Diario di bordo degli equipaggi di terra

Comune-info - Thursday, December 11, 2025

Roma, Esc atelier – 10 dicembre 2025. Siamo a terra, dopo la traversata del 28-29 novembre e la costa toccata il 30 in zona Monteverde per ribadire che antisionismo non è antisemitismo e che siamo tutti e tutte antifasciste (Due o tre cose su quanto accaduto a Monteverde).

Ci ritroviamo per fare assemblea con il metodo bello e proficuo del “mettersi a disposizione” e avere cura di un movimento contro la guerra e l’economia del genocidio e per riflettere sulle manifestazioni dei giorni scorsi. Diverse valutazioni positive: il 28 gli equipaggi hanno tenuto in connessione guerra, Palestina, vertenze territoriali (dalla GKN in giù) dove si gioca la partita più importante nei conflitti tra governo, regioni e presidi di democrazia contro una miserabile legge di bilancio che taglia sanità, scuola e servizi e impegna per il riarmo i margini ottenuti per il rientro dalla procedura di infrazione dell’Unione europea per disavanzo eccessivo.

L’onda emotiva per la finta pace trumpiana che continua il genocidio in Palestina e per le nefaste politiche di riarmo decise dall’Ue non si è spenta e ha prodotto una forte partecipazione alle due giornate, non paragonabile a quella di settembre ma importante, perché conferma la radicale opposizione alla guerra della popolazione.

La costituzione degli “equipaggi di terra” della Flotilla, ormai Global e transnazionale, ha visto una ottima convergenza di soggettività e realtà diverse che lo scorso mese hanno moltiplicato proteste, azioni e iniziative, anche scontando la intensa cadenza delle mobilitazioni.

Da queste valutazioni emerge la necessità di dare respiro al movimento e rendere permanente l’azione in una prospettiva di medio-lungo periodo. Il punto della comunicazione e dell’informazione risulta cruciale. Lo sforzo incredibile fatto dal Gruppo comunicazione ha premiato con l’estensione della partecipazione e della discussione anche a realtà impreviste. Per questo è importante dotarsi di spazi web, social, e non solo, e creare momenti di informazione indipendente, anche per coinvolgere generazioni diverse nelle iniziative di contrasto alla guerra e per continuare a tessere fili narrativi che leghino la denuncia dell’economia dei massacri, della società del controllo digitale planetario, delle discriminazioni di genere e della distruzione della terra.

Insieme a questa prospettiva c’è quella dell’elaborazione di un diritto transnazionale, che inizi dalla presa d’atto della fine del diritto internazionale, sostituito dal diritto del più forte e dalle minacce a persone, enti e istituzioni internazionali che denunciano lo status quo di guerra permanente a viventi e non viventi, e che smonti le nauseanti retoriche della Nazione, della Patria e della difesa dei Confini.

Augurandoci una buona, futura, navigazione in vista delle prossime iniziative, abbiamo considerato ciò che è mancato nelle mobilitazioni di novembre, nell’individuazione di luoghi della città in cui animare proteste e proseguire la pratica dello sciopero generalizzato. Per questo serve una riflessione sulle pratiche, rispetto alle quali “darsi tempo” e facilitare la presa di parola di tutti e tutte.

LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI STEFANO ROTA:

Siamo ancora qui

L'articolo Diario di bordo degli equipaggi di terra proviene da Comune-info.