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Kenya, indigeni denunciano i tentativi di rilanciare un controverso progetto di crediti di carbonio
Il progetto, usato da Meta e Netflix, è accusato di coercizione nei confronti di popoli indigeni. Accusando la controversa organizzazione Northern Rangeland Trust (NRT) di “inganni e pratiche disoneste”, i popoli indigeni nel nord del Kenya hanno denunciato il tentativo della ONG di rilanciare il suo famigerato progetto Northern Kenya Grassland Carbon Project (NKGCP), già sospeso due volte. La NRT sta facendo pressione sulle comunità indigene nell’area del progetto affinché firmino accordi che vengono presentati come una soluzione alle sue criticità, ma che in realtà potrebbero ridurre ulteriormente il controllo delle comunità sul pascolo del bestiame e sulla gestione delle proprie terre. I Masai e i Rendille che vivono nelle aree di conservazione di Leparua e Melako riferiscono che la NRT li sta forzando a firmare gli accordi. Il progetto NKGCP ha venduto crediti di carbonio a Meta, Netflix e altre multinazionali, ma limita drasticamente le pratiche tradizionali di pascolo dei Masai, dei Borana, dei Samburu e di altri popoli pastorali, le cui terre vengono utilizzate per generare crediti. Rose Orguba, difensora dei diritti umani e membro del comitato di gestione comunitaria della Melako Conservancy, ha detto a Survival: “Molti hanno riferito di aver subito pressione, fretta o minacce in questo processo, che invece dovrebbe essere trasparente, inclusivo e basato sul Consenso Libero, Previo e Informato… Le persone che sono state trasportate con gli autobus sul luogo [della riunione] sono state indotte ad accettare senza aver letto il documento. Il 90% della comunità è analfabeta. Per questo è stata utilizzata la propaganda, per dire che avrebbero dovuto firmare quel giorno o i fondi derivanti dai crediti di carbonio sarebbero andati persi per sempre.” La NRT ha venduto oltre 6 milioni di crediti di carbonio, per un valore totale tra i 42 e i 90 milioni di dollari secondo il Wall Street Journal, eppure molte delle persone che vivono nell’area del progetto non sono mai state adeguatamente informate sul progetto stesso e sul suo impatto sulle loro terre. Senza il loro Consenso Libero, Previo e Informato, il progetto di crediti di carbonio non ha alcuna base legale. Negli ultimi anni, il progetto è stato colpito da diverse crisi: l’ente di certificazione Verra ha sospeso due volte la sua verifica; un tribunale di Isiolo ha stabilito che una delle aree di conservazione che fanno parte del progetto era stata creata illegalmente e nuove leggi approvate dal Parlamento keniota impongono nuovi obblighi a coloro che gestiscono la crescente industria dei crediti di carbonio. Indagini dei media internazionali e diverse ricerche della società civile hanno documentato che i guardaparco della NRT sono coinvolti in violenze, uccisioni, sparizioni forzate e minacce – accuse confermate in un caso giudiziario intentato da alcuni membri della comunità contro la NRT nel 2025. “Noi della comunità dell’area di conservazione Leparua non comprendiamo questo progetto sui crediti di carbonio della NRT,” ha detto Jackson Lokadelio dell’area di conservazione Leparua. “Non possiamo accettare che ci venga richiesto di firmare un documento senza sapere cosa contiene […] Perché se firmiamo il documento senza comprenderne il contenuto, sarà come se avessimo accettato di cedere la nostra terra. Chiedo anche a tutti di non lasciarsi ingannare dal denaro.” “La coraggiosa resistenza a questi nuovi accordi mostra che i popoli indigeni non approveranno automaticamente un progetto che trae profitti dalle loro terre senza rispettare le loro vite e i loro diritti” ha dichiarato oggi la Direttrice generale di Survival International, Caroline Pearce. “Il progetto di crediti di carbonio della NRT è già stato screditato da sentenze del tribunale e da sospensioni all’interno del mercato dei crediti di carbonio. È giunto il momento che l’ente certificatore Verra cancelli il progetto una volta per tutte, mettendo fine a questa farsa vergognosa.” Note: Bozze dell’accordo, che Survival ha potuto vedere, introducono obblighi più stringenti per i pastori indigeni, ampliano il numero delle parti coinvolte nelle decisioni e destinano una parte significativa dei futuri introiti derivanti dalla vendita dei crediti di carbonio alle autorità locali. Questo potrebbe creare nuovi conflitti sull’utilizzo della terra e dei guadagni, indebolendo ulteriormente la capacità dei popoli indigeni di gestire le proprie terre. La NRT non ha rivelato quante aree di conservazione hanno accettato i nuovi termini dell’accordo. Questi nuovi accordi sono stati introdotti per cercare di garantire che il progetto di crediti di carbonio sia coerente con il Climate Change (Amendment) Act del 2023, il Climate Change (Carbon Market Regulations) Act del 2024 e il Community Land Act del 2016. Il Northern Kenya Grassland Carbon Project è gestito dalla Northern Rangeland Trust (NRT). Con oltre 2 milioni di ettari, afferma di essere il più grande progetto al mondo di cattura del carbonio al suolo. Il Northern Kenya Grassland Carbon Project si estende per vaste porzioni di terra indigena usata dai popoli pastori Samburu, Borana, Masai e Rendille. Il progetto costringe i pastori indigeni a cambiare le loro tradizionali pratiche di pascolo e genera crediti di carbonio sostenendo che la terra immagazzinerà più carbonio – un’affermazione screditata dagli esperti e analizzata dal rapporto di Survival International “Blood carbon”. Survival
June 18, 2026
Pressenza
[radio africa] Radio Africa: RDCongo. Kenya, Somalia, Etiopia
Congo: questa epidemia di Ebola è la diciassettesima a colpire la Repubblica Democratica del Congo, a soli cinque mesi dalla fine della precedente. Le province della RDC dove si registrano gran parte dei casi, sono teatro di una guerra pluriennale da parte di decine di gruppi armati, milizie locali e movimenti ribelli per il controllo di immense ricchezze minerarie. La guerra ha provocato milioni di sfollati interni, costringendo la popolazione a continui spostamenti alla ricerca di sicurezza e cibo. In questo scenario, il monitoraggio epidemiologico diventa estremamente complicato. La fragilità delle infrastrutture sanitarie rappresenta un ulteriore elemento critico e si creano così le condizioni per lo sviluppo dell’epidemia. Anche le false notizie e le credenze fallaci a proposito dell’epidemia contribuiscono a creare un clima sfavorevole al lavoro dei sanitari, costretti spesso ad affrontare aggressioni ed attacchi. Kenya: Trump vuole esternalizzare la cura dell'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, trasferendola in Kenya .In collaborazione con Nairobi, Washington ha pianificato di aprire un centro di quarantena in Kenya per i pazienti americani infetti da Ebola. Questo progetto è stato portato avanti , senza tenere conto della società civile e del sistema giudiziario del Paese dell'Africa orientale. È stato principalmente a causa di una fuga di notizie giornalistica che il popolo keniota ha appreso di questo progetto ,secondo il Wall Street Journal del 26 maggio, l'amministrazione americana ha annunciato l'imminente invio di 30 operatori sanitari e 50 posti letto ospedalieri. Il comprensibile panico scatenato dall'Ebola ha inevitabilmente spinto i kenioti in piazza, in particolare a Laikipia, 190 km a nord di Nairobi, la città dove doveva essere allestito il centro di quarantena,non a caso vicino a una base militare. Per diversi giorni, centinaia di manifestanti hanno contestato le autorità, chiaramente indignate anche dalla recente contrattazione degli aiuti americani al sistema sanitario keniota,Gli Stati Uniti hanno detto che contribuiranno con 13,5 milioni di dollari alle spese di prevenzione del Kenya. Somalia: nella notte tra il 3 e il 4 giugno, a Mogadiscio sono scoppiati violenti scontri tra le forze governative somale e i gruppi di opposizione. Video, mostrano sparatorie nei pressi delle residenze di diverse figure dell'opposizione, tra cui l'ex Primo Ministro Hassan Ali Khaire. Khaire ha accusato il Presidente Hassan Sheikh Mohamud di aver ordinato un attacco alla sua abitazione. Queste violenze si inseriscono in un clima di forte tensione politica. A marzo scorso, il Parlamento ha approvato una riforma costituzionale che ha introdotto il suffragio universale diretto e ha esteso il mandato presidenziale da quattro a cinque anni. L'opposizione interpreta questa decisione come un tentativo di rimanere al potere. L’esplosione della violenza è il risultato inevitabile di una totale assenza di compromesso politico. In Somalia, le istituzioni statali faticano a imporsi come attori neutrali, l’esercito regolare risente pesantemente delle affiliazioni claniche. La mossa del presidente Mohamud ha accentuato ulteriormente queste linee di frattura. Etiopia: l'Etiopia si è recata alle urne lunedì 1° giugno per le sue settime elezioni generali. L'esclusione del Tigray, la persistenza del conflitto armato e la frammentazione dell'opposizione gettano dubbi sulla credibilità del voto. Diverse ombre incombono sui seggi elettorali. Il Partito della Prosperità (PP) si presenta alle elezioni come il favorito assoluto: il Primo Ministro Abiy Ahmed e il suo partito controllano già il governo federale e tutte le amministrazioni regionali, ad eccezione del Tigray. D'altro canto, i partiti di opposizione, dilaniati da divisioni interne, rimangono frammentati, indeboliti da arresti, pressioni da parte delle forze di sicurezza e una presenza disomogenea sul territorio nazionale.
June 10, 2026
Radio Onda Rossa
Kenya. Proteste contro il centro per cittadini USA esposti all’Ebola
Centinaia di manifestanti si sono radunati lunedì 1° giugno nella città di Nanyuki, nel centro del Kenya, per protestare contro la possibile realizzazione di una struttura di quarantena per l’Ebola all’interno di una base militare statunitense. Il centro, stando ai piani originari, avrebbe dovuto accogliere cittadini stelle-e-strisce potenzialmente esposti al virus ma […] L'articolo Kenya. Proteste contro il centro per cittadini USA esposti all’Ebola su Contropiano.
June 2, 2026
Contropiano
[radio africa] Radio Africa: Senegal, Kenya, Mali
Senegal: la rottura fra il primo ministro Sonko e il presidente Diomaye Faye, già evidente si è manifestata con la destituzione del primo ministro e del suo governo. L’apertura della crisi politica ha portato ad un scontro istituzionale in quanto Sonko è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale controllato dal partito del Pastef che aveva espresso anche il presidente Faye. La crisi giunge in un momento in cui la situazione finanziaria del Senegal è gravata da un enorme debito pubblico, pari al 132% del PIL, la cui gestione è motivo di forte contrasto tra il capo dello Stato e il suo ex primo ministro. Il presidente Faye intende avviare un nuovo programma di aiuti con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), mentre Ousmane Sonko sostiene un approccio più critico verso i diktat delle istituzioni monetarie.  Al momento del suo insediamento nel 2024, le nuove autorità accusarono l'amministrazione dell'ex presidente Macky Sall di aver occultato parte del debito nazionale, portando alla sospensione del programma di aiuti del FMI da 1,8 miliardi di dollari. Kenya: il 19 maggio Nairobi e diverse altre grandi città del Kenya sono state teatro di proteste contro l’aumento del prezzo dei carburanti e negli scontri con la polizia sono morte almeno quattro persone e ci sono stati centinaia di arresti. A promuovere la mobilitazione che ha visto l’adesione di altri settori della società keniana e ha bloccato le attività del paese, è stata la La Transport Sector Alliance la sigla che riunisce operatori di matatu, camionisti, boda boda, taxi digitali, mezzi turistici e imprese della logistica. La richiesta principale è il ritiro dell’aumento del prezzo dei carburanti innalzati dalla decisione del governo giustificata dalla guerra con l’Iran, che hanno compresso le forniture globali di petrolio e gas. Ma la protesta va oltre la questione , per quanto seria, del prezzo del carburante ma riguarda le condizioni di vita della maggioranza dei keniani per cui ogni aumento dei costi di base diventa immediatamente una crisi sociale. Mali: in Mali continuano gli assalti del JNIM (Gruppo per il Sostegno dell'Islam e dei Musulmani) contro vari villaggi nel nord ,con un saldo di decine di morti e continuano anche gli omicidi mirati contro chi non si sottomette alla sharia imposta dai jihadisti. Diversi camion senegalesi sono stati attaccati sul corridoio che collega le due capitali, mentre Bamako rimane sotto blocco jihadista. Questa situazione sta riaccendendo le tensioni al confine. Arrivano denunce sull’utilizzo di bombe a grappolo da parte dell’esercito maliano e dei suoi alleati russi ,mentre Kidal, riconquistata dopo gli attacchi del 25 aprile 2026,è ancora nelle mani degli insorti.
May 27, 2026
Radio Onda Rossa
Il lavoro emotivo dietro all’IA
Secondo un’inchiesta pubblicata il 27 febbraio 2026 da Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten, i dati raccolti dagli occhiali smart Ray-Ban Meta — video, audio, immagini — vengono processati da lavoratorx umanx assuntx da Sama, subappaltatrice di Meta con sede in Kenya. Lx lavoratorx in questione descrivono di aver visto persone che si spogliano, che usano il bagno, che hanno rapporti sessuali. Persone ignare di essere riprese. Gli occhiali Ray-Ban Meta sono sul mercato europeo, Italia compresa, e vengono venduti come un assistente AI indossabile, capace di rispondere a domande, scattare foto e video, tradurre in tempo reale. Questa e altre storie ci arrivano dagli slums di Nairobi, ed è possibile conoscerne qualcuna grazie al lavoro della Data Workers Inquiry, un’iniziativa di ricerca collettiva rispetto al lavoro legato alla raccolta e elaborazione dati e all’AI. Mathare, slum di Nairobi, Kenya Leggiamo poi il testo “Il lavoro emotivo dietro all’intimità con l’AI“, scritto dal Michael Geoffrey Abuyabo Asia che ha lavorato per Meta e altre piattaforme di outsourcing globali, tramite la ditta kenyana Sama e ricoprendo ruoli presso CloudFactory, TELUS International, TransPerfect DataForce, Appen e NMS Philippines. Il suo background include l’esperienza di impersonare e addestrare assistenti virtuali basati sull’IA nelle chat, il che gli ha fornito una rara prospettiva su una delle forme di lavoro digitale più opache e in rapida espansione. Fa parte della Data Labelers Association (DLA), il cui lavoro si concentra sul lavoro emotivo, lo stress psicologico e le competenze umane nascoste che si celano dietro la moderazione delle chat e l’addestramento dell’IA. Citati nella puntata: I Ray-Ban di meta ti spiano:  momenti intimi finiscono sugli schermi in Kenya – Tom’s Hardware ‘AI Is African Intelligence’: The Workers Who Train AI Are Fighting Back – 404 Media The Data Labelers Association Asia, MG (2025). Il costo silenzioso del lavoro emotivo. In: M. Miceli, A. Dinika, K. Kauffman, C. Salim Wagner e L. Sachenbacher (a cura di). Data Workers’ Inquiry. ‘In the end, you feel blank’: India’s female workers watching hours of abusive content to train AI – The Guardian
May 20, 2026
Radio Blackout
La Françafrique si sposta a Nairobi. Da Hormuz il profitto si irradia all’orbe terraqueo
NON AID AFRICA, MA RECIPROCA CONVENIENZA E TECNOLOGIA Per un paio di giorni Nairobi è diventata la capitale diplomatica e finanziaria non solo per il Continente, ospitando i vertici politico-finanziari mondiali nell’occasione di un Forum per lo sviluppo dotato in partenza di più di 20 miliardi di investimenti, assicurati dalla presenza di António Guterres (che ha sottolineato l’ingiustizia del sistema creditizio nei confronti dei paesi africani) e Macron, che cacciato dalla Françafrique atlantica, sposta lo sguardo speranzoso del suo fine mandato verso l’Oceano Indiano. Presente al Forum era anche Freddie Del Curatolo, che ci ha restituito non solo testimonianza dei meme che hanno stigmatizzato gli atteggiamenti paternalistici di Macron (difficile uscire dai panni plurisecolari dellla grandeur coloniale), ma anzi ha illustrato i molti aspetti positivi del Forum panafricano, che ha visto Ruto nei panni di leader potenzialmente in grado di aggregare le istanze e i bisogni delle economie di scala non solo regionale, candidandosi al seggio promesso da Macron al continente presso i G8. Come scrive Freddie nel suo Malindikenya.net: «Secondo Ruto, il problema dell’Africa non è la mancanza di liquidità globale. I soldi nel mondo ci sono. Il problema è “l’architettura del rischio”. Tradotto dal linguaggio economico: il continente continua a essere valutato dalle agenzie di rating e dai grandi finanziatori internazionali come se fosse un posto eternamente instabile, ingestibile e prossimo al fallimento. Risultato: prestiti più costosi, investimenti frenati, sviluppo rallentato». Queste le storture da aggiustare. Infatti con Freddie si è analizzata anche la non facile situazione del Congo K, assente perché la scelta di campo è stata quella di affidarsi all’altra grande potenza antagonista della Cina regalando le Terre rare a Trump (ottenendo la ritirata dell’M23 dal Sud Kivu, ma l’avanzata del jihadismo); mentre la Nigeria è parte integrante della partita e la Tanzania deve risolvere le tensioni interne. Polemici gli stati del Sahel, anch’essi però alle prese con il terrorismo e l’arretramento della capacità di protezione della Russia. Insomma il Forum si inserisce in un momento in cui l’inserimento della iniziativa europea può incunearsi tra l’atteggiamento “predatore” (come Macron ha definito la prassi cinese) e quello americano, sprezzante di tutte le regole https://www.spreaker.com/episode/la-francafrique-parle-anglais-a-nairobi–72011942 -------------------------------------------------------------------------------- --------------------------------------------------------------------------------
Kenya: Difendere i diritti delle persone con disabilità e dei loro assistenti
> Lavina Oduor è un’attivista sociale umanista keniota, cofondatrice e attuale > direttrice di Heart to Heart Smile, un’organizzazione gestita da volontari la > cui missione è prevenire le disabilità, difendere i diritti delle persone con > disabilità e dei loro caregiver e contribuire a creare un Kenya più inclusivo. > > Abbiamo parlato con lei in qualità di membro del Tavolo Tematico sulla > Violenza di Genere del Forum Umanista Mondiale per comprendere meglio il > lavoro umanitario che stanno svolgendo e per dare voce alla proposta di > istituire un nuovo Tavolo Tematico all’interno del Forum che affronti la > questione delle persone con disabilità in coordinamento con altre > organizzazioni e attivisti a livello internazionale. Ciao Lavina, innanzitutto complimenti per l’enorme lavoro che stai svolgendo con l’organizzazione Heart to Heart Smile, difendendo i diritti dei bambini, dei giovani e degli adolescenti con disabilità, oltre a sostenere i diritti degli assistenti e dei genitori di bambini con disabilità in Kenya. Ti va di presentarti? Sono Lavina Achieng Oduor, fondatrice e direttrice esecutiva dell’organizzazione Heart to Heart Smile, difensora dei diritti umani, assistente sociale di professione, responsabile dello sviluppo comunitario e difensora dei diritti delle persone con disabilità in Kenya. Sono felice di poter dire di essere una delle socie fondatrici della Rete Nazionale degli Assistenti e dei Genitori di Bambini con Disabilità del Kenya (NCP-CDK). Ricopro la carica di vicepresidente nel consiglio di amministrazione della Joyland Special School e sono anche membro del consiglio di amministrazione della Tinada Youth African Organization. Raccontaci di Heart to Heart Smile. Cosa ti ha spinto a fondarla? La comunità Heart to Heart Smile è un’organizzazione sociale registrata ufficialmente nel 2018 con l’obiettivo di difendere i diritti dei bambini, dei giovani, degli adolescenti, dei caregiver e dei genitori di bambini con disabilità in Kenya. Ho avviato questo programma per via di mio fratello, che ha lottato con questa condizione per molti anni. Ho visto mia madre lottare per crescerci, affrontando molte sfide e lo stigma della nostra comunità.  Un altro motivo importante è la mia passione per il lavoro con i bambini come assistente sociale professionista, avendo lavorato in diverse istituzioni con bambini con bisogni speciali. Il compito è ampio e diversificato, ma potresti fornirci qualche dettaglio sugli aspetti più importanti? L’organizzazione Heart to Heart Smile si concentra su diverse aree tematiche con l’obiettivo di intervenire per trovare soluzioni e tracciare percorsi per rispondere alle esigenze specifiche con cui ogni bambino nasce. Le nostre aree principali sono la difesa dei diritti delle persone con disabilità, la riabilitazione, l’emancipazione economica, la salute materna e neonatale e la sensibilizzazione sull’educazione inclusiva. Poniamo un forte accento sulla sensibilizzazione alla disabilità inclusiva, rivolgendoci alle donne in età fertile per prevenire determinati tipi di disabilità, ai bambini, ai giovani e agli adolescenti con disabilità, senza dimenticare di affrontare le questioni che riguardano gli assistenti e i genitori di bambini con disabilità in Kenya, in linea con la nuova Legge Nazionale sulla Disabilità del 2025. Abbiamo un gruppo di sostegno molto attivo che opera in modo indipendente in collaborazione con l’organizzazione comunitaria. Questo gruppo di sostegno è in grado di svolgere le sue attività e di cercare risorse per favorire la propria emancipazione economica; si tratta di un contributo modesto, ma sufficiente a consentire loro di compiere un passo avanti. I nostri programmi sostengono un’ampia gamma di persone vulnerabili con disabilità, assistenti e genitori di bambini con disabilità. La nostra sede si trova a Kisumu, in un insediamento informale noto come Manyatta Gonda. Il nostro ufficio è un container accanto all’ufficio amministrativo del villaggio. I principali obiettivi che intendiamo perseguire come difensori dei diritti delle persone con disabilità sono: 1. Disporre di un centro di riabilitazione per bambini, ragazzi e adolescenti con disabilità. 2. Disporre di fondi per favorire l’accesso dei bambini con disabilità all’istruzione inclusiva, sia formale che informale. 3. Disporre di fondi per sostenere l’emancipazione economica degli assistenti e dei genitori di bambini con disabilità. Chi vi sostiene in questa missione? A causa della mancanza di fondi, contiamo sull’aiuto di amici e sostenitori che fanno donazioni per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. Sappiamo anche che sei la Coordinatrice a Kisumu della Coalizione Nazionale dei Genitori di Bambini con Disabilità del Kenya (NCP-CDK), che recentemente ha tenuto un incontro nazionale per discutere e organizzare una petizione al governo nazionale volta a migliorare la legislazione per una maggiore protezione sociale delle persone con disabilità e il sostegno al lavoro degli assistenti. Puoi parlarci di questo? Ci siamo impegnati a fondo per garantire la rappresentanza degli assistenti e dei genitori di bambini con disabilità e, a nome del mio team, esprimiamo la nostra gratitudine al nostro presidente, l’on. William Samoei Ruto, per aver firmato la Legge Nazionale sulla Disabilità 2025, che tiene conto delle esigenze degli assistenti e dei genitori. Insieme ad altre parti interessate, abbiamo presentato una petizione e insistito per una legislazione equa e più efficace, al fine di garantire una maggiore protezione sociale agli assistenti e ai genitori di bambini con disabilità, nell’ambito della recente consultazione pubblica nazionale sulla Legge sulla protezione sociale del 2025. La rete è ancora in fase di registrazione, ma nel frattempo disponiamo di coordinatori ufficialmente nominati per occuparsi del coordinamento della rete nelle 47 contee del Kenya, sotto la guida del nostro segretario generale, l’ingegnere Ibrahim Adan Abrahim, e del presidente, Jonathan Matete. Sono molto felice di essere stata nominata coordinatrice della rete di assistenti e genitori di bambini con disabilità della contea di Kisumu; questo sarà un modo per promuovere la nostra agenda. Da alcuni anni fai parte del Movimento Umanista. Raccontaci qualcosa al riguardo. Sono membro del Movimento Umanista Mondiale, un’organizzazione internazionale che si batte per i diritti dell’umanità. Il mio ruolo specifico all’interno di questo Movimento consiste nel combattere ogni forma di violenza di genere e nel lottare per i diritti delle persone con disabilità. A tal fine, hai fatto parte del Tavolo tematico sulla violenza di genere del Forum Umanista Mondiale sin dal suo avvio. Puoi dirci qualcosa al riguardo? Il Forum è composto da diversi gruppi di interesse, organizzazioni e persone provenienti da vari Paesi di tutto il mondo che lavorano insieme in diverse aree tematiche. Attraverso il Forum, abbiamo organizzato numerose attività comunitarie relative alla violenza di genere. Personalmente, posso dire di aver imparato davvero molto attraverso il Forum sul mio benessere, grazie all’impegno settimanale e mensile nelle sessioni online, e questo ha anche ampliato la mia rete di contatti. Avete in programma di avviare un gruppo tematico specifico che metta in relazione diverse esperienze internazionali per affrontare le questioni relative alla disabilità da una prospettiva umanista? Con l’aiuto di Ragnar, dall’Islanda, abbiamo recentemente costituito un gruppo tematico che si occupa della violenza di genere integrando la dimensione della disabilità, poiché si tratta di tematiche trasversali. Come ogni anno, il mese scorso in tutto il mondo si è celebrata la Giornata Internazionale della Donna. Quale messaggio vorresti trasmettere a tutte quelle donne, madri, sorelle e nonne che, tra le tante altre cose, si impegnano così tanto per migliorare la qualità della vita di bambini e adulti con disabilità? Il mio messaggio a tutte le donne del mondo è: alzatevi in piedi, fate sentire la vostra voce e sarete ascoltate. Impegniamoci per ricoprire ruoli di leadership, non vergogniamoci di assumere posizioni e ruoli nei nostri ambiti. A livello globale, nel 1999 solo l’11,3% delle donne ricopriva posizioni di leadership; nel 2022, la percentuale è leggermente aumentata al 19%. Un caso eccezionale è quello del Ruanda, l’unico paese in cui la rappresentanza femminile nelle posizioni di leadership raggiunge il 60%. Io mi sento pronta a far sentire la mia voce con forza per essere presa in considerazione in un ruolo di leadership; in quest’ottica, mi candiderò per una carica di alto livello nel nostro Paese. Chiedo a donatori, amici e sostenitori di aiutarmi a realizzare il mio sogno in occasione delle elezioni generali del 2027. Le donne hanno il potere di apportare cambiamenti, ma devono affrontare molte sfide, quali molestie e violenza, norme culturali, barriere partitiche e, soprattutto, difficoltà finanziarie. Grazie, Lavina, per le tue parole e per la tua azione significativa. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DALL’INGLESE DI STELLA MARIS DANTE. REVISIONE DI THOMAS SCHMID. Pressenza Kenya
April 4, 2026
Pressenza
RADIO AFRICA: I RUOLI DEL CONTINENTE NELLA GUERRA RUSSIA-UCRAINA E IL CONFLITTO INFINITO IN SUDAN
Radio Africa: nuova puntata, giovedì 26 febbraio, per l’approfondimento quindicinale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, dentro la Cassetta degli attrezzi. In questa trasmissione torneremo a parlare di Sudan con gli aggiornamenti che ci ha fornito Roberto Valussi, della redazione della rivista Nigrizia, che tra l’altro ha organizzato un incontro a Verona il prossimo giovedì 5 di marzo. L’iniziativa si intitola Tiny Africae, una serata a metà tra attualità giornalistica e musica dal vivo presso l’Osteria Ai Preti, interrato dell’acqua morta 27, a partire dalle 18.30. Andremo poi a Nairobi, Kenia, dove ci siamo collegati con il giornalista Andrea Spinelli Barrile, co-fondatore della testata giornalista Slow-News.com, firma del Manifesto e di Africa rivista. Con lui per riprendere i legami tra il continente africano e la guerra russo-ucraina, ma anche per parlare dell’evento che sta seguendo in questi giorni, l’Africa Media Festival. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 26 febbraio alle ore 18.45 e in replica venerdì 27 febbraio, alle ore 6.30. Ascolta o scarica
February 26, 2026
Radio Onda d`Urto
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Kenya maggior cliente di sistemi militari israeliani in #Africa #israeli Nairobi e Tel Aviv rafforzano collaborazione in campo militare. Si temono alleanze tra terroristi del Corno d'Africa e ribelli houthi dello Yemen https://www.africa-express.info/2026/01/27/kenya-maggior-cliente-di-sistemi-militari-israeliani-in-africa
February 1, 2026
Antonio Mazzeo