Tag - morti sul lavoro

Puntata del 21/07/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Sandro, lavoratore in università di Torino iscritto al sindacato di base CUB. Con lui abbiamo commentato quanto riportato nel loro ultimo comunicato: “La gestione del cambio d’appalto per i servizi di portierato e supporto logistico dell’Università di Torino è inaccettabile. Tra proroghe infinite e totale mancanza di comunicazioni ufficiali, i lavoratori si trovano ad affrontare un momento delicato basandosi solo su voci di corridoio. Ricordiamo alla nuova azienda subentrante che esistono diritti che NON possono essere messi in discussione: Salvaguardia del contratto e dell’anzianità Mantenimento delle mansioni Nessuna riduzione di ore o stipendio“ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello dei controlli dell’Ispettorato del Lavoro, infatti in compagnia telefonica di Valeria, Ispettrice iscritta al sindacato USB, siamo andati a discutere su come vengono fatti i controlli, con che limiti e come si potrebbero migliorare le cose. Abbiamo voluto fare questo approfondimento per fare capire in quali condizioni versa questo istituto, che se organizzato e finanziato meglio di come lo è allo stato attuale, potrebbe essere davvero efficace per sgominare situazioni criminogene o rischiose per chi lavora e per la popolazione in generale. Buon ascolto
Puntata del 21/07/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Sandro, lavoratore in università di Torino iscritto al sindacato di base CUB. Con lui abbiamo commentato quanto riportato nel loro ultimo comunicato: “La gestione del cambio d’appalto per i servizi di portierato e supporto logistico dell’Università di Torino è inaccettabile. Tra proroghe infinite e totale mancanza di comunicazioni ufficiali, i lavoratori si trovano ad affrontare un momento delicato basandosi solo su voci di corridoio. Ricordiamo alla nuova azienda subentrante che esistono diritti che NON possono essere messi in discussione: Salvaguardia del contratto e dell’anzianità Mantenimento delle mansioni Nessuna riduzione di ore o stipendio“ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello dei controlli dell’Ispettorato del Lavoro, infatti in compagnia telefonica di Valeria, Ispettrice iscritta al sindacato USB, siamo andati a discutere su come vengono fatti i controlli, con che limiti e come si potrebbero migliorare le cose. Abbiamo voluto fare questo approfondimento per fare capire in quali condizioni versa questo istituto, che se organizzato e finanziato meglio di come lo è allo stato attuale, potrebbe essere davvero efficace per sgominare situazioni criminogene o rischiose per chi lavora e per la popolazione in generale. Buon ascolto
LATINA: DUE MORTI SUL LAVORO IN SOLE 24 ORE. ENTRAMBE LE VITTIME A CAUSA DI UN MALORE IMPROVVISO
Oltre a subire le conseguenze economiche della guerra globale, lavoratrici e lavoratori continuano anche a morire di lavoro. Al capitolo della mancata prevenzione da parte delle aziende si aggiungono le temperature estreme dovute al cambiamento climatico. A Latina due morti in 24 ore: ieri un operaio di 54 anni è morto in un cantiere fotovoltaico a due passi da Borgo Santa Maria. Il giorno prima, un operaio di 64 anni è morto mentre svolgeva lavori edili in un condominio nel quartiere Nuovo Latina. Francesco Gritto, 54 anni, era intento a realizzare con altri operai una struttura di cemento armato in un cantiere fotovoltaico nei pressi di Borgo Santa Maria. Non una caduta, non un ferimento con strumenti di lavoro, bensì un malore improvviso che l’autopsia accerterà se collegato all’esposizione al caldo. Così come accaduto meno di ventiquattr’ore prima a Wladislaw Pernal, operaio 64enne di origini polacche, spirato per un malore mentre cambiava le piastrelle di un appartamento privato di Nuovo Latina. Lo stop alle “ore calde” imposto dall’ordinanza regionale sembra non sia stato infranto: entrambe le vittime lavoravano prima o dopo le ore vietate dalla normativa stagionale (dalle 12.30 alle 16.00), elemento che conferma l’insufficienza del provvedimento in un’estate segnata, da più di un mese, da un’allerta caldo record che avrebbe dovuto già da prima del suo inizio portare a riflettere su misure fattive di salvaguardia del salario ma, soprattutto, della salute dei lavoratori. “Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più. Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare” dichiara Giuseppe Massafra, Segretario Generale della CGIL Frosinone Latina. “Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera.” È in questo clima che venerdì mattina la categoria degli edili scenderà in piazza, con un sit-in sotto la Prefettura di Latina, per dire basta a condizioni di lavoro non più dignitose. Il commento del sociologo Marco Omizzolo, docente all’Università La Sapienza e presidente dell’Associazione Tempi Moderni. Ascolta o scarica 
July 22, 2026
Radio Onda d`Urto
A 22 anni dalla morte della lavoratrice interinale Marianna Di Domenico
Il 21 luglio 2004 Marianna Di Domenico, lavoratrice interinale di Pasta Zara, perdeva la vita nel corso del suo turno di lavoro, schiacciata da una pressa. Marianna lavorava per un’agenzia che non la legava direttamente alla fabbrica e non le garantiva la tutela di un contratto nazionale né di una futura collocazione a tempo indeterminato. La condizione di Marianna, così come quella di buona parte delle lavoratrici e dei lavoratori in Italia, si basava e si basa su leggi inique che deregolamentano gli accordi e i contratti, così perpetuando precarietà e incertezza. Gli “incidenti” sul lavoro, che occorre chiamare “omicidi”, sono il sanguinoso corollario di questa situazione su cui non si è intervenuti, negli ultimi anni, nonostante la pesante e ipocrita retorica che viene messa in campo alla notizia dell’ennesimo morto.  Martedì 21 luglio, alle ore 09.15 saremo presenti in via Delle Saline 2, presso i cancelli del pastificio Barilla (ex Zara) di Muggia, come ogni anno, insieme ai familiari, ai sindacati e a cittadine e cittadini  per ricordare la figura di Marianna Di Domenico morta sul lavoro a 26 anni una mattina di 22 anni fa; ma ricorderemo anche tutte le altre e tutti gli altri: solo nel primo quadrimestre del 2026, in Italia, si sono registrati 278 infortuni mortali sul lavoro: una strage, un massacro continuo.Vogliamo più sicurezza, più rispetto delle norme, più ispettori del lavoro. Vogliamo che tutti possano lavorare per vivere e non per morire, in una società che non sia schiava del profitto.    RIFONDAZIONE COMUNISTA-KOMUNISTIČNA PRENOVA Gianluca Paciucci, segretario PRC Federazione di Trieste-Trst Lucia Circo e Piero Demarchi, Circolo PRC Muggia-Milje Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
July 22, 2026
Pressenza
UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA!
L’assassinio di Fakir Abderrahim da parte della polizia ha avuto un forte eco tra i lavoratori dei vari magazzini dell’interporto bolognese. Una massa umana si è addensata davanti all’entrata di questa area dimostrando cosi ai padroni e allo Stato che l’uccisione di un loro compagno non resterà impunità. I mandanti di quei poliziotti che hanno ucciso con una violenza repressiva disumana pagano cosi un prezzo altissimo. Migliaia di camion fermi altre miglia dirottati su Milano. Nelle due settimane precedenti 5 giornate di sciopero contro Sda, Brt e Gls avevano “dissanguato” la fonte dei profitti di quelle aziende e oggi hanno subito una batosta memorabile. Ogni uomo, proletario, ha ricordato ai padroni che la repressione non passerà senza conseguenza verso la loro sete di potere, hanno pagato( ancora poco) delle gesta degli sbirri assassini del compagno Fakir. Uno striscione con scritto ” Con te Fakir Abderrahim non hanno ucciso la nostra lotta.Tremate padroni noi continueremo a lottare” , significando cosi con 24 ore di sciopero che la memoria operaia è viva in onore di ogni sfruttato che il sistema capitalistico ogni giorno uccide per mano della polizia o nei luoghi di lavoro dove lo sfruttamento si realizza. Uno sciopero di questo genere dimostra che la classe esiste non solo per vivere del proprio salario ma che ciò non basta, aspira si ad avere il pane ma anche le rose. Una battaglia vinta in giornate di lutto per un loro compagno caduto per la repressione assassina degli uomini al servizio dello stato borghese. SI COBAS Nazionale L'articolo UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Siamo alle ronde
Le indagini sono ancora in corso, ma pare che venti maschi “coraggiosi” di S. Fruttuoso abbiano aggredito a bastonate un minorenne non accompagnato, colpevole (forse) di molestie e danneggiamenti. Gli hanno spaccato il cranio. Sembra anche che una ronda analoga  sia stata organizzata a Quinto, i cui abitanti da tempo lamentavano molestie e atti di vandalismo. Non “sembra”, ma “è certo” che sui social si contino centinaia di commenti che approvano le ronde e la giustizia “fai da te”. E chi prova a ragionare viene invitato a portarli a casa sua. In Italia muoiono tre persone al giorno sul lavoro, soprattutto in edilizia. Un fatto che dovrebbe creare un forte allarme sociale. Vogliamo organizzare ronde per sprangare i padroni che ignorano le norme di sicurezza? Chi plaude ai venti vigliacchi di S. Fruttuoso ribadirebbe anche in questo caso “colpirne uno per educarne cento?” In Italia l’evasione fiscale ha raggiunto livelli record. Gli evasori li conosciamo tutti, con nome e cognome, perché ogni giorno abbiamo a che fare con loro. L’evasione fiscale incide fortemente sul bilancio dello Stato. Vogliamo aspettare sotto casa medici, idraulici, negozianti che non rilasciano lo scontrino fiscale? A Taranto esiste un’azienda (ha cambiato diversi nomi: ILVA, Acelor Mittal, ecc, ma sono sempre gli stessi) che da decenni emette sostanze cancerogene. Ha sulla coscienza migliaia di tumori, anche di bambini. Cerchiamo i padroni e i loro complici e gli bruciamo la casa? Intere regioni italiane sono ostaggio della criminalità organizzata. Mafia, camorra, ‘ndrangheta, stidda, sacra corona unita. Vivono a “cento passi” da casa nostra. Anche in questo caso vale il principio del “colpirne uno per educarne cento”? Li spranghiamo?  E da quale mafioso vogliamo cominciare? I venti vigliacchi di S. Fruttuoso hanno scelto di colpire chi dà loro fastidio, ma sta anche sotto di loro nella scala sociale e hanno perfettamente assimilato i disvalori che hanno portato le destre al governo: meritocrazia, competizione, indifferenza verso gli altri, nazionalismo, razzismo. E’ più che mai necessario che, a partire dalle scuole, dai quartieri  e dai luoghi di lavoro, l’individuazione delle radici delle ingiustizie e il valore della solidarietà vengano riscoperti. 1256° ora in silenzio per la pace Redazione Italia
June 22, 2026
Pressenza
BRESCIA: NUOVA UDIENZA PER LA MORTE SUL LAVORO DI MIRKO SERPELLONI. PRESIDIO SOLIDALE E DI SENSIBILIZZAZIONE ALL’ESTERNO DEL TRIBUNALE
Nuova udienza oggi presso il Tribunale di Brescia, del secondo processo contro il proprietario del capannone in cui morì Mirko “Sick” Serpelloni, 27enne bresciano, illustratore, musicista e operaio, deceduto nel settembre 2023 cadendo da un lucernario alla Errepi di Manerbio. Nel febbraio 2025, il datore di lavoro di Mirko era stato condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 3 anni e 4 mesi, mentre il titolare dell’azienda committente dei lavori era stato rinviato a giudizio. Ed è proprio questo il troncone dell’udienza odierna, oggi ascoltati i testimoni della difesa . Fuori dal Palagiustizia di Brescia, il consueto presidio solidale chiamato, da un lato, per sostenere la battaglia per ottenere giustizia di familiari, amici e amiche di Mirko, dall’altro, per continuare a parlare e sensibilizzare sul tema delle morti sul lavoro. Prossima udienza 25 novembre, con discussione di tutte le parti. Le interviste raccolte da Siham della Redazione Ascolta o scarica  Il commento di Eva sorella di Mirko al termine dell’udienza Ascolta o scarica 
June 17, 2026
Radio Onda d`Urto
I nuovi schiavi della Repubblica
Da Amendolara ai ghetti agricoli, la strage dei quattro braccianti afghani rivela il fallimento delle politiche sul lavoro e sull’immigrazione. Dietro il caporalato c’è una filiera che unisce sfruttamento, decreti …