Documenti, ricorsi e multe a km/h: le modifiche al Codice della Strada approvate dal governoIl Consiglio dei ministri ha dato il primo via libera allo schema di decreto
legislativo che riscrive da cima a fondo le regole del Codice della strada del
1992. Sono 294 articoli, presentati dal ministro delle Infrastrutture Matteo
Salvini dopo le modifiche entrate in vigore nel dicembre del 2024. Ora il testo
deve passare dal Consiglio di Stato, dalla Conferenza unificata e dalle
commissioni parlamentari, poi tornare a Palazzo Chigi per l’ok definitivo.
Entrerà formalmente in vigore il 1° aprile 2027, ma le nuove norme si
applicheranno solo dal 1° gennaio 2028, o dal 1° aprile se il regolamento di
attuazione dovesse tardare.
Nelle prime ore, su buona parte dei media, è stato evidenziato il calo delle
multe, una notizia vera solo in parte perché alcune sanzioni scendono, mentre
altre salgono. E su quella più discussa, l’eccesso di velocità, la novità è
un’altra: la multa smette di essere uguale per tutti e diventa proporzionale
alla velocità.
VELOCITÀ, SI PAGA A CHILOMETRO
Oggi il codice ragiona per fasce: chi supera il limite di più di 10 e fino a 40
km/h finisce nella stessa forbice, da 173 a 694 euro a prescindere da quanto ha
sforato. Quindi in un centro abitato con limite a 50, chi passa a 61 all’ora e
chi sfreccia a 90 ha la stessa multa. Con il nuovo codice le fasce spariscono
perché si pagheranno 10 euro per ogni km/h oltre il limite, al netto della
tolleranza degli strumenti, sulle strade extraurbane e in autostrada. In città,
dove il limite è di 30 o 50, gli euro saranno 5. Qualche esempio per rendere
l’idea: in città, 11 km/h di troppo costeranno 55 euro invece di 173, ma 40 ne
costeranno 200. Fuori città chi supera il limite di 20 km/h pagherà 200 euro,
chi lo supera di 40 ne pagherà 400. In autostrada, i 160 all’ora dove il limite
è 130 passeranno da 173 a 300 euro.
Chi sfora di poco, quindi, pagherà meno di oggi, ma chi corre parecchio pagherà
di più, in qualche caso più del doppio. Per chi esagera invece il discorso si
ribalta: oltre i 40 km/h di eccesso oggi scattano fasce molto pesanti: si parte
da 543 euro, che diventano 845 sopra i 60. Con il nuovo calcolo, invece, 50 km/h
di troppo fuori città costeranno 500 euro e 70 ne costeranno 700. La multa
scende di poco, ma restano la decurtazione dei punti e il divieto di guida – la
nuova dicitura che significa sospensione della patente – e tra le 22 e le 7 la
multa sale di un terzo.
Più in generale, ogni infrazione avrà un minimo di 25 euro e un massimo di
40mila, mentre sparisce l’adeguamento automatico all’inflazione ogni due anni:
gli importi si potranno ritoccare solo se i prezzi saranno saliti di oltre il
5%. Va peggio a chi gira senza assicurazione, visto che qualunque infrazione
commessa con un veicolo scoperto vedrà la multa raddoppiare. In più il ministero
incrocerà ogni mese le banche dati: chi risulta senza RC avrà trenta giorni per
mettersi in regola, poi scatterà il divieto di circolare a tempo indeterminato.
CODICE DELLA STRADA: LE MODIFICHE PER CHI GUIDA L’AUTO
Patente e libretto non andranno più esibiti quando i dati sono registrati nelle
banche dati consultabili dalla polizia e, dove servono ancora, si potranno
mostrare tramite app digitali. La patente si rinnoverà ogni dieci anni fino ai
65 anni, contro gli attuali 50.
In autostrada, quando si viaggia per file parallele, la corsia di sinistra non
potrà essere percorsa sotto i 100 all’ora. In sosta il motore termico andrà
spento: tenerlo acceso per il climatizzatore sarà concesso solo per il tempo
strettamente necessario, e solo se a bordo ci sono bambini, donne incinte,
anziani o persone fragili.
Chi ignora un richiamo del costruttore rischierà grosso secondo le nuove norme
che prevedono, passati ventiquattro mesi dall’avvio della campagna, che il
veicolo finisca in un elenco del ministero che impedirà di fare la revisione o
un passaggio di proprietà. Dopo altri due anni in quell’elenco, il veicolo non
potrà più circolare. Altra novità rilevante è che dopo un incidente con soli
danni alle cose, foto e video girati sul posto dalle persone coinvolte varranno
come prova nelle cause per il risarcimento.
IN MOTO, IN BICI E A PIEDI
Moto e scooter a due ruote potranno usare la corsia di emergenza in autostrada
in caso di code o rallentamenti, andando piano e tenendosi pronti a farsi da
parte per i soccorsi. Sempre in autostrada, conducente e passeggero dovranno
indossare protezioni per schiena e mani.
Chi sorpassa una bici o un monopattino dovrà lasciare almeno un metro e mezzo di
spazio, dove possibile, altrimenti dovrà rallentare e adeguarsi alla loro
velocità. Le bici elettriche che vanno anche senza pedalare, i cosiddetti cicli
a propulsione, avranno l’obbligo di casco e di contrassegno, come i monopattini;
nulla cambia, invece, per le normali bici a pedalata assistita. Chi noleggia un
monopattino, poi, dovrà fotografarlo a fine corsa per dimostrare di averlo
parcheggiato come si deve, pena una multa da 50 a 200 euro.
Nuovi doveri anche per i pedoni, che prima di attraversare sulle strisce
dovranno fermarsi e assicurarsi che chi arriva li abbia visti, mentre fuori dai
centri abitati, di notte e su strade buie, dovranno rendersi visibili con un
giubbotto catarifrangente o una luce. Per chi guida resta l’obbligo di fermarsi
e lasciarli passare, e chi non lo fa potrà essere sanzionato anche a distanza,
grazie alle telecamere; lo stesso varrà per chi parcheggia nelle aree di carico
e scarico merci.
VERBALI E RICORSI
Le multe rilevate a distanza, autovelox compresi, dovranno essere notificate
entro 45 giorni invece di 90. Viaggeranno sulla piattaforma digitale SEND o
sulla PEC; per chi non ha un domicilio digitale resterà la posta. Il ricorso al
prefetto si presenterà solo per raccomandata o PEC, e se viene respinto si
pagherà il minimo aumentato di un terzo, non più il doppio. Sparisce infine la
maggiorazione del 10% per ogni semestre di ritardo nel pagamento, in vigore dal
1981.
Rispetto alla bozza messa in consultazione ad agosto, sono spariti l’obbligo di
PEC per patentati e proprietari di veicoli, i limiti automatici per chi ha più
di 85 anni e la patente B a 17 anni. Cancellati anche il casco obbligatorio per
i ciclisti sotto i 14 anni e il divieto per i pedoni di usare smartphone e
cuffie mentre attraversano.
Il testo, va ricordato, non è ancora definitivo: tra pareri e passaggi
parlamentari, più di una norma potrebbe cambiare prima del 2028.
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