Tag - morti sul lavoro

Puntata del 13/01/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Puntata del 13/01/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Puntata del 13/01/2026@3
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Puntata del 13/01/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
Igiene Ambientale: un’altra morte sul lavoro, l’ennesima. Fermiamo il sistema degli appalti
Il nuovo anno è iniziato sulla stessa linea di come è finito quello scorso e cioè con l’ennesima morte sul lavoro: nel pomeriggio di venerdì 9, un nostro collega Halili Xhevdet (di 59 anni) ha perso la vita, schiacciato da un compattatore, nello stabilimento di Sesa – Società Estense Servizi […] L'articolo Igiene Ambientale: un’altra morte sul lavoro, l’ennesima. Fermiamo il sistema degli appalti su Contropiano.
«Dei nostri compagni, di noi»
Giovanni Trimeri sul libro di Ferruccio Brugnaro con le foto di Daniele Resini. A seguire alcuni link. «Non ditemi di non disturbarvi / Non ditemi di non disturbarvi» Bisogna leggerla ancora e sempre ricordarla, la poesia di Ferruccio Brugnaro, una vita da operaio e di militante della poesia sociale. Non sono grida perse negli anni, le sue parole sono messaggi
Dalla strage alla Thyssen … 18 anni di morti sul lavoro!
Da quel dicembre 2007 poco è cambiato: ogni giorno muoiono 4 lavoratori in servizio, 1276 nel 2025 e centinaia di migliaia sono coinvolti in infortuni e malattie professionali collegati al lavoro. E in questi anni molto è peggiorato in conseguenza della precarietà dilagante e dell’espandersi degli appalti in tutti i settori, compresi quelli pubblici. Non sono fatalità, sono la scelta dell’economia capitalista che accetta di sacrificare vite pur di non rispettare diritti, di spendere in protezione e formazione, di regolarizzare i dipendenti. Ad essere colpiti sono soprattutto gli anziani, spesso costretti a lavorare dall’allungamento dell’età pensionabile, i giovani, i migranti e le donne, spesso irregolari o precari, fino ad arrivare ai giovanissimi studenti morti in alternanza scuola-lavoro. Muoiono come in guerra dove gli uomini e le donne sono un elemento secondario. NON VOGLIAMO ACCETTARE QUESTA SITUAZIONE! * Chiediamo una legislazione più stringente sulla sicurezza e, come abbiamo proposto, una legge sul reato di omicidio sul lavoro per colpire duramente le responsabilità di aziende e appaltatori negli incidenti sul lavoro. * Diamo più potere di intervento ad RLS e rappresentanze sindacali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro * Potenziamo le strutture di controllo dell’ispettorato del lavoro, delle asl e degli organismi di vigilanza sulla sicurezza del lavoro * Rafforziamo nei contratti nazionali ed aziendali le norme sulla prevenzione. * Riduciamo gli appalti e uniformiamo i trattamenti dei lavoratori che operano nello stesso luogo di lavoro, contrastiamo le manovre del governo Meloni che vorrebbe semplificare le assegnazioni degli appalti e deresponsabilizzare i committenti. * Alziamo i salari ed eliminiamo la somministrazione di lavoro e la precarietà, sia nella legislazione che nella contrattazione, perché la precarietà e il ricatto del salario rendono più difficili le lotte per la sicurezza. Per ridurre gli incidenti occorre cambiare il modo di produrre: la vita delle donne e degli uomini che lavorano devono pesare più che i profitti delle aziende. Sabato 6 dicembre, dalle ore 10.30, si è tenuto il presidio sotto l’Ispettorato Nazionale del Lavoro in via Arcivescovado 9. Contro le morti sul lavoro, contro la precarietà che uccide, contro gli appalti che fanno profitti sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici! Cub – Usb – Si Cobas – Le radici del sindacato alternativa CGIL – Medicina Democratica – Lavoro e Salute – Sinistra Anticapitalista – Partito Comunista dei Lavoratori – Partito Rifondazione Comunista – Partito Comunista Italiano – Potere al Popolo Redazione Torino
Morti sul lavoro, una fiaccolata non basta
Ieri sera, 4 novembre, alcune centinaia di persone, chiamate dalla CGIL, dalla CISL e dalla UIL di Roma e del Lazio, hanno partecipato ad una fiaccolata partita dal Colosseo e arrivata, dopo aver percorso un tratto di Via dei Fori Imperiali, a Largo Matteo Ricci, il luogo del parziale crollo della Torre Medievale dei Conti. La fiaccolata voleva ricordare Octav Stroici, l’operaio rimasto sepolto dalle macerie, estratto in gravissime condizioni dopo oltre undici ore di complesse e intense operazioni di soccorso e successivamente morto in ospedale. In una nota la CGIL, la CISL e la UIL affermano: “E’ un giorno di profondo cordoglio non solo per il mondo del lavoro, ma per tutta la nostra comunità, profondamente ferita da questa tragedia. Octav è morto svolgendo un lavoro gravoso, intenso e pericoloso a 66 anni, un’età in cui non solo si dovrebbe essere dispensati da tali attività, ma in cui si dovrebbe già poter essere in pensione. Ieri, mentre seguivamo con apprensione le operazioni di soccorso, nel nostro Paese altre quattro persone sono morte sul lavoro. Una strage contro la quale serve un’azione decisa da parte delle istituzioni e del sistema delle imprese, per rafforzare e garantire le misure a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Rivolgiamo un sentito ringraziamento a tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nelle operazioni di soccorso: con professionalità e dedizione, anche a rischio della propria incolumità, hanno operato senza sosta, offrendo un esempio concreto di come il lavoro debba essere al servizio delle persone, e non fonte di morte e sofferenza. Per Octav e per tutti loro continueremo a batterci affinché il lavoro torni ad essere sinonimo di dignità e sicurezza”. Da parte mia credo che la doverosa mobilitazione di ieri sera sia stata, dal punto di vista della partecipazione, assolutamente inadeguata alla gravità dell’evento.  Il coinvolgimento delle altre categorie dei sindacati confederali è stato minimo ed è completamente mancata la solidarietà e la partecipazione delle sigle dei sindacati di base, che non mi risulta abbiano organizzato iniziative alternative, degli studenti e della associazioni e comitati della “società civile”. Un’occasione persa che chiama in causa tutti coloro che non hanno portato in piazza la propria solidale presenza. A mio parere è indispensabile che tutti i sindacati, confederali e di base, le associazioni democratiche e i partiti di opposizione (giacché quelli di governo nulla fanno se non in negativo a favore delle lavoratrici e dei lavoratori) si siedano ad un tavolo per organizzare una mobilitazione nazionale contro questa continua strage di vite umane, frutto di uno sfruttamento sempre più incontrollato ed espressione del più cinico disprezzo per la vita umana. Questo è del resto il capitalismo ormai sdoganato nelle sue forme più estreme e disumane dal pensiero neoliberista. Mauro Carlo Zanella
Tutela del patrimonio e sicurezza nei cantieri edili e di restauro: tante, troppe fragilità
Octay Stroyci, operaio di 66 anni che lavorava nel cantiere di restauro della Torre dei Conti, è morto in ospedale dopo undici ore trascorse sotto le macerie del doppio cedimento della struttura medievale, che ha causato anche il ferimento di altri lavoratori. All’indomani della tragedia, si grida al disastro, ci si rimpalla le responsabilità e si cerca una spiegazione a un cedimento non solo strutturale, ma anche simbolico del patrimonio culturale di Roma e non solo. Al di là delle polemiche e dello shock nel vedere le macerie di un monumento così importante per la collettività, resta la rabbia per la morte di un uomo che, a 66 anni, ancora lavorava in un cantiere edile — a un’età in cui si dovrebbe già poter andare in pensione, soprattutto in un mestiere tanto usurante. > Questa tragedia riporta con forza al centro del dibattito la questione delle > tutele: delle tutele e delle garanzie di sicurezza nel mondo del lavoro e > della tutela del nostro patrimonio culturale. Da oltre vent’anni assistiamo a una trasformazione radicale, pratica e di senso, nella gestione del patrimonio culturale: si è puntato quasi tutto sulla valorizzazione dei monumenti e dei siti di interesse storico-artistico, a discapito della loro tutela e conservazione. Non che la valorizzazione, se indirizzata agli interessi della collettività, sia di per sé un male; ma in molti avevano già avvertito i gravi rischi di questo approccio. È stato più volte segnalato come la corsa alla valorizzazione, se non accompagnata da interventi ordinari — e non straordinari, come quelli del PNRR — di manutenzione e prevenzione, avrebbe potuto compromettere la sicurezza dei beni stessi e di chi vi lavora. Quando i progetti privilegiano la valorizzazione economica e turistica, mettendo in secondo piano la loro manutenzione, la cura delle loro fragilità strutturali il risultato è prevedibile — e ieri ne abbiamo visto le rovinose conseguenze. Crollano i solai, ma crollano anche certezze che per decenni ci sono state proposte come granitiche. Un modello di gestione piegato spesso agli interessi privati, alla mercificazione e a una valorizzazione che parla quasi esclusivamente il linguaggio del profitto e della turistificazione sembrava l’unico modello perseguibile, l’unico efficace, determinando di fatto un cambiamento più generale del significato stesso della parola “tutela”, per cui il doveroso obiettivo di conservazione dei monumenti, nell’interesse delle comunità di oggi e di domani restava solo sullo sfondo. > Il crollo della Torre dei Conti ha però anche messo in luce non solo la > fragilità delle strutture medievali, ma anche la fragilità e la precarietà del > lavoro legato al patrimonio culturale, dentro e fuori i cantieri. Un lavoro segnato da subappalti, contratti instabili, finte partite IVA, responsabilità sproporzionate per archeologi e addetti ai lavori, e scarse tutele. Operai e tecnici che lavorano spesso in condizioni di rischio, sotto il sole cocente, con controlli di sicurezza ridotti al minimo. Ma al di là degli aspetti tecnici e delle responsabilità specifiche, una cosa è certa: non può esserci alcuna tutela né valorizzazione del nostro patrimonio se non si tutela prima di tutto il lavoro di chi lo conserva e lo protegge, e se non si mette in primo piano la sicurezza e la dignità del lavoro. La copertina è di Grotevriendelijkereus (Flickr) SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Tutela del patrimonio e sicurezza nei cantieri edili e di restauro: tante, troppe fragilità proviene da DINAMOpress.
Piemonte. La strage del lavoro
Nei primi otto mesi di quest’anno in Piemonte ci sono stati 53 morti sul lavoro. Lo scorso anno nello stesso periodo erano 46.Una situazione senza via d’uscita e destinata a peggiorare se non ci sarà un cambiamento profondo.Il sistema dei subappalti, il caporalato legalizzato, gli orari infiniti, l’assenza di controlli permettono ai padroni di imporre […]