A inizio maggio 2026, il gruppo vicentino Acciaierie Beltrame ha presentato alla
Città metropolitana di Torino un’istanza per avviare la procedura di Valutazione
di Impatto Ambientale (VIA) con un obiettivo preciso: rimettere in funzione il
forno elettrico ad arco con colata continua dello stabilimento di San Didero.
L’impianto, chiuso ormai da dodici anni, potrebbe tornare a produrre acciaio. Si
parla di un investimento previsto di 40 milioni di euro, una capacità produttiva
dichiarata di 800mila tonnellate all’anno e, secondo le prime comunicazioni
aziendali, di 150 nuovi posti di lavoro in un territorio che negli ultimi dieci
anni ha conosciuto soprattutto crisi, cassa integrazione e promesse tradite.
https://www.notav.info/post/il-ritorno-del-forno-elettrico-ad-arco-a-colata-continua-il-sospetto-di-non-valere-nulla/
Con l’ex sindaca e cittadina di San Didero Loredana Bellone abbiamo parlato
della storia dell’acciaieria ma anche del passato industriale della Val di Susa,
tra mancate bonifiche, nocività e licenziamenti.
Appuntamento venerdì 29 maggio alle 20:30 al Polivalente di San Didero per
parlare dell’eventualità della riapertura, delle preoccupazioni e
dell’opposizione che si sta creando al progetto.
Tag - val di susa
Dracula all’Avis e altri spettri: il nervosismo di chi difende la Torino-Lione
C’è qualcosa di paradossale e, involontariamente comico, nelle dichiarazioni di
Paolo Foietta pubblicate da la Repubblica. Dopo anni passati a presidiare,
coordinare, spiegare e soprattutto difendere la Torino-Lione, oggi l’allarme è
[…]
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Torino-Lione first appeared on notav.info.
Ci basta la tripartizione dei poteri?
una riflessione di Enrico Semprini, saltando dall’oggi alla Comune di Parigi… e
ritorno. In queste settimane ci siamo concentrati con entusiasmo alla difesa
della tripartizione dei poteri sancita dalla Costituzione uscita dalla seconda
guerra mondiale. La lotta andava fatta ed era giusto lottare contro un attacco
volto a modificare l’ordinamento italiano verso un contesto dittatoriale; in
effetti la dittatura si
Otto mesi in più, accanimento contro Giorgio Rossetto
Alla vigilia della fine dei domiciliari la Procura prolunga la pena
dell’attivista No Tav: il movimento denuncia persecuzione giudiziaria e “diritto
penale del nemico” Doveva concludersi il 14 marzo il …
VAL SUSA: ACCANIMENTO CONTRO GIORGIO ROSSETTO, PROLUNGATA LA DETENZIONE A UN GIORNO DALLA FINE DELLA PENA. INTERVISTA A NICOLETTA DOSIO
“E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di
Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”. Inizia così
l’intervista a Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav valsusina, in merito
alla decisione della Procura della Repubblica di prolungare il periodo di
detenzione domiciliare per Giorgio Rossetto, compagno torinese del momento
contro l’opera in Val di Susa, il cui periodo di detenzione domiciliare scadeva
sabato 14 marzo 2026.
Iniziata a gennaio 2025, la detenzione domiciliare per Rossetto era stata
comminata per delle condanne definitive legate “al maxi-processo per lo sgombero
della Maddalena del 2011, la costruizione della baita in Clarea nel 2010 e
infine una marcia No Tav nel 2019”, scrive il movimento valsusino in un
comunicato.
Il 2 febbraio 2026, un anno e un mese aver iniziato a scontare la pena, Giorgio
Rossetto aveva subito l’aggravamento della detenzione a causa di un’intervista
rilasciata ai nostri microfoni, “colpevole” di aver commentato a Radio Onda
d’Urto lo sgombero di Askatasuna dello scorso dicembre. Aver parlato a una
emittente informativa gli è costato il divieto di comunicazione e riduzione ad
un’ora del tempo consentito per uscire.
La storia di Rossetto è una storia comune a tanti attivisti e attiviste No Tav,
sommersi da denunce, indagini, pedinamenti e punizioni giudiziarie continue.
Nonostante anni di feroce repressione poliziesca e giudiziaria, il Movimento
della Val Susa continua la sua lotta della grande opera in utile in progetto
nella valle alpina. A confermarne l’inutilità, la stessa TELT, società
costruttrice dell’opera, che ha formalizzato lo slittamento dell’entrata in
funzione della TAV Torino-Lione al 2034, intascandosi nel frattempo milioni di
fondi pubblici e speculando per anni sulla sua costruzione.
Per Rossetto, il 13 marzo 2026 (un giorno prima della conclusione della
detenzione), “sfruttando il fatto che è stato dichiarato inammissibile un
ricorso in cassazione” vengono aggiunti ulteriori 8 mesi di detenzione alla
pena. “La questione è che contro di noi viene applicato il diritto penale del
nemico”, denuncia Nicoletta Dosio ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Di seguito
l’intervista completa. Ascolta o scarica.
Il “Sì” che serve a loro: Zangrillo e Cirio in passerella a Susa
Venerdì 13 marzo la Sala Consiliare di Susa ospiterà l’incontro pubblico dal
titolo “Il ‘Sì’ che serve”, dedicato alla riforma della giustizia. Tra gli
ospiti annunciati il ministro della Pubblica […]
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Un nuovo progetto educativo di comunità in Val Di Susa
In collegamento con un compagno della Val Di Susa, parliamo dell'appuntamento di
questo giovedi 8 Gennaio al Presidio di San Giuliano. Di seguito, l'invito:
"GIOVEDÌ 08/01/26 ORE 18 PRESIDIO DI SAN GIULIANO CHIACCHIERA SU PROGETTO
EDUCATIVO DI COMUNITÀ IN VAL DI SUSA ⛰️
Da alcuni mesi stiamo portando avanti un progetto educativo di comunità in val
di Susa con adulti, famiglie, bimbi/e della valle e di Torino. Cerchiamo di
creare spazi politici attraversabili da bimbi/e e da persone che hanno scelto la
strada della genitorialità e di immaginarci assieme pratiche educative che ci
rappresentino. Se sei interessatə a tematiche educative, se sei genitore o se
vuoi provare a ragionare assieme su come creare comunità a partire
dall’educazione ti aspettiamo! 🤗
P.S portiamo qualcosina da condividere per una merenda."
NO TAV: NASCE UN NUOVO PRESIDIO A SAN GIULIANO. L’8 DICEMBRE MARCIA POPOLARE A VENT’ANNI DALLA LIBERAZIONE DI VENAUS
Il movimento No Tav della Val Susa torna in marcia: annunciato l’allestimento di
un nuovo presidio permanente a San Giuliano, frazione di Susa, per continuare
l’opposizione all’esproprio di terreni e l’abbattimento di case che vorrebbe
fare spazio ai cantieri dell’alta velocità Torino-Lione.
“Negli ultimi giorni – scrivono compagne e compagni No Tav – abbiamo visto la
rabbia e la disperazione di chi ha perso la propria abitazione, ma abbiamo visto
anche la forza collettiva di chi non è disposto a farsi spazzare via”. “Da qui –
prosegue la nota – nasce la scelta di costruire insieme un presidio permanente
alle case di San Giuliano: un luogo vivo, aperto, attraversabile, in cui
difendere le case e vegliare sulla nostra terra, ma anche rafforzare legami,
informare e organizzare resistenza“.
Il tutto a pochi giorni dall’8 dicembre, ventesimo anniversario della
liberazione di Venaus. Quel giorno – l’8 dicembre del 2005 – i No Tav della Val
Susa, in migliaia, ripresero il terreno sul quale sorge ancora oggi il presidio
permanente di Venaus, che era stato espropriato due giorni prima dalla Polizia
giunta in forze e in tenuta anti-sommossa.
Lunedì 8 dicembre 2025 l’ormai tradizionale marcia popolare No Tav, che ogni
anno ricorda quella vittoria, partirà da Venaus e si dirigerà proprio verso il
nuovo presidio permanente di San Giuliano.
Su Radio Onda d’Urto, dal presidio No Tav di San Giuliano, sono intervenuti
Francesco e Alice, del Movimento No Tav. Ascolta o scarica.
“GUERRA ALLA GUERRA”, ASSEMBLEA DEI MOVIMENTI: LANCIATA PER L’8 NOVEMBRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
E’ iniziata con le parole di Nicoletta Dosio, storica attivista della Val di
Susa, l’assemblea nazionale “Guerra alla Guerra”, svoltasi domenica 27 luglio
durante il Festival Alta Felicità al presidio di Venaus, Torino.
Davanti a una platea di oltre 300 persone, riunitasi sotto il tendone dei
dibattiti, si è svolta dunque una lunga assemblea nazionale contro guerra e
riarmo, ospitata dal Movimento valsusino e che ha visto la partecipazione di
decine tra collettivi, realtà, sindacati di base e partiti.
E’ necessario “mettere insieme le ragioni della lotta con le pratiche della
lotta“, ha ricordato in primis Nicoletta Dosio, sottolineando come – nella lunga
e decennale storia del Movimento Notav – “la pratica della lotta è riuscita a
mettere insieme idee diverse, modi diversi di approcciarsi alla realtà, ed è
riuscita a farli crescere insieme”.
“Guerra alla Guerra” è in realtà il titolo di un libro pubblicato ormai 100 anni
fa da un cittadino prussiano, Ernest Friedrich. Reduce dal carcere per essersi
rifiutato di partecipare al primo conflitto mondiale, ha dato alle stampe Krieg
dem Kriege! (Guerra alla guerra), in cui raccolta con oltre 180 immagini della
Prima guerra mondiale tratte da archivi medici e militari tedeschi, cos’erano
gli orrori della guerra, cosa era accaduto nelle trincee e nei campi di
combattimento.
Il nostro tempo ha imposto di recuperare questo slogan (ripreso poi, a vario
titolo, nei conflitti del ‘900) e il suo rifiuto nei confronti di un mondo che
sta alzando sempre più muri spinati, che sta trasformando le proprie economie,
armandosi, arruolando.
Da qui l’idea – partendo dall’assemblea di domenica – di costruire (come scritto
nel comunicato di indizione) un percorso contro la guerra, il riarmo e il
genocidio in Palestina.
Durante l’apertura è stata ricordata la solidarietà all’equipaggio della nave
Handala della Freedom Flotilla, arrestato la notte precedente dall’esercito
israeliano, ed è stata salutata la liberazione di George Ibrahim Abdallah,
attivista libanese detenuto in Francia per 40 anni.
E’ intervenuto poi Quarticciolo Ribelle, da Roma, che ha sottolineato
l’importanza di parlare il più possibile alla società civile e non solo “a noi
stessi”, intesi come collettivi, realtà, movimenti.
Durante l’assemblea si sono susseguiti numerosi interventi da parte delle realtà
organizzate presenti: il movimento No Base di Pisa, contro la realizzazione di
una nuova base militare sul territorio; i Giovani palestinesi, l’Intifada
studentesca, l’Udap, tra le realtà che hanno dato vita a un ampio movimento per
la Palestina in Italia e che hanno ricordato l’appuntamento nazionale del 4
ottobre; i lavoratori portuali di Livorno dei GAP e gli operai del collettivo di
fabbrica Gkn da Firenze che ha chiuso l’intervento con la frase emblematica
“questo autunno compatti: non sfilacciati ma convergenti”, per riprendere il
loro storico slogan.
Hanno fatto seguito gli interventi delle realtà transfemministe di Non Una di
Meno dei Nodi di Torino e Pisa; il Movimento disoccupati 7 novemebre da Bagnoli;
il movimento Notav di Vicenza e i Boschi recentemente liberati dalla città
veneta; e poi ancora: Extinction Rebellion, la campagna Stop Riarmo, l’Arci
nazionale in un forte e sentito intervento che ha parlato della mobilitazione
europea Stop Rearm Europe, i Centri sociali del nord est e la rete No dl
sicurezza che ha ricordato l’appuntamento del 21 settembre, Potere al Popolo,
Reset di Roma, Zam di Milano, operai della Tubiflex, Brancaleone, Usb, Movimenti
di lotta per la casa di Roma, Militant.
Una lunga e fitta assemblea che, con le dovute differenze e defezioni, ha fatto
emergere che se c’è una profonda e diffusa “ragione di lotta” – come
sottolineato da Nicoletta Dosio a inizio assemblea – si può partire da una base
comune: in primis “l’importanza di muoversi per sabotare la guerra”. Per questo
è stata individuata nell’8 novembre la data di mobilitazione nazionale a Roma.
L’intervento di Nicoletta Dosio, del Movimento Notav, a inizio assemblea.
Ascolta o scarica.
Il report di Giulia della redazione di Radio Onda d’Urto dall’assemblea “Guerra
alla Guerra”. Ascolta o scarica.
Val di Susa: le foto della due giorni di lotta
Nei suoi scatti, Luca Profenna racchiude le emozioni delle oltre 10mila persone
che sabato 26 luglio sono partit3 dal campeggio del Festival “Alta Felicità” per
protestare contro il TAV, la grande opera inutile che sta già devastando da tre
decenni il territorio della Val di Susa.
Fedele al motto “Fermiamo il TAV con ogni mezzo necessario”, il corteo ha
praticato diverse azioni durante la giornata di lotta, dalle battiture contro le
cancellate all’irruzione in vari punti del cantiere, tra cui anche la nuova
sezione nella località Traduerivi, portando anche alla chiusura di un tratto
dell’autostrada Torino-Bardonecchia.
Dopo la giornata di lotta, il Festival è proseguito domenica 27 luglio con una
intera giornata di eventi, assemblee e dibattiti, a cui ha partecipato, tra
tante e tanti ospiti, anche l’eurodeputata Ilaria Salis.
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Tutte le foto sono di Luca Profenna
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