Festival della Pace: Parma entra nella Marcia Mondiale

Pressenza - Saturday, October 10, 2026

Un aquilone ci salverà è il titolo della quinta edizione del Festival della Pace di Parma, che ha preso il via sabato 3 ottobre. Un’immagine leggera, quasi fragile, che accompagna un programma di oltre due mesi dedicato alla pace, alla nonviolenza, al disarmo, ai diritti e ai conflitti contemporanei. Ma quest’anno il Festival assume anche un significato particolare: per la prima volta Parma entra nel percorso della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

È da questa novità che ha preso avvio l’intervento dedicato alla Marcia nel corso del pomeriggio. Non una semplice manifestazione che attraversa Paesi e continenti, ma una rete internazionale che trova la propria forza nelle iniziative che nascono nei territori: persone, associazioni, scuole, università, istituzioni e comunità che, partendo dalle proprie realtà, cercano di costruire una cultura della pace e della nonviolenza.

In Italia sono 37 le località e i territori coinvolti nella Quarta Marcia. Durante l’incontro sono state ricordate alcune esperienze che mostrano la varietà delle forme attraverso cui la Marcia può radicarsi nei territori.

A Perugia, la pace passa anche attraverso lo sguardo dei bambini. Il 21 settembre, alla Biblioteca San Matteo degli Armeni, è stata inaugurata la mostra Colors for Peace, con i disegni dei bambini, realizzata in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Aldo Capitini con la presenza dell’Università di Perugia. L’iniziativa si è svolta contemporaneamente anche in Costa Rica e al Colosseo di Roma. L’Università di Perugia è inoltre coinvolta in un percorso di collaborazione con la Marcia Mondiale che comprende la realizzazione di un sito web e di podcast.

A Roma, invece, il percorso ha preso avvio il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace, con l’Università della Pace delle Nazioni Unite. Un collegamento che mette in relazione la dimensione internazionale della Marcia con le realtà che operano concretamente nella città. Il programma romano è poi proseguito con diversi appuntamenti, tra cui la Giornata dell’Apocalisse del 26 settembre e le iniziative del 2  e 3 ottobre con il Festival della Nonviolenza.

La Val di Cecina rappresenta un’altra modalità di partecipazione: qui è un intero territorio a mettersi in cammino. Da circa 26 anni il Tavolo per la Pace riunisce nove Comuni delle province di Livorno e Pisa e circa trenta associazioni, impegnate sui temi del disarmo, della nonviolenza, del dialogo interreligioso e dell’educazione alla pace. Per la Quarta Marcia il territorio ha costruito un programma articolato, che comprende l’incontro con i sindaci dei Comuni del Tavolo, la marcia tra Montecerboli e Larderello, il passaggio della Marcia da Cecina e la partecipazione al Giro d’Italia per la Pace con la Lampada della Pace, oltre agli Stati Generali sulla cultura di pace in Toscana.

Tre esperienze diverse, dunque: una mostra attraverso i disegni dei bambini, una grande città nella quale la Marcia mette in rete associazioni, istituzioni e scuole, e un territorio nel quale Comuni e associazioni collaborano da decenni. È proprio questa varietà a caratterizzare la Quarta Marcia: non esiste un unico modo di partecipare alla costruzione della pace. Ogni territorio può partire dalla propria storia, dalle proprie competenze e dalle proprie energie.

È in questo quadro che si colloca l’ingresso di Parma nella Marcia Mondiale. Il Festival può diventare un’occasione per mettere in relazione esperienze già presenti in città, favorire nuovi incontri e costruire collaborazioni tra associazioni, scuole, università, istituzioni e cittadini.

Relazione è una delle parole chiave emerse durante l’intervento. Di fronte a problemi che hanno una dimensione globale è facile sentirsi piccoli e impotenti. Ma la risposta può partire da ciò che è vicino: dalla città, dalle scuole, dall’università, dalle associazioni, dalle persone che si incontrano quotidianamente. È da lì che una cultura di pace può diventare concreta.

A rafforzare questo significato è arrivato anche il messaggio di Rafael de la Rubia, fondatore della Marcia Mondiale, che ha espresso l’auspicio che Parma possa diventare una referenza per la pace e la nonviolenza in questo momento storico. Nel suo messaggio richiama la necessità di rafforzare il lavoro nei diversi ambiti della società: dalle Nazioni Unite ai governi, dai Comuni alle università, dal mondo educativo alle realtà religiose e scientifiche.

Nel corso del pomeriggio, alla Casa della Musica sono state proiettate le immagini della Quarta Marcia Mondiale nei diversi continenti, insieme al videomessaggio di Rafael de la Rubia. Le immagini hanno portato a Parma la dimensione internazionale del percorso, mostrando persone e comunità diverse impegnate nella stessa aspirazione alla pace e alla nonviolenza. Un modo per collocare la città dentro una realtà più grande.

Il Festival della Pace, promosso dalla Casa della Pace insieme al Comune di Parma, proseguirà fino al 18 dicembre. Il programma è stato costruito con il coinvolgimento di associazioni, scuole e università e attraverserà diversi luoghi della città con incontri, testimonianze, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, documentari, mostre e installazioni.

Gli appuntamenti affronteranno alcuni dei principali nodi legati ai conflitti contemporanei e alla costruzione della pace: la corsa agli armamenti, la situazione nei Grandi Laghi africani, i conflitti in diverse aree del mondo, la Palestina e la Sierra Leone, il rapporto tra informazione e propaganda, il ruolo della Chiesa cattolica per la pace e il disarmo e le sfide poste dall’intelligenza artificiale.

Una parte importante del percorso è dedicata all’educazione e alle giovani generazioni. Il Festival collabora con la Rete delle Scuole per la Pace e l’Accoglienza e con gli istituti comprensivi che partecipano al Tavolo per la Pace di Parma. Studenti e studentesse saranno coinvolti in visite alle mostre, laboratori di scrittura creativa, presentazioni di libri e incontri con testimoni. Alcune iniziative saranno inoltre riproposte nelle scuole.

La giornata del 3 ottobre si è svolta tra piazzale San Francesco e il Santuario di San Francesco del Prato. Alle 16 è stata inaugurata la mostra Giovanni chiamato Francesco, a cura di Angelo Antonio Falmi, alla presenza del sindaco Michele Guerra e del vescovo Enrico Solmi. Alle 16.30 sono arrivati in piazzale San Francesco i ciclisti di FIAB che avevano partecipato, nella stessa giornata, alla tappa parmense in bicicletta del Giro d’Italia per la Pace.

Dalle 17, dopo i saluti istituzionali del vicesindaco Lorenzo Lavagetto e dell’assessora alla Pace Daria Jacopozzi, il programma è proseguito con la musica dell’Orchestra Interreligiosa Dòsti di Brescia e dell’artista congo-belga Jack Senyora. La giornata è stata accompagnata da interventi e testimonianze sulla Quarta Marcia Mondiale, con la coordinatrice italiana Tiziana Volta, e da un momento dedicato alla memoria di padre Silvio Turazzi, a cura dell’associazione Solidarietà-Mungaano.

Da Parma, dunque, il Festival della Pace non guarda soltanto ai conflitti e alle crisi del presente, ma prova a interrogarsi su come costruire, nel concreto, relazioni e pratiche di nonviolenza. L’ingresso nella Quarta Marcia Mondiale offre a questo percorso una dimensione internazionale, ma la sfida rimane profondamente locale: trasformare la pace da parola generale in una pratica quotidiana, fatta di partecipazione, educazione, dialogo e collaborazione. Il Festival, come detto, proseguirà fino al 18 dicembre. Le iniziative sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti, salvo dove diversamente indicato.

info: https://casadellapacepr.it/festival-della-pace

 

 

Tiziana Volta