Tag - val di susa

Ci basta la tripartizione dei poteri?
una riflessione di Enrico Semprini, saltando dall’oggi alla Comune di Parigi… e ritorno. In queste settimane ci siamo concentrati con entusiasmo alla difesa della tripartizione dei poteri sancita dalla Costituzione uscita dalla seconda guerra mondiale. La lotta andava fatta ed era giusto lottare contro un attacco volto a modificare l’ordinamento italiano verso un contesto dittatoriale; in effetti la dittatura si
VAL SUSA: ACCANIMENTO CONTRO GIORGIO ROSSETTO, PROLUNGATA LA DETENZIONE A UN GIORNO DALLA FINE DELLA PENA. INTERVISTA A NICOLETTA DOSIO
“E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”. Inizia così l’intervista a Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav valsusina, in merito alla decisione della Procura della Repubblica di prolungare il periodo di detenzione domiciliare per Giorgio Rossetto, compagno torinese del momento contro l’opera in Val di Susa, il cui periodo di detenzione domiciliare scadeva sabato 14 marzo 2026. Iniziata a gennaio 2025, la detenzione domiciliare per Rossetto era stata comminata per delle condanne definitive legate “al maxi-processo per lo sgombero della Maddalena del 2011, la costruizione della baita in Clarea nel 2010 e infine una marcia No Tav nel 2019”, scrive il movimento valsusino in un comunicato. Il 2 febbraio 2026, un anno e un mese aver iniziato a scontare la pena, Giorgio Rossetto aveva subito l’aggravamento della detenzione a causa di un’intervista rilasciata ai nostri microfoni, “colpevole” di aver commentato a Radio Onda d’Urto lo sgombero di Askatasuna dello scorso dicembre. Aver parlato a una emittente informativa gli è costato il divieto di comunicazione e riduzione ad un’ora del tempo consentito per uscire. La storia di Rossetto è una storia comune a tanti attivisti e attiviste No Tav, sommersi da denunce, indagini, pedinamenti e punizioni giudiziarie continue. Nonostante anni di feroce repressione poliziesca e giudiziaria, il Movimento della Val Susa continua la sua lotta della grande opera in utile in progetto nella valle alpina. A confermarne l’inutilità, la stessa TELT, società costruttrice dell’opera, che ha formalizzato lo slittamento dell’entrata in funzione della TAV Torino-Lione al 2034, intascandosi nel frattempo milioni di fondi pubblici e speculando per anni sulla sua costruzione. Per Rossetto, il 13 marzo 2026 (un giorno prima della conclusione della detenzione), “sfruttando il fatto che è stato dichiarato inammissibile un ricorso in cassazione” vengono aggiunti ulteriori 8 mesi di detenzione alla pena. “La questione è che contro di noi viene applicato il diritto penale del nemico”, denuncia Nicoletta Dosio ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Di seguito l’intervista completa. Ascolta o scarica.
March 17, 2026
Radio Onda d`Urto
Il “Sì” che serve a loro: Zangrillo e Cirio in passerella a Susa
Venerdì 13 marzo la Sala Consiliare di Susa ospiterà l’incontro pubblico dal titolo “Il ‘Sì’ che serve”, dedicato alla riforma della giustizia. Tra gli ospiti annunciati il ministro della Pubblica […] The post Il “Sì” che serve a loro: Zangrillo e Cirio in passerella a Susa first appeared on notav.info.
March 10, 2026
notav.info
Un nuovo progetto educativo di comunità in Val Di Susa
In collegamento con un compagno della Val Di Susa, parliamo dell'appuntamento di questo giovedi 8 Gennaio al Presidio di San Giuliano. Di seguito, l'invito:  "GIOVEDÌ 08/01/26 ORE 18 PRESIDIO DI SAN GIULIANO CHIACCHIERA SU PROGETTO EDUCATIVO DI COMUNITÀ IN VAL DI SUSA ⛰️ Da alcuni mesi stiamo portando avanti un progetto educativo di comunità in val di Susa con adulti, famiglie, bimbi/e della valle e di Torino. Cerchiamo di creare spazi politici attraversabili da bimbi/e e da persone che hanno scelto la strada della genitorialità e di immaginarci assieme pratiche educative che ci rappresentino. Se sei interessatə a tematiche educative, se sei genitore o se vuoi provare a ragionare assieme su come creare comunità a partire dall’educazione ti aspettiamo! 🤗 P.S portiamo qualcosina da condividere per una merenda."
January 7, 2026
Radio Onda Rossa
NO TAV: NASCE UN NUOVO PRESIDIO A SAN GIULIANO. L’8 DICEMBRE MARCIA POPOLARE A VENT’ANNI DALLA LIBERAZIONE DI VENAUS
Il movimento No Tav della Val Susa torna in marcia: annunciato l’allestimento di un nuovo presidio permanente a San Giuliano, frazione di Susa, per continuare l’opposizione all’esproprio di terreni e l’abbattimento di case che vorrebbe fare spazio ai cantieri dell’alta velocità Torino-Lione. “Negli ultimi giorni – scrivono compagne e compagni No Tav – abbiamo visto la rabbia e la disperazione di chi ha perso la propria abitazione, ma abbiamo visto anche la forza collettiva di chi non è disposto a farsi spazzare via”. “Da qui – prosegue la nota – nasce la scelta di costruire insieme un presidio permanente alle case di San Giuliano: un luogo vivo, aperto, attraversabile, in cui difendere le case e vegliare sulla nostra terra, ma anche rafforzare legami, informare e organizzare resistenza“. Il tutto a pochi giorni dall’8 dicembre, ventesimo anniversario della liberazione di Venaus. Quel giorno – l’8 dicembre del 2005 – i No Tav della Val Susa, in migliaia, ripresero il terreno sul quale sorge ancora oggi il presidio permanente di Venaus, che era stato espropriato due giorni prima dalla Polizia giunta in forze e in tenuta anti-sommossa. Lunedì 8 dicembre 2025 l’ormai tradizionale marcia popolare No Tav, che ogni anno ricorda quella vittoria, partirà da Venaus e si dirigerà proprio verso il nuovo presidio permanente di San Giuliano. Su Radio Onda d’Urto, dal presidio No Tav di San Giuliano, sono intervenuti Francesco e Alice, del Movimento No Tav. Ascolta o scarica.   
December 3, 2025
Radio Onda d`Urto
“GUERRA ALLA GUERRA”, ASSEMBLEA DEI MOVIMENTI: LANCIATA PER L’8 NOVEMBRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
E’ iniziata con le parole di Nicoletta Dosio, storica attivista della Val di Susa, l’assemblea nazionale “Guerra alla Guerra”, svoltasi domenica 27 luglio durante il Festival Alta Felicità al presidio di Venaus, Torino. Davanti a una platea di oltre 300 persone, riunitasi sotto il tendone dei dibattiti, si è svolta dunque una lunga assemblea nazionale contro guerra e riarmo, ospitata dal Movimento valsusino e che ha visto la partecipazione di decine tra collettivi, realtà, sindacati di base e partiti. E’ necessario “mettere insieme le ragioni della lotta con le pratiche della lotta“, ha ricordato in primis Nicoletta Dosio, sottolineando come – nella lunga e decennale storia del Movimento Notav – “la pratica della lotta è riuscita a mettere insieme idee diverse, modi diversi di approcciarsi alla realtà, ed è riuscita a farli crescere insieme”. “Guerra alla Guerra” è in realtà il titolo di un libro pubblicato ormai 100 anni fa da un cittadino prussiano, Ernest Friedrich. Reduce dal carcere per essersi rifiutato di partecipare al primo conflitto mondiale, ha dato alle stampe Krieg dem Kriege! (Guerra alla guerra), in cui raccolta con oltre 180 immagini della Prima guerra mondiale tratte da archivi medici e militari tedeschi, cos’erano gli orrori della guerra, cosa era accaduto nelle trincee e nei campi di combattimento. Il nostro tempo ha imposto di recuperare questo slogan (ripreso poi, a vario titolo, nei conflitti del ‘900) e il suo rifiuto nei confronti di un mondo che sta alzando sempre più muri spinati, che sta trasformando le proprie economie, armandosi, arruolando. Da qui l’idea – partendo dall’assemblea di domenica – di costruire (come scritto nel comunicato di indizione) un percorso contro la guerra, il riarmo e il genocidio in Palestina. Durante l’apertura è stata ricordata la solidarietà all’equipaggio della nave Handala della Freedom Flotilla, arrestato la notte precedente dall’esercito israeliano, ed è stata salutata la liberazione di George Ibrahim Abdallah, attivista libanese detenuto in Francia per 40 anni. E’ intervenuto poi Quarticciolo Ribelle, da Roma, che ha sottolineato l’importanza di parlare il più possibile alla società civile e non solo “a noi stessi”, intesi come collettivi, realtà, movimenti. Durante l’assemblea si sono susseguiti numerosi interventi da parte delle realtà organizzate presenti: il movimento No Base di Pisa, contro la realizzazione di una nuova base militare sul territorio; i Giovani palestinesi, l’Intifada studentesca, l’Udap, tra le realtà che hanno dato vita a un ampio movimento per la Palestina in Italia e che hanno ricordato l’appuntamento nazionale del 4 ottobre; i lavoratori portuali di Livorno dei GAP e gli operai del collettivo di fabbrica Gkn da Firenze che ha chiuso l’intervento con la frase emblematica “questo autunno compatti: non sfilacciati ma convergenti”, per riprendere il loro storico slogan. Hanno fatto seguito gli interventi delle realtà transfemministe di Non Una di Meno dei Nodi di Torino e Pisa; il Movimento disoccupati 7 novemebre da Bagnoli; il movimento Notav di Vicenza e i Boschi recentemente liberati dalla città veneta; e poi ancora: Extinction Rebellion, la campagna Stop Riarmo, l’Arci nazionale in un forte e sentito intervento che ha parlato della mobilitazione europea Stop Rearm Europe, i Centri sociali del nord est e la rete No dl sicurezza che ha ricordato l’appuntamento del 21 settembre, Potere al Popolo, Reset di Roma, Zam di Milano, operai della Tubiflex, Brancaleone, Usb, Movimenti di lotta per la casa di Roma, Militant. Una lunga e fitta assemblea che, con le dovute differenze e defezioni, ha fatto emergere che se c’è una profonda e diffusa “ragione di lotta” – come sottolineato da Nicoletta Dosio a inizio assemblea – si può partire da una base comune: in primis “l’importanza di muoversi per sabotare la guerra”. Per questo è stata individuata nell’8 novembre la data di mobilitazione nazionale a Roma. L’intervento di Nicoletta Dosio, del Movimento Notav, a inizio assemblea. Ascolta o scarica. Il report di Giulia della redazione di Radio Onda d’Urto dall’assemblea “Guerra alla Guerra”. Ascolta o scarica.
July 28, 2025
Radio Onda d`Urto
Val di Susa: le foto della due giorni di lotta
Nei suoi scatti, Luca Profenna racchiude le emozioni delle oltre 10mila persone che sabato 26 luglio sono partit3 dal campeggio del Festival “Alta Felicità” per protestare contro il TAV, la grande opera inutile che sta già devastando da tre decenni il territorio della Val di Susa. Fedele al motto “Fermiamo il TAV con ogni mezzo necessario”, il corteo ha praticato diverse azioni durante la giornata di lotta, dalle battiture contro le cancellate all’irruzione in vari punti del cantiere, tra cui anche la nuova sezione nella località Traduerivi, portando anche alla chiusura di un tratto dell’autostrada Torino-Bardonecchia. Dopo la giornata di lotta, il Festival è proseguito domenica 27 luglio con una intera giornata di eventi, assemblee e dibattiti, a cui ha partecipato, tra tante e tanti ospiti, anche l’eurodeputata Ilaria Salis. * * * * * * * * * * * * Tutte le foto sono di Luca Profenna SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Val di Susa: le foto della due giorni di lotta proviene da DINAMOpress.
July 28, 2025
DINAMOpress
NO TAV: DIECIMILA IN MARCIA IN VALLE DI SUSA. AZIONI DIRETTE CONTRO I CANTIERI DELL’ALTA VELOCITÀ
Diecimila No Tav hanno marciato sabato 26 luglio 2025, in Valle di Susa, contro l’Alta velocità Torino-Lione. Il corteo è partito dal Festival Alta Felicità, organizzato ogni anno, a fine luglio presso lo storico presidio di Venaus, dal movimento che da oltre trent’anni si batte contro la grande opera inutile e dannosa i cui cantieri aumentano di numero, devastando sempre più la Valle e le sue montagne. La marcia, aperta dallo striscione “c’eravamo, ci siamo e ci saremo”, si è divisa in diversi spezzoni raggiungendo i cantieri (attivi o futuri) del Tav a Giaglione, nella frazione Traduerivi di Susa e a San Didero. Diverse le azioni dirette partite dalla marcia, tra cui le battiture, il taglio delle reti, il blocco dell’autostrada Torino-Bardonecchia con barricate in fiamme e l’invasione del nuovo cantiere di Traduerivi, frazione di Susa. Qui è stato aperto uno striscione con la scritta “salviamo insieme la piana di Susa!”. Inoltre, sono stati danneggiati irreversibilmente mezzi e strutture da cantiere. “Si parte e si torna insieme”, dice uno storico motto del movimento No Tav. Così, dopo la marcia, i manifestanti sono rientrati insieme al Festival Alta Felicità che prosegue anche oggi tra musica, dibattiti, assemblee e iniziative di ogni genere: oggi, domenica 27 luglio, è in programma l’assemblea nazionale “Guerra alla guerra”. Da Venaus la corrispondenza di Giulia della redazione di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
July 27, 2025
Radio Onda d`Urto
VAL DI SUSA (TO) ALLE PRESE CON ALLUVIONI, DISSESTO IDROGEOLOGICO E…PROCLAMI DECENNALI PER LA REALIZZAZIONE DEL TAV
La piemontese Val di Susa è stata colpita in questi giorni da pesanti alluvioni – soprattutto in alta Valle – che hanno provocato il crollo di ponti, l’esondazione di torrenti, la chiusura di statali e la morte di un uomo a Bardonecchia. “La colata detritico-fangosa” avvenuta due giorni fa, con l’esondazione del Frejus, a nemmeno due anni dal gravoso evento del 13 agosto 2023, “ripropone alcuni temi di primaria importanza quali la rilocalizzazione delle aree a maggiore rischio e la gestione delle fasi emergenziali in corso d’evento; la perdita vite umane a seguito di eventi di natura idrogeologica non non può più essere accettata” fa sapere Annalisa Bove, presidente del Consiglio dell’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte. L’intervista a Annalisa Bove, presidente del Consiglio dell’Ordine regionale dei Geologi del Piemonte. Ascolta o scarica. A prendere parola anche il Movimento No Tav della Val di Susa: “i terribili fatti a Bardonecchia […], il terrificante incendio del 2017 a Mompantero e Bussoleno, le tante occasioni in cui è mancato un soffio urlano”. E ancora: “è la stessa Valle nella quale si vorrebbero sprecare enormi quantità di denaro pubblico per il Tav Torino-Lione”. Proprio in questo contesto di alluvioni ed emergenze idrogeologiche per la valle torinese, nella giornata di martedì 1 luglio Telt (la società incaricata della realizzazione della Tav Torino e Lione) ha organizzato un comizio-passerella a Susa. Il Movimento No Tav ha realizzato un protesta fuori dal luogo dell’incontro. Ogni anno, come denuncia il movimento valsusino, viene ri-proposta la realizzazione della maxi-opera ferroviaria da parte di Telt. La società francoitaliana è però dal 2001 che ha in mano la costruzione del Tav: in un quarto di secolo non ha posato nemmeno 1 metro di nuovi binari, continuando a speculare e alzare i costi per la realizzazione, arrivando in ultimo a stimare l’opera in 14 miliardi e 7 milioni di euro. L’intervista a Doriana del Comitato No Tav Susa-Mompantero. Ascolta o scarica.
July 2, 2025
Radio Onda d`Urto