconoscimenti in sede giudiziaria contro la disinformazione. Un precedente significativo è quello che ha visto protagonista l’organizzazione MV Louise Michel, che in aprile 2025 ha ottenuto una vittoria legale contro Quotidiano Nazionale per diversi articoli diffamatori.

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