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SIAMO A 982 … MORTI SULLAVORO
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO . BUONA LETTURA. SI COBAS NAZIONALE Siamo a 982… lavoratori che fino ad oggi – ogni giorno se ne contano uno, due, tre.. otto vittime nello scorso fine settimana, una lista infinita – non sono tornati a casa: un bollettino di guerra sottostimato perché i dati INAIL non conteggiano quelli che lavorano in nero, soprattutto braccianti ed edili. Alcuni dati citati  dall’ottimo sito ‘altrenotizie.org’ fanno il paragone tra i morti riportati dalle tabelle ufficiali del Ministero della Difesa: su una base di 100.000  militari arruolati le  vittime sono  2-3 all’anno, il che significa  un tasso di mortalità dell’1,1-1,7. Quelle della guerra non dichiarata tra i padroni e i lavoratori invece sono 3-4 al giorno. Prendendo la stessa base di 100.000 lavoratori questa volta, un operaio edile rischia la vita 10 volte in più di un militare; un lavoratore della logistica e trasporti corre un rischio di 12 volte in più; nei campi la probabilità di non tornare a casa la sera è di 20 volte superiore. Dicevamo che i dati INAIL sono sempre sottostimati: lo affermano da molto tempo osservatori indipendenti come l’Osservatorio di Carlo Soricelli, che stima in un 15% in più le vittime riportate dai dati ufficiali, i quali dati dicono anche che il 32% delle vittime sono lavoratori stranieri regolari, che muoiono facendo i lavori più pesanti e pericolosi.. . fragole e sangue, tanto per ricordare. Gli “irregolari”, quelli vittime del lavoro schiavo, nostri fratelli di classe apparentemente “invisibili” che lavorano e muoiono come noi, non li conta nessuno. Ultimo dato: su una platea di circa 24,1 milione di occupati (dati Istat) gli ispettori del lavoro in forza – che tutti i governi, in occasione di incidenti gravissimi promettono di aumentare – sono in tutto 4.366 (ultimo rapporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro). Al di là delle ormai scontatissime e insopportabili lacrime da coccodrilli di politici, presidenti della repubblica, pennivendoli vari, i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, di colori diversi ma evidentemente tutti preoccupati di “non disturbare il manovratore” (i padroni, pubblici e privati), tutti insieme appassionatamente hanno prodotti leggi come:  la legge Fornero (2011, governo Monti), che ha innalzato l’età pensionabile senza far distinzioni, costringendo persone ormai anziane a dover lavorare in mansioni pericolose; il Job Act (2015, governo Renzi/PD) che ha sancito il precariato selvaggio, e può “vantare” un aumento del 43% dei morti di lavoro; ai vari decreti Salvini (sugli appalti a cascata) che sono responsabili dell’aumento del 15% delle vittime operaie. Oggi che siamo in guerra anche se non ce lo dicono, miliardi di soldi (nostri) – tagliandoli da sanità, case, scuole, sicurezza sul lavoro – vengono investiti nell’acquisto di armi: per “difendere e proteggere la popolazione italiana”. Da chi? Chi viene difeso non è certo la carne da macello, che continua a morire ogni giorno per i guadagni di pochissimi, ma i profitti delle industria bellica e dei suoi finanziatori, come le banche, le assicurazioni, ecc. I proletari, i lavoratori, non li difende nessuno. Solo noi, unendoci e organizzandoci, lottando in prima persona contro il sistema barbaro in cui viviamo – il capitalismo – possiamo fermare la macelleria che fa sì che migliaia di padri, madri, figli, fratelli non tornino più a casa loro. E’ difficile, certo, ma è l’unica strada per fermare questa “guerra in tempo di pace” mentre dobbiamo prepararci a far sì che da carne da macello non ci trasformino in carne da cannone. Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.Giovanni, 7.9.2026 L'articolo SIAMO A 982 … MORTI SULLAVORO proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Puntata dell’1/09/2026@0
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata dell’1/09/2026@2
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata dell’1/09/2026@1
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
Radio Blackout - Info
Sottocosto
di   Mauro Armanino Dai poveri e migranti al lavoro precario, dai sogni al futuro: nella società del mercato tutto può essere svalutato. Persino le parole, quando smettono di raccontare …
September 4, 2026
Osservatorio Repressione
Di lavoro si continua a morire. In Lombardia siamo all’emergenza, con 75 vittime nei primi sei mesi
Marcello Erbini, l’operaio cinquantacinquenne di Mazara del Vallo (Tp) che era rimasto vittima di un grave incidente mentre operava su un’autocisterna, non ce l’ha fatta. Dopo quattordici giorni trascorsi in condizioni critiche all’ospedale Villa Sofia di Palermo, è morto martedì 18 agosto. “Ancora una volta ci troviamo di fronte a un drammatico incidente sul lavoro che dimostra come la piaga degli infortuni continui a colpire il nostro territorio. La sicurezza nei luoghi di lavoro non può restare uno slogan o un adempimento burocratico: occorrono prevenzione reale e un impegno straordinario di tutte le istituzioni e del sistema produttivo per fermare questa scia inaccettabile”, hanno sottolineato i segretari generali di Flai, Fai e Uila Trapani. “Un episodio che riaccende i riflettori sui rischi presenti nel settore agroalimentare e vitivinicolo locale, proprio alla vigilia di una fase operativa intensa e delicata per le aziende agricole del territorio trapanese. Restiamo in attesa che gli organi inquirenti e il Servizio Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (Spresal) chiariscano l’esatta dinamica dei fatti, ma la frequenza con cui continuano a verificarsi infortuni gravi, anche nel nostro comparto agroalimentare, impone una riflessione immediata e interventi concreti. Occorre rafforzare gli organici degli enti ispettivi (ASP, Spresal, Ispettorato del Lavoro) per garantire un monitoraggio costante e capillare sui cantieri, nei campi e negli stabilimenti industriali.” La UIL nei giorni scorsi ha denunciato come in Lombardia l’emergenza infortuni travolga ormai tutte le provincie, con oltre 60mila denunce nei primi 6 mesi. L’aumento regionale (+6,9%) supera la media nazionale e anche le malattie professionali sono in forte crescita (+11,8%). Le 75 vittime sul lavoro in Lombardia (una tragedia ogni due giorni e mezzo) dimostrano che siamo di fronte a una gravissima emergenza. I dati INAIL relativi al primo semestre 2026, rielaborati nel secondo Rapporto mensile dalla UIL Lombardia, delineano un quadro di estrema gravità per la tutela dei lavoratori sul territorio regionale. Le denunce complessive di infortunio hanno superato la soglia dei 60mila casi, attestandosi a quota 60.532 con un incremento del 6,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando nettamente il dato medio nazionale. L’aumento riguarda indiscriminatamente tutte le province lombarde, guidate dagli incrementi percentuali di Pavia (+12,4%), Monza e Brianza (+10,1%) e Bergamo (+7,8%), mentre Milano concentra oltre 20mila denunce, rappresentando da sola un terzo dell’intero dato regionale. Particolarmente allarmante risulta anche il bilancio delle malattie professionali, che registrano un balzo dell’11,8% sfiorando i 2.900 casi, con una forte accelerazione per le patologie muscolo-scheletriche e un vertiginoso incremento delle denunce legate ai disturbi psichici e comportamentali (+73,7%). Sul fronte delle vittime, le 75 denunce mortali registrate nei primi sei mesi segnano un’equivalenza drammatica di un lavoratore deceduto ogni 2,4 giorni, evidenziando come la modesta variazione rispetto al 2025 non rappresenti affatto un segnale di miglioramento strutturale. Il fenomeno colpisce in modo marcato anche le fasce più fragili: gli infortuni tra i lavoratori nati fuori dall’Unione Europea crescono del 10,6%, mentre le denunce nel perimetro studentesco raggiungono circa 12.600 casi, collocando la Lombardia al vertice nazionale col 24% degli eventi complessivi. La UIL Lombardia ribadisce la necessità indifferibile di superare gli interventi frammentari, mettendo in atto una vera prevenzione di filiera nei comparti più esposti come trasporti, logistica, manifattura, costruzioni e sanità. Risulta prioritario rafforzare i controlli degli organi di vigilanza, intervenire sull’organizzazione del lavoro e sui carichi psicosociali e garantire una formazione effettivamente accessibile e comprensibile per tutti i lavoratori, per arrestare una scia inaccettabile di infortuni e patologie sul lavoro. “I dati sugli infortuni e sulle malattie professionali”, ha sottolineato il Segretario Generale UIL Lombardia Antonio Albrizio, “confermano che la sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere affrontata a 360 gradi. Non dobbiamo infatti dimenticare che in Lombardia assistiamo a una recrudescenza inaccettabile di infortuni e a un crescendo di aggressioni, fisiche e verbali, ai danni di lavoratori impegnati nel frontline. La vita delle persone sopra ogni cosa; non si tratta solo di rispettare le norme sulla prevenzione degli incidenti, ma di tutelare l’incolumità fisica e la dignità delle persone in ogni contesto lavorativo. Serve un impegno corale delle istituzioni per potenziare i controlli, garantire presidi di protezione efficaci e promuovere una nuova cultura del rispetto e del lavoro sicuro. Serve un piano regionale inter-istituzionale con obiettivi misurabili, organici stabili nei servizi PSAL (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e nell’Ispettorato attraverso una banca dati condivisa e con una trasparenza sui risultati della vigilanza. L’obiettivo resta uno solo: Zero Morti sul Lavoro”. Qui il Rapporto completo: https://www.uilmilanolombardia.it/wp-content/uploads/2026/08/26.08.17-Rapporto_mensile_UIL_Lombardia_Sicurezza_Giugno_2026.pdf Giovanni Caprio
August 21, 2026
Pressenza
SCIACALLI A MARCINELLE!
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO QUESTO PUNGENTE ARTICOLO DEL  “comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio” DOVE IN FONDO ALL’ARTICOLO CHIEDE AI SINDACATI DI BASE DI METTERE AL PRIMO POSTO LA SICUREZZA , IL SI COBAS NON SOLO CONDIVIDE L’APPELLO, MA RIVENDICA   SUL TEMA DELLA SICUREZZA ANCHE INIZIATIVE SINDACALI FATTE DA ASSEMBLEE DIRETTE CON I LAVORATORI NEI LUOGHI DI LAVORO E  DI SCIOPERO COME RISPOSTA ULTERIORE . PROPRIO IN QUESTI GIORNI, DI FERIE AGOSTANE, SUL PROBLEMA CALDO ESTREMO, DOVUTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO (ALTRA FACCIA DEL CAPITALISMO CHE TUTTO DIVORA IN NOME DEL PROFITTO), STIAMO CHIAMANDO  I LAVORATORI A PRENDERSI DIRETTAMENTE CON LA LOTTA LE NS PROPOSTE(10 MINUTI DI PAUSA  OGNI ORA DI LAVORO, DRIVER USCIRE UN’ORA PRIMA PAGATA, AREE RINFRESCATE, ACQUA FRESCA E  BIBITE CON IL MAGNESIO E POTASSIO),  DOVE  TUTTE LE AZIENDE FANNO ORECCHIE DA MERCANTE DOVE I LAVORATORI SONO DEBOLI. PURTROPPO PUR ESSENDOCI REGOLE REGIONALI E STATALI( FRA L’ALTRO MOLTO DEBOLI) I PADRONI NON LE RISPETTANO, ANZI SE NE FOTTONO ALTAMENTE,  TOCCA A NOI PRENDERCELE DIRETTAMENTE PER DIFENDERE LA NS SALUTE E LA NS VITA. BUONA LETTURA E SOPRATTUTTO LOTTA DURA SENZA PAURA. SI COBAS NAZIONALE Durante la commemorazione della strage di Marcinelle, alcuni aderenti al sindacato belga FGTB voltano le spalle a Ignazio La Russa: grande scandalo!!! Landini coda di paglia si affanna a dichiarare “Non siamo stati noi”, mentre il segretario regionale del sindacato belga dice con grande dignità: “Tutti i compagni della FGTB si sono girati perché siamo contro la presenza dei partiti fascisti”. . L’8 agosto 1956 a Marcinelle morirono 262 minatori provenienti da 26 paesi, 136 erano italiani. Tra il 1946 e il 1956 più di 140mila lavoratori italiani lasciarono il loro paese per andare a lavorare nelle miniere di carbone belghe. Era il prezzo di un accordo tra Italia e Belgio che prevedeva un enorme baratto: l’Italia (governo De Gasperi, DC) doveva inviare in Belgio 2mila uomini a settimana e, in cambio, Bruxelles si impegnava a fornire a Roma 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore. I MORTI DI MARCINELLE ERANO TUTTI MIGRANTI, LAVORATORI CHE AVEVANO LASCIATO IL LORO PAESE DISPOSTI A LAVORARE IN CONDIZIONI SPAVENTOSE, COSTRETTI DALLA POVERTÀ ALL’EMIGRAZIONE PER DARE UNA VITA E UN FUTURO DIGNITOSO ALLE LORO FAMIGLIE: . NON VI DICE NULLA??? AH…. AL PROCESSO TUTTI ASSOLTI . Ad agosto 2026 in Italia le vittime del profitto sui posti di lavoro – cantieri, fabbriche, campi.. – sono 743; una media di 3,2 (sic!) al giorno. Tra il 6 e il 7 agosto ne sono morte 7. Il 32% di esse sono di nazionalità “straniera” ma per noi sono fratelli di classe, che lavorano al nostro fianco e cadono vittime, come noi, dello sfruttamento capitalistico dei “nostri” italianissimi” padroni…. Sciacalli che si nutrono di carne umana… . Il governo Meloni va a “commemorare” i morti italiani facendosi rappresentare da un fascista dichiarato, quel La Russa che tiene il busto di Mussolini in casa, mentre si appresta a varare un nuovo decreto legge che esime da responsabilità il datore di lavoro, sempre che abbia rispettato le regole dettate da … Confindustria! . Ma le colpe sono bipartisan, cambiano i governi ma l’attacco ai lavoratori – qualunque sia la loro nazionalità perchè per i padroni siamo tutti carne da macello – resta: 2011, governo Monti, legge Fornero che allunga l’età pensionabile senza alcuna distinzione tra chi svolge lavori impiegatizi e chi svolge un lavoro pericoloso; 2015, governo Renzi (PD), Jobs Act: dall’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; l’aumento dei morti sul lavoro è stato del 43% da quell’anno. 2023, legge Salvini sugli appalti a cascata; aumento del 15% dei morti soprattutto in edilizia e negli appalti pubblici. I sindacati venduti (CGIL/CISL/UIL) – nella difesa del “miglior mondo possibile” secondo loro, il capitalismo – la piantino di chiedere, ad ogni morto sul lavoro, più “formazione”. Tra i morti ci sono lavoratori “esperti” di 40, 50, 60 anni e più. I sindacati di base mettano al primo posto – sì …prima anche del salario – la sicurezza: i morti di profitto sono la faccia più feroce, ma più vera, del capitalismo che ormai ha gettato ogni maschera. I lavoratori si organizzino perché a condizioni di morte non si lavori. Sappiamo quanto è difficile, ma è l’unica strada per fermare questo fiume in piena di sangue. Le “commemorazioni”, la “memoria” ecc. se non servono all’oggi e al domani sono perfettamente inutili, sono parole retoriche e vuote che servono solo a farci dimenticare la realtà del nostro presente: qui e oggi. Da Marcinelle non è cambiato nulla: povertà, emigrazione, sfruttamento e impunità dei padroni sono sempre qui, oggi come allora. Il capitalismo, il vero cancro dell’umanità intera, è fame, miseria, morte e guerra e va rovesciato se vogliamo un futuro e una vita degna di essere vissuta. Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.G., 10.8.2026 L'articolo SCIACALLI A MARCINELLE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.