Tag - morti sul lavoro

[Tasche Vuote] Tasche vuote n.2 (1/4: Trasmissione intera)
Tasche vuote è una trasmissione strutturata in 3 sezioni, in questa puntata: 1) Mondo del lavoro: continua l'assassinio quotidiano di lavoratrici e lavoratori, le ultime vittime del profitto.  2) Dal governo e dal Parlamento i provvedimenti economici, sociali e sul lavoro delle ultime 2 settimane: focus sul bonus genitori separati 3) Parliamo di istruzione: continua il taglio dei finanziamenti all'istruzione pubblica, scuole che cadono a pezzi, carenze di organici e salari miseri, solo ai dirigenti scolastici vengono elargiti stipendi sopra la media europea. Ne parliamo con alcuni studenti dell'Assemblea Giovanile di Roma Est in studio. Sempre con uno sguardo, oltre che alla crescita educativa, alla funzione di salario indiretto che riveste l'istruzione nell'ambito del bilancio statale.  
October 18, 2026
Radio Onda Rossa
Roma. Altri due morti sul lavoro, Potere al Popolo rivendica una vera sicurezza sociale
Ancora due morti sul lavoro a Roma. Un giovane di 25 anni è morto durante la notte mentre era di turno nel magazzino Amazon di Settecamini, mentre un uomo è deceduto a causa di un’esplosione in un’autofficina nella stessa zona, dove è esploso un soffietto delle sospensioni pneumatiche di un […] L'articolo Roma. Altri due morti sul lavoro, Potere al Popolo rivendica una vera sicurezza sociale su Contropiano.
October 9, 2026
Contropiano
Taranto, dopo la sentenza il problema resta politico – di Franco Oriolo
La decisione assunta il 27 luglio dalla Corte d’Appello di Milano modifica profondamente lo scenario dell’ex Ilva. Dopo il rigetto dell’11 settembre della prima richiesta di sospensione, Ilva in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia hanno presentato una nuova istanza per rinviare lo stop dell’area a caldo. La Corte d’Appello la esaminerà il 30 settembre, [...]
September 30, 2026
Effimera
Italia: 1.200 morti sul lavoro in un anno, ma fa notizia solo se succede al Colosseo
Andrea Moretti aveva 22 anni ed era già operaio specializzato nell’edilizia acrobatica. È morto nella notte rta il 22 e il 23 settembre, dopo essere caduto da un’altezza di dieci metri mentre lavorava all’illuminazione del Colosseo. In segno di lutto (e solo dopo le polemiche dei sindacati), il ministero della Cultura ha disposto la temporanea chiusura dell’intero parco archeologico, dove il ministro Giuli si è recato più volte per effettuare sopralluoghi e portare le condoglianze alla famiglia del giovane. Nessuna visita istituzionale, invece, per Kujtim Osmani, 19 anni, morto solo poche ore prima dopo la caduta dal tetto dell’anonimo capannone dove stava lavorando, nel Trevigiano. E nemmeno un comunicato ministeriale per Luca Piccinini, 66 anni, travolto da una trave d’acciaio, o ancora per Livio Baldin, 65 anni, schiacciato da un muletto. Solamente tra il 15 e il 23 settembre, sono 15 le persone che sono rimaste uccise sul posto di lavoro in Italia, una media di più di una al giorno. Un dato che si riflette anche nell’ultimo rapporto dell’INAIL, che specifica che nel solo 2025 1198 persone hanno perso la vita mentre stavano lavorando. Di queste, 890 (836 uomini, 54 donne) sono rimaste uccise sul posto di lavoro, altre 299 mentre si recavano sul posto di lavoro o stavano rientrando a casa. In due terzi dei casi, si trattava di soggetti di età superiore ai 50 anni. Nell’85% dei casi, gli incidenti mortali riguardano il settore dell’Industria e dei servizi, nel 13,5% dei casi quello dell’Agricoltura. I numeri delle morti annuali, con minime variazioni in positivo o in negativo, si ripetono di anno in anno in maniera pressochè costante da almeno vent’anni. Nel periodo pre-pandemico, Maurizio Landini, segretario nazionale della CGIL, denunciava come in dieci anni (2009-2019) fossero stati oltre 17mila gli incidenti mortali sul lavoro, con 1133 morti nel 2018 e circa 600mila infortuni. Numeri che oggi rimangono pressochè invariati: l’INAIL segnala 600mila denunce per infortunio nel 2025, delle quali 519mila riguardano lavoratori e 81mila gli studenti. Gli infortuni in itinere (ovvero mentre ci si reca sul posto di lavoro), invece, sono oltre 104mila, il dato più alto del quinquennio 2021-2025 e il più alto anche dei livelli pre-pandemici. Gli infortuni avvenuti all’esterno dell’azienda (in itinere o in occasione di lavoro con mezzo di trasporto) sono stati 121mila, e anche questo risulta essere il dato più alto del quinquennio 2021-2025. Secondo le stime INAIL, nel 2025 gli infortuni sono stati 1720 casi ogni 100mila occupati, 3,69 ogni 100mila i decessi. Non solo: ad aumentare sono anche le malattie professionali. INAIL segnala che, nel 2025, sono stati oltre 98mila i casi, «il picco più alto degli ultimi 26 anni», pari a quattro volte i casi registrati nel 2000. Il maggior numero di casi si registra nel Mezzogiorno, anche se a livello regionale il primato è della Toscana, con 16.438 denunce. Secondo il rapporto, le patologie più frequenti risultano essere quelle muscolo-scheletriche, con 70mila denunce totali, mentre circa 11mila casi riguardano malattie del sistema nervoso. Circa 2400 sono i tumori professionali (per i due terzi causati dall’esposizione all’amianto), che rappresentano la prima causa di morte, oltre 2000 le malattie respiratorie. A fronte dei dati, tuttavia, il rapporto segnala che l’aumento delle malattie denunciate non rispecchia necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma piuttosto «un’efficace emersione del sommerso, frutto di una maggiore consapevolezza dei lavoratori». The post Italia: 1.200 morti sul lavoro in un anno, ma fa notizia solo se succede al Colosseo appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 24, 2026
L'INDIPENDENTE
OPERAIO DI 22 ANNI MORTO AL COLOSSEO, TURISTI IN VISITA. GIULI CHIUDE GLI INGRESSI E I CANTIERI SOLO DOPO LA PROTESTA DI LAVORATORI E LAVORATRICI
Omicidi quotidiani sul lavoro in Italia. A morire nel cantiere del Colosseo a Roma un operaio di 22 anni, specializzato in lavori in quota. Nella notte era al lavoro all’impianto di illuminazione quando è caduto da 10 metri e ha perso la vita. Si chiamava Andrea Moretti. Dopo la protesta dei sindacati, il Ministro Giuli ha disposto la chiusura del sito archeologico ai lavori e alle visite turistiche. “È stato allucinante vedere stamattina il Colosseo aperto, come se niente fosse, a poche ore dalla morte di un operaio di 22 anni: il Ministro ha disposto la chiusura solo dopo l’intervento sindacale e una nota della RSU del Parco Archeologico che la richiedeva”, fa sapere Usb che ha organizzato insieme a lavoratori e lavoratrici un presidio iniziato alle 15 davanti al Colosseo. L’Usb pubblico impiego e lavoro privato ha anche annunciato lo sciopero a partire dalle 19 di oggi e fino alle 16 di domani dei lavoratori pubblici, dipendenti del ministero della Cultura, in servizio presso il Parco archeologico del Colosseo, e dei dipendenti dell’impresa Ales Spa, società in house del Mic. Il collegamento da Roma con Francesca Pulice, di Usb. Ascolta o scarica.
September 23, 2026
Radio Onda d`Urto
Morire di lavoro: una vergogna di Stato
tre interventi di Carlo Soricelli (*) Sette morti sul lavoro in un solo giorno, ucciso a 19 anni sotto gli occhi del padre: ora basta con questa strage! Mamma muore nel tentativo di salvare il figlio dalle esalazioni di una cisterna Anche ieri sette famiglie distrutte in un solo giorno, che si aggiungono a una strage infinita che non trova
September 22, 2026
La Bottega del Barbieri
SIAMO A 982 … MORTI SULLAVORO
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO . BUONA LETTURA. SI COBAS NAZIONALE Siamo a 982… lavoratori che fino ad oggi – ogni giorno se ne contano uno, due, tre.. otto vittime nello scorso fine settimana, una lista infinita – non sono tornati a casa: un bollettino di guerra sottostimato perché i dati INAIL non conteggiano quelli che lavorano in nero, soprattutto braccianti ed edili. Alcuni dati citati  dall’ottimo sito ‘altrenotizie.org’ fanno il paragone tra i morti riportati dalle tabelle ufficiali del Ministero della Difesa: su una base di 100.000  militari arruolati le  vittime sono  2-3 all’anno, il che significa  un tasso di mortalità dell’1,1-1,7. Quelle della guerra non dichiarata tra i padroni e i lavoratori invece sono 3-4 al giorno. Prendendo la stessa base di 100.000 lavoratori questa volta, un operaio edile rischia la vita 10 volte in più di un militare; un lavoratore della logistica e trasporti corre un rischio di 12 volte in più; nei campi la probabilità di non tornare a casa la sera è di 20 volte superiore. Dicevamo che i dati INAIL sono sempre sottostimati: lo affermano da molto tempo osservatori indipendenti come l’Osservatorio di Carlo Soricelli, che stima in un 15% in più le vittime riportate dai dati ufficiali, i quali dati dicono anche che il 32% delle vittime sono lavoratori stranieri regolari, che muoiono facendo i lavori più pesanti e pericolosi.. . fragole e sangue, tanto per ricordare. Gli “irregolari”, quelli vittime del lavoro schiavo, nostri fratelli di classe apparentemente “invisibili” che lavorano e muoiono come noi, non li conta nessuno. Ultimo dato: su una platea di circa 24,1 milione di occupati (dati Istat) gli ispettori del lavoro in forza – che tutti i governi, in occasione di incidenti gravissimi promettono di aumentare – sono in tutto 4.366 (ultimo rapporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro). Al di là delle ormai scontatissime e insopportabili lacrime da coccodrilli di politici, presidenti della repubblica, pennivendoli vari, i governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, di colori diversi ma evidentemente tutti preoccupati di “non disturbare il manovratore” (i padroni, pubblici e privati), tutti insieme appassionatamente hanno prodotti leggi come:  la legge Fornero (2011, governo Monti), che ha innalzato l’età pensionabile senza far distinzioni, costringendo persone ormai anziane a dover lavorare in mansioni pericolose; il Job Act (2015, governo Renzi/PD) che ha sancito il precariato selvaggio, e può “vantare” un aumento del 43% dei morti di lavoro; ai vari decreti Salvini (sugli appalti a cascata) che sono responsabili dell’aumento del 15% delle vittime operaie. Oggi che siamo in guerra anche se non ce lo dicono, miliardi di soldi (nostri) – tagliandoli da sanità, case, scuole, sicurezza sul lavoro – vengono investiti nell’acquisto di armi: per “difendere e proteggere la popolazione italiana”. Da chi? Chi viene difeso non è certo la carne da macello, che continua a morire ogni giorno per i guadagni di pochissimi, ma i profitti delle industria bellica e dei suoi finanziatori, come le banche, le assicurazioni, ecc. I proletari, i lavoratori, non li difende nessuno. Solo noi, unendoci e organizzandoci, lottando in prima persona contro il sistema barbaro in cui viviamo – il capitalismo – possiamo fermare la macelleria che fa sì che migliaia di padri, madri, figli, fratelli non tornino più a casa loro. E’ difficile, certo, ma è l’unica strada per fermare questa “guerra in tempo di pace” mentre dobbiamo prepararci a far sì che da carne da macello non ci trasformino in carne da cannone. Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.Giovanni, 7.9.2026 L'articolo SIAMO A 982 … MORTI SULLAVORO proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Puntata dell’1/09/2026@0
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata dell’1/09/2026@2
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
Radio Blackout - Info