Tag - 4° marcia mondiale per la pace e la nonviolenza

Fare la pace
Fiumicello Villa Vicentina, 4 ottobre 2026 Una serata partecipata, intensa e ricca di emozione ha chiuso in bellezza, la tappa internazionale della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza nella mia città. Sul palcoscenico è andato in scena “La Musica unisce: suoni, voci e parole per la Pace”, un evento unico ideato dall’Associazione Anima e Corde per riflettere e condividere un messaggio universale di Pace attraverso l’intreccio di universi artistici differenti. Lo spettacolo ha visto dialogare due anime distinte: The Soul Strings – un ensemble di sette voci accompagnate da chitarra acustica e basso elettrico – e gli Insoliti Accordi, realtà nata dall’incontro fra teatro, canto, movimento e parola. Non si è trattato di una semplice alternanza di esibizioni, ma di un flusso continuo e armonico. In questo contesto, le canzoni e le scene teatrali si sono intrecciate strettamente con i valori del Comitato Promotore della 4 MM, dando vita a un’unica voce corale capace di valorizzare la diversità come specchio fedele della Pace e della Nonviolenza. È stato proprio da questo felice incontro tra la sensibilità degli artisti e la visione del Comitato che sono emerse le riflessioni più profonde della serata. Attraverso la potenza della musica e la verità delle parole, è risuonato un appello urgente: la necessità di non tacere davanti all’ingiustizia, di denunciare la prepotenza, di accogliere chi viene respinto e di riconoscere in ogni persona — al di là di provenienza, religione o condizione sociale — un essere umano. Questa sinergia ha offerto al pubblico una chiave di lettura per non lasciarsi schiacciare dalla frenesia della vita quotidiana, dimostrando che con la pazienza, il lavoro e la perseveranza, la Nonviolenza attiva può diventare un metodo d’action concreto. L’unione tra l’arte e l’impegno civile ha sollecitato le coscienze, invitando a cancellare ogni forma di violenza dalle nostre abitudini: da quella fisica a quella verbale, psicologica e silenziosa. Dalle canzoni e dai messaggi condivisi è emerso chiaramente come il cambiamento personale sia il primo passo per uscire dalla rassegnazione. Ognuno ha il dovere di usare il proprio potere attraverso le scelte quotidiane come per esempio sui nostri consumi, la scelta del supermercato e delle marche, la scelta etica di banche o assicurazioni. Ogni singola persona può fare la differenza quando le proprie azioni si uniscono a quelle degli altri. Il momento più emozionante della serata ha visto protagonisti i giovani, che hanno dato voce al significato profondo del fare la pace attraverso un intreccio di poesia e musica. Sul palco si sono alternate poesie di autori conosciuti come Gianni Rodari, componimenti inediti di Diana Antonelli e Serena Finatti, e canzoni simbolo di Pace, come Imagine di John Lennon. A coronare questo intenso percorso, l’interpretazione corale di Hey ma di Gino Paoli, un brano che racconta, con struggente sensibilità, le contraddizioni di un mondo segnato dalla violenza e dalle ingiustizie.  Siamo noi la speranza… Affidato alle voci dei giovani, il suo messaggio è diventato un emozionante richiamo alla speranza e alla responsabilità di costruire un futuro di Pace cominciando di un’educazione nonviolenta dedicata alle nuove generazioni. Un finale toccante, accolto da un caloroso applauso, che ha ricordato come la Pace sia un impegno da coltivare ogni giorno.     Redazione Italia
October 11, 2026
Pressenza
Festival della Pace: Parma entra nella Marcia Mondiale
Un aquilone ci salverà è il titolo della quinta edizione del Festival della Pace di Parma, che ha preso il via sabato 3 ottobre. Un’immagine leggera, quasi fragile, che accompagna un programma di oltre due mesi dedicato alla pace, alla nonviolenza, al disarmo, ai diritti e ai conflitti contemporanei. Ma quest’anno il Festival assume anche un significato particolare: per la prima volta Parma entra nel percorso della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. È da questa novità che ha preso avvio l’intervento dedicato alla Marcia nel corso del pomeriggio. Non una semplice manifestazione che attraversa Paesi e continenti, ma una rete internazionale che trova la propria forza nelle iniziative che nascono nei territori: persone, associazioni, scuole, università, istituzioni e comunità che, partendo dalle proprie realtà, cercano di costruire una cultura della pace e della nonviolenza. In Italia sono 37 le località e i territori coinvolti nella Quarta Marcia. Durante l’incontro sono state ricordate alcune esperienze che mostrano la varietà delle forme attraverso cui la Marcia può radicarsi nei territori. A Perugia, la pace passa anche attraverso lo sguardo dei bambini. Il 21 settembre, alla Biblioteca San Matteo degli Armeni, è stata inaugurata la mostra Colors for Peace, con i disegni dei bambini, realizzata in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Aldo Capitini con la presenza dell’Università di Perugia. L’iniziativa si è svolta contemporaneamente anche in Costa Rica e al Colosseo di Roma. L’Università di Perugia è inoltre coinvolta in un percorso di collaborazione con la Marcia Mondiale che comprende la realizzazione di un sito web e di podcast. A Roma, invece, il percorso ha preso avvio il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace, con l’Università della Pace delle Nazioni Unite. Un collegamento che mette in relazione la dimensione internazionale della Marcia con le realtà che operano concretamente nella città. Il programma romano è poi proseguito con diversi appuntamenti, tra cui la Giornata dell’Apocalisse del 26 settembre e le iniziative del 2  e 3 ottobre con il Festival della Nonviolenza. La Val di Cecina rappresenta un’altra modalità di partecipazione: qui è un intero territorio a mettersi in cammino. Da circa 26 anni il Tavolo per la Pace riunisce nove Comuni delle province di Livorno e Pisa e circa trenta associazioni, impegnate sui temi del disarmo, della nonviolenza, del dialogo interreligioso e dell’educazione alla pace. Per la Quarta Marcia il territorio ha costruito un programma articolato, che comprende l’incontro con i sindaci dei Comuni del Tavolo, la marcia tra Montecerboli e Larderello, il passaggio della Marcia da Cecina e la partecipazione al Giro d’Italia per la Pace con la Lampada della Pace, oltre agli Stati Generali sulla cultura di pace in Toscana. Tre esperienze diverse, dunque: una mostra attraverso i disegni dei bambini, una grande città nella quale la Marcia mette in rete associazioni, istituzioni e scuole, e un territorio nel quale Comuni e associazioni collaborano da decenni. È proprio questa varietà a caratterizzare la Quarta Marcia: non esiste un unico modo di partecipare alla costruzione della pace. Ogni territorio può partire dalla propria storia, dalle proprie competenze e dalle proprie energie. È in questo quadro che si colloca l’ingresso di Parma nella Marcia Mondiale. Il Festival può diventare un’occasione per mettere in relazione esperienze già presenti in città, favorire nuovi incontri e costruire collaborazioni tra associazioni, scuole, università, istituzioni e cittadini. Relazione è una delle parole chiave emerse durante l’intervento. Di fronte a problemi che hanno una dimensione globale è facile sentirsi piccoli e impotenti. Ma la risposta può partire da ciò che è vicino: dalla città, dalle scuole, dall’università, dalle associazioni, dalle persone che si incontrano quotidianamente. È da lì che una cultura di pace può diventare concreta. A rafforzare questo significato è arrivato anche il messaggio di Rafael de la Rubia, fondatore della Marcia Mondiale, che ha espresso l’auspicio che Parma possa diventare una referenza per la pace e la nonviolenza in questo momento storico. Nel suo messaggio richiama la necessità di rafforzare il lavoro nei diversi ambiti della società: dalle Nazioni Unite ai governi, dai Comuni alle università, dal mondo educativo alle realtà religiose e scientifiche. Nel corso del pomeriggio, alla Casa della Musica sono state proiettate le immagini della Quarta Marcia Mondiale nei diversi continenti, insieme al videomessaggio di Rafael de la Rubia. Le immagini hanno portato a Parma la dimensione internazionale del percorso, mostrando persone e comunità diverse impegnate nella stessa aspirazione alla pace e alla nonviolenza. Un modo per collocare la città dentro una realtà più grande. Il Festival della Pace, promosso dalla Casa della Pace insieme al Comune di Parma, proseguirà fino al 18 dicembre. Il programma è stato costruito con il coinvolgimento di associazioni, scuole e università e attraverserà diversi luoghi della città con incontri, testimonianze, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, documentari, mostre e installazioni. Gli appuntamenti affronteranno alcuni dei principali nodi legati ai conflitti contemporanei e alla costruzione della pace: la corsa agli armamenti, la situazione nei Grandi Laghi africani, i conflitti in diverse aree del mondo, la Palestina e la Sierra Leone, il rapporto tra informazione e propaganda, il ruolo della Chiesa cattolica per la pace e il disarmo e le sfide poste dall’intelligenza artificiale. Una parte importante del percorso è dedicata all’educazione e alle giovani generazioni. Il Festival collabora con la Rete delle Scuole per la Pace e l’Accoglienza e con gli istituti comprensivi che partecipano al Tavolo per la Pace di Parma. Studenti e studentesse saranno coinvolti in visite alle mostre, laboratori di scrittura creativa, presentazioni di libri e incontri con testimoni. Alcune iniziative saranno inoltre riproposte nelle scuole. La giornata del 3 ottobre si è svolta tra piazzale San Francesco e il Santuario di San Francesco del Prato. Alle 16 è stata inaugurata la mostra Giovanni chiamato Francesco, a cura di Angelo Antonio Falmi, alla presenza del sindaco Michele Guerra e del vescovo Enrico Solmi. Alle 16.30 sono arrivati in piazzale San Francesco i ciclisti di FIAB che avevano partecipato, nella stessa giornata, alla tappa parmense in bicicletta del Giro d’Italia per la Pace. Dalle 17, dopo i saluti istituzionali del vicesindaco Lorenzo Lavagetto e dell’assessora alla Pace Daria Jacopozzi, il programma è proseguito con la musica dell’Orchestra Interreligiosa Dòsti di Brescia e dell’artista congo-belga Jack Senyora. La giornata è stata accompagnata da interventi e testimonianze sulla Quarta Marcia Mondiale, con la coordinatrice italiana Tiziana Volta, e da un momento dedicato alla memoria di padre Silvio Turazzi, a cura dell’associazione Solidarietà-Mungaano. Da Parma, dunque, il Festival della Pace non guarda soltanto ai conflitti e alle crisi del presente, ma prova a interrogarsi su come costruire, nel concreto, relazioni e pratiche di nonviolenza. L’ingresso nella Quarta Marcia Mondiale offre a questo percorso una dimensione internazionale, ma la sfida rimane profondamente locale: trasformare la pace da parola generale in una pratica quotidiana, fatta di partecipazione, educazione, dialogo e collaborazione. Il Festival, come detto, proseguirà fino al 18 dicembre. Le iniziative sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti, salvo dove diversamente indicato. info: https://casadellapacepr.it/festival-della-pace     Tiziana Volta
October 10, 2026
Pressenza
La Marcia Mondiale per far germogliare una rivoluzione nonviolenta
> Quando si parla di rivoluzione, spesso si immaginano soltanto folle che > invadono le strade in modo spettacolare, a volte con violenza, assaltando > edifici simbolici, ecc. Esiste però una forma di rivoluzione più silenziosa > che sta germogliando in tutto il pianeta, dalla base sociale fino alle > iniziative di alcuni leader ispirati e che, evidentemente, non appare nei > mezzi di comunicazione ufficiali. Per mettere in luce tutti questi contributi positivi che stanno emergendo in diverse parti del pianeta, nel 2009 un idealista e moderno Don Chisciotte originario della Mancia (Spagna), Rafael de la Rubia, ebbe l’ispirazione e propose quella che sembrava una follia: fare un percorso attraverso il pianeta. Con il sostegno di Silo e la collaborazione di amici umanisti di tutto il mondo, prese così il via la 1ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, con un’équipe multiculturale di una dozzina di persone che attraversò diversi continenti, partendo da un luogo simbolico della Nuova Zelanda e arrivando a Punta de Vacas (Argentina, 2009), con una tappa in India sotto gli auspici di Gandhi. Furono 93 giorni attraverso 97 Paesi dei cinque continenti. Non si trattava tanto di camminare fisicamente, quanto di fare luce, lungo tutto il percorso, sulle iniziative a favore della pace e della nonviolenza, e ispirando altre persone a realizzare azioni nella stessa direzione. Questo avvenne in ambiti quali la cultura, l’educazione, l’ecologia e la politica, attraverso marce naturalmente, ma anche concerti e giornate tematiche, sia sociali che culturali. COM’È STATO POSSIBILE? CON QUALI MEZZI? Tutto questo è stato realizzato in modo completamente autonomo, senza il sostegno finanziario di alcuna istituzione e senza pubblicità commerciale di multinazionali, ma con collaborazioni puntuali nelle nostre attività e campagne, secondo il luogo, in modo da non mettere mai in pericolo la nostra libertà di espressione né compromettere le nostre posizioni. POI SONO ARRIVATE LA 2ª E LA 3ª MARCIA Dopo aver realizzato la prima Marcia, con la chiara intenzione di continuare a diffondere questi ideali di nonviolenza, si è presa in considerazione la possibilità di realizzare una seconda Marcia dieci anni dopo, nel 2019. Questa volta faceva il giro completo del pianeta, partendo da Madrid e tornando a Madrid 159 giorni dopo, dopo aver attraversato 51 Paesi e 122 città. Nel frattempo, l’esperienza aveva ispirato un gruppo di donne, che presero l’iniziativa di organizzare marce regionali in America Centrale e in America Latina. Non si aspettarono altri dieci anni per la Marcia successiva: la 3ª Marcia si è svolta nel 2024-2025, partendo dalla Costa Rica (il Paese che ha abolito il proprio esercito dichiarando la Pace al mondo) e tornando nuovamente lì. Tutte le Marce hanno seguito gli stessi criteri, adattando però parte dei temi iniziali ai luoghi e al momento storico. E OGGI SIAMO ARRIVATI ALLA QUARTA EDIZIONE? Di fronte alla situazione mondiale, nella quale si stanno presentando sempre più conflitti, rendendo più complicati gli spostamenti e aumentando anche la pressione economica necessaria per autofinanziare un percorso internazionale, si è deciso di cambiare formato. Si sarebbe realizzata una marcia in ogni città, cioè nel periodo compreso tra due date simboliche: il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace, e il 2 ottobre, Giornata Internazionale della Nonviolenza (con uno scarto di circa un giorno in più o in meno). E si sarebbe fatto ogni anno. Ed è proprio ciò che stiamo facendo. Per quanto ne sappiamo, fino a oggi la 4ª Marcia nella mia città si è svolta in più di 200 città distribuite nei diversi continenti, dove sono state organizzate attività come marce, figure umane e iniziative culturali. Tra gli altri Paesi, possiamo citare: Nepal, Bangladesh, India e Filippine in Asia; Colombia, Argentina, Brasile ed Ecuador in America; in Europa, Italia, Spagna, Francia, Danimarca e Grecia; e in Africa, Senegal e Benin. L’obiettivo è arrivare a 1.000 città, proseguendo ogni anno fino al 2029, per celebrare il ventesimo anniversario della 1ª Marcia Mondiale. In altre parole, ogni anno, durante quei giorni, si vuole realizzare il maggior numero possibile di attività nelle città di tutto il mondo. Siamo passati da un percorso geografico alla produzione del maggior numero possibile di eventi concomitanti per lanciare un segnale al mondo. Riteniamo che, affinché questo abbia un impatto, sia fondamentale il tema della comunicazione. CHE COSA HA PERMESSO E CHE COSA STA FACILITANDO LA MARCIA MONDIALE? Da una parte, ha aperto porte a diversi livelli per trasmettere il nostro punto di vista: * A persone con una certa influenza nel loro ambiente, siano esse personaggi della cultura, intellettuali o politici, che hanno ricevuto la delegazione della Marcia o partecipato a giornate e forum. * A livello di istituzioni e di organismi internazionali, con i quali si continua a collaborare, come Mayors for Peace, WILPF, la Cumbre Mundial de Premios Nobel de la Paz, Peace Boat, ICAN — campagna per la proibizione delle armi nucleari —, l’Iniziativa delle Religioni Unite, la Federazione della Terra, tra gli altri. In questo modo si moltiplicano le connessioni e le possibilità. * Educazione: nelle scuole è stata promossa la realizzazione di laboratori, giornate tematiche e simboli umani della pace e della nonviolenza. I simboli, realizzati anche in molte altre occasioni, hanno permesso di entrare in modo ludico nel tema e di aiutare le persone a prendere coscienza di ciò che significano pace e nonviolenza: mettere il proprio corpo, affrontare la violenza e opporvisi. È stata inoltre proposta l’assunzione di un impegno etico: non utilizzare mai le proprie conoscenze per danneggiare un altro essere umano. * Università: l’esperienza della Marcia ha favorito notevolmente l’incontro con e tra università di diversi Paesi e continenti, creando progressivamente relazioni e collaborazione, con l’idea di costruire una rete internazionale di università per la pace e la nonviolenza attiva. Va sottolineato il caso dell’Università di Perugia, dove si è svolto un incontro con più di 40 rettori e dove è in corso un protocollo d’intesa per sviluppare nuove iniziative, e quello dell’Università per la Pace delle Nazioni Unite, con sede in Costa Rica, che ora ha una sede a Roma. * L’apertura verso altre culture e tra le culture, attraverso concerti ed esposizioni di artisti che condividono alcune delle loro opere. «Il semplice fatto di sapere che, in altri luoghi, in tutto il pianeta, ci sono persone che lavorano anch’esse per la pace e la nonviolenza incoraggia a continuare ad agire con speranza». Dare visibilità ad azioni che, in linea di principio, non ricevono alcun sostegno e alle quali i mezzi di comunicazione non danno spazio apre la mente delle persone che molto spesso pensano che il loro problema di violenza sia esclusivo, così come lo sarebbero le possibili soluzioni. * Approfondire ciò che significa realmente la nonviolenza e applicare la sua metodologia d’azione nella vita quotidiana. * Senza dimenticare che la 1ª Marcia Mondiale ha dato origine alla creazione di Pressenza, l’agenzia di stampa internazionale umanista oggi attiva in numerosi Paesi. Per concludere, è opportuno sottolineare un tema chiave, un concetto fondamentale di questa Marcia: promuovere l’espansione numerica e geografica di qualsiasi iniziativa a favore della pace e della nonviolenza, invitando qualsiasi persona o collettivo a riprodurre e ampliare azioni, grazie ai contatti creati dalla Marcia. Per esempio: un coro di una città X entra in contatto con un altro coro con l’obiettivo di creare una rete di 1.000 cori per la pace. Per facilitare la moltiplicazione dei simboli umani, è stato redatto un manuale d’istruzioni in diverse lingue, affinché possano essere riprodotti ovunque e a qualsiasi scala. L’idea è uscire dalla nostra zona di comfort per ampliare e moltiplicare l’eco di ciò che facciamo, sia in termini di dimensioni sia di numero e di luoghi, creando queste reti di nonviolenza. Andare oltre le richieste di pace e il pacifismo, che reclama la fine delle guerre, per avanzare verso la costruzione di una vera cultura della nonviolenza. Per questo continuiamo, perché pensiamo e sentiamo che questo è il tentativo che vale la pena fare. https://theworldmarch.org/ PRESENTAZIONE DIAPOSITIVE: Martine Sicard
October 9, 2026
Pressenza
La 240ma Presenza di Pace per l’Eirenefest
3 ottobre 2026, la Presenza di Pace si è riunita per la 240ma. Questa volta però non nella consueta piazza Carignano ma nella più centrale piazza Castello e non alle 11 ma alle 12. Il motivo? Per non sovrapporsi con l’evento del Centro Sereno Regis, R-esistenze migranti, un dialogo sull’immigrazione passata e odierna. Sia l’incontro del Sereno Regis sia la Presenza sono inserite nel calendario dell’Eirenefest, il Festival della Nonviolenza e della resistenza civile. Tutte le attività del festival sono inserite all’interno della quarta Marcia mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che quest’anno prevede una serie di attività locali diffuse in tutte il mondo. Sono 36 le città in tutta Italia che aderiscono alla marcia. Il programma dei prossimi giorni dell’Eirenefest prevede: * Giovedì 8 ottobre ore 17:00, Centro Studi Sereno Regis, Sala Poli R-Esistenze e pratiche per la difesa dell’ambiente Sessione dedicata ad Elena Camino, che ha contribuito ad organizzarla e che oggi vogliamo ricordare con la presentazione di Natura e ricerca: pratiche, narrazioni e visioni, secondo volume della Collana Scienziatinaffanno? (CNR Edizioni), con Alba L’Astorina, Alessandra Pugnetti e Laura Colucci Gray del numero monografico di Natura e società su Ambiente e guerra, con Giovanni Pagliero e Andrea Griseri (Pro Natura Piemonte) Proiezione video: LLIURES DE CONTAMINACIO’ – Sfide ambientali in Siria a cura di Un ponte per… Momento conviviale in ricordo di Elena (sala Gandhi) * Venerdì 9 ottobre ore 17:30, Binaria di Rivalta – Gruppo Abele,Via Roma 9, Rivalta di Torino (To) R-esistenze con la Flotilla Dharmapala (Claudio Torrero), Sull’Arca e dentro la balena. Un monaco in viaggio con la Flotilla, Interdipendence, 2025 Introduce Rita Vittori (Centro Studi Sereno Regis) Dialogo con l’autore a cura di Binaria * Venerdì 9 ottobre ore 17:30 – Centro Studi Sereno Regis, sala Poli R-esistenze a bellicismo e militarismo Giuliano Martufi, Giorgio Cecchetti (a cura), Un soffio al cuore dello stato. I proletari in divisa e i movimenti democratici nelle forze armate negli anni 70, Libristreetlib, 2026 Con la partecipazione di Giuliano Martufi, co-curatore e Marco Labbate, storico Coordina l’incontro Franca Manuele, CIDI Torino La Presenza è stata, come sempre, luogo di spunti informazioni e suggerimenti per opporsi alle guerre e costruire pace e nonviolenza. L’intero incontro si può ascoltare grazie al podcast: Sara Panarella
October 6, 2026
Pressenza
La 4° Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza fa il giro del mondo
Alcuni degli eventi della 4° Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza in foto, video, locandine e volantini.  Benin, Cotonou Croazia, Rijeka Rep. Ceca, Praga Danimarca, Copenaghen, Nørrebro Germania, Berlino, alla Porta di Brandeburgo Italia, Roma Italia, Trieste (Belvedere, iniziativa per la pace) Senegal, Casamance, Ziguinchor Senegal, Dakar Spagna, Madrid, Puerta del Sol Spagna, Vigo Pressenza IPA
October 2, 2026
Pressenza
La Local March mercoledì 30 settembre a Casalecchio di Reno
L’ASSOCIAZIONE PERCORSI DI PACE ODV PROMUOVE L’INIZIATIVA ORGANIZZATA IN OCCASIONE DELLA MARCIA MONDIALE PER LA PACE. > PER LA PACE, PER LA DIGNITÀ UMANA PER IL RISPETTO DEI DIRITTI  > > Unisciti alla comunità locale per una camminata pacifica in solidarietà con la > popolazione di Gaza e della Cisgiordania. > Questa mobilitazione è organizzata in occasione della Marcia Mondiale per la > Pace e si propone di: > * dare un aiuto concreto per Gaza (sarà organizzata una raccolta fondi) > * coinvolgere l’Amministrazione comunale ad avviare un gemellaggio con il > paese della Cisgiordania Al Mazara > * sostenere la proposta “Premio Nobel per la Pace ai Bambini palestinesi” > > Sarà esposta la mostra BE MY VOICE – Un diario per Gaza > > Evento aperto a tutte e a tutti. > Casalecchio Di Reno – quartiere Croce mercoledì 30 settembre 2026 alle 17:30 Maddalena Brunasti
September 29, 2026
Pressenza
IV Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza – 1 e 2 ottobre a Opicina e Monfalcone
Gli organizzatori degli eventi correlati alla IV MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NON VIOLENZA di Trieste e Fiumicello – Villa Vicentina hanno il piacere di invitarVi alle iniziative che avranno luogo l’1 e il 2 di Ottobre, rispettivamente a Opicina (Trieste) e Monfalcone in Friuli Venezia Giulia. Giovedì 1° ottobre alle ore 20:30 l’associazione Tabor, in collaborazione col Fondo Mitja Čuk e le giornaliste Azra Nuhefendić ed Eva Ciuk, invita alla proiezione del documentario Sarajevo Safari (Slovenia 2022) per la regia di Miran Zupanič, film in versione originale con sottotitoli in italiano. L’evento si inserisce nel calendario di iniziative della 4a Marcia mondiale per la pace e la non violenza in programma dal 21 settembre al 4 ottobre 2026 e costituisce un’occasione di riflessione a trent’anni di distanza dalla guerra, sulla necessità di una definitiva riconciliazione tra le parti che si sono combattute nell’ex Jugoslavia. L’iniziativa precede di pochi giorni l’incontro della IV Marica Mondiale col PEACE WALK TO JERUSALEM, giunto attualmente in Bosnia Erzegovina dove i camminanti europei si riuniranno, a Sarajevo. Il 2 ottobre la Marcia Mondiale in collaborazione con AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) fa tappa alle 20 al Kinemax di Monfalcone, per la proiezione del documentario d’inchiesta How to Feed the Planet del regista Francesco De Augustinis, che attraverso il Sud Italia, il bacino del fiume Congo, l’Ucraina e l’Argentina svela le logiche industriali delle multinazionali e in quali modi i conflitti siano collegati all’accaparramento di terre e risorse alimentari. AIAB e Marcia Mondiale uniscono le forze per chiedere un cambiamento radicale basato su quattro pilastri: * Stop alle guerre per le risorse: Disarmo proporzionale e stop alla violenza bellica per il controllo delle filiere alimentari. * Sostenibilità e benessere: Integrazione di sistemi socioeconomici locali per azzerare la fame nel mondo entro 10 anni. * Nuova governance globale: Rifondazione delle Nazioni Unite con l’istituzione di Consigli di Sicurezza Ambientale e Socio-Economica.  * Nonviolenza attiva: Adozione di pratiche agricole e modelli economici rispettosi della Terra. L’iniziativa dimostra come la transizione verso un’agricoltura sostenibile e la lotta per la Pace siano due facce della stessa medaglia. La IV Marcia Mondiale per la Pace e la Non Violenza per questa edizione denominata “nella mia città” vede l’adesione di circa 230 località a livello mondiale di cui una trentina in Italia, come risulta dalla piantina qui allegata assieme ai volantini delle iniziative. Due delle quali hanno luogo in località estere con Comunità autoctone Italiane In Svizzera (Canton Ticino) e Croazia (Rijeka-Fiume). INFO: www.theworldmarch.org Redazione Friuli Venezia Giulia
September 29, 2026
Pressenza
La pace e la nonviolenza si mettono in cammino: a Roma parte la Quarta Marcia Mondiale
Nella Giornata internazionale della Pace, la sede romana dell’University for Peace ha aperto il programma della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Collegamenti con dieci Paesi, istituzioni, associazioni e comunità per riportare la pace fuori dalle dichiarazioni di principio e dentro le relazioni, l’educazione e le città. Il 21 settembre, Giornata internazionale della Pace, Roma si è collegata con città e comunità di diversi continenti per dare il via agli eventi romani della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. A ospitare l’incontro è stato Palazzo Falletti, sede italiana dell’University for Peace delle Nazioni Unite, trasformato per alcune ore in un crocevia di esperienze e testimonianze. Una domanda ha attraversato l’intera giornata: come si costruisce concretamente la pace in un tempo nel quale la guerra e la violenza sembrano diventare sempre più normalizzate? Non una conferenza nel senso tradizionale. La giornata ha alternato interventi, collegamenti internazionali e confronto, mettendo al centro la necessità di fare della nonviolenza una pratica quotidiana, capace di tradurre la costruzione della pace in scelte, relazioni e azioni concrete. A ospitare l’incontro è stato Palazzo Falletti, sede italiana dell’University for Peace delle Nazioni Unite, trasformato per alcune ore in un crocevia di esperienze, testimonianze e domande. Una soprattutto: come si costruisce concretamente la pace in un tempo nel quale la guerra e la violenza sembrano diventare sempre più normalizzate? Non una conferenza nel senso tradizionale. La giornata ha alternato interventi, collegamenti internazionali e confronto, mettendo al centro la necessità di fare della nonviolenza una pratica quotidiana, capace di tradurre la costruzione della pace in scelte, relazioni e azioni concrete. Ad aprire l’incontro, il rettore dell’University for Peace Francisco Rojas Aravena, insieme a Roberto Savio, della delegazione italiana UPEACE. Savio ha richiamato il quadro internazionale segnato dalla contemporanea presenza di numerosi conflitti, dall’aumento delle spese militari e dalla difficoltà di costruire risposte realmente globali. È proprio in questo scenario che la Marcia prova a cambiare prospettiva. Non un unico corteo che attraversa il pianeta, ma una rete di città che si attivano contemporaneamente, mettendo in relazione iniziative nate nei territori. E quella rete, a Roma, è diventata immediatamente visibile. Sullo schermo si sono alternate voci da Nepal, India, Pakistan, Bangladesh, Costa Rica, Colombia, Senegal, Benin, Libano e Barcellona, insieme alle esperienze italiane di Perugia e Civitavecchia. Contesti lontanissimi tra loro, uniti dalla scelta di costruire iniziative locali e di riconoscersi dentro un percorso comune. A queste testimonianze si sono aggiunti gli interventi di rappresentanti della Soka Gakkai e dell’Associazione per la difesa dei diritti umani e della libertà religiosa, portando nel confronto altre esperienze di impegno per il dialogo, i diritti e la libertà di coscienza. Il confronto ha riportato più volte la costruzione della pace alla sua dimensione quotidiana. Carla Fermariello, presidente della Commissione Scuola dell’Assemblea Capitolina, ha indicato nella convivenza uno dei nodi centrali. Prima ancora delle grandi dichiarazioni, c’è «la questione di come si sta insieme». Una sfida che attraversa le scuole, le relazioni tra generazioni, il linguaggio pubblico e il modo in cui si affrontano le differenze. La presenza dell’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale Claudia Pratelli ha sottolineato a sua volta il ruolo che educazione e partecipazione possono assumere nella diffusione di una cultura di pace. Su questo terreno si è concentrato anche l’intervento di Federica Fratini, del Comitato promotore romano della Marcia, che ha legato nonviolenza, educazione e benessere delle nuove generazioni. Il disagio di bambine, bambini e adolescenti, ha sottolineato, non può essere letto soltanto come un problema individuale. Occorre guardare anche all’ambiente nel quale crescono: guerre raccontate quotidianamente, crisi ambientali, discriminazioni, isolamento sociale, violenza nei linguaggi e nei contenuti digitali. Da qui una responsabilità che riguarda soprattutto gli adulti. «La scuola è l’ultimo presidio realmente democratico che ancora resiste», ha ricordato Fratini, chiedendo un investimento nell’educazione alla nonviolenza attiva che abbia la stessa serietà con cui negli ultimi anni si è investito nella formazione digitale. Non basta, quindi, chiedere ai più giovani di essere meno violenti. Bisogna costruire contesti nei quali possano imparare e sperimentare altri modi di gestire i conflitti. E bisogna che gli adulti siano i primi a praticarli. Nel secondo momento della giornata, il dibattito “Cammini per la pace e nonviolenza, confronto e testimonianze di comunità” ha allargato ulteriormente lo sguardo. Con Rojas Aravena e Savio sono intervenuti don Andrea Ciucci, cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, Antonella Trocino di ABC Beni Comuni, Sergio Bellucci, direttore accademico della Delegazione italiana UPEACE, e Marco Inglessis, di Energia per i Diritti Umani APS e del Comitato promotore romano della Marcia. Dall’università all’associazionismo, dalle comunità alle istituzioni, le diverse esperienze hanno ribadito che la pace non si costruisce in un luogo separato dalla vita quotidiana. Passa attraverso le città, le scuole, i quartieri, i rapporti sociali e la capacità di creare spazi nei quali il conflitto non debba necessariamente trasformarsi in violenza. È su questo terreno che si svilupperanno anche i prossimi appuntamenti romani della Marcia. Sabato 26 settembre, la città sarà percorsa a piedi, in bicicletta e sul Tevere con “Roma in Marcia verso la Pace e la Nonviolenza”, da Ponte Milvio a Piazza del Popolo. Nel pomeriggio Palazzo Valentini ospiterà il confronto “Agenda 2030 versus Prontezza 2030. Sviluppo sostenibile o economia di guerra”, mentre la giornata si concluderà a San Lorenzo con la Festa dell’Intercultura. Il 2 ottobre, Giornata internazionale della Nonviolenza, protagonisti saranno studenti e studentesse con l’iniziativa in Campidoglio “La voce di chi guarda al futuro”. Nel pomeriggio si aprirà poi il Festival della Nonviolenza Attiva, che il 2 e 3 ottobre riunirà in via Stamira 5 associazioni, reti, libri, laboratori e incontri dedicati a migrazioni, genere, pace e disarmo, ambiente ed educazione. Il percorso si allargherà anche oltre il centro della Capitale: il 3 ottobre il Cammino di Santa Sinforosa collegherà Setteville a Tivoli, mentre nel pomeriggio Palombara Sabina ospiterà una marcia per la pace, il disarmo e la nonviolenza. Al termine dell’incontro, il percorso è proseguito anche fuori da Palazzo Falletti. Le persone presenti si sono messe in cammino verso la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove, alla tomba di Papa Francesco, sono state deposte la bandiera della Marcia Mondiale e una corona di alloro. Un gesto simbolico che ha accompagnato la conclusione della giornata e richiamato ancora una volta il senso della Marcia: uscire dai luoghi del confronto, attraversare la città, mettere in relazione persone e comunità e trasformare le parole in azione. È la stessa direzione che accompagnerà i prossimi appuntamenti romani: fare della nonviolenza una pratica quotidiana, una scelta e un cammino condiviso verso la pace.   Foto di Energia per i Diritti Umani Francesca De Vito
September 22, 2026
Pressenza
“I PONTI DELLA PACE”: a Firenze escursione urbana in bicicletta per la pace
Domenica 20 settembre 2026 una ciclo-escursione urbana di 13 km ripercorrerà i luoghi, le memorie e le figure della nonviolenza, dei diritti umani e della pace, da Piazza dell’Isolotto fino a San Miniato al Monte.   FIRENZE, [14/09/2026] – Superare la logica dei muri trasformando il confine da luogo di separazione a spazio di transito e relazione: con questo spirito nasce “I Ponti della Pace”, la ciclo-escursione urbana in programma a Firenze per domenica 20 settembre 2026. Promossa da FIAB Firenze Ciclabile con il supporto del Comune di Firenze, il patrocinio e il contributo della Regione Toscana e in collaborazione con numerose realtà associative, l’iniziativa si propone di riscoprire l’eredità di Firenze come “Città Operatrice di Pace”, promuovendo al contempo la mobilità sostenibile e la cittadinanza attiva. Il percorso: 13 km tra storia, memoria e mobilità sostenibile Il raduno è fissato per le ore 8:30 in Piazza dell’Isolotto con partenza prevista per le ore 9:00. L’itinerario, pianeggiante e accessibile a tutti si snoderà lungo piste ciclabili, passerelle pedonali e strade a basso traffico, per concludersi intorno alle ore 13:00 presso l’Abbazia di San Miniato al Monte. Lungo il percorso sono previste 6 soste narrative di approfondimento curate da testimoni e rappresentanti delle associazioni partner, dedicate alle grandi figure e ai simboli della nonviolenza, della giustizia sociale e dell’accoglienza: 1. Passerella dell’Isolotto (Piazza dell’Isolotto): Memorie di Alexander Langer, Giorgio La Pira, Alberto L’Abate, Don Enzo Mazzi e Tiziano Terzani. (Interventi di Andres Lasso, Claudia Daurù, Gloria Germani) 2. Ponte Gandhi (Viale Redi / Parco Da Vinci): La nonviolenza gandhiana (Ahimsa) e la ricerca della Verità (Satya). (Intervento di Gloria Germani) 3. Basilica di San Marco: Il dialogo politico, ecumenico e internazionale di Giorgio La Pira e Padre Ernesto Balducci. (Interventi di Grazia Bellini e Pietro Giovannoni) 4. Palazzo Vecchio (Piazza della Signoria): Firenze “Città Operatrice di Pace” e l’impegno istituzionale. (Saluto delle Istituzioni) 5. Ponte Santa Trinita: Le mobilitazioni per i diritti umani e le storie di Don Lorenzo Milani e Gino Bartali. (Interventi di Emergency Firenze, Amnesty International Firenze, Gruppo Don Lorenzo Milani Calenzano, Museo Bartali) 6. Abbazia di San Miniato al Monte: La dimensione spirituale dell’accoglienza e del dialogo. (Interventi di Padre Bernardo Gianni e Stefania Collesei) Un’ampia rete istituzionale e associativa L’iniziativa vede un’ampia convergenza istituzionale e sociale: partecipano attivamente rappresentanti del Comune di Firenze (Presidenza del Consiglio, Commissione Pace, Assessorati allo Sport e alla Mobilità) e della Regione Toscana (Vicepresidenza del Consiglio con delega alla Pace, Assessorato alla Cultura della memoria e Istruzione). Tra gli enti e le associazioni aderenti figurano inoltre la Fondazione Ernesto Balducci, la Fondazione Giorgio La Pira, Eirenefest, la Rete Firenze Città Operatrice di Pace, i volontari di Emergency Firenze, gli attivisti di Amnesty International Firenze, Pressenza Toscana, la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, In cammino per la pace e il disarmo, la Comunità dell’Isolotto, il Museo Gino Bartali, il Gruppo Don Lorenzo Milani Calenzano / Cammino di Don Milani e la Basilica di San Miniato. Come partecipare La partecipazione all’evento è gratuita, ma è richiesta la registrazione obbligatoria online per motivi organizzativi e di sicurezza. I primi iscritti avranno diritto a un gadget dell’evento e all’uso gratuito del servizio di bike-sharing partner RideMovi. * Modulo di iscrizione: disponibile online su: Form Registrazione Ponti della Pace ·     Info di dettaglio: disponibile online su:    Info evento SCHEDA INFORMATIVA SINTETICA * Evento: I Ponti della Pace – Escursione urbana in bicicletta ·     Data: Domenica 20 settembre 2026 ·     Orari: Ore 8:30 ritrovo (Piazza dell’Isolotto) | Ore 9:00 partenza | Ore 13:00 arrivo (San Miniato al Monte) ·     Difficoltà / Distanza: Facile / ~13 km ·     Organizzazione: FIAB Firenze Ciclabile Contatti per la Stampa e Informazioni: FIAB Firenze Ciclabile * Email: info@firenzeciclabile.it * Sito web:firenzeciclabile.it /   Locandina Ponti della Pace, Firenze 20 settembre 2026 Redazione Toscana
September 15, 2026
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Roma in movimento per la pace: dal 17 settembre al 3 ottobre arriva la 4ª Marcia Mondiale
Dal 17 settembre al 3 ottobre 2026, Roma si trasforma in una delle capitali globali della mobilitazione pacifista ospitando le tappe della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. L’iniziativa internazionale punta a costruire un’alternativa concreta alla militarizzazione e alla guerra attraverso un fitto programma diffuso sul territorio capitolino. Il percorso ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale e il supporto accademico di atenei quali la Sapienza, Link Campus, UPEACE e RUNIPACE. Circa cinquanta organizzazioni locali e nazionali hanno aderito alla manifestazione per stimolare il dibattito pubblico sulla riduzione delle spese militari e sulla giustizia sociale. Il Programma degli eventi romani 17 settembre: La presentazione alla città Il percorso si apre ufficialmente con la conferenza stampa di presentazione dei dettagli del programma, ospitata presso la sala stampa dell’Ordine dei Giornalisti a Roma. 21 settembre: Apertura e collegamento globale In occasione della Giornata Internazionale della Pace, la sede della University for Peace delle Nazioni Unite (UPEACE) ospita l’apertura formale delle attività romane con una conferenza stampa. Successivamente è previsto un tavolo di confronto interreligioso e un collegamento simultaneo in diretta con altre otto città sparse nei vari continenti. Al termine, un corteo raggiungerà la Basilica di Santa Maria Maggiore per portare omaggio alla tomba di Papa Francesco. 26 settembre: Sport, riflessione geopolitica e cultura La mattina vede la pace mettersi in movimento da Ponte Milvio: alle 9:30 partono i camminatori e i canoisti lungo il Tevere, seguiti alle 10:30 dai ciclisti. I tre flussi convergono a Piazza del Popolo alle 12:00 per un flash mob collettivo. Il pomeriggio si sposta a Palazzo Valentini con il seminario economico e politico “Agenda 2030 versus Prontezza 2030 – Sviluppo sostenibile o economia di guerra: su quale futuro l’UE intende investire?”, promosso dall’Associazione Beni Comuni Stefano Rodotà OdV. Il panel analizza l’impatto del riarmo sui bilanci di sanità e istruzione, basandosi sulle teorie di “pace positiva” di Johan Galtung. Tra i relatori figurano: Giorgio Parisi (Premio Nobel per la Fisica): il ruolo della scienza e dell’intelligenza artificiale. Sergio Bellucci (UPEACE): i rischi legati ai sistemi d’arma autonomi. Stefania Maurizi (Giornalista): lo stato delle armi nucleari statunitensi in Italia. Alessandro Giannì (Greenpeace Italia) e Gaetano Benedetto (WWF): l’interconnessione tra crisi climatica, guerre e Green Deal. Cinzia Pettini (Emergency) e Antonella Trocino (Comitato Promotore): le mobilitazioni civili e le politiche di transizione ecologica giusta. La sera, dalle 18:00 alle 22:00, il Parco delle Stelle di Largo Settimio Passamonti a San Lorenzo ospita la Festa dell’Inter-Cultura 2026 “Alla scoperta dell’Umano”, curata da Energia per i Diritti Umani APS e Diritti al Cuore ODV. L’evento a ingresso gratuito offre mostre sui costruttori della nonviolenza, performance e giochi aperti alla cittadinanza. 2 ottobre: Le scuole in Campidoglio In concomitanza con la Giornata Internazionale della Nonviolenza indetta dall’ONU, la piazza del Campidoglio si riempie con gli studenti delle scuole romane. Guidati dal team di Scuole in Marcia, i ragazzi partecipano a un’iniziativa pubblica culminante nella composizione coreografica del simbolo della nonviolenza.   Il Festival della Nonviolenza Attiva (2-3 ottobre) Dal Campidoglio le attività si spostano nello spazio ExtraLibera di via Stamira 5 per la terza edizione del Festival della Nonviolenza Attiva. L’evento, promosso da Energia per i Diritti Umani APS con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, si sviluppa per la prima volta su due intere giornate a ingresso libero. Il cuore del festival è strutturato attorno a cinque panel tematici specialistici: Migrazioni (Venerdì 2 ottobre, 18:00-20:00): focus sul governo dei flussi e sulla scomposizione dei linguaggi emergenziali. Pace e disarmo (Sabato 3 ottobre, 10:00-12:00): transizione dall’economia bellica alla società della cura. Genere e nonviolenza (Sabato 3 ottobre, 10:00-12:00): confronto tra soggettività plurali e pratiche di liberazione. Ambiente e conflitti (Sabato 3 ottobre, 14:30-16:00 – Aula D. Dolci): approfondimento su crisi ambientale e giustizia climatica. Educazione nonviolenta (Sabato 3 ottobre, 16:00-18:00 – Aula M. Montessori): il ruolo della comunità educante nei modelli relazionali. All’interno del festival trova spazio anche la fiera editoriale Eirenefest, interamente focalizzata sulle presentazioni librarie e gli incontri con autori che trattano i temi della pace e dei diritti umani, con la media partnership di Pressenza. Per informazioni o per inviare l’adesione formale come realtà collaboratrice, è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo email: info@festivalnonviolenza.it. Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
August 20, 2026
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