Tag - olimpiadi

[2026-04-09] Grandi eventi o grandi speculazioni @ Zazie nel metrò
GRANDI EVENTI O GRANDI SPECULAZIONI Zazie nel metrò - Via Ettore Giovenale 16, Roma (giovedì, 9 aprile 19:00) GRANDI EVENTI O GRANDI SPECULAZIONI Sport e profitto sono ormai un binomio inscindibile: dietro la retorica dello spettacolo e dell’orgoglio nazionale si nasconde una scia di ecomostri incompiuti, colate di cemento e montagne di denaro pubblico drenato a favore di speculatori e grandi interessi immobiliari, veri registi dello sviluppo urbano. Attraverso leggi speciali, commissariamenti e deroghe, vengono aggirati diritti e tutele fondamentali, sacrificando ambiente, salute e territori sull’altare dell’emergenza e della velocità. Lo abbiamo visto con le Olimpiadi di Milano-Cortina, raccontate come “a costo zero” mentre il conto reale si misura in consumo di suolo, emissioni di CO₂, disboscamenti e perdita di biodiversità. Lo vediamo oggi a Bagnoli, a Napoli, dove l’area dell’ex Italsider — in attesa di una bonifica da oltre trent’anni — rischia di essere nuovamente piegata agli interessi dell’America’s Cup, rinviando ancora una volta giustizia ambientale e diritto alla salute. In territori segnati dall’abbandono e dall’incuria istituzionale, il copione si ripete. Tutto questo in nome di eventi che promettono sviluppo, prestigio e benessere diffuso, ma che producono privatizzazione degli spazi, cementificazione e disuguaglianze, lasciando profitti a pochi e macerie a molti. Perché questo meccanismo continua a riprodursi indisturbato a ogni grande evento? Cosa resta davvero, una volta spenti i riflettori? E soprattutto: quali strumenti abbiamo per opporci a questo modello di sviluppo e costruire alternative? Ne parliamo con Duccio Facchinetti direttore di Altreconomia, Antonella Mautone giornalista freelance, la fotografa Flavia Bravetti e alcun@ rappresentati dei Comitati che si oppongono a questi scempi.
April 3, 2026
Gancio de Roma
Le atlete transgender rimangono fuori dalle Olimpiadi: scienza o politica?
Immaginate di essere un’adolescente transgender che intraprende uno sport. Immaginate la meraviglia, l’adrenalina, il senso di appartenenza che un gioco di squadra può generare. Ora immaginate di subire continue microaggressioni per il fatto stesso di esistere, da parte a volte delle compagne di squadra, magari delle persone che vi allenano, delle squadre avversarie. Immaginate di dover fare tutto questo e intanto essere all’altezza di una performance sportiva in abiti scomodi poco adatti a voi, al vostro corpo “non conforme”. Immaginate dovervi sottoporre a una terapia ormonale sostitutiva con tutte le difficoltà anche di reperimento di farmaci che spesso rendono la vostra affermazione di genere una corsa a ostacoli. > Risulta piuttosto difficile immaginare come quanto premesso non abbia alcun > impatto nello sviluppo di una persona, condizionando la sua salute mentale, > per non parlare di una performance sportiva, specialmente ai livelli > competitivi più alti. E però, si dirà, ed è questa la via recentemente seguita dal Comitato Internazionale Olimpico, avendo avuto l’adolescenza di un maschio, questa donna transgender sarà sicuramente avvantaggiata dal testosterone prodotto dal suo corpo in quella fase della vita. È dello scorso 26 marzo, infatti, l’annuncio della nuova politica del comitato organizzatore dei giochi olimpici e illustrata da Kirsty Coventry, presidente del CIO. La nuova policy, elaborata da un working group dedicato i cui lavori, secondo diverse fonti, si sono svolti in modo piuttosto opaco, stabilisce che l’idoneità a partecipare ai giochi dovrà essere dimostrata attraverso un test genetico una tantum che riveli la presenza del gene SRY, responsabile dell’avvio del gene maschile negli esseri umani. Il test dovrà essere somministrato attraverso un prelievo di saliva da effettuarsi per mezzo di un tampone. Qualora il gene sia tracciato le atlete verranno automaticamente escluse da tutte le competizioni femminili in nome di un ipotetico quanto indimostrato vantaggio biologico, conservando comunque la possibilità di partecipare alle gare riservate alle altre categorie. > Questo con buona pace di diversi studi e recenti articoli scientifici > piuttosto autorevoli che dimostrano che né il testosterone, né l’eventuale > diversa composizione corporea garantiscono maggiore forza o una prestazione > sportiva superiore delle atlete transgender e intersex rispetto alle loro > colleghe biologicamente donne. Non siamo nel reame delle opinioni da bar, si > tratta di evidenza scientifica. E, del resto, persino la storia della > partecipazione delle atlete trans a olimpiadi e paralimpiadi lo confermano. «Dopo i Giochi Olimpici del 1996, il CIO ha votato per interrompere i test di verifica del sesso in quanto scientificamente ed eticamente ingiustificabili, poiché si trattava di un test impreciso per determinare sia il sesso che un eventuale vantaggio atletico degli atleti coinvolti, e causava loro un danno considerevole. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, UN Women, l’Associazione medica mondiale, l’Associazione medica degli Stati Uniti e, più recentemente, un gruppo di esperti indipendenti delle Nazioni Unite hanno da tempo condannato i test di verifica del sesso e gli interventi medici non necessari in quanto discriminatori, non etici e dannosi», hanno affermato in una replica la SRA (sports and right alliance), ILGA world e Humans of Sport . > «Obbligare donne e ragazze a sottoporsi a screening genetici obbligatori solo > per fare sport significherebbe ripristinare una pratica che – anche nel caso > di “test una tantum” – viola la loro privacy, le espone a giudizi e > umiliazioni pubbliche estreme, e apre la strada a interventi medici non > necessari», prosegue il comunicato. Occorre inoltre tenere a mente che le atlete trans e intersex, che da questa pratica verrebbero danneggiate e spesso a partire dalla minore età, appartengono già di fatto a uno dei gruppi maggiormente stigmatizzati nello sport. Risulta dunque difficile comprendere la logica secondo la quale queste atlete andrebbero escluse in nome della “correttezza” e dell’equità, come riporta anche la National Library of Medicine. Eppure, la scure della “polizia del genere” potrebbe sferrare i suoi primi colpi già a partire dalle olimpiadi previste a Los Angeles nel 2028. Il sospetto che il CIO si sia voluto semplicemente adeguare allo spirito dei tempi, come conseguenza delle politiche repressive condotte dal governo federale e da alcuni stati degli USA contro i diritti delle persone trans, assume dunque contorni piuttosto concreti, visti anche i timori di Coventry circa uno scontro frontale con il presidente su questa e altre questioni, riporta l’Independent. > «Quegli stessi giochi olimpici che non si sono mai fatti scrupoli nel far > partecipare delegazioni di paesi guerrafondai e colonialisti, poiché “lo sport > è per tutti”, oggi invece ci dicono chi non è gradito», scrive Roberta > Parigiani, avvocata e presidente del movimento identità trans, invitando al > boicottaggio delle prossime olimpiadi. «Lo sport è di tutti e per tutti: ma non per le donne trans che da oggi saranno escluse con un test genetico». Chi vivrà, vedrà, recita l’adagio. Il punto è capire come come la società sceglie di vivere e le istituzioni di regolare: un approccio prettamente essenzialista, che riduca le persone al puro dato genetico, è la direzione più sicura, la più equa, da percorrere? Se sì, per chi? La copertina è di Ivana Noto SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Le atlete transgender rimangono fuori dalle Olimpiadi: scienza o politica? proviene da DINAMOpress.
April 2, 2026
DINAMOpress
Oltre lo spettacolo: le Olimpiadi della precarietà e dello sfruttamento
Dietro le quinte scintillanti delle Olimpiadi c’è un una folla di lavoratrici e lavoratori precari Milano si sta trasformando sempre di più in una città esclusiva ed escludente, con i suoi hotel di lusso e i ristoranti stellati. Una città dove si abbattono gli alloggi popolari per far spazio ai grattacieli delle banche e delle corporation. Dietro le vetrine e le insegne scintillanti operano però decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici costretti ai gironi infernali del precariato, degli appalti selvaggi e dei salari poveri.  Le Olimpiadi, seguendo la via tracciata da Expo 2015, non hanno fatto altro che accelerare ulteriormente queste dinamiche, riproponendo massicce colate di cemento e speculazioni edilizie, massimizzazione dello sfruttamento sul lavoro tramite l’immensa torta degli appalti, l’accentuarsi della repressione con le zone rosse e le limitazioni al diritto di sciopero imposte per decreto o approvate con patti sindacali di “tregua sociale”. In questo approfondimento abbiamo provato a raccontarvi la condizione di chi fa le pulizie negli hotel di lusso, tra cottimo, straordinari non riconosciuti, paghe da fame.   Ne abbiamo parlato con Mattia Scolari della Cub Milano Ascolta la diretta:
February 23, 2026
Radio Blackout - Info
Anarres del 23 gennaio. Rojava. Stati Uniti: Ice senza freni. Olimpiadi. Sangue, sfruttamento e buoni affari…
Ascolta e diffondi l’audio della puntata: Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Rojava. Attacco al confederalismo democratico Nelle stesse settimane dell’insurrezione iraniana il governo islamista di Damasco ha sferrato un durissimo attacco al Rojava. L’esercito siriano ha attaccatole aree della Siria del nord che erano sotto il controllo delle forze del Confederalismo Democratico, le stesse forze che avevano liberato il nord est della Siria dai massacratori dell’ISIS. La spartizione tra potenze globali e regionali dell’influenza sulla Siria è costruita sulla pelle di quanti negli ultimi quindici anni hanno saputo costruire, tra mille difficoltà ed aporie, un’alternativa laica, pluralista, fondata sulla parità di genere e la concreta messa in crisi degli oppressivi sistemi patriarcali. Il governo siriano ei suoi finanziatori adAnkara e Riad puntanoalla cancellazione di un’esperienza che, pur con innegabililimiti, ha rappresentato un’alternativa a un’ordine sociale strutturato sull’oppressione delle donne, la reazione religiosa, le divisioni settarie e il bieco sfruttamento. Ne abbiamo parlato con Federico Stati Uniti. L’ICE scatenata La caccia agli immigrati irregolari negli Stati Uniti si è trasformata in una strategia del terrore: il governo federale mette sotto inchiesta i suoi oppositori, mentre gli agenti conducono i raid con cinismo, facendosi servire a tavola dalle persone che poi arresteranno. È quanto succede in Minnesota, diventato il cuore della svolta autoritaria dell’amministrazione Trump, che ha messo sotto inchiesta il governatore Tim Walz, e il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, entrambi democratici, accusati di «ostacolare le attività dell’Ice». I loro nomi si aggiungono al lungo elenco di oppositori del governo finiti nel mirino del dipartimento di Giustizia e del Pentagono. Lemilizie pattugliano i dintorni delle scuole ed arrestano persino i bambini. I somali, tutti profughi di guerra vengono rastrellati per le strade, dove è caccia strada per strada e dove si sono create reti di vicinato per avvertire del pericolo. Alcuni video mostrano la brutalità della polizia di frontiera che picchia espruzza in faccia a persone ammanettate.ICE “dichiara” il diritto di entrare nelle case senza mandato. É una guerra. Civile Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri Olimpiadi. Sangue, sfruttamento e buoni affari Nella Milano capitale del lavoro povero le Olimpiadi sono state volontariato non retribuito o lavoro precario nell’indotto turistico, ma anche un appoggio ideologico all’insostenibile modello di città esclusiva ed escludente. Ne abbiamo parlato con ABO Di Monte Appuntamenti: Siria e Iran: una libertà senza confini Sabato 24 gennaio ore 10,30 punto infoal Balon Nè shah né mullah. A fianco di chi lotta contro i dittatori di ieri, oggi e domani in Iran e in Siria ore 15 piazza Vittorio Veneto partecipiamo al corteo per il Rojava Sabato 21 febbraio Con i disertori russi ed ucraini per un mondo senza eserciti e frontiere giornata di informazione e lotta antimilitarista ore 10,30 al Balon Sabato 28 febbraio Cena sovversiva benefit “una nuova casa per la FAT!” ore 20 in corso Palermo 46 prenotazioni antimilitarista.to@gmail.com Venerdì 6 marzo Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza ore 21 in corso Palermo 46 Interverrà l’avvocato Eugenio Losco A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org www.anarresinfo.org
February 23, 2026
Radio Blackout - Info
Roma- Rivendicazione Sabotaggio linea ferroviaria contro le Olimpiadi Milano Cortina – 2026
> Riceviamo e diffondiamo Fuoco alle Olimpiadi! Oggi non si viaggia! La notte del 13 Febbraio in diversi punti e snodi ferroviari abbiamo incendiato e danneggiato i cavi lungo i binari provocando di fatto il blocco di diverse linee dell’alta velocità. Queste azioni sono il nostro contributo al caloroso benvenuto e augurio a questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Abbiamo partecipato ai blocchi massivi delle strade e i porti durante i mesi di mobilitazione per la Palestina, abbiamo invaso le stazioni e attaccato la polizia quando è stato possibile. Ma oggi abbiamo scelto di agire protetti dalla luce della luna, in un piccolo gruppo riunito dall’affinità e dalla voglia di essere conseguenti agli slogan urlati nei mesi scorsi: blocchiamo tutto! Perché pensiamo che oltre a partecipare alle grandi mobilitazioni e al conflitto che esse possono generare sia necessario diffondere l’azione autonoma, per non lasciare che vengano disinnescate, recuperate e dirette dai professionisti della politica “militante”. Il potere si prepara alla guerra e anche noi, anarchici, rivoluzionari, individui coscienti vorremmo fare lo stesso. L’infrastruttura ferroviaria è un nodo principale della mobilità di forze e materiali bellici e l’accordo tra RFI e Leonardo, volto a implementare la logistica militare nella penisola, ne è il più chiaro esempio. Attaccare RFI quindi è un atto concreto di antimilitarismo e un gesto di solidarietà a tutti coloro che subiscono oggi l’atrocità della guerra e del colonialismo. Le olimpiadi invernali di Milano-Cortina non fanno eccezione: fiumi di denaro che alimentano una speculazione edilizia ben lieta di armare fiumi di cemento per costruire impianti usa e getta e cambiare “destinazione d’uso” sociale di interi quartieri popolari. Un grande affare che dietro l’immagine patinata e prestigiosa del grande evento sportivo nasconde ettari di boschi di larici rasi al suolo per fare spazio a piste da sci e montagne deturpate in modo irreversibile dai relativi impianti di risalita. Quest’azione infine esprime la nostra rabbia per la presenza ai Giochi di agenti dell’Ice, le squadracce anti-immigrati ormai tristemente note per omicidi, rastrellamenti, abusi e violenze perpetrate contro gli indesiderabili e gli oppositori interni negli Stati Uniti, il che ci ricorda che ogni polizia e ogni raggruppamento fascista è lì per essere utilizzato contro la propria popolazione quando la “ragion di stato” lo richieda. Servono soltanto pochi ingredienti per agire contro il mondo dello sfruttamento, dell’oppressione e della devastazione: un po’ di studio, precauzione e determinazione in uguale misura, qualche complice, qualche litro di combustibile… e tutto è possibile! Buona fortuna! Solidarietà ai prigionieri anarchici di tutto il mondo Solidarietà a Juan, Stecco, Anna, Alfredo, Tonio,Ghespe, Dayvid ai compagni repressi nell’operazione Ipogeo, ai prigionieri palestinesi Per l’Anarchia
Palestina libera. Il grido dell’umanità che Israele e Meloni vorrebbero zittire con la forza
L’ultimo caso è quello di Ali Mohammed Hassan che lavorava in uno degli store ufficiali delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Quando un gruppo di tifosi israeliani entrato nel negozio ostentando la loro bandiera si è avvicinato al bancone, lui ha detto: “Palestina libera”. Una tifosa israeliana che filmava […] L'articolo Palestina libera. Il grido dell’umanità che Israele e Meloni vorrebbero zittire con la forza su Contropiano.
February 16, 2026
Contropiano
Il Comitato olimpico palestinese denuncia Israele: “siti sportivi come campi di concentramento”
Dal 7 ottobre 2023, alcune strutture sportive della Striscia di Gaza sono state utilizzate da Israele “come campi di concentramento sulla stregua di quelli nazisti, come centri di detenzione dove gli arrestati sono stati svestiti in condizioni disumane“. Lo ha detto Jibril Rayoub, presidente del Comitato olimpico palestinese e della […] L'articolo Il Comitato olimpico palestinese denuncia Israele: “siti sportivi come campi di concentramento” su Contropiano.
February 16, 2026
Contropiano
Precettazioni nel Trasporto Aereo: ennesimo attacco di Salvini a sciopero legittimo
USB ricollocherà la mobilitazione Gli scioperi del Trasporto Aereo del 16 febbraio e del 7 marzo sono stati precettato dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Un evento atteso, dopo due ore di incontro nella giornata di giovedì 13 febbraio che sono risultate di fatto inutili: qui abbiamo rilevato come le […] L'articolo Precettazioni nel Trasporto Aereo: ennesimo attacco di Salvini a sciopero legittimo su Contropiano.
February 14, 2026
Contropiano
Milano, la miseria dietro le Olimpiadi
E’ tutto normale, questo è il problema. E’ normale che una città venga occupata, blindata, per due giorni per l’arrivo di alcuni potenti della terra. E’ normale che si realizzino opere per queste Olimpiadi, con enormi quantità di soldi pubblici, di cui godranno fondamentalmente i privati. E’ normale che i prezzi delle case crescano, fino a prezzi inavvicinabili per i più. E’ normale che si abbandoni il patrimonio immobiliare pubblico e ancor meno se ne costruisca di nuovo. E’ normale che i servizi sociali vengano tagliati, che nelle periferie cresca il degrado. E’ normale che alcuni quartieri diventino IN e altri finiscano out. E’ normale che non vi siano soldi per ristrutturare spazi pubblici, giardini, cascine, piscine, che darebbero vita a questa città. E’ normale che non vi siano soldi per rimettere in sesto strutture scolastiche, sanitarie, uffici pubblici, fatiscenti. E’ normale che non vi siano più cinema nelle periferie. E’ normale che non si trovino nuovi autisti per i mezzi pubblici, con condizioni di lavoro che non permettono di vivere in questa città. E’ normale che i comitati dei cittadini cerchino di difendere spazi verdi e non vengano neppure ascoltati. E’ normale che si voglia distruggere uno storico e bellissimo stadio, del tutto funzionante, per costruirne un altro a pochi metri di distanza. E’ normale che vi siano soldi per grandi eventi, zone di lusso, concessioni edilizie per nuovi e vecchi ricchi, centri commerciali, ma non vi siano mai soldi per le opere pubbliche necessarie di cui godrebbero la gran parte degli abitanti. E’ normale che ci siano delle gabbie dove chiudere dentro delle persone solo perchè non hanno un pezzo di carta e lasciarle per mesi a soffrire e a impazzire. E’ normale. Semplicemente perché, a chi governa, degli abitanti, non gliene frega nulla. Panem et circenses. La stessa Milano che brilla, che vede moltiplicarsi appartamenti di lusso è quella che vedete in questo breve video: una normale mattina lungo viale Toscana, oltre due cento metri di una lunga fila di persone in attesa di una borsa di cibo. Ogni mattina, nella ricca Milano, a poco più di due chilometri da piazza Duomo. Col caldo o col freddo, ci si mette in coda. E non è certo l’unico centro di distribuzione. Andrea De Lotto
February 12, 2026
Pressenza