MESSICO: A UNA SETTIMANA DALL’INIZIO DEI MONDIALI DI CALCIO CRESCE LA PROTESTA DEGLI INSEGNANTI
A una settimana dall’inizio dei Mondiali di calcio cresce la tensione in Messico
dove si svolgeranno nove incontri. L’11 giugno si giocherà la partita inaugurale
dei Mondiali tra Messico e Sudafrica nel rinnovato stadio Azteca della capitale
mentre sindacati dei docenti e di altri settori hanno organizzato marce e
bloccato le principali vie di circolazione. Nello specifico, un gruppo di
manifestanti ha fatto irruzione al Ministero dell’Istruzione di Città del
Messico, usando lampioni come ariete, durante una nuova giornata di proteste.
Membri di un gruppo dissidente del sindacato degli insegnanti, il Coordinamento
nazionale dei lavoratori dell’istruzione (CNTE), hanno sanzionato una postazione
di guardia entrando nel cortile. Prima di far irruzione al Ministero, i
manifestanti hanno fatto cadere alcune statue alte 5 metri che rappresentano i
giocatori di calcio dei paesi partecipanti al torneo. Da alcuni giorni la
polizia ha bloccato l’accesso alla piazza dello Zòcalo, dove si trovano il
palazzo presidenziale e un’area per seguire in diretta le partite dei Mondiali.
I manifestanti hanno reso noto che le loro azioni, non legate al torneo,
potrebbero intensificarsi se il governo della presidente Claudia Sheinbaum non
prenderà in considerazione le loro richieste nel brevissimo termine. In
particolare, il sindacato di insegnanti CNTE chiede all’esecutivo di mantenere
la promessa elettorale di abrogare una legge del 2007 che ha riformato il
sistema pensionistico per i dipendenti del settore pubblico, nonché di concedere
aumenti salariali. In caso contrario, non sono escluse nuove manifestazioni in
occasione della partita inaugurale dei Mondiali, che causerebbe altri e non
pochi disagi sotto ogni aspetto.
Ne parliamo con Andrea Cegna nostro collaboratore e curatore de Il Finestrino,
una newsletter dedicata alle notizie dal sudamerica Ascolta o scarica