Primo giorno ad Alta Felicità!
Dopo la Not(t)e ad Alta Felicità di ieri, una serata di primi concerti in attesa
dell’inaugurazione del decennale del Festival, questa mattina è stato dato il
via ufficiale al Festival Alta Felicità.
Quest’anno festeggiamo dieci anni: dieci anni in cui l’estate della Val di Susa
è stata animata da lotta, socialità e cultura, vissute in modo diverso e
sostenibile.
Questa prima giornata è stata caratterizzata da numerosi dibattiti dedicati ad
alcuni dei temi più rilevanti e attuali: dall’antifascismo all’antispecismo,
fino a un’approfondita riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale e
guerra.
E proprio su questo tema si è aperto lo spazio dibattiti.
Il dibattito con Silvano Cacciari, antropologo e autore di diversi titoli sul
tema della guerra, della finanza e dell’intelligenza artificiale. Oggi la guerra
a livello globale diventa un campo di battaglia in cui non solo le armi
classiche vengono utilizzate: le reti e le infrastrutture che riguardano gli
ambiti dell’energia, della finanza, della logistica e della comunicazione
possono essere delle armi non convenzionali o, come sottolinea Cacciari, armi
della guerra ibrida. Ci sono degli spazi in questo mondo fatto di intelligenza
artificiale, dispositivi che creano dall’alto finto consenso popolare per
stimolare guerra interna, per chi si pone l’ambizione di cambiare le cose? Con
questa domanda aperta il dibattito si è chiuso lanciando alcuni spunti di
riflessione su cui sarà importante ragionare anche per noi.
Successivamente ha avuto luogo il dibattito “Chi ha paura dell’antifascismo?”,
con la partecipazione di Leonardo Bianchi, Mattia Tombolini, Rita Rapisardi e
Abo di Free All Antifa.
L’incontro ha analizzato l’evoluzione delle destre radicali negli ultimi anni,
in Europa e nel resto del mondo, e la crescente criminalizzazione del cosiddetto
“movimento antifa” a livello internazionale.
A partire dall’analisi di episodi di estremismo di destra e dalla progressiva
legittimazione di discorsi radicali all’interno di numerosi governi e
istituzioni, il confronto si è soffermato sui processi di normalizzazione del
linguaggio con cui questi fenomeni vengono raccontati, sugli obiettivi politici
che tale narrazione persegue e sul ruolo del giornalismo e delle piattaforme
digitali nella diffusione globale di teorie complottiste, propaganda reazionaria
e contenuti di matrice neofascista.
Il dibattito ha inoltre approfondito il significato dell’essere antifascisti
oggi, affrontando il tema delle campagne internazionali di solidarietà con gli
imputat* del processo di Budapest e interrogandosi sulle forme contemporanee
dell’impegno antifascista. È emersa l’idea che l’antifascismo non rappresenti
soltanto una memoria storica o una risposta alla violenza dell’estrema destra,
ma una pratica politica capace di intrecciarsi con le lotte del presente,
costruendo spazi di emancipazione e contrastando le derive autoritarie,
nazionaliste e conservatrici che attraversano le società contemporanee.
A conclusione della giornata ha avuto luogo il talk “La carne del capitale”, che
è nato con l’obiettivo di riflettere su come il sistema capitalista riduca ogni
forma di vita — sia umana che non umana — a risorsa, merce e profitto.
L’incontro propone di allargare lo sguardo oltre la difesa del territorio per
comprendere come lo sfruttamento animale si intrecci con quello dei lavoratori,
delle lavoratrici e delle persone più vulnerabili, cercando di costruire
un’alleanza tra specie diverse.
La discussione ha fatto dialogare tre prospettive complementari: Martina
Miccichè ha affrontato il tema sul piano teorico e politico, spiegando come la
prospettiva antispecista si inserisca a pieno titolo nell’intersezionalità delle
lotte e come la gerarchia tra le vite sia uno dei meccanismi fondamentali del
capitalismo.
Essere Animali ha portato l’esperienza delle inchieste e della denuncia negli
allevamenti intensivi, luoghi normalmente invisibili che rivelano uno
sfruttamento incrociato, subito sia dagli animali sia da chi ci lavora.
Vivi gli Animali ha raccontato la dimensione della pratica quotidiana attraverso
la vita dei rifugi, dove gli animali — non più considerati numeri o merci —
tornano a essere riconosciuti come individui.
Il punto d’incontro emerso dal dibattito è che teoria, denuncia e pratica sul
campo devono agire insieme: la lotta per la liberazione animale, la difesa della
terra e la giustizia sociale non sono battaglie distinte, ma rami dello stesso
albero. Il talk si chiude con un invito concreto ad attivare un’alleanza
interspecie quotidiana, sostenendo chi fa inchiesta, supportando i rifugi e
riducendo la logica dell’uso e del profitto nelle nostre scelte di tutti i
giorni.
La prima giornata di Festival prosegue con l’apertura dell’arena principale che
vedrà protagonisti artisti di tutta Italia darsi il cambio per inaugurare il
palco del decennale.
Ci vediamo domani per la marcia No Tav contro i cantieri della devastazione!
Avanti No Tav!