Tag - morti sul lavoro

I nuovi schiavi della Repubblica
Da Amendolara ai ghetti agricoli, la strage dei quattro braccianti afghani rivela il fallimento delle politiche sul lavoro e sull’immigrazione. Dietro il caporalato c’è una filiera che unisce sfruttamento, decreti …
Commemorazione compagno Adil Belakhdim
A distanza di 5 anni dalla morte del nostro compagno Adil, come ogni anno, anche quest’anno commemoreremo la sua morte davanti ai cancelli della Lidl, dove venne ucciso. La commemorazione si terrà dalle 09:30 alle 13:00   L'articolo Commemorazione compagno Adil Belakhdim proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
STRAGE DI BRACCIANTI NEL COSENTINO: È IL PREZZO DI SANGUE DELLO SFRUTTAMENTO PADRONALE!
Quanto successo ad Amendolara, nel Cosentino, dove quattro giovani braccianti agricoli sono stati uccisi  bruciandoli vivi all’interno di un mezzo, non  ci  sorprende, caso mai evidenzia in modo sempre più esponenziale, come caporalato, lavoro nero e ricatti occupazionali continuino a rappresentare una grave violazione dei diritti dei lavoratori, in particolare di quelli immigrati. I racconti dei testimoni e le immagini raccapriccianti evidenziano che  questi lavoratori avevano osato  ribellarsi perchè  volevano  un contratto regolare per vivere con dignità. La risposta dei caporali è stata una esecuzione sommaria. Il S.I. Cobas, da anni combatte il caporalato e lo sfruttamento conseguente e  come organizzazione sindacale, non ci stancheremo  mai di lottare contro queste situazioni drammatiche, affermando sin  d’ora  che respingiamo ogni tentativo mediatico e istituzionale di chiudere la vicenda come una semplice guerra tra lavoratori. Questo orribile assassinio è il prodotto diretto e inevitabile di un intero sistema economico basato sull’iper-sfruttamento e sulla totale riduzione in schiavitù della manodopera migrante. Ci troviamo di fronte a più  elementi che nella nostra storia abbiamo più volte incontrato:  I caporali sono il braccio armato di padroni senza scrupoli, padroni per i quali i profitti si fanno sulla pelle e sulla vita dei lavoratori aggravato  da leggi razziste utili a tenere i lavoratori immigrati sotto il ricatto del permesso di soggiorno. La grande distribuzione poi impone prezzi sempre più bassi e i produttori aumentano lo sfruttamento e negano ogni diritto contrattuale e salariale La nostra risposta non sarà certo il silenzio ,o una solidarietà  pelosa e ipocrita ,non cercheremo soluzioni nelle vuote parole delle istituzioni  e dei politici che piangono lacrime di coccodrillo mentre foraggiano  i CPR e spingono per la remigrazione per poter prendere quattro voti. L’ unica via, come sempre,  è solo quella della lotta di tutti i lavoratori e le lavoratrici che acquisiscono la coscienza di  organizzarsi uniti nel sindacato  nella prospettiva di far fuori questo sistema economico-sociale  vera causa di tutti i mali sociali  che colpiscono l’unica classe produttiva: I PROLETARI. S.I. COBAS NAZIONALE L'articolo STRAGE DI BRACCIANTI NEL COSENTINO: È IL PREZZO DI SANGUE DELLO SFRUTTAMENTO PADRONALE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
TELT, obiettivo “sicurezza”
Mentre Telt e la stampa favorevole all’opera rilanciano “Mission-S”, programma che ha “l’obiettivo di garantire la massima sicurezza delle persone e contrastare l’incidentalità” nei cantieri della Torino-Lione, sul versante francese […] The post TELT, obiettivo "sicurezza" first appeared on notav.info.
May 8, 2026
notav.info
Cremaschi in campo per De Felice sindaco, tre incontri a Salerno
Giorgio Cremaschi a Salerno. Lo storico sindacalista, ex Portavoce Nazionale di Potere al Popolo! e componente dell’Esecutivo Nazionale, sarà presente in città a sostegno della candidatura a sindaco di Pio De Felice, con un triplo appuntamento venerdì 8 maggio. Alle ore 11.00 avrà luogo, presso la sede dell’Unione Sindacale di […] L'articolo Cremaschi in campo per De Felice sindaco, tre incontri a Salerno su Contropiano.
May 6, 2026
Contropiano
La truffa del salario giusto
dossier di Mario Sommella (*) Anatomia di un Primo Maggio rovesciato. Come il decreto Meloni regala un miliardo alle imprese, svuota l’articolo 36 della Costituzione, dimentica i morti sul lavoro e premia chi non firma i contratti.   Esiste un modo molto efficace per mascherare un attacco al lavoro: chiamarlo difesa del lavoro. Esiste un modo ancora più sofisticato per
Di lavoro si continua a morire
Al 17 aprile 2026, come certifica l’Osservatorio di Bologna sulle morti sul lavoro di Carlo Soricelli, sono già 299 i morti sul lavoro, che arrivano a 384 includendo anche quelli in itinere, con una media di 3,43 morti al giorno. Aperto il 1° gennaio 2008, a seguito della strage all’acciaieriaThyssenkrupp di Torino (dove nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2008 morirono sette lavoratori in un incendio), quello di Soricelli è il primo osservatorio nato in Italia (e ancora l’unico) che monitora e registra tutti i morti sul lavoro nel nostro Paese, anche quelli che non dispongono di un’assicurazione (morti in nero) o che ne hanno una diversa da INAIL: https://cadutisullavoro.blogspot.com/. Siamo di fronte ad un’incredibile strage di lavoratori che non si riesce a fermare. Lavoratori che non di rado sono anziani costretti a dover ancora lavorare e a svolgere un lavoro pericoloso e stranieri: solo il 13% degli occupati è di origine straniera, ma il 25%, cioè un quarto, delle vittime sul lavoro registrate nel 2024 era immigrato. Una strage che è figlia di un modo di fare impresa malato, che abusa, sfrutta e uccide le persone. Di fronte a questa tragedia, le misure governative che si tenta di mettere in campo non sembrano andare nella giusta direzione. E’ il caso del Decreto Sicurezza sul lavoro, approvato definitivamente alla fine dello scorso anno, che – a parere della CGIL – non cambia affatto le condizioni che producono infortuni e morti. “Per le lavoratrici e i lavoratori nulla di nuovo, anzi – aveva sottolineato al momento dell’approvazione del testo la segretaria confederale della CGIL, Francesca Re David – Dal testo è stata cancellata la previsione di allargare le prestazioni per malattie professionali e infortuni, ferme da 25 anni; è stata bloccata l’estensione dei diritti per i superstiti alle coppie di fatto e ai conviventi con figli, una scelta tutta ideologica, ancor più insopportabile di fronte a una tragedia; è stato rimosso l’obbligo, nel settore turistico-alberghiero-ristorazione, alla formazione sulla salute e sicurezza al momento dell’assunzione, dilatandolo a trenta giorni, con il risultato di escludere i lavoratori precari e, comunque, quelli nella fase più delicata di avvio al lavoro. Questi sono solo alcuni dei peggioramenti su cui la maggioranza di Governo si è esercitata. Non si possono più ascoltare dichiarazioni di cordoglio quando si è scelto, ancora una volta, di fare risparmi di cassa e <<semplificazione>> sulla pelle di chi lavora. La salute e la sicurezza sul lavoro sono per il Governo solo un costo”. Oggi, 28 Aprile, è la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, dedicata quest’anno dall’ILO al benessere psicosociale: https://www.ilo.org/it/aree-tematiche/salute-e-sicurezza-sul-lavoro/giornata-mondiale-la-salute-e-la-sicurezza-sul-lavoro-2026. “Non è fatalità. È il sistema che va cambiato. La vita e la salute, fisica e mentale, delle lavoratrici e dei lavoratori va messa al centro. Basta precarietà, appalti selvaggi e scarsi investimenti. LE PERSONE SONO IL VALORE”. Questo lo slogan scelto dalla CGIL per celebrare questo importante appuntamento, riprendendo, in parte il tema del benessere mentale e organizzativo, assegnato quest’anno a livello mondiale e internazionale dall’ILO, ma rilanciando anche i temi che caratterizzano l’adesione della Cgil a livello nazionale. Per l’occasione, la Federazione agroalimentare della Cisl ha invece tracciato con un report un bilancio dal 2020 ad oggi proponendo una più attenta tutela dei lavoratori e delle lavoratrici del settore agricolo. Il rapporto completo è stato pubblicato nell’ultimo numero della rivista del sindacato, “Fai Proposte”. Nel periodo gennaio-febbraio 2026 gli infortuni sul lavoro denunciati sono stati in totale 91.912, contro gli 89.556 di gennaio-febbraio 2025: di questi, 3.245 riguardano l’agricoltura. Mentre nel complesso gli infortuni sono aumentati, dunque, in agricoltura sono leggermente diminuiti, passando da 3.529 a 3.245, di cui 3.099 sul lavoro e 146 in itinere. Gli eventi con esito mortale sono scesi da 138 a 102 in totale, in agricoltura sono passati da 16 a 5. Tra gli aspetti preoccupanti evidenziati dal sindacato, la crescita delle malattie professionali. L’inizio del 2026 segna un aumento sia per uomini che donne: le denunce sono passate in totale dalle 14.917 del bimestre gennaio-febbraio 2025 alle 17.036 del 2026; significativo l’aumento anche in agricoltura, dove si è passati da 1.667 a 1.902 denunce per gli uomini e da 749 a 797 per le donne, per un totale di 2.699 denunce, contro le 2.416 di inizio 2025. I dati del rapporto fanno emergere una tendenza, sempre con riferimento all’agricoltura, che non ha subito grandi variazioni, a parte una importante diminuzione del 2,1% degli infortuni in occasione di lavoro. Nel 2020 le malattie professionali denunciate sono state 7.520, l’anno seguente 9.151, poi 10.015, successivamente 11.484 fino ai 14.026 casi del 2024. Anche nel 2025, si configura un aumento delle malattie professionali, passate a 15.346 (+9,4%), mentre gli infortuni risultano diminuiti da 24.207 a 23.695, ma sono aumentati da 102 a 106 gli infortuni con esito mortale. Mettendo insieme i tre indicatori, infortuni, incidenti mortali e malattie professionali, emergono nel lungo periodo tre elementi strutturali: stabilità dell’infortunio traumatico, persistenza di una soglia mortale stabile e non in riduzione, esplosione delle patologie croniche lavoro-correlate. Il sistema agricolo italiano – si legge nel report – appare caratterizzato da una “progressiva cronicizzazione del rischio”: non aumenta l’evento acuto, ma cresce l’usura del lavoro nel tempo, per cui complessivamente il fenomeno delle malattie professionali in agricoltura appare in costante espansione in quasi tutte le categorie diagnostiche. Per il sindacato bisogna agire su diverse direttrici di intervento, come il rafforzamento della contrattazione su ergonomia, pause, turnazioni e meccanizzazione, più investimenti in formazione continua obbligatoria, promozione della bilateralità attiva sulla prevenzione sanitaria, maggiore incidenza sulle politiche pubbliche affinché i fondi della PAC includano indicatori di sicurezza e salute nel lavoro, e infine la possibilità di ampliare la platea delle professionalità usuranti per garantire più tutele e maggiori agevolazioni nel maturare i requisiti per l’età pensionistica. Per approfondire i dati del report di FAI CISL su “Salute e sicurezza in Agricoltura” – aprile 2026: https://www.faicisl.it/attachments/article/4813/Salute%20e%20sicurezza%20in%20Agricoltura%20-%20nota%20FAI%20CISL%20aprile%202026.pdf. Giovanni Caprio
April 28, 2026
Pressenza