Cinque giorni di piramidi, storia, amore e anche disamoreCOS’È UN SEMILLERO? DI COSA HANNO DISCUSSO LE COMUNITÀ ZAPATISTE NEL SEMILLERO
PROMOSSO NEGLI ULTIMI GIORNI DI DICEMBRE? COME LO HANNO FATTO? INSIEME A CHI? IN
UN MONDO DISTRATTO CHE SEMBRA INCAPACE DI PERCEPIRE LA VIOLENZA, QUALCUNO METTE
DA PARTE UN PO’ DI LEGNA CON CUI “IL GIORNO DOPO” IL CROLLO DEL NOSTRO SISTEMA
MONDIALE SI POTRANNO ACCENDERE MONDI NUOVI
Periodistas unidos
Giorno 1
Il 26 dicembre 2025 ha avuto inizio il Semillero “De pirámides, de historias, de
amores y, claro, desamores”, il quarto e ultimo di una serie di incontri
svoltisi nel corso di un anno. Questi incontri sono stati dedicati alla
comprensione della crisi di civiltà che stiamo attraversando e alla riflessione
su come costruire realtà alternative che possano servire da semi capaci di
sbocciare “il giorno dopo” il crollo del nostro sistema mondiale.
In questi quattro incontri, lo zapatismo ci ha mostrato, attraverso le parole,
le opere d’arte e, naturalmente, la pratica, i due pilastri di una profonda
trasformazione interiore che si estende anche all’esterno: “el común” e lo
smantellamento delle forme di organizzazione piramidali.
Questa serie di incontri è iniziata con la Prima Sessione degli Incontri
Internazionali di Resistenza e Ribellione, tenutasi il 28 e 29 dicembre 2024 al
Cideci – Università della Tierra Chiapas, seguita da un festival culturale al
Caracol di Oventic dal 30 dicembre 2024 al 2 gennaio 2025. In questo incontro,
diversi pensatori/rici hanno analizzato “la tempesta” – la crisi di civiltà che
stiamo vivendo – sia a livello globale che in Messico. Hanno anche riflettuto
sulla realtà delle donne, zapatiste e non zapatiste, e sui primi passi nella
costruzione del “común ” e nel lavoro politico con donne provenienti da comunità
non zapatiste. Allo stesso tempo, le zapatiste hanno raccontato cosa le ha
spinte a fare del “común ” il fulcro di questa nuova fase dello zapatismo e i
primi passi compiuti in questo percorso.
Dal 13 al 19 aprile 2025, si è svolto l’Encuentro (Rebel y Revel) Arte presso il
Caracol Jacinto Canek. Questo incontro, utilizzando le arti come cornice, ha
proseguito la riflessione sulla tempesta e, soprattutto, ha esplorato come
costruire altri mondi possibili di fronte alla crisi globale. L’incontro si è
concluso con una discussione il 19 aprile al Cideci – Università della Tierra.
Dal 3 al 16 agosto 2025, si è tenuto Encuentro de Resistencias y Rebeldías
“Algunas partes del todo”, presso il Semillero Comandanta Ramona del Caracol di
Morelia. Per due settimane, in due sessioni simultanee, i partecipanti hanno
condiviso non i problemi della tempesta, ma le soluzioni e le alternative che si
stanno costruendo in diverse località del mondo. Un incontro che ha ispirato la
certezza che altri mondi, molto diversi dalla devastazione in corso, non solo
sono possibili, ma si stanno già costruendo in molti luoghi: mondi dove la vita
è sacra, dove rispetto e dignità sono la bussola per navigare nella tempesta.
Parte di questa costruzione, evidentemente, riguarda i grandi cambiamenti
interni allo zapatismo: la costruzione del “común” e la nuova forma di
autogoverno, che gli zapatisti hanno spiegato sia con le parole che attraverso
rappresentazioni teatrali e altre presentazioni da parte dei giovani.
Questo quarto e ultimo incontro è iniziato con le parole del Capitano Marcos e
del Subcomandante Moisés, che condividiamo qui, insieme al video e alle immagini
complete:
> Día 1 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”
Giorno 2
27 dicembre 2025, San Cristóbal de Las Casas. In questa seconda giornata la
discussione si è concentrata sul significato della storia. Raúl Romero e Carlos
Aguirre Rojas, da diverse prospettive, hanno discusso della storia come campo di
battaglia simbolico in cui gli eventi passati vengono discussi per comprendere
il presente e procedere verso il futuro. Come l’uso del discorso storico da
parte dello Stato e di chi detiene il potere in generale, come mezzo per
mantenere la coesione degli Stati-nazione che non riflettono la loro
composizione pluralistica e per mantenere il controllo e il dominio sui loro
popoli, così anche di come la sovversione della storia ufficiale e la sua
appropriazione dal basso, sono stati esplorati da diverse angolazioni.
Il Capitano Marcos ha letto il racconto Historia de amores y desamores, con
protagonista la piccola Deni e il defunto Subcomandante Galeano. Il
Subcomandante Moisés, da parte sua, ha parlato della necessità di costruire
alternative e del percorso zapatista nella costruzione del común e
dell’autogoverno.
Ascolta l’audio e guarda i video e le immagini qui:
> Día 2 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”
Cogliamo l’occasione per condividere un importante libro consigliato dal
Capitano Marcos, Sembrando Vida: recuento desde las regiones a seis años (testi
di Russel de Jesús Peba Ocampo, Pedro Uc, Carlos Beas e il Coordinatore Ucizoni,
Aline Zárate Santiago, Ana Luz Valadez Ortega, Álvaro Salgado, Armando Galeana,
Joel Aquino, Alfredo Zepeda e Ana de Ita), che analizza gli effetti di questo
progetto di governo sulla base delle testimonianze di coloro che lo hanno
vissuto in tutto il Paese.
Giorno 3
28 dicembre 2025, San Cristóbal de Las Casas. Il terzo giorno del Semillero è
stato dedicato alla riflessione sul ruolo dei diritti umani nelle lotte sociali,
nonché sull’apparato legislativo del Messico e degli Stati-nazione in generale.
Come possiamo parlare di diritti umani di fronte allo sterminio del popolo
palestinese a Gaza e alla vergognosa complicità della maggior parte degli stati
del mondo? Come possiamo parlare di diritti umani in un paese come il Messico,
con femminicidi, torture, omicidi, brutalità militare, fosse comuni e
l’instancabile e dignitosa disperazione di chi cerca i propri cari scomparsi?
Eduardo Almeida e Tamara San Miguel, del Nodo de Derechos Humanos (NODHO), hanno
riflettuto su questo con parole potenti che ci invitano a riflettere. Eduardo ha
parlato dell’uso del discorso sui diritti umani da parte di chi detiene il
potere per giustificare le proprie atrocità. Tamara, tra le altre cose, ha
distinto tra quelli che ha definito crimini di potere, commessi da chi detiene
il potere per garantire la propria sopravvivenza, e violazioni dei diritti
umani. I crimini di potere non sono definiti dalla legge e non sono riconosciuti
come tali (ad esempio, crimini di stato, tortura sessuale e reati societari che
comportano espropriazione). Alla luce di ciò, è necessario politicizzare la
difesa dei diritti umani e dei crimini di potere, cercando meccanismi autonomi
paralleli a quelli dello Stato.
Dal canto suo, l’avvocata Bárbara Zamora ha riflettuto sulle leggi che escludono
e discriminano. “Tutte le leggi sono intrinsecamente discriminatorie ed
escludenti perché sono emanate da chi detiene il potere e utilizzate per
esercitare il potere sugli altri”, ha esordito Bárbara. Per illustrare questo
concetto, ha offerto un’affascinante panoramica delle riforme dell’articolo 27
della Costituzione, che riguardano poi la Legge Agraria, la Legge Mineraria, la
Legge sugli Investimenti Esteri, la Legge sugli Idrocarburi, nonché la Legge
Amparo e il Codice Civile, tutte misure che interessano le comunità indigene e
contadine del Paese.
Il Capitano Marcos ha iniziato chiarendo punti importanti sulla posizione
zapatista di rispetto della diversità di visioni e opinioni e sull’importanza
dei disaccordi e delle differenze tra compagni. Ha poi riflettuto sui
cambiamenti avvenuti all’interno della struttura stessa dell’EZLN, che, in
quanto esercito, è intrinsecamente piramidale. Da quando il Subcomandante Moisés
ha assunto il comando, ha spiegato, la piramide dell’EZLN si è “appiattita”,
orientandosi sempre più verso “el común”. Infine, dopo aver spiegato che le
storie sono un modo per gli zapatisti di raccontare la realtà, ha letto il
racconto El amor y el desamor según el Chómpiras y la Lucecita.
Infine, il Subcomandante Moisés ha parlato della costruzione del “común” nel
territorio zapatista, fornendo chiari esempi di come funzionano le nuove
strutture di governo e l’organizzazione del lavoro comunitario, con fratelli e
sorelle non zapatisti, sulle terre recuperate.
Ascolta l’audio e guarda i video e le immagini qui:
> Día 3 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”
Giorno 4
29 dicembre 2025, San Cristóbal de Las Casas. Il tema di questa quarta giornata
del Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores” era,
da un lato, il cambiamento climatico e la crisi ecologica globale, e dall’altro,
la piramide politica ed economica in Messico.
Il geografo Carlos Tornel ha parlato del cambiamento climatico e della crisi
ecologica del pianeta come conseguenza del capitalismo selvaggio in cui viviamo.
Con dati e spiegazioni chiare, rivolte principalmente agli oltre 500 zapatisti
presenti all’incontro, ha tracciato un quadro desolante della traiettoria della
crisi. Nonostante le discussioni internazionali sul cambiamento climatico negli
ultimi trent’anni, le emissioni di gas serra sono aumentate del 65%. L’aumento
della temperatura del pianeta dall’inizio dell’industrializzazione è ora di 1,5
gradi Celsius, considerato dagli scienziati il limite “sicuro” per il
riscaldamento globale. Tuttavia, data la traiettoria attuale, si prevede un
aumento compreso tra 2,6 e 3,3 gradi, il che appare catastrofico. Le soluzioni
dall’alto verso il basso sono sempre modi per mitigare gli effetti senza
modificare le cause, ovvero il sistema capitalista stesso. Ciononostante, ci
sono già molti movimenti in tutto il mondo che comprendono il problema di fondo
e stanno apportando profondi cambiamenti nelle relazioni sociali e con la
natura, come dimostrato dal movimento zapatista.
Il sociologo Arturo Anguiano, da parte sua, ha parlato della sinistra
istituzionale in Messico, in particolare del governo di Andrés Manuel López
Obrador (e ora di Claudia Sheinbaum) e del partito Morena, che ha definito
“l’altra destra”, con un progetto di sviluppo neoliberista mascherato da un
discorso populista di sinistra.
Il Capitano Marcos ha usato l’analogia di un tavolo con quattro gambe per
rappresentare le fondamenta dello zapatismo: la chiesa progressista e/o la
teologia della liberazione; l’avanguardia rivoluzionaria o il proletariato; la
società civile nazionale e il sostegno internazionale. Anche se mancano una,
due, tre o tutte e quattro le gambe, il tavolo rimane solido perché al centro
c’è una quinta gamba che sostiene veramente lo zapatismo: la nostra storia come
popoli indigeni. È questa storia che sta alla base dei grandi cambiamenti in
corso e della costruzione del “común”.
Il Subcomandante Moisés ha parlato della necessità di organizzarsi in tutte le
parti del mondo per affrontare la crisi globale, la violenza, l’espropriazione e
la distruzione sistematica perpetrata dal capitalismo.
Infine, condividiamo qui il libro Golpes y contragolpes: La acción subversiva en
la más hostil de las conidicones, de Miguel Amorós, consigliato dal Capitano
Marcos.
Ascolta l’audio e guarda i video e le immagini qui:
> Día 4 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”
Giorno 5
30 dicembre 2025, San Cristóbal de Las Casas. Questa quinta e ultima giornata
del Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores” è
stata dedicata, da un lato, all’esame del ruolo delle arti nella costruzione di
altri mondi e, dall’altro, alle piramidi che si producono in basso.
Il drammaturgo Luis de Tavira, in un testo letto dal Capitano Marcos, intitolato
“L’arte è una dichiarazione d’amore per l’umanità”, ha anche affermato che “le
arti sono una denuncia e una maledizione contro la mancanza d’amore e la
crudeltà con cui le persone e le società vengono disumanizzate”. Capire, ha
affermato, significa capire che non comprendiamo, e l’arte è in grado di
mostrarci ciò che non possiamo intravedere, mostrandoci che altri mondi
esistono. “L’arte è un atto di bontà e il mondo è un miracolo”. Eppure, la
logica del capitale distrugge tutto, accecando le società. “Il mondo è
distratto”, ha detto, “ed è incapace di percepire gli eventi violenti che si
svolgono davanti ai suoi occhi”. “La sfida per l’arte amorevole della vita sarà
reagire con ribellione alla normalizzazione della violenza sociale”.
Raúl Zibecchi, da parte sua, ha offerto un’affascinante panoramica di quelle che
ha definito “le piramidi inferiori”, ovvero quelle che si riproducono
all’interno dei movimenti sociali. “Le rivoluzioni che hanno trionfato”, ha
detto, intendendo quelle che hanno preso il potere, “sono sempre state incapaci
di trasformare il mondo”. Questo perché, una volta prese il potere, riproducono
la piramide e diventano nuove classi dirigenti. Esempi di ciò sono,
naturalmente, il PRI in Messico, lo stato sovietico e il Nicaragua. Ma le
piramidi si riproducono anche all’interno dei movimenti sociali. Zibecchi ha
citato gli esempi della CONAIE in Ecuador e del MST in Brasile, che, nonostante
i loro grandi successi, riproducono strutture piramidali di comando, con alcune
al di sopra delle altre. Ha citato cinque esempi di movimenti in Perù, Honduras
e Brasile che tentano di rompere con la struttura piramidale, sebbene questa
finisca inevitabilmente per riprodursi in una forma o nell’altra. Pertanto, il
grande cambiamento interno allo zapatismo – lo smantellamento delle proprie
piramidi e la costruzione del común – rappresenta un passo rivoluzionario.
Il Subcomandante Moisés ha continuato a descrivere nel dettaglio, con esempi
pratici, come il común si sta costruendo in territorio zapatista. In
particolare, ha raccontato, attraverso vari casi specifici, l’intenso lavoro
politico svolto con le comunità “sorelle” non zapatiste, sensibilizzandole e
invitandole a partecipare alla costruzione del común attraverso l’esempio e la
messa in pratica di relazioni alternative.
L’intervento del Subcomandante Moisés si è concluso con la lettura di un testo
sui 43 studenti scomparsi da Ayotzinapa.
Il Capitano Marcos ha parlato dell’infanzia come mezzo per comprendere veramente
lo zapatismo, iniziando con il racconto della storia di Paticha, la bambina di
cinque anni morta di febbre tra le sue braccia. Oggi, quella realtà è cambiata
radicalmente. Allo stesso modo, la realtà delle donne è stata profondamente
trasformata: oggi le donne zapatiste, un tempo destinate solo a procreare e a
prendersi cura della casa, sono promotrici della salute, educatrici, artiste e
molto altro. In seguito, ha letto il racconto El amor y el desamor según el Sup
Marcos.
Così si conclude, alla vigilia del 32° anniversario della rivolta zapatista,
questa serie di incontri che, dal dicembre 2024, ci ha spinto a riflettere sul
nostro presente e a costruire un futuro diverso, più umano, più dignitoso, più
giusto.
Ascolta l’audio, guarda il video e guarda le immagini qui:
> Día 5 – Semillero “De pirámides, de historias, de amores y, claro, desamores”
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