
La propaganda trumpiana si trasforma in videogioco
L'INDIPENDENTE - Friday, September 4, 2026Novembre si sta avvicinando e, con esso, si avvicinano anche le elezioni statunitensi di metà mandato. I cittadini non sembrano particolarmente colpiti dai traguardi ottenuti dal presidente Donald Trump, troppo preoccupati da un aumento dei prezzi reali che si è solo acuito in seguito alla guerra contro l’Iran. Per cercare di mantenere strette le redini della narrazione pubblica, l’establishment sta facendo il possibile per ostacolare ogni voce critica e valorizzare i punti salienti della propaganda MAGA, compresa la creazione e la distribuzione di videogiochi.
Le elezioni di midterm sono da sempre viste come una cartina tornasole dell’operato di un governo statunitense, oltre che un modo per alterare gli equilibri di potere, toccando la distribuzione partitica di parte del Senato e rinnovando la Camera dei Rappresentanti. Al di là dell’elemento puramente strategico, c’è dunque il fatto che questa sarà l’occasione per Trump di fare i conti con quello che i suoi cittadini pensano davvero di lui. Considerando che i sondaggi suggeriscono che il presidente abbia un tasso di approvazione del 32% e che il 60% degli elettori sia apertamente ostile alla guerra in Iran, la situazione non è delle più rosee.
Dato che Trump è notoriamente insofferente alle informazioni a lui sfavorevoli, l’Amministrazione sta già facendo il possibile per arginare gli effetti di una possibile batosta elettorale, a partire dal limitare considerevolmente la possibilità di votare da remoto. Il 31 marzo 2026 Trump ha infatti firmato un ordine esecutivo che mira a creare, in ciascuno stato, liste di cittadini statunitensi idonei al voto, istruendo il Servizio Postale degli Stati Uniti di inviare le schede elettorali per posta solo agli elettori verificati. Il decreto è stato in gran parte bloccato da un’ordinanza restrittiva di un tribunale di Boston, quindi il governo si sta ora rivolgendo alla Corte Suprema per sbloccare la situazione. Un’accortezza forse superflua, visto che almeno un whistleblower ha testimoniato che i servizi postali si starebbero comunque già muovendo per adeguarsi all’ordine di Trump, a prescindere da quanto stabilito dai tribunali.
Se da un lato c’è la volontà di limitare la libertà di espressione del popolo e del giornalismo, dall’altro c’è quella di “valorizzare” gli obiettivi perseguiti dall’esecutivo o, quantomeno, di ricordare ai cittadini i punti retorici più populisti e coinvolgenti del movimento MAGA. Tra i vari sforzi divulgativi mossi in questa direzione, il più sorprendente è quello della Casa Bianca, che giovedì ha pubblicato sulla propria pagina web ufficiale cinque videogiochi dal look retrò: Flappy Bill, Build the Wall, Rio Run, Supply Line e Trump Savings Tycoon.
Opere che si rifanno in maniera marcata ed evidente a classici come Flappy Bird, Tetris e Snake, ma che, a differenza degli originali, si concentrano sul bloccare o deportare migranti e rifugiati, suggerire che la gestione alimentare delle mense scolastiche americane sia migliorata e promuovere il bonus da 1000 dollari che l’esecutivo ha predisposto per gli statunitensi nati tra il 2016 e il 2024. A giudicare da come è impostato il portale, inoltre, nuove esperienze interattive potrebbero essere proposte nell’immediato futuro.
Non è la prima volta che il governo statunitense si affaccia in qualche modo alla dimensione videoludica per coinvolgere i cittadini e catturarne l’attenzione in vista di un’elezione. Di solito, più che da Washington stessa, queste strategie vengono peró impiegate dai comitati elettorali di specifici politici o da fondazioni civiche. Anche in questa dimensione apertamente partitica, si tende a presentare il tutto come una forma di promozione al voto, uno sforzo volto a sensibilizzare i cittadini e a spiegare, specialmente alle nuove generazioni, il processo burocratico previsto per far valere le proprie preferenze politiche. Le agenzie governative avevano finora preferito mantenere una neutralità formale, ma evidentemente sono ormai pronte ad abbracciare con enfasi la gamification propagandistica.
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